QUALCUNO HA UN BAZOOKA DA PRESTARMI UN MOMENTINO?

Questo è un prelievo di sangue.
prel 1
Fotografato dopo un’ora e mezza di ghiaccio e chili di Reparil gel e Daflon e antiinfiammatorio. Con un dolore talmente atroce da non poter quasi articolare la mano e muovere il braccio. Poi volendo ci sarebbe anche questo.
prel 2
E si noti, in entrambi, il buco di ingresso dell’ago. Poi, volendo proprio esagerare, ce ne sarebbe anche un terzo, che poi è stato il primo, che non ha fatto sfracelli analoghi però in compenso, oltre ad avermi fatto un male tremendo, non ha prodotto una sola goccia di sangue. Se solo ne avessi avuto la forza gli avrei disintegrato i coglioni a furia di calci.

barbara

AGGIORNAMENTO ORE 14:
prel 3
Non so se mi sono capita…

ULTERIORE AGGIORNAMENTO:
22 ore dopo la macellazione
prel 22h
32 ore dopo la macellazione
prel 32h

Nota: la cosa larga due centimetri abbondanti e alta uno (questo non si vede ma ve lo dico io: fidatevi) sulla destra è una vena.

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  1. E’ da quando ho finito gli studi che non faccio fortunatamente più endovenose, salvo poche non recenti eccezioni, ed i prelievi sono più difficili perché l’ago è più grosso. Ero bravo, mano molto ferma e buona percezione tattile della vena sottocutanea, ma effettivamente c’erano persone con vene quasi impossibili da forare senza che si rompessero, perché fragilissime. C’è di buono che lì in Alto Adige ci sono mirtilli buonissimi, che sono un toccasana per l’endotelio. Fai conto che sia una prescrizione medica, panna a piacere!
    (PS ho fatto più spesso le rachicentesi, dette con terrore “La Lombarda” dai pazienti!)

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    • Ora ti spiego. Ho detto guardi, le piccole è meglio che le lasci stare. Ha detto di piccole non ce ne sono proprio. Poi ha detto ah eccone una. Ho detto no lasci perdere, quando arriva l’ago quella scappa, e anche se riesce a infilzarla poi non c’è sangue, l’unica accessibile è quella del polso. Mi ha ignorata, ha infilato l’ago, la vena si è tirata indietro, lui l’ha inseguita, l’ha raggiunta, l’ha infilzata, mentre io mugolavo dal dolore, sangue zero. Ha preso quella grossa del polso sinistro dalla parte del palmo, una volta dentro ha cominciato a muovere l’ago a destra e a sinistra, a rispingerlo dentro perché continuava a uscirne mezzo, tanto maldestramente si muoveva, la vena ha cominciato a ingrossarsi fino a diventare grossa come un dito, poi si è ingrossata anche quella vicina, tutta l’area a sollevarsi, e dopo avere riempito la prima provetta, di sangue non ne è uscito più. Per le altre tre ha dovuto perpetrare il terzo buco, sulla vena del polso, quella che gli avevo detto fin dall’inizio. Come si vede nella seconda foto, anche lì ha massacrato il buco continuando a muovere l’ago, ma almeno il sangue è allegramente sgorgato, e lui: “Questa è la vena buona, se lo ricordi la prossima volta che deve fare un prelievo, la vena del polso, deve farsi prendere la vena del polso, si ricordi”. Come detto più sopra, se non fossi stata semisvenuta per il dolore gli avrei frantumato i coglioni a forza di calci.
      Poi oggi pomeriggio sono stata dal posturologo, e ho dovuto avvertirlo di maneggiarmi con molta cautela, e lui mi ha detto che anche sua moglie ha delle vene molto problematiche, però di solito riesce bene o male a uscirne, tranne una volta che c’era un uomo, che le ha fatto un macello più o meno come il mio. Quindi evidentemente è proprio uno zappatore seriale.
      PS: dall’Alto Adige sto a oltre mezzo migliaio di chilometri, da quasi quattro anni.

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  2. Quando vedo queste robe mi si stringono tutte le parti stringibili, compresa la “nobile sacca”. Qui fa freddo, ma i brividi mi sarebbero venuti perfino in estate.
    Solidarietà anche da parte mia.

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  3. Durante il mio ”lontanooo…tirocinio..” e anche nel posto non ho mai ambito a certe
    pratiche piu’ tecniche..
    Anche se devo dire che..oltre le normali..talvolta lunghe infusioni endovenose vi erano
    anche le endovena diretta..h24..6..e con fonte di luce tipo cimitero..
    Mi ricordo la prima mattina che ero l’ unica figura piu’ responsabile per il ruolo..25 prelievi…tutti al primo foro…poi la terapia endovenosa..
    Ho sempre detto..osservate…passate i polpastrelli sulla pelle in maniera morbida..
    Anche nei casi piu’ disperati…hai visto dove è facilmente reperibile un’ accesso venoso..
    ..es. regione laterale dell’ avambraccio..
    Esistono..e dobbiamo fare anche prelievi venosi..tipo..emogasanalisi…ammoniemia.
    In casi..disperati ho usato questa via per i prelievi ematici…allora sempre per mezzo
    siringa…anche 30cc per i tanti esami. Non sempre facili…mi ricordo un casa..radiale,
    brachiale…femorali…” per me assenti..”…” era un’ ex infermiere..” lo riferì al medico..
    lo visitò ..e poi aggiunse anche le pedidie sono assenti…
    E mi ricordo…paz. molto grave…il medico mi disse : riesci a prelevare il sangue anche ai
    morti..
    Le infusioni endovenose…vanno seguite, controllandole…per una serie di motivi…
    il liquido stravasa! L’ ago non e’ piu’ in vena. E cosi dopo 24 h troviamo degli avambracci..che sembrano salsicciotti…dolenti e..così la difficoltà a reperire la vena
    è…molto difficoltoso…e penoso. Liquidi che bruciano..es Mannitolo..ed altri ..antiblastici..
    …Non di rado ..dopo tanti tentativi aspettavano che arrivassi in servizio..poco tempo
    oppure dopo ore..
    Mi sono sempre mosso,posto con modestia..” detesto quel..io..io..”..con empatia e rispetto umano per chi è sù..quel letto, trattandolo al meglio, forse sperando..se ci
    fossi io..

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  4. Errori..posto..post…venoso..nò.venosi..ma arterioso” emogasanalisi…..
    L’ ago piu’ grosso..19…” maggiormente usato..il n° 21..’..mentre il n° 23..è molto sottile..
    non molto indicato per ..i prelievi negli adulti.
    Non è la grossezza dell’ ago che provoca piu’ dolore..ma l’ atto non sempre facile
    e da certi tentennamenti ” invani..” dell’ operatore..”
    ..E..gli ago cannula.per chi deve effettuare particolari terapie..anche lunghe…e per avere sempre un’ accesso venoso subito disponibile…paz. gravi. Si può tenere in sito
    3gg…poi S.O sostituirlo. ” una volta tolto..la parte và disinfettata..e s.o creme adatte al
    bisogno..e coperto in maniera sterile..”. Certi colleghi/e..spendono meno del loro badge .oppure per
    una scarsa sensibilità..professionale..” Ci applicano sopra al foro..” molto più grande
    di un normale ago..”un batuffolo di cotone oppure una piccola garza…sterili ?!”..fermato con del cerotto Questo tipo di ago..se non và in vena dà dolore”…una volta..entrato
    ..nel lume della vena..si asporta ..l’ anima che consiste in un sottile filo metallico che impedisce all’ ago.” in teflon …?”di piegarsi.E..una volta inserito..generalmente non vi è
    il pericolo che fuoriesca dalla vena..Anche qui..vari calibri..il piu’ usato..il n° 18..20”
    …il n° 16…molto adatto per emotrasfusioni.

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    • Come ho spiegato in un commento più sopra, ho beccato un cane che mi muoveva l’ago dentro la vena, destra-sinistra, su-giù, uno zappatore. Con nessuna delle infermiere mi era mai capitato niente del genere, al massimo capita di fare un buco a vuoto perché senti la vena ma quando infili l’ago quella scappa, oppure la prendi ma non c’è sangue, ma una cosa del genere no. E a quanto pare non sono stata l’unica a finire male con lui.

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