MIGRANTI ANCORA

(Sì, li amo alla follia, abbiate pazienza, non posso fare a meno di pensare continuamente a loro)
Oggi comincio con questa splendida carrellata di puttanate.

Le “frasi celebri” nella vicenda Sea Watch (e affini)

Ecco di seguito, in ordine sparso, una serie di luoghi comuni molto frequentemente utilizzati quando si verificano fatti come quelli che hanno riguardato la Sea Watch 3 nei giorni scorsi. Alcuni di essi sono quasi privi di fondamento ma vengono ripetuti incessantemente come un mantra, oltre che dai protagonisti, anche dai giornali e telegiornali asserviti alla sinistra confermando ancora una volta come sia efficace la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso la diffusione di notizie inventate o quanto meno non verificate e l’uso terminologico distorto di alcuni concetti al fine di piegare la realtà alla narrazione mainstream. Così una netta minoranza politica tenta di imporre a tutti il proprio credo ideologico attraverso l’utilizzo di mass-media ben addestrati allo scopo con il sostegno della Chiesa di Bergoglio e di parte della Magistratura. La cosa interessante è che la quasi totalità degli elettori di sinistra (solo quelli, per fortuna) prendono per vere queste affermazioni senza controllarle, credendo in buona fede a ciò che viene loro raccontato e dando per scontato che i propri interessi (sicurezza sociale, livelli retributivi, mantenimento dei diritti acquisiti) coincidano con quelli dei loro partiti di riferimento i quali invece hanno purtroppo scopi diametralmente opposti (mantenimento delle posizioni di potere a scapito della sicurezza sociale, dei livelli retributivi e dei diritti acquisiti dai cittadini).

Questo post è dedicato a quegli elettori, sperando che un giorno possano rinsavire.

  1. “Sono dei disperati”: saranno anche disperati ma allora dove hanno trovato 6.000 dollari per la traversata? Questa cifra corrisponde a 5 anni di stipendi medi nei paesi di provenienza. In che senso sono disperati? Qualcuno me lo sa spiegare?
  2. “Sono profughi”: in Nigeria, Algeria, Tunisia, Marocco, Senegal, Costa d’Avorio, Iraq c’è la guerra? Mio Dio! e da quando?
  3. “Sono naufraghi”: secondo la Treccani “un naufrago è chi, passeggero o membro dell’equipaggio, caduto in acqua da una nave, è oggetto di operazioni di ricerca e di soccorso”. Se dal gommone o dal barcone degli scafisti vengo trasbordato in tutta sicurezza sulla nave di una ONG compiacente, sono un naufrago o sono semplicemente un cliente che ha pagato il biglietto ad una catena organizzata di mascalzoni? Cambiamo la Treccani, dai!
  4. “La Libia non è Paese sicuro, c’è la guerra”: eppure tutti i migranti volontariamente arrivano lì (dove c’è la guerra), volontariamente attendono lì per settimane prima di essere imbarcati dai criminali scafisti (dove c’è la guerra), volontariamente partono da lì (dove c’è la guerra). Ma poi quando vengono imbarcati da una ONG, da dove sono partiti non ce li puoi più riportare (perché c’è la guerra). Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
  5. “Erano in pericolo di vita”: peccato che Giulia Berberi (il medico della barca a vela Alex della ONG “Mediterranea” che ha violato il blocco del Viminale attraccando a Lampedusa) abbia candidamente affermato in un video che il gommone non stava affondando ed era in buone condizioni. Dello stesso autore “li abbiamo presi perché stava arrivando la motovedetta libica”. E bravi questi giovanotti delle ONG! vero?
  6. “I tremendi lager libici – parte prima – hanno subìto torture nei campi libici”: nessuno di loro ha documenti di riconoscimento (troppo facile bambocci creduloni europei, cosa credete che siamo così scemi da portarci dietro il passaporto senegalese così poi non ci date l’asilo?). Però hanno il cellulare con una SIM (intestata a chi?) e un credito attivo e un taglio di capelli alla moda. Davvero crudelissimi questi aguzzini libici.
  7. “I tremendi lager libici – parte seconda”: dove sarebbero esattamente? Qualcuno delle decine di giornalisti d’assalto di sinistra ha fatto qualche reportage? No? E come mai? Strano. Ci sono fotografie, magari da un drone? (le uniche foto che circolavano sono clamorosi falsi) Ci sono provedi maltrattamenti? I racconti che vengono fatti dai diretti interessati hanno riscontri oggettivi? O sono solo dichiarazioni di gente senza documenti e dalla fedina penale sconosciuta che ha interesse ad arrivare qui e quindi direbbe qualsiasi cosa specie se imbeccati da qualcuno? Perché dovremmo credere loro? E poi, se ci fossero le prove, queste non finirebbero sulle prime pagine di giornali e TG per intere settimane? Invece nulla di tutto questo. Davvero strano.
  8. “I tremendi lager libici – parte terza”: quindi ricapitolando pago 6.000 dollari per andare volontariamente in un campo libico sapendo che poi dovrei sopportare ogni tipo di angheria?
  9. “I tremendi lager libici – parte quarta – i migranti sono come i deportati ad Auschwitz”: infatti i deportati di Auschwitz spontaneamente pagavano il biglietto del treno per il campo di concentramento, spontaneamente arrivavano, entravano e poi liberamente se ne andavano quando volevano. Certo. Uguale uguale.
  10. “I tremendi lager libici – parte quinta”: ma se davvero esistono e sono così terribili, forse adesso che il flusso migratorio verso l’Italia si è praticamente arrestato rispetto all’era Monti/Letta/Renzi, non sarà che così c’è anche meno gente che viene sottoposta a torture? Che vogliamo fare? Era meglio prima? Ripristiniamo il traffico delle ONG e di conseguenza il numero dei “deportati” nei campi? Se smetto di importare schiavi forse anche i campi di “stoccaggio” dei medesimi si svuotano e – prima o poi –  chiudono. O no? Sbaglio?
  11. “La Tunisianon è porto sicuro”: davvero? La Tunisia ha firmato la Convenzione di Ginevra il 24 ottobre 1957, e nel 1968 ha firmato anche il Protocollo sullo status dei rifugiati, nel 1969 la Convenzione sullo status degli apolidi e la Convenzione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA) che regola gli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati in Africa, nel 2000 la Convenzione sulla riduzione dell’apolidia. Ha votato persino il Global Compact che l’Italia fortunatamente ha rigettato. Infine, la stessa Costituzione tunisina del 2014 all’art. 26 recita: “Il diritto all’asilo è garantito secondo la legge; è vietato estradare persone che beneficiano di asilo politico”. Unhcr ha recentemente elogiato la politica delle porte aperte del governo tunisino per le persone in fuga dalla vicina Libia a causa del timore di violenze e persecuzioni.
  12. “Abbiamo forzato il blocco imposto dall’Italia per ragioni umanitarie”: invece tenere sulla graticola su un ponte al sole di giugno per due settimane decine di “passeggeri” quando nello stesso arco di tempo si sarebbe potuto raggiungere qualunque porto del Mediterraneo, è molto umano vero? Le ragioni umanitarie valgono solo quando garba a loro ma tanto alla fine c’è sempre qualche incantato che crede a questa gente.
  13. “Abbiamo forzato il blocco perché la situazione a bordo era diventata insostenibile”: ovvero? Soffrono il mal di mare? Non vengono nutriti? Non vengono dissetati? Sono arrivati Orfini e Fratoianni?
  14. “L’Italia apra i propri porti – parte prima”: che detto da Germania e Francia che i propri confini li hanno sigillati da un pezzo e che ci rimandano indietro i clandestini legati e sedati, fa un po’ ridere.
  15. “L’Italia apra i propri porti – parte seconda”: che detto da Bergoglio che vive in uno Stato circondato da mura alte 10 metri dove si incarcera immediatamente chi è privo di autorizzazione, fa ancora più ridere.
  16. “Sono allo stremo delle forze”: così a vederli, con 90 chili di peso corporeo, non sembrerebbe proprio. Quelli (pochi) magrolini che si vedono nei TG sono provenienti dal Corno d’Africa dove strutturalmente le popolazioni sono così. Sono magri di natura, mica per la traversata. Poi ci sono quelli che davvero in quei luoghi muoiono di fame e che perciò non possono neppure pensare di muoversi dalle loro terre. Loro qua non arriveranno mai e forse proprio di loro sarebbe invece il caso di preoccuparsi.
  17. “Sono muscolosi perché nei campi libici fanno i lavori forzati”: infatti la muscolatura umana notoriamente si sviluppa in poche settimane a livelli da Mister Universo anche in carenza di nutrimento specie nei lager libici, vero? Questa non la commento neanche. Roba da chiodi.
  18. “L’Italia se li deve prendere, c’è l’accordo di Dublino”: e se la nave ONG batte bandiera tedesca? È territorio tedesco, o no? Però la Germania non se li prende. E se batte bandiera olandese? È territorio olandese, o no? Però l’Olanda non se li prende. Se li deve prendere l’Italia. Logica incrollabile direi.
  19. “Abbiamo ritenuto giusto violare la Legge fascista di Salvini”: peccato che la Legge in questione sia stata approvata da un Parlamento democraticamente eletto, promulgata da un Presidente della Repubblica che non si direbbe un pericoloso estremista e vagliata favorevolmente dalla Corte Costituzionale. Non è una legge di Salvini. È Una legge del Popolo italiano. Cretini.
  20. “L’Italia è un porto sicuro – parte prima”: sì, e certe Procure italiane ancora di più.
  21. “Italia porto sicuro – parte seconda”: e Francia, Tunisia, Grecia, Malta, Croazia, Egitto, Albania, Spagna no?
  22. “In Italia c’è un governo fascista”: ma come? Non era un Paese sicuro?
  23. “Quando una Legge è ingiusta è consentito violarla”: il che, detto da 5 diportisti che di mestiere fanno i deputati del Parlamento della Repubblica, fa semplicemente rabbrividire. Corte Marziale immediata senza possibilità di appello.
  24. “Le ONG salvano le vite – parte prima”: chi è in difficoltà va salvato, senza dubbio. Però molte volte non si tratta di salvataggi di vite, ma di semplici trasbordi da una imbarcazione all’altra. In più se, come nel 90% dei casi, nel mio Paese non muoio di fame, se non scappo da guerre e persecuzioni e quindi se alla fin fine mi imbarco volontariamente consapevole dei rischi che corro (e li conosco benissimo quei rischi perché internet lo sanno usare tutti) e poi succede qualcosa di tragico è un po’ come quegli irresponsabili che fanno i fuoripista con gli sci e poi vengono travolti da una slavina.
  25. “Le ONG salvano le vite – parte seconda”: benissimo, bravi! Sareste leggermente più credibili se poi quelli che trasbordate li portaste subitoin uno qualunque delle centinaia di porti sicuri del Mediterraneo anziché sempre e solo in Italia dopo avere vagato per giorni in mare e ben sapendo che in Italia non si sbarca perché c’è un Ministro degli Interni cattivo. O solo se li portate in Italia poi gli si salva la vita? Ma chi ci crede? Ah già! Sempre i famosi elettori di sinistra. Un tremendo sospetto: non è per caso che i migranti in pericolo di vita ce li mettano proprio quelli delle ONG per ragioni esclusivamente politiche? Sicuri sicuri, vero?
  26. “Le ONG salvano le vite – parte seconda bis”: storiella: un bagnino di salvataggio della costa riminese vede un bagnante annaspare in acqua. Esce immediatamente con il suo pattìno a remi, lo raggiunge, lo carica a bordo. Poi, anziché tornare a terra, prende il largo. Dalla riva, allibiti, gli gridano di tornare indietro ma lui niente. Via radio gli chiedono di dirigersi almeno verso Riccione o Cesenatico. Lui niente. Dopo 5 giorni di voga arrivano stremati (lui e il bagnante “salvato”) a Pola, in Croazia.      Finale nr. 1: il bagnino di salvataggio viene acclamato come eroe nazionale, la Cooperativa Bagnini di Salvataggio gli dà un premio, l’Europa applaude, partono le raccolte fondi a suo favore, finisce in copertina su L’Espresso e su Der Spiegel.    Finale nr. 2: il bagnino di salvataggio viene licenziato, viene denunciato, viene rinchiuso prima in un ospedale psichiatrico e subito dopo in un carcere croato in attesa di essere estradato e processato in Italia.  Ciascuno scelga il finale più coerente in base alla propria capacità di discernimento logico.
  27. “Non ci sono prove che le ONG abbiano accordi con gli scafisti”: nel Mediterraneo in ogni momento ci sono centinaia di imbarcazioni (incrociatori, mercantili, navi da crociera, pescherecci) ma mai nessuna di queste incappa in alcun barcone sulla propria rotta neanche per sbaglio. Invece le navi delle ONG sono sempre al posto giusto e al momento giusto pronte a raccattare i “naufraghi” che casualmente e sorprendentemente vengono intercettati con precisione millimetrica in un punto preciso di un braccio di mare antistante i 1.770 chilometri di costa libica. Avete idea di quanti sono millesettecentosettanta chilometri di costa? Come minimo si tratta di coincidenze che hanno quasi del soprannaturale. Però come si dice: gente allegra il ciel l’aiuta.
  28. CONCLUDO ALLA GRANDISSIMA CON UN EVERGREEN “La demografia in Europa è in declino e quindi abbiamo bisogno di immigrazione”: peccato che 1) gli immigrati una volta arrivati qui tendono ad avere lo stesso tasso di natalità degli autoctoni; 2) degli 800.000 clandestini sbarcati negli ultimi anni il 90% erano maschi che notoriamente non si riproducono per gemmazione e che quindi non si capisce bene come possano partecipare all’incremento demografico e al progresso economico del Paese specie se non hanno una casa ed un lavoro. Questa è davvero la regina delle bufale. Non avevamo bisogno di afro-islamici dequalificati per popolare l’Italia. Avremmo avuto bisogno di aiuti di Stato per convincere le famiglie italiane a fare più figli. Solo che sfortunatamente gli aiuti alle famiglie non facevano arricchire le cooperative rosse vicine alla sinistra a colpi di 5 miliardi di euro prelevati dalle tasche dei contribuenti ogni anno per anni. Tutto qui. Facile vero? (qui)

E sulla questione salvataggio guardate che meravigliosa chicca: i negrieri vogliono chiamare la Sea-watch per informare che il gommone è partito ma sbagliano numero e chiamano la guardia costiera.
Poi c’è Federico Rampini che dice, senza ipocrisie politicamente corrette, pane al pane e vino al vino

e infine una delle conseguenze della Santa Accoglienza, predicata da Sua Santità don ciccio primero e da tutte le anime buone belle e sante, spiegata dal consigliere comunale di Castel Volturno Cesare Diana

Voi, nel frattempo, pregate e meditate.

barbara

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  1. Luca Ricolfi: “gli sbarchi, anche quando sono pochi, vengono percepiti come una sorta di prepotenza, aggravata dal ricatto umanitario, come se i migranti dicessero: voi siete così civili che ci dovete salvare in mare e accogliere una volta a terra”
    “Prepotenza” è parola poco usata, ma descrive bene il fenomeno.

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    • Esatto: ricatto. E prepotenza. E aggressività e prevaricazione. Oltre al ricatto dei negrieri: se chiudete i porti ne imbarchiamo ancora di più così ne muoiono ancora di più e dovrete risponderne di fronte al mondo. Alla “coscienza” di quei signori non sono certo mille morti in più o diecimila morti in più a creare problemi.

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  2. Un articolo molto, molto, molto interessante. Una cosa banale ma che mi sono sempre chiesta: usare uno smartphone non si impara dall’oggi al domani, se non preceduto dalla dimestichezza con certe terminologie, pertanto ritengo che chi li sa usare in Africa non sia un poveraccio. Di recente ho assistito all’ordinazione di un colombiano missionario. I parenti avevano smartphone e strumenti per la ripresa video. Ne ho dedotto che, dalle loro parti, appartenessero alla classe medio-alta. Mi sbaglio?

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    • E cominciamo dal fatto che devi essere sufficientemente scolarizzata per leggere e capire quello che leggi. E poi avere basi di informatica eccetera. Oltre ai soldi per comprarlo e mantenerlo. Per non parlare delle migliaia di euro per i negrieri. Sicuramente non vieni da qualche villaggio sperduto nella foresta o nella boscaglia o nella savana. Sicuramente non fai la fame. Come più volte è stato fatto presente, e come ha ricordato anche Silvana De Mari in un video che ho postato recentemente, quelli appartengono alla borghesia medio alta della società africana. E vengono qui a chiedere l’elemosina davanti al supermercato o a raccogliere frutta e verdura per un paio di euro al giorno e a ingrossare le file della criminalità organizzata.

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    • Sbagli. Nell’Anno Domini 2019 uno smartphone lo compri, magari usato, per poche decine di euro. E lo smartphone lo sa usare anche mia nonna di 93 anni che non ha “nessuna dimestichezza con certe tecnologie” (assumo che volevi dire questo e non “terminologie”).
      Che concezione hai del “povero”, tu? Quella del bambino denutrito con il ventre gonfio flagellato dalle mosche, e basta?

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  3. Il mantra della migrazione ha fatto così presa ..a cominciare da certi politici coinvolgendo
    parte del popolo, santoni…istituzioni varie..ma forse c’ è qualcuno che paga il viaggio..
    Il tutto rasenta la follia. L’ incapacità di tanti politici nel sapere gestire una situazione incancrenita che porta caos..La volontà nel portare avanti questa scelta..non fà altro che
    incrementare tante situazioni incresciose che stravolgono la realtà già minata da tante pro
    blematiche interne di diversi paesi. L’ incapacità della classe politica che gestisce l’ UE
    mi sembra ..che sia notoria leggendo anche solo dei loro interventi . L’ Italia si è stufata!

    Non sò..da dove..come provengono i diversi ragazzoni che scendono dal treno con le
    loro biciclette..vestiti bene..come è sentito dai giovani. In TV..ho visto un programma dove
    un sacerdote..città vicina alla mia viene intervistato con riprese della sua chiesa con vari
    ambienti che ha adibito a dormitori..gli ospiti non mi sembravano pochi, tutti gli spazi altamente sfruttati. Il consenso…i buoni sammaritani…e un discreto numero ha abbandonato quel luogo di culto per altri, prima molto elevato con le varie tipologie di passaggi religiosi legate all’ età..adesso quasi scomparso..l’ intensiva ospitalità ha allontanato..i fedeli. Forse rimproverati..per la non risposta..all’ amore fraterno..
    E..qui..dove vanno..cosa fanno..l’ apporto africano è consistente, altri treni ne portano altri
    ..
    In ogni attività, programma politico..spese, di solito viene fatta una verifica per correggere,
    cambiare le politiche che li regolano, così cercando di migliorare dove è stato fallito.

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  4. Finalmente un articolo che dice semplicemente ” pane al pane e vino al vino” forse ti sei dimenticata di far notare coma la presenza di donne incinta o addirittura con neonati e ragazzini non accompagnati sia sempre presente giusto quel tanto per strappare qualche emozione facile.
    Per me poi il messaggio più pericoloso che questo atteggiamento “buonista” di accettare tutti comunque è un brutto messaggio per quei centinaia di milioni di africani che sentono da chi alla fine entra in Italia : ” partite, partite che tanto questi idioti di italiani alla fine vi fanno entrare ”
    Tutte i mezzi , navi ong o barchini o gommoni dovrebbero esser requisiti ed entro 24 ore affondati, vediamo quando tocchi le persone ( gli scafisiti o armatori delle ong) nel portafoglio quanto sono disposti a mandare navi/barchini ecc quando sanno che sicuramente sono perse ( affondate).

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      • Problemi..PC…lento campo.. decoder ok, ..I video su schermo nero..con la dicitura lunga..in attesa..Poi in serata OK.

        Altro..e la freccia del mause che si blocca..non rispondendo ai comandi. Uffa..quando sono pronto per l’ invio. Rischio di perdere tutto? L’ altro giorno..spensi il PC..dal pulsante. Poi lo riaccesi..Tutto era rimasto com’ era..Bene!. Mause compreso.Invio.

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  5. 1) la traversata costa molto meno, 700-800 Euro (secondo quanto riportato da Salvini, eh). Somma che magari i migranti riescono a racimolare con sacrifici orrendi, inconcepibili a noi panzoni occidentali

    2) Nessuno ha mai detto che tutti i migranti siano profughi di guerra. Ma se non li si fanno nemmeno sbarcare, è difficile verificare chi lo sia e chi non lo è. E comunque non si scappa solo dalle guerre (né una guerra nel paese di provenienza è condizione necessariamente richiesta per il riconoscimento di status di rifugiato)

    3) Ah, quindi per salvare cinquanta persone in mare su un barcone alla deriva, occorre aspettare che affonda?

    4) No, è che in realtà in Libia ci vanno perché amano il brivido del pericolo. Vuoi mettere l’adrenalina nel sapere che il tuo campo profughi può essere bombardato da un giorno all’altro?

    5) Ma sì, riconsegniamoli ai libici. Hanno fatto giurin giurello che i campi profughi non li bombardano più

    6-10) PROPRIO TU ti metti a fare la negazionista sui lager? Ma non ti vergogni?

    11) La Tunisia non è POS perché lì non esiste una legge per il riconoscimento dello status di rifugiato, nonostante la ratifica formale di alcune convenzioni internazionali. Puoi leggerlo, tra l’altro, su “Il Foglio”, noto giornale di sinistri sovversivi (https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/06/17/news/la-tunisia-non-e-un-porto-sicuro-con-buona-pace-dei-sovranisti-260881/). Hai presente la Maridive 601? Profughi lasciati in mare per 18 giorni e fatti sbarcare in Tunisia solo dopo aver accettato il rimpatrio coatto nei paesi di provenienza e la rinuncia ad avvalersi di qualsivoglia stuatus di rifugiato

    12) Il capitano di una nave che raccoglie naufraghi (migranti o non) non può portarli dove gli pare ma deve portarli nel più vicino place of safety. Che era Lampedusa: Guarda la cartina: Lampedusa è più a Sud di Malta

    13) Stacci tu in cinquanta su un peschereccio sotto il sole per quindici giorni

    14) Ah, quindi in Germania e Francia hanno decretato il blocco navale e non lo sapeva nessuno. Meno male che ci sei tu che ce lo vieni a dire

    15) E’ noto che le carceri vaticane siano piene di gente beccata a Piazza San Pietro “senza autorizzazione”. Come è noto che le mura vaticane siano alte non 10 metri ma cinquanta, con le guardie svizzere pronte a dare alabardate a chi tenta di scavalcarle

    16) Ma sì, aspettiamo che quei bei maschioni africani palestrati, con il cellulare da 3000 Euro e il “taglio di capelli alla moda”, da 90 chili arrivino a pesarne 45. POI possiamo dire che sono allo stremo

    17) E’ noto anche che l’Africa subsahariana sia piena di palestre per culturisti

    18) Non è “logica incrollabile” (che vuol dire ?!?) ma “diritto internazione della navigazione”, che per inciso PREVALE sulla legislazione nazionale. Anche se si chiama “Decreto Sicurezza”. Anche se l’ha fatta Salvini

    19) Mi verrebbe troppo facile risponderti che anche chi salvava gli Ebrei dalla Gestapo violava le leggi, e perciò ti rispondo dicendoti che l’unica pronuncia giurisdizionale sinora intervenuta ha affermato che non è stata violata nessuna legge, 1) per la sussistenza dell’esimente dello stato di necessità e 2) per la prevalenza sulla legislazione nazionale del diritto internazionale della navigazione. Vedi sopra. Ma ora mi dirai che è la magistratura komunista

    20) Magistratura komunista!

    21) Sì, sono anch’essi porti sicuri (non la Tunisia, vedi sopra). Quindi? Ti è chiaro il concetto “i naufraghi devono essere fatti sbarcare nel porto sicuro PIU’ VICINO”?

    22) Fascismo e sicurezza vanno bene d’accordo. Purché si rinunci a tutto il resto, a partire da qualunque rigurgito d’empatia umana

    23) La Lega ha costruito la sua fortuna sull’incitamento a non rispettare le “leggi ingiuste”

    24) Ma sì, hai ragione, uno sciatore che si schianta fuori pista (è colpa sua, no?) facciamolo crepare. Eliminiamo le ONG e il soccorso alpino.

    25) Cerco di spiegartelo in maniera comprensibile: le ONG che operano nel Mediterraneo hanno fatto sbarchi in Italia, a Malta, in Grecia, in Spagna, in qualunque POS. La Grecia nel 2019 ha visto molti più sbarchi dell’Italia. La Grecia.

    26) Ma insomma, deciditi: le ONG i naufraghi li devono portare nel posto più vicino (i lager libici) o nel posto più lontano (l’Olanda e la Germania, sic!)? Ah no aspetta, ho capito la tua posizione: “le ONG li portassero dove gli pare, tranne che in Italia”

    27) Esatto, non ci sono prove (e non ci sono mai state). E se le hai vai in procura. Ce ne sono anche di non komuniste. Altrimenti è diffamazione

    28) Ma LOL, dovresti essere contenta che il tasso di natalità sia lo stesso e che siano il 90% maschi! Se fossero 50 e 50, allora sì che si “riprodurrebbero” molto di più (tra di loro, eh, sia chiaro!) invadendo la Patria di “afro-islamici dequalificati” come tu paventi.
    Poi vabbè, è vero che i migranti provenienti dall’Africa subsahariana, sì, quelli che arrivano sul gommone, sono “afro-cristiani” in massima parte e non “afro-islamici”; ma sempre “afro-” sono…

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      • Convenzione internazionale UNCLOS, 1982, art. 98: ” Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batte la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio o i passeggeri presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo”.
        IN CONDIZIONI DI PERICOLO.
        Ti è chiaro il concetto?
        Sennò te lo spiego: visto che un gommone in mezzo al Mediterraneo con sopra cinquanta persone si trova oggettivamente in condizione di pericolo, il comandante della nave DEVE salvarli. NON DEVE aspettare che il gommone affondi. Per il diritto internazionale del mare quelle cinquanta persone sono NAUFRAGHI. E il comandante della nave ha L’OBBLIGO di salvarli e di portarli nel porto sicuro più vicino. Siano essi migranti, pescatori, navigatori solitari.
        Tu continua a leggerti i vocabolari, nel frattempo, che io mi leggo le convenzioni internazionali.

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        • Io credo che chi si metta volontariamente in pericolo dovrebbe essere sì salvato, ma poi preso a calci in culo. E’ ovvio che anche se non sta affondando, un gommone non sia certo il mezzo migliore per attraversare il Mediterraneo. Ma credo anche che tutti quei tipi buffi che arrivano nei lager, visto che hanno TUTTI il telefonino, possano ben comunicare con casa e dire “Non venite, qui ci mettono nei lager, ci ammazzano di botte, ci vessano e ci insultano e ci bombardano cc ecc.” Chi sarebbe così farabutto da ingannare la propia gente dicendo “venite pure, qui possiamo partire per l’Italia tranquillamente (basta pagare, e pure tanto), se non fosse vero? E comunque,, ripeto, se uno si perdesse volontariamente nei boschi, se uno dovesse essere soccorso dall’elicottero perché si rompe una gamba facendo il fuori pista, se uno dovesse essere soccorso perché volontariamente mettesse in pericolo la sua vita…lo salverei. Ma poi lo mazzolerei di brutto. Come le mamme che, quando- incauti – ci facevamo male, prima ci abbracciavano. E poi “ci davano il resto”.

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  6. @PG Bertucci: beh, almeno un minimo di umanità mostri di averla. Pensa che c’è chi dice che le navi che fanno operazioni di salvataggio in mare devono essere affondate, vedi tu

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    • Anch’io sono dell’avviso di affondarle (o almeno metterle fuori uso), ma dopo che sono stati fatti sbarcare gli occupanti, preferibilmente dove si sono imbarcati o comunque nei paesi in cui si danno premi di merito a chi forza i blocchi dei confini altrui.
      Che dice, sig. Gianluca, così me la guadagno, la sua patente di umanità?

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      • “Anch’io sono dell’avviso di affondarle (o almeno metterle fuori uso), ma dopo che sono stati fatti sbarcare gli occupanti,”

        Cioè, non ci credo. Non è vero. DITEMI vi prego che non è vero

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        • Vuole più umanità? Sequestrarle sine die. Le ricordo che stiamo parlando sempre di chi non rispetta i confini, con la scusa dei “naufragi”.
          Perché essere umani non è solo empatia, ma anche non farsi prendere per il culo.

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        • Un tempo la sinistra si distingueva dalle dame di S.Vincenzo, che anzi ridicolizzava. Adesso su web è pieno di dame di S.Vincenzo, che però svolgono solo la parte di moraliste, non quella di fare la carità. In genere, misurano il tasso di umanità degli altri, che risulta infinitamente inferiore al loro.

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        • chi sale in 50 persone su di un gommone per attraversare il mediterraneo o sono tutti cretini o sanno per certo che ..guarda caso, una nave ( delle ong) le stà già aspettando al largo

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    • io ho scritto che le navi/gommoni/barchini dovrebbero essere affondate, una volta sbarcati i “profughi” paganti se tu hai creduto che intendessi che dovrebbero essere affondate con le persone a bordo mostri solo la tua malafede

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  7. @marcoz
    “Vuole più umanità? Sequestrarle sine die. Le ricordo che stiamo parlando sempre di chi non rispetta i confini, con la scusa dei “naufragi”.”

    Anche le navi della Guardia Costiera effettuano regolarmente operazioni di salvataggio in mare dei migranti, e ovviamente sbarcano in Italia senza problemi, senza che debbano stare quindici giorni in mezzo al mare, senza che Salvini dica nulla.

    Affondiamo e sequestriamo anche le navi della Guardia Costiera?

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    • Affondiamo e sequestriamo anche le navi della Guardia Costiera?
      Un momento: forse do l’impressione di uno che crede possibile il Mondo Perfetto?
      Non mi fraintenda, Gianluca, non intendo dire che il raggiungimento di una ipotetica perfezione passerebbe attraverso la dismissione delle nostre unità militari di mare.

      Ora, per metterla in condizione di evitare altre repliche balzane, sintetizzo brutalmente il mio pensiero. Perdoni l’assenza di dettagli, ma mi è impossibile dilungarmi più di quanto sto facendo.
      E vado a rispondere alla domanda.

      Per una serie di ragioni, e considerato appunto che viviamo in un mondo inevitabilmente imperfetto, ritengo che le correnti modalità migratorie siano ben lontane dall’essere quelle più auspicabili (se non è chiaro il concetto di più auspicabile, sottolineo che parliamo di scegliere il “meno peggio”). In questa prospettiva, quindi, è compito delle autorità contrastare le azioni che incentivano i comportamenti più deleteri. Nel fare ciò, condivido la riluttanza a usare con particolare durezza gli strumenti di controllo dello Stato nei confronti dei diretti interessati nel loro momento di maggiore vulnerabilità, ma al tempo stesso sono dell’idea che le attività delle ONG vadano represse, perché più dannose che meritorie, in quanto contribuiscono ad alimentare uno stato di cose complessivamente nefasto per tutti, sotto diversi aspetti.

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      • Insomma, meglio un migrante morto che un migrante sbarcato. Mi dispiace, ma continuo a ritenere che eliminare il soccorso in mare per disincentivare le partenze sia un’idea di un cinismo ributtante. Come, per riprendere l’esempio di prima, eliminare il soccorso alpino per disincentivare i fuori pista, o come eliminare i SERT per disincentivare a drogarsi.

        Che poi, a ben vedere, resta tutto da dimostrare che i migranti smettano di partire solo perché nel frattempo le ONG sono state affondate.

        In ogni caso non ha risposto. Se si vuole davvero “disincentivare”, perché permettere alle navi della Guardia Costiera di continuare ad effettuare salvataggi in mare (l’ultimo, qualche giorno fa)? Facciamole rimanere alla fonda, no?

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  8. @adriano54

    “chi sale in 50 persone su di un gommone per attraversare il mediterraneo o sono tutti cretini o sanno per certo che ..guarda caso, una nave ( delle ong) le stà già aspettando al largo”

    Preoccupante vedere come il fanatismo anti-migranti riesca ad ottundere le capacità intellettive sino al disconoscimento delle più elementari nozioni di aritmetica.

    Se ogni gommone avesse una nave ONG ad aspettarli, vuol dire che il rapporto gommoni/navi ONG dovrebbe essere di 1:1.

    Ora, visto che le navi ONG attualmente operative nel Mediterraneo sono TRE, questo potrebbe solo voler dire che, in realtà, i migranti che tentano la traversata sono quattro gatti, e quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi.

    Certo, c’è anche l’altra possibilità: che in realtà i gommoni non abbiano nessuna ONG pronta ad aspettarli, che le navi ONG riescano a salvare solo una minima parte dei migranti che tentano la traversata, mentre gli altri continuano ad andare alla deriva. E qualche volta crepano, senza che nessuno possa saperne niente

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  9. @marcoz
    “meglio un migrante morto che un migrante sbarcato”

    “Questo è quello che desume da quanto ho scritto? Allora, possiamo considerare chiuso questo ameno carteggio.”

    Eliminare, o anche solo ridurre o ostacolare il salvataggio in mare vuol dire dare la priorità all’inviolabilità dei Sacri Confini Patrii rispetto alla vita dei migranti.

    Non faccia l’offeso e si prenda la responsabilità di quello che scrive

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  10. Una risposta collettiva agli amici Marcoz, Erasmo, Shevathas, Adriano, pg Bertucci: il signor Gianluca non è un buonista un po’ ritardato, bensì uno spietato troll in totale malafede, che usa alla perfezione la tipica tecnica pallestinista di spostare il discorso ogni qualvolta gli si smonta un argomento fino a prendere l’avversario (NON interlocutore: avversario da mettere fuori gioco ad ogni costo e con ogni mezzo) per sfinimento. Li conosco da vent’anni, e da un pezzo ho smesso di lasciarmi trascinare nelle loro trappole. So perfettamente che qualcuno di voi non è affatto caduto nella trappola e continua a rispondergli per puro divertimento, e sicuramente non ho la minima intenzione di impedirvi di divertirvi, ma spero che mi perdonerete se vi lascio giocare da soli, perché io non mi ci diverto neanche un po’.

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    • Nella mia scuola ho visto passare l’esame di terza media gente negativa in tedesco storia geografia italiano matematica scienze tecnica e che all’esame ha fatto tutti gli scritti di schifo e scena muta all’orale in tutte le materie. Fra loro ci sarà sicuramente qualche pallestinaro. A meno che la signora in questione non sia nostra coetanea, nel qual caso per passare la licenza elementare ha dovuto sicuramente sapere almeno quanto quelli che oggi passano alla maturità, e allora chiaramente il discorso cambierebbe.

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  11. Pure il sottoscritto, leggendo “denuncia per incitamento all’odio razziale”, ha avuto un attimo di smarrimento.

    Quello è un problema tuo.

    Prova a scrivere quella frase sui palestinesi in qualsiasi altro forum – di sinistra, di destra, di dove ti pare – che abbia un po’ più di quattro gatti di utenti come questo, e vedi se non vieni bannato dopo dieci secondi, visto che nessuno ama beccarsi denunce per la stronzaggine altrui

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  12. Le razze non esistono.
    L’odio razziale o etnico, sì.

    Art. 604 bis c.p.
    “…è punito […] chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico”

    Se pubblichi roba tipo: “i [termine insultante che indica un qualsiasi gruppo etnico] sono tutti dei cretini”, beh, io dopo non ci farei tanto lo sborone, ma sarei invece un tantino preoccupato

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      • E aridaje.
        La razza palestinese non esiste, come non esiste la razza ebrea, come non esiste NESSUNA RAZZA.
        L’odio e il disprezzo fondato sulla (presunta) superiorità di una (presunta) razza o etnia nei confronti di un’altra (presunta) razza o etnia, ECCOME SE ESISTONO.

        Se proprio vuoi contare i peli del culo, correggo la mia frase precedente:

        “auguri di non trovare un magistrato komunista quando presto o tardi ti beccherai una denuncia per incitamento all’odio razziale *o etnico*”

        Va meglio adesso?

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        • Ritengo che sia inutile pretendere ragionamenti o risposte coerenti dai c.d. ‘progressisti’. Le loro battute standard sono quelle riportate dal Manuale del perfetto Sinistroide quindi:
          – Sei razzista se dici qualcosa che possa lontanamente sembrare un offesa per palestinesi, africani o popoli oppressi in generale.
          Se odi ebrei, americani o altri Kattivoni stai esprimendo un opinione sensata
          – qualsiasi atto lontanamente ostile verso i sopraddetti popoli oppressi è espressione di fascismo, imperialismo e razzismo. Questo anche quando gli oppressi in questione compiono attentati, sgozzano bambini o gestiscono giri di spaccio o prostituzione.

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        • Da wikipedia: “La razza identifica, nel linguaggio comune, la classificazione degli esseri umani in gruppi in base ai loro tratti fisici, alla discendenza, alla genetica, o alle relazioni tra queste caratteristiche”.
          E’ la specie che è la stessa. Biologia. Pura e semplice Biologia. Ma non importa. Se uno non ha studiato bene a scuola, non c’è niente di male ad imparare.

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  13. Uè, pirlotto, c’è scritto pallestinara, non palestinese (aiutino: pallestinaro deriva da pallywood).

    Sarà dura spiegarlo al giudice, sai?
    Un po’ come se scrivessi “ebbrei” per sentirmi libero di sputare odio antisemita.

    (aiutino: ebbrei deriva da ebbro)

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  14. Io so che Gesù era palestinese ed ebreo. Chi ha invaso una Terra da cui erano stati cacciati gli storici abitanti non so se si possa definire “palestinese”, per cui qualsiasi altra definizione potrebbe andare bene. Al di là di questo, mi fanno un po’ rabbia gli antiviolenti che ad ogni piè sospinto negano il diritto ad esprimere opinioni sventolando (cretine) minacce di querele e denunce. Ma tant’è, il mondo è pieno di fascisti/nazisti nell’animo che si dicono buoni e democratici. E ancora più al di là, questo troll mi ricorda tanto gli antivaccinisti. Cretini e cattivi nell’animo. Poi ci sono gli idioti che dicono “non esiste nessuna razza”. Certo che esistono le razze, è la specie che è la stessa. Cretino. Come se tutti i gatti appartenessero alla stessa razza. “Razza” è una definizione relativamente arbitraria ma che sottende alcune caratteristiche che si sono via via espresse nel corso dei secoli e che possono anche rientrare dopo altrettanti secoli. Poi ci sono i nazisti, che ne fanno una bandiera e un modo di distruggere (come coloro che invocano la distruzione della razza ebraica, per esempio) e altri che, invece, usano la parola solo come modo per distinguere e basta. Da wikipedia: “La razza identifica, nel linguaggio comune, la classificazione degli esseri umani in gruppi in base ai loro tratti fisici, alla discendenza, alla genetica, o alle relazioni tra queste caratteristiche”. Solo i razzisti ne fanno un’arma. Oppure ne negano l’esistenza, allo stesso modo di chi neghi l’esistenza di lesbiche, gay o eterosessuali.

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    • Ho fatto trenta, farò trentuno.

      Il documento fa perno sul concetto di razza biologica come risposta a dichiarazioni specifiche (la presunta “razza italiana”) che nulla hanno a che fare con quanto sostenuto qui, dove con razza si intende esclusivamente ciò che concerne la catalogazione in base ai tratti somatici.

      Cercherei di lavorare di più sulla comprensione del testo.

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      • Ecco, inizia tu a lavorarci su, leggi la dichiarazione dell’AGI e vedrai che ANCHE qualsiasi tentativo di catalogazione razziale basata meramente su tratti somatici (e non genetici) è storicamente fallito.
        Perché cercare a tutti i costi di salvare in corner i tuoi sodali, anche quando sostengono tesi che tu stesso reputi ributtanti?

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        • Il documento afferma che non è possibile una catalogazione di razze BIOLOGICHE. Le categorie razziali intese come raggruppamenti secondo le caratteristiche somatiche sono un discorso diverso. Non si vuole chiamarle razze, perché ricorda il razzismo? Benissimo, chiamiamole pippe. Peccato che poi mi daresti del pippaiolo e, punto sul vivo, ci rimarrei male (sono certo che apprezzerai che sono passato al tu, per questa parentesi confidenziale).

          Perché cercare a tutti i costi di salvare in corner i tuoi sodali
          Sodale è un termine che si usa sovente con accezione negativa. Se è con questo intento che è stato usato, si sappia che io non ne ho, di sodali. Al massimo, con altre persone, posso condividere pensieri, opinioni.
          Ma, venendo alla questione salvataggio, credo che sia chiaro a tutti – tranne a uno di cui non faccio il nome – che non sono andato in soccorso di nessuno, visto che, come ho scritto poco fa, “qui per razza si intende esclusivamente ciò che concerne la catalogazione in base ai tratti somatici”.
          Può essere che mi sia sfuggito un passaggio in cui si affermano cose diverse. Nel caso, copincollare il passaggio, please (non ho voglia di rileggere tutto).

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    • Mi sono fermata alla seconda riga del punto 1: Nel linguaggio corrente, la parola razza è ambigua. Può indicare tanto l’intera umanità (Einstein, dichiarandosi di “razza umana”). Einstein NON si è MAI dichiarato di razza umana, Einstein non ha mai detto una simile puttanata, né, essendo uno scienziato, mai avrebbe potuto, dato che quella umana non è una razza bensì una specie, come si impara già alla scuola media, e come ho documentato qui (quindi tu NON hai letto il testo che stai contestando: lo hai semplicemente rifiutato a priori supponendo, aprioristicamente, che contenga “mie esternazioni”). Mi sono fermata lì, dicevo, perché degli “esperti” che esordiscono spacciando per dato di fatto una bufala ampiamente e documentatamente sbufalata, sono indiscutibilmente dei peracottari per i quali, a differenza di te, non sono certo disposta a perdere il mio tempo.

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      • Guarda che ne ho presa una a caso: TUTTE le associazioni rappresentative degli studiosi di genetica negano fermamente l’esistenza delle razze umane.

        Sono TUTTI peracottari?

        La conosci la barzelletta di quello che va contromano in autostrada?

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  15. @marcoz

    Nel Settecento, nell’Ottocento e per buona parte del Novecento, come poteva avvenire la “classificazione delle razze” se non in base ai tratti somatici, visto che l’analisi del pool genetico era di là da venire?

    Eppure

    “dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri. Gli astronomi sono d’accordo su quali e quanti siano i pianeti del sistema solare, i chimici sono d’accordo su quali e quanti siano gli elementi. Come ha sottolineato Frank Livingstone che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane dimostra che attraverso il concetto di razza non si riesce a comprendere la nostra diversità biologica.” (punto 4 della dichiarazione AGI)

    Insomma, che esistano uomini con diversa gradazione del colore della pelle è ovvio: il problema è che chiunque ha provato a dare una classificazione tassonomica univoca delle varie “razze” sulla base dei caratteri esteriori ha fallito. Figuriamoci poi sulla base del corredo genetico, per cui è ben possibile che io abbia un “pool” più simile a quello di un negroide abissino rispetto a quello di un caucasico di Ladispoli

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    • Forse a Sua Sapienza sfugge un piccolo dettaglio: le razze, sia umane che animali, si incrociano fra di loro. I pianeti di solito no. (Sì, lo so, a Sua Sapienza questa sfugge perché è troppo complicata. E qui mi fermo davvero, perché oltre un certo limite non mi si può umanamente chiedere di abbassarmi).

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    • “chiunque ha provato a dare una classificazione tassonomica univoca delle varie “razze” sulla base dei caratteri esteriori ha fallito”

      Non vedo la rilevanza. L’impossibilità di avere suddivisioni univoche o confini netti non rende di per sé fuori luogo il mantenimento e l’uso delle macrocategorie antropologiche che conosciamo (come è già stato fatto notare, è per quali scopi vengono usate che fa la differenza). Si può parlare di caucasoidi, di negroidi, di australoidi e di mongoloidi così come ha senso riferirsi a biondi e a mori, nonostante esista una serie di tinte intermedie che rende problematico tracciare il punto della linea di separazione tra i due colori di capelli.

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      • Quella che tu proponi è solo una tra le tante suddivisioni proposte, e ovviamente nessuna di esse ha la sia pur minima validità scientifica.

        Puoi anche dividere l’umanità in dodici segni zodiacali, se è per questo. Se non altro, sul numero di segni zodiacali non c’è discussione

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        • Mi stai coglionando, vero? Ma io faccio finta di niente.

          Qui nessuno ha tirato in ballo una solidità di natura scientifica (qualunque cosa significhi in questo caso). Qui si afferma che le razze sono punti di riferimenti dal carattere descrittivo che possono avere una loro funzionalità, e che il loro uso non è necessariamente sintomo di razzismo. Non per nulla sono ancora usate, con tutte le distinzioni e le prudenze del caso, nelle discipline mediche e antropologiche, anche se il politicamente corretto imperante spinge da tempo gli addetti ai lavori a fare opera di “depurazione” linguistica.

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  16. Aòh, eppure non penso di parlare ostrogoto.
    Il concetto di razza non è privo solamente di qualsiasi validità scientifica, ma anche di qualsiasi carattere descrittivo, visto che non ci si riesce nemmeno a mettersi d’accordo su quante e quali siano queste “descrizioni”.
    Se una tassonomia descrittiva è ARBITRARIA, lasciata alle idee e convinzioni del singolo, a che cazzo serve?

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    • Sei un troll, caro Gianluca C (e mi chiedo per che cosa starà quella “C.” Avrei varie ipotesi, ma lascio perdere) anche ignorante e volgare.
      Per evitare di stare al gioco dei troll, e intasare questo blog con idiozie (le tue) smetto di perdere tempo con te.
      In fondo, l’argomento era altro.

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    • lI concetto di ‘razza’ è un artificio puramente descrittivo, quindi come tale è arbitrario.
      Malgrado ciò è basato su abbastanza evidenze da consentire all’atto pratico anche a un bambino di cinque anni (e forse anche a un sinistroide) di associare l’aspetto di una persona alla propria origine, pur con tutti i distinguo del caso.
      Tutto qui. Poi i distinguo di lana caprina tra esperti e pseudo tali lasciano il tempo che trovano, e ci sono in tutti i campi.

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      • Ghezzi, a capire che la razza è un concetto puramente arbitrario i sinistroidi ci sono arrivati da tempo, i destroidi ho ancora forti dubbi (tant’è che anche qui c’è chi continua a fare paragoni imbecilli coi gatti).

        Così come, per tornare in tema, ho forti dubbi che i destroidi non continuino a credere che vi sia un’invasione degli immigrati pianificata dal complotto giudaico-massonico, Soros in testa.

        Secondo me sei un compagno che sbaglia

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        • Il concetto non era l’arbitrarietà della razza, ma la presenza di piccole ma significative differenze che consentono di distinguere, che so, un nigeriano da un giapponese.
          Non sono un ‘compagno’ nè un ‘camerata’. Cerco di pensare con la mia zucca.
          Sicuramente sbaglierò su molti argomenti, ma almeno non ho l’arroganza di pensare che la mia opinione sia l’unica valida.

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        • O Paolo, bambino mio, ma non te l’hanno insegnato che non si può cavare sangue da una rapa? E’ inutile che tenti, pazientemente e volenterosamente, di trovarle una vena sperando di ottenere qualche risultato.

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        • Beh, da buon brianzolo ho la testa dura…
          Grazie comunque per il ‘bambino’. Erano trentacinque o quarant’anni che nessuno mi chiamava più così.

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    • Vuoi dire che se ti chiedessero di suddividere un gruppo misto di persone composto da eschimesi, aborigeni australiani, neri subsahariani e bianchi nordeuropei, in diversi sottogruppi omogenei, non saresti in grado di farlo?
      Il grado di utilità di una distinzione del genere dipende da cosa se ne deve fare, da studi di varie discipline fino a situazioni più pratiche.
      Facciamo un esempio di situazione pratica, che magari ci s’intende, volando bassi. Tu vivi in un luogo con una popolazione composta dai modelli qui sopra elencati. Per strada, uno ti ruba il portafoglio, tu lo vedi, lo rincorri, ma riesce a scappare. Arriva la polizia, per procedere a indagini e ricerche, e ti chiede: era un aborigeno, un eschimese, un nero subsahariano? O un bianco nordeuropeo, forse? Tu che fai, dici forse che una tassonomia descrittiva è arbitraria, lasciata alle idee e convinzioni del singolo, e quindi inutile, perciò non posso rispondere a questa domanda?

      Ma ritornando un po’ più in alto.
      Quando si legge che una buona maggioranza di antropologi ritiene che il termine razza debba essere sostituito da qualcosa di più appropriato, cosa significa? Per me significa che c’è qualcosa che viene definito razza ma che dovrebbe essere indicato con un altro termine. Ma qualcosa c’è.

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      • Ecco, è qui che, o vile e scalcinato, emerge tutto il tuo vergognoso razzismo: perché tu non solo diresti che a rubarti il portafoglio è stato un eschimese, ma preciseresti anche che era giovane alto e magro, distinguendo razzisticamente fra giovani e vecchi, fra alti e bassi, fra grassi e magri.
        Credo che ti toglierò il saluto.

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