BAMBINI IN SINAGOGA

Due quinte elementari in visita: dopo che le insegnanti, in particolare quella di religione, hanno spiegato un po’ di cose, li portano per vedere da vicino, sentire chi ne sa di più, chiarire dubbi, approfondire. Entrano, si sistemano sulle panche, il portavoce della comunità apre la bocca per cominciare a parlare quando un braccino nero come il carbone schizza su, troppo impaziente per poter aspettare che arrivi il momento delle domande: “Perché gli ebrei non possono vedere i neri?” “Ma non è vero che non li possono vedere!” “Il mio papà ha detto che gli ebrei non possono vedere i neri”. Guarda che esistono anche ebrei neri, per esempio gli ebrei etiopi, in Israele ne vivono tantissimi, ci sono state due operazioni, l’operazione Mosè
operazione-mosè
e l’operazione Salomone,
operazione salomone
per portare il salvo in Israele gli ebrei etiopi in pericolo. Il bimbo nero musulmano non protesta più (anche se l’ho visto agitarsi un bel po’ a sentire che Abramo ha avuto Isacco dalla moglie e Ismaele dalla schiava, perché l’islam dice l’esatto contrario: il progenitore degli ebrei è il figlio bastardo mentre quello dei musulmani è il figlio legittimo), ma il viso è rimasto scettico. Gli altri invece sono stati tutti bravi e hanno fatto un sacco di domande interessanti – fino all’apoteosi della bambina che ha detto: “Ma Gesù era ebreo”, e il viso della maestra si è illuminato, a vedere così bene imparate e ricordate le sue lezioni.

barbara

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