YELADIM – BAMBINI

In queste giornate, una foto tra le foto mostrava un gruppo di bambini in attesa di mangiare, e dico solo che in questa occasione sinteticamente ebraica della Shoah i bambini li vorrei chiamare ieladim. Questi ieladim li ho contati, erano 27.
Avevano delle giacche invernali, a parte uno che aveva la maglietta a righe, e alcuni portavano bretelle – tutti un cappello e i pantaloni corti. Uno ieled teneva le mani in tasca, una forse era una ialdà e aveva un basco blu sulla testa rotonda che ora che ci penso era rasata, e lui, o lei che fosse, portava un lungo cappotto elegante che scendeva; aveva la testa girata da un’altra parte perché era incuriosito, oppure incuriosita, da qualcosa – lui, lei, non aveva mai visto un posto così. Gli ieladim ridevano, se no sorridevano, stringevano gli occhi perché avevano il sole contro, e le stelline gialle sul petto di tutti erano atrocemente graziose. La foto era in una bella giornata di sole, e ogni dettaglio era in armonia con l’idea di bella giornata: il cielo sereno, il sole e i colori, e la foto a colori. Poi gli ieladim sono rimasti per sempre ieladim.
Il Tizio della Sera

barbara

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  1. Il male non si estingue, continua imperterrito , gente che se ne compiace, con o senza
    divisa , si sono sentiti onnipotenti realizzati nel procurare sofferenza, dolore, morte ad
    altri esseri , solo perchè ebrei. Non hanno avuto nessun limite o pietà nel risparmiare
    neppure dei bambini, che per loro erano una delle fasce di età che facevano parte
    dell’ intero loro programma….
    E’ indegno che adesso ci siano e continuano ad ammirare emulando gesti ,idei di tanta gente che sono una delle onte piu’ grandi,gravi ed imperdonabili che l’ uomo
    sia arrivato a lasciare le peggiori pagine della storia.
    Questa è scritta, documentata , indelebile nei ricordi..sempre vivi…anche se non vissuto
    direttamente ha sempre le capacita’ di rimanerne fortemente colpiti, con il groppo in gola
    e non me ne vergogno se scendono le lacrime.
    Dobbiamo stare all’ erta, certi focolai sono sempre vivi e desiderosi di tornare a farsi
    sentire …e certi lì..c’ è ordine, mi piace..tutto funziona…esempi che non vorrei che possano essere presi per modello.
    Se vedo un’ insetto..lo scanso per non calpestarlo..ma certi esseri ..

    Mi piace

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