ANCHE SE QUALCUNO È STONATO…

è una gran bella cosa lo stesso.

E forse è il momento giusto per riproporre questo.

barbara

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  1. Geniale! Cominciare la giornata…sulle note di una canzone…senza tempo.

    Non conosco le parole…ma quel..non sò che di speciale fà sì che all’ ascolto fà sempre centro.

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    • Una scena di gente insonnolita, immusonita, stanca prima ancora di cominciare la giornata, che di colpo si trasforma in un popolo che si unisce per cantare e sorride e ride e VIVE in un potente crescendo, è già più che sufficiente a creare un’emozione forte. Poi, al di là degli stimoli esterni, sono un’infinità di fili sottili, non sempre visibili a occhio nudo, a scatenare le nostre reazioni: ricordi, stati d’animo, condizioni psico-fisiche…

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  2. Ahimé, scopro leggendo il thread sotto il post linkato che non ti piace Tom Waits, a mio modestissimo parere il più grande musicista vivente… Neanche “Martha?”, la più bella canzone d’amore di tutti i tempi?
    Comunque la domanda è: questa canzone è originale della colonna sonora del MdO, o è autonoma e precedente?

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    • Sembra che sia stata scritta apposta per il film.
      Con Tom Waits ho già scandalizzato il mio ex cognato che lo venerava e continuava a proporre cose sue. Io ho provato ad ascoltarlo un paio di volte, ma proprio non ci riesco, le mie orecchie si rifiutano. Per la voce, dico. A differenza di Battiato che mi dà il voltastomaco anche per i testi (e La cura – “la sua canzone più bella e più amata” – mi fa proprio vomitare).

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      • Come la sua musica, anche la voce cambia parecchio da un disco all’altro, da quasi normale a del tutto strafatta di whisky e tabacco economico; Martha, per esempio, ha una voce abbastanza gradevole, ma se guardi sul tubo ne troverai decine di cover: personalmente preferisco quelle fatte da maschi, anche se quella di Bette Midler non è male (fra l’altro credo che all’epoca fosse la sua morosa, adesso saranno appunto passati più di quarant’anni: se segui il testo capisci).
        TW ha un’incredibile vaietà muscicale, passa dal blues al jazz, da pezzi che sembrano puro Kurt Weill a pezzi in stile Sinatra, dal Klezmer (goditi “I’ll be gone”, magari fatta dai Gogol Bordello) a pezzi più rockeggianti. Mai un cedimento al pop, comunque.

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        • Non so. E’ una di quelle cose che dopo il primo impatto ti viene da dire grazie, abbiamo già dato e la sola successiva vicinanza ti provoca l’orticaria. Esattamente come con Janis Joplin o Amy Winehouse o, più vicino, Carmen Consoli (non sopporto le voci parkinsoniane) e più vicino ancora quell’albanese che raglia, una roba che non si può sentire e tutti ne vanno matti. L’unico, in altro campo, per il quale dopo il “abbiamo già dato” ho provato a fare un’eccezione è stato Philip Roth, che mi ha convinta che non si devono MAI fare eccezioni.

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        • Se ne è già parlato qui: ho letto tantissimi anni fa L’orgia di Praga e l’ho trovato un tale nulla assoluto che un secondo dopo averlo chiuso non ricordavo neppure più di che cosa parlasse, tranne l’esecuzione di uno stratosferico numero di noiosissime scopate. Mi ero ripromessa di non leggere più niente di suo ma un anno e mezzo fa ho deciso di riprovarci con Operazione Shylock, che mi ha dato la certezza che era stata giusta la precedente decisione di non leggere mai più qualcosa di suo.

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        • Io posso dire solo che, avendo letto Portnoy’s complaint in età avanzata, ho rimpianto di non averlo letto quando è uscito. E che Sabbath’s theater è un libro molto divertente.
          È ben vero che spesso, prima di entrare in medias res, te la mena a lungo in tondo. In American Pastoral le prime 70 pagine sono inutili.

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        • Sì, lo so che sono eretica, però rifletti: se ti invito a pranzo e ti presento una pasta scotta, un arrosto bruciato fuori e crudo dentro, una torta nera bruciacchiata, ci riprovi e ti presento per antipasto dei gamberetti lessati mezz’ora, una minestra senza sale e del pollo mezzo crudo: ti lasci convincere a venirci una terza volta? Lo so che per tutti è un genio, l’ho scritto, ma io trovo molta più cultura in Topolino. In Operazione Shylock non è che ci mette un po’ a entrare in argomento: lì l’argomento proprio non c’è.

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        • Non so se sia un metro sempre valido: se io di Buzzati avessi letto solo Il deserto dei Tartari, che è il suo libro più celebrato, avrei pensato che era uno scrittore noioso: invece è uno dei pochi italiani che ho amato.
          Di PhR non conosco né l’orgia di Praga, né Shylock, e ti do ragione su Portnoy, sono centinaia di pagine di seghe mentali su seghe manuali, ma la Pastorale è un capolavoro.
          Mi chiedo se riuscirei a farti leggere il Viaggio al termine della notte, il capolavoro di un altro che detesti, sostituendo la copertina.

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        • Ps: per l’invito a cena, se sono spaghetti, puoi sempre contare sul ragù industriale di una nota marca da discount, impiattamento a cura del prof. Jazztrain.

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        • NO: quello non riuscirai mai a farmelo leggere, con nessuna copertina. Di lui non ho mai letto una riga né mai una riga leggerò.
          Per l’invito a cena, premesso che quello della foto è un signor piatto di spaghetti al sugo, visibilmente al dente e con una giusta quantità di sugo, il che dimostra che sta invecchiando male anche dal punto di vista della percezione, per non parlare del disprezzo nei confronti di chi non può tenere in cucina un cuoco a cinque stelle (absit iniuria verbis), premesso quanto sopra, in genere me la cavo onorevolmente. Se dovessi capitare da queste parti avrò il piacere di dartene la prova (allungando il tavolo ci può stare la tua famiglia al completo). Cosa che non sono sicura possa fare chi critica i piatti altrui vedendo anche piatti con il bordo impastato di sugo.

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      • Ovviamente era una battuta e lo so che non differenzi in base al luogo di nascita, ma mi riferivo sia al noto “aciripostese” che a Carmen Consoli.
        Al liceo ho apprezzato molto Battiato, per me era un modo per ascoltare musica diversa da quella che ascoltavano i miei coetanei che mi proponevano o la musica improponibile (tipo metal) o mi propinavano le solite quattro (e solo quelle) canzoni di De Andrè.
        Poi, sono andato ad un suo concerto e ho visto che, forse a causa dell’età, non cantava quasi più ma anzi sembrava sibilare i testi e alcuni brani li faceva pure in play back.
        Poi è diventato assessore con la giunta Crocetta e lì mi è caduto definitivamente dal cuore.

        Devo dire che tutto sommato certe sue canzoni continuano a piacermi.

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        • Ah già, anche Carmen Consoli: a lei non avevo pensato, anzi, forse non ho neanche mai saputo di dove sia, dal momento che proprio non mi interessa da nessun punto di vista, la voce è inascoltabile e le canzoni un concentrato di cretinitudine e inconsistenza.

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