LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO

di Guido Silvestri

[in risposta al post sui “terrapiattisti”]

Tutto quello che ho sempre pensato, ma scritto molto meglio di quanto avrei mai potuto fare io.

Caro Beppe,

Credo che il tuo post di due giorni fa sul congresso dei “terrapiattisti” volesse essere una provocazione sui temi, importanti, del dogmatismo e del dubbio nella scienza.
Da tempo anche io mi scontro con il “problema del dubbio”. A cosa mi riferisco? In sintesi, al tentativo di definire con una certa precisione il momento in cui, nella nostra attivita’ di scienziati si passa dal dubbio “fruttuoso”, generatore di nuovi paradigmi e nuova conoscenza, al dubbio “inutile”, che fa solo perdere tempo ed energie, oltre a ritardare l’applicazione pratica delle conoscenze teoriche.
Penso che tu abbia gia’ capito dove voglio arrivare. Il dubbio fruttuoso e’ quello che adoperiamo quando ripetiamo l’esperimento di un collega, quando studiamo in modo critico la letteratura scientifica, quando pensiamo a ipotesi alternative per spiegare un insieme di dati sperimentali, quando facciamo gli “avvocati del diavolo” con i nostri studenti e post-docs, chiedendogli di ripetere il loro ultimo esperimento — il cui risultato e’ bellissimo — ancora una volta, e poi un’altra volta ancora. Questo dubbio e’ parte essenziale del metodo scientifico ed ingrediente chiave per generare nuove conoscenze.
Invece il dubbio “inutile” e’ quello di chi mette in discussione che 2+2=4, o che la formula chimica dell’acqua e’ H2O, o che il DNA mitocondriale umano e’ sostanzialmente di origine materna, o che la coda intracitoplasmatica del TLR4 e’ piu’ lunga nei sooty mangabeys che nei macachi della specie rhesus. E’ questo il dubbio stupido e sterile di chi, per ragioni o di tipo sostanzialmente psicologico (personalita’ paranoide) o di tipo puramente opportunistico (ciarlatani che speculano sopra le paure della gente) rifiuta ostinatamente ed ingiusticatamente di accettare dati e nozioni su cui non e’ piu’ lecito avere dubbi.
Ricordo anche che nella vita pratica di uno scienziato e’ essenziale porre dei limiti al dubbio, pena una paralisi decisionale assolutamente non-produttiva. La vita dello scienziato e’ fatta di decisioni implicite che si prendono ogni giorno, cento volte al giorno, e con poco spazio per il “dubbio”. Decisioni che prendiamo ogni volta che si “programma” un esperimento, ogni volta che si usa un reagente o un materiale preparato da un collega o da una company, ogni volta che si usa uno strumento o apparecchiatura, ogni volta che si valuta un progetto o un paper scientifico, ogni volta che si esamina un CV, e potrei andare avanti per ore.
Non dimentichiamoci poi che il dubbio inutile puo’ diventare pericoloso, anzi, mortale – come nel caso di chi ha messo in dubbio il fatto che HIV sia l’agente eziologico dell’AIDS, convincendo alcuni malati a smettere di fare terapie che gli avrebbero salvato la vita. Questo e’ il dubbio assassino sparso dai quei delinquenti dei negazionisti dell’AIDS allo scopo di ottenere soldi e notorieta’. Ugualmente pericoloso e’ il dubbio instillato da chi, per raccattare quattro soldi, sostiene che i vaccini siano pericolosi, pieni di nanoparticelle tossiche e feti umani, che la loro somministrazione causi l’autismo ed ogni sorta di malattie, etc.
Confesso che, in tutta onesta’, ancora non so esattamente definire “il punto di separazione” tra dubbio buono e dubbio cattivo. Forse vale la vecchia battuta sulla pornografia: e’ difficile definirla in teoria, ma e’ molto facile riconoscerla quando la si vede. Aggiungo che esisterebbe anche un classico “regressus ad infinitum”, di quelli che piacevano tanto a Jorge Luis Borges (ed agli studenti in filosofia). Pensaci: se si potesse distinguere “a priori” tra il dubbio buono della scienza ed il dubbio cattivo della pseudoscienza, allora non si tratterebbe più di dubbio. In altre parole: bisogna saper dubitare dei dubbi, ma anche dei dubbi sui dubbi. Eppure – sofismi permettendo – sono assolutamente convinto che se si facesse un questionario con 20 o 30 situazioni pratiche in cui scegliere se sia o meno legittimo dubitare di un dato, tutti gli scienziati seri darebbero le stesse risposte.
In questo contesto, va sottolineato con grande forza quanto sia fondamentale DIFENDERSI dai “ladri del dubbio”. A chi mi riferisco? A quelle persone, spesso in malafede, che giustificano l’aver sposato teorie scientifiche assolutamente screditate da una serie incontrovertibile di evidenze scientifiche (come appunto la teoria che HIV non esiste e che l’AIDS e’ una malattia “inventata”) creando artificialmente una sovrapposizione, o meglio, una confusione, tra dubbio buono e dubbio cattivo. Queste persone fanno del male, e lo fanno due volte.
Il primo effetto tossico dei “ladri del dubbio” e’ ovviamente nei confronti dei non-scienziati, del pubblico generale, del popolo, chiamalo come vuoi. Sono tutte quelle persone che per mancanza di preparazione scientifica specifica non capiscono dove stia la differenza tra il dubbio utile e fruttuoso della scienza, e quello farlocco della pseudoscienza. Persone che vengono convinte, con argomenti falsi e capziosi, a pensare che si possa dubitare di cose delle quali non si dovrebbe dubitare. L’assurda ventata di anti-vaccinismo che e’ presente in Italia in questa fase storica si nutre moltissimo di questo meccanismo cognitivo e psicologico. I ciarlatani no-vaxx non cercano di spargere dubbi tra gli scienziati seri, con cui sanno di non avere alcuna speranza di riuscire, ma sono bravissimi a confondere chi non ha i mezzi intellettuali e scientifici per capire il loro gioco.
Il secondo cattivo frutto dei ladri del dubbio sta nella risposta esasperata e spesso esagerata che puo’ a volte arrivare da esponenti della Scienza vera, soprattutto quelli che sono scesi nel terreno della divulgazione, e che non ne possono piu’ di sentirsi ripetere le stesse scempiaggini riproposte col copia e incolla. Ed alla fine sbottano con insulti, derisioni, ed atteggiamenti dogmatici – ammetto senza problemi che ci sono cascato anch’io in questa trappola (e mi spiace che sia successo). Purtroppo questa risposta “rabbiosa”, che e’ comprensibile quanto si vuole ma sbagliata, porta alla fase-2 nel progetto dei ciarlatani: il farsi passare da vittime di una scienza ufficiale cattiva, dogmatica e piena di conflitti d’interesse, mentre loro si atteggiano a pensatori coraggiosi ed eretici, che sfidano i preconcetti, veri epigoni moderni di Socrate, Cartesio, Hume ed Einstein. Cosi’ il circolo si chiude, in una separazione totale tra il mondo della scienza (in cui i ciarlatani sono immediatamente riconosciuti e scacciati a calci nel sedere) e quello della societa’ civile (in cui invece i ciarlatani riescono a mimetizzarsi e sopravvivere per lunghi periodi di tempo).
La soluzione? Probabilmente, come in ogni altra discussione sui principi della scienza, la soluzione passa attraverso lo studio, l’esperienza pratica, il confronto tra colleghi, la informazione capillare per i non addetti ai lavori e la creazione di una serie di “markers” classici del dubbio “cattivo” (un po’ come in passato abbiamo cercato di fare per i “markers” di pseudoscienziati e ciarlatani).
Ma e’ assolutamente importante che ci sia questa discussione e che, soprattutto, ci sia consapevolezza di questo problema, sia tra gli scienziati che tra la gente che si occupa di altre cose. Come disse una volta l’amico Luciano Butti: “Il tema della distinzione fra dubbio ‘fruttuoso’ e dubbio ‘inutile’ è centrale per impostare in modo spiegabile e coerente il dibattito pubblico sulla scienza.”
Aiutaci quindi a sconfiggere I “ladri del dubbio”, cosi’ proteggendo la popolazione da ogni rigurgito di pseudoscienza, ed al contempo proteggendo la scienza da atteggiamenti defensive e/o dogmatici che possono rovinarne l’immagine e magari anche la produttivita’.

Grazie, un abbraccio!

Ecco, l’abbraccio a Grillo no, mi permetto di non condividerlo; per tutto il resto standing ovation. Di mio aggiungo che espressioni quali “io dubito di tutto” o “ bisogna dubitare di tutto” sono affermazioni perentorie e dogmatiche, che al dubbio non lasciano il più microscopico spazio.

barbara

  1. La frase “io ho solo dubbi, non certezze” è la weberbaccia più infestante. Prova a ribattergli che hai dubbi sull’origine antropica del riscaldamento globale, e poi mi sai dire.

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    • La più infestante e la più falsa, nel momento in cui stai manifestando la tua granitica certezza sull’impossibilità di avere certezze o di conoscere “la verità vera”. Che su quest’ultima cosa sarebbe bellissimo mettere in atto la prova del cazzotto sul naso: ti tiro un cazzotto sul naso e poi ti sfido a dire con certezza che è vero e certo che hai preso un cazzotto sul naso o, nel caso, che sono stata io a tirartelo. (? dubbi sull’origine antropica del riscaldamento globale? Perché, ne esistono altre?)

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  2. Si…a ..quell’ abbraccio era meglio…un’ adesso ti saluto..
    Un pò come faccio io…a persone per le quali ho stima ed affetto..quando termino una
    lettera…adesso Mail posso chiudere con un ..forte abbraccio..ti abbraccio..oppure se
    è diretta a piu’ persone..un’ abbraccio corale.Altrimenti…il classico..saluti.
    Arrivo così a dedurre…OK l’ artico..come l’ aggiunta..per me dignitosa di Barbara.
    Esistono dubbi intelligenti..che cercano di arrivare a comprendere i perchè attraverso
    tante fonti …valide che possono dare risposte credibili.
    E..come non di rado accase..i dubbi vengono sostenuti da non argomentazioni valide e
    non supportate dalla scienza..ma solo da ciarlatani che talvolta possono avere anche
    un’ audience vasta che abbocca facilmente alle parole di queste persone per me
    stupide..”..è poco…”.
    Quello che mi disturba il constatare che dilaga una certa ignoranza che si traveste
    per mezzo di una falsa cultura di persone che conoscono, sanno, danno risposte ad
    una vasta gamma di argomenti…degna solo di persone ..dalla mente libera da tanti
    preconcetti..come questi dubbi non costruttivi e..pericolosi per chi abbocca a questo
    parlare senza alcun supporto..valido a livello scientifico…ritornando alla vastità di classe
    dei dubbi…la persona che se li pone in maniera intelligente cerca di darsi delle risposte
    valide ed esaurienti. Le fonti sono tante…però devono essere limpide.
    Esiste anche la classificazione..di chi non si pone..dubbi e per tante argomentazioni
    continua con il loro pensiero..chiuso, arroccato a certe idee..opinioni.
    Qui..non scientifico..ma tipico nello storico..” credo..senza entrare nell’ argomento..ì
    che noi piu’ o meno conosciamo e ci stanno a cuore..”..
    Poi…i non acculturati..con scarse conoscenze che non sempre hanno un linguaggio
    forbito che a livello di fasulla immagine aiuta..era molto tipico nei decenni passati..
    le persone…dotate di tanto buon senso..che per me è indice di una certa intelligenza
    critica rispondessero ..” senta..io dò retta a chi ha studiato, dedica la sua esistenza al
    suo lavoro, e dobbiamo essere grati a queste persone che per quello che hanno fatto
    la nostra vita è migliorata e così per la salute…pensi a quante morti per malattie curabili
    con poco..L’ ho già ascoltata abbastanza..così per rispetto. Ho daffare..arrivederci…”
    ..Risposta tipica..da non acculturata..ma intelligente per il suo buon senso.Tipico..delle
    nostre madri.
    ..Vaccini..mi ricordo la stanza di attesa..piena di bambini .calmi..urlanti accompagnati dalle
    mamme..Sù..svelto! Se non si fà tardi..muoviti.
    E..gli aghi di allora..” siringhe..” erano pluriuso..bolliti..e la punta dell’ ago..poteva avere
    quell’ odioso..ricciolino sulla punta..
    Mi ricordo…arrivai al PS di pediatria di notte..colica appendicolare…era il periodo
    ” dell’ asiatica ! ”…S.influenzale di quelle vispe! Mi fecero un’ iniezione nel braccio..muscolo..endovena?..Buono..fermo. Dopo…nel mondo dei sogni..
    Mi rimase impressa ..la siringa..quelle in vetro tipiche da insulina..con il pistone
    di colore blù..per visualizzare meglio le..eventuali unità da iniettare..lì forse per le
    dose pediatriche.
    Ci ho inserito questo…perchè..” adesso genitori iperprotettivi..ogni presenti..” allora..i
    genitori si affidavano a chi ne sapevano di piu’..credendoci.
    Una volta..un bimbo di 3 aa figlio di una collega..gli fù fatto un prelievo ematico..dicendogli in poche parole quello che dovevamo fare.
    Lui.tranquillo…silenzioso. Al terrmine esclamai…” sei veramente un’ omino..in miniatura”
    Altro che certi ragazzi..di 20..e piu..piu’ anni.

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