TEMPI MODERNI

Credo ci stia bene questo post di una dozzina d’anni fa.

RIFLESSIONE

Ho lasciato passare un po’ di tempo, sia perché non ero qui quando è accaduto, sia perché, prima di affrontarlo, avevo bisogno di lasciarlo decantare. Ma adesso bisogna proprio che ne parli. Mi riferisco all’episodio degli studenti che si sono dati a fotografare coi cellulari la donna caduta dal balcone e morta infilzata sulle lance di un cancello. Un solo aggettivo mi viene in mente: incomprensibile. Abbiamo parlato, in un post precedente, del cinismo – vero o solo ostentato – di medici e infermiere, di volontari veri o sedicenti, che devono in qualche modo difendersi dalla sofferenza e dalla morte che li circondano, che devono prendere le distanze dall’emotività che potrebbe bloccarli nell’esecuzione del loro lavoro. Possiamo disapprovare ma non possiamo, almeno in certi casi, non comprendere. Ma che dire del cinismo di questi ragazzi che di fronte a una morte tanto orribile non trovano di meglio che portarsi via la foto ricordo? Che dire di tanta insensibilità? Che dire di un così agghiacciante disprezzo per la vita e per il dolore? Davvero, non trovo risposte.

E ricordo anche l’episodio – non so più dove – dell’uomo caduto sui binari della metropolitana mentre stava per arrivare il treno, e tutti intenti a fotografarlo mentre tentava disperatamente di risalire e poi mentre veniva travolto e ucciso, senza che nessuno pensasse ad allungare una mano e tirarlo su.

barbara