SARÒ MALIGNA IO

ma di fronte al coro unanime di esultanza per la splendida velocità e serietà ed efficienza della giustizia marocchina, senza i ridicoli orpelli di avvocati e affini che deturpano la nostra, e le invocazioni ad assumere il re del Marocco come nostro ministro della giustizia, a me invece una sentenza pronunciata in cinque minuti – una sentenza di morte, in particolare, e con esecuzione immediata – suscita sempre il sospetto che si voglia chiudere il più velocemente possibile la bocca a qualcuno che potrebbe dire cose scomode. Insieme a qualche consistente sospetto sulla reale identità dei giustiziati e sul loro reale rapporto coi fatti per i quali sono stati condannati. Quanto a quelli che reclamano di vedere il video della decapitazione, augurandosi che la lama sia arrugginita e poco affilata e che il boia abbia la mano malferma, mi fanno quasi altrettanto orrore degli assassini. E il quasi è puramente decorativo.

barbara

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  1. Mi viene un sospetto (non ho faccialibro) di fake news. In Marocco le condanne a morte sono eseguite per fucilazione e anche in caso di giustizia sommaria è un metodo valido.

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    • La fake news è una possibilità, ma mi interessavano le reazioni di casa nostra, l’esultanza per la giustizia ultrarapida – magari da parte di quelli che pretendono l’attesa del terzo grado di giudizio per essere disposti ad accettare la sospensione dal partito del proprio beniamino – nei confronti di persone che dopotutto non sono state colte in flagrante, e la speranza che si tratti di decapitazione, e il desiderio di vedere il video, e che la macellazione sia il più lenta possibile… Intendiamoci, io non ho alcun pregiudizio nei confronti della vendetta, anzi, la considero una dei più sani e naturali fra gli istinti umani, ma la vendetta la pratico IO personalmente su chi ha fatto del male A ME o a qualcuno che mi è molto vicino. Quella dei signori – e delle signore – in questione non è vendetta, è barbarie all’ultimo stadio. Oltre al discorso generale di una “giustizia” raggiunta in cinque minuti, come per Mussolini o i coniugi Ceausescu: in entrambi i casi si è voluto evitare il rischio che potessero raccontare cose – magari anche documentabili – scomode per qualcuno.

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  2. Naturalmente concordo al 100% con il post. Aggiungo che questi boia da poltroncina ci sono sempre stati, solo che prima dell’era di internet le sparate le facevano in famiglia, all’osteria o negli scompartimenti ferroviari.
    Però una novità c’è. Un tempo erano zoticoni. Oggi in questo gruppo troviamo anche intellettuali dal passo felpato. E non è mica detto che siano di destra. Propongo un esempio: è un “autorevole blogger”, uno che darebbe un braccio per essere nato a Chelsea, e propone sempre interpretazioni sofisticate della realtà, nelle quali lo scopo ultimo (dare del fascista a qualcuno) non è mai enunciato con grezza immediatezza: all’insulto si arriva invece come distillato di un pacato ragionamento. Un liberal della pianura padana, insomma. Guardate questo post,
    http://www.mantellini.it/2018/12/01/comunicazione-simpatetica/
    nel quale se la prende con l’avvocato dell’indagato, perché ha detto una possibile bugia nell’interesse del suo assistito: cioè, ha fatto il suo mestiere di avvocato, in base a un diritto alla difesa che dovrebbe essere nel DNA dei c.d. liberals. E invece, invoca il giudizio etico (ovviamente negativo) sull’avvocato che ha mentito. Come se ciò non fosse inerente al diritto alla difesa. Ma certo, nell’URSS o nella Germania nazista gli avvocati difensori non mentivano a favore degli imputati.

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    • Quando ho visto il cognome mi sono spaventata; poi ho visto la data e mi sono tranquillizzata: il Mantellini che gode di tutta la mia stima (Paolo Valerio) è morto da sei anni, quindi non poteva essere lui. Questo effettivamente è un’emerita testa di caprifoglio marinato (siamo a Natale), salvinofobo di prim’ordine. Mi ricorda un articolo di Igor Man buonanima che parlando di un disastro ferroviario in Egitto è riuscito a tirare fuori i terrificanti crimini di Israele. Niente, è più forte di loro.Come il mio povero dentista di Padova, diabetico grave da quando non aveva ancora trent’anni che apriva la bocca del paziente e vedeva sontuose torte di fragole con la panna, esaminava l’apparecchio del bambino e vedeva giganteschi piatti di amatriciana. Crisi d’astinenza, si chiama, e quando arriva bisogna proprio che la dose te la procuri, a qualunque costo. E se è tagliata male, pazienza.

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    • L’ha detto anche qualcuno nei commenti e la titolare della pagina ha detto che lei lo sa (e non dire che non ti basta!). Come ho detto più sopra, la possibilità che la notizia sia infondata l’ho presa in considerazione fin dall’inizio, ma ci ho fatto ugualmente il post perché quello che soprattutto mi interessava sono le allucinanti reazioni dei lettori.

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