ADESSO VI RACCONTO UNA STORIA

Quando avevo due tre anni, uscire con me, per i miei genitori, era un incubo: non mi toglievano gli occhi di dosso per un secondo, controllavano ogni mio movimento, ogni mio gesto, ma non c’era niente da fare: quando, arrivati a casa, mi controllavano le tasche, un cucchiaino, una tazzina o una bustina di zucchero se si era stati al bar, un fazzoletto o un qualsiasi piccolo oggetto se si era stati da amici o parenti, me lo trovavano sempre. Una volta, dopo la visita a un’amica, mia madre mi ha trovato in tasca un suo reggiseno – e considerando che aveva una latteria di proporzioni tali che ancora, dopo tutti questi decenni, me la ricordo, si può avere un’idea dell’entità della mia prodezza. Allora mia madre ha detto “adesso torniamo lì e glielo restituisci”, e io ho fieramente protestato: “È mio! L’HO RUBATO IO!!”. Bene, tutta questa rievocazione è per dire che a quanto pare ho fatto scuola.
villa zingari
E qui trovate il video in cui i due bravi coniugi rivendicano il diritto al possesso del frutto di tanto paziente e infaticabile lavoro.

POI che ci sia chi di fronte a un’intera vita di crimini, di fronte a una villa che nessun operaio o impiegato o insegnante si potrebbe permettere neanche vivendo a pane e acqua costruita abusivamente col frutto di crimini su terreno vietato, che in qualunque Paese civile verrebbe abbattuta con le ruspe, di fronte a una minaccia di morte rivolta, oltretutto, a un’autorità dello Stato, scelga di indignarsi di più per una parola (quando il minimo, per qualunque persona normale, sarebbe stato prenderla a schiaffoni), scelga di stare dalla parte della criminale, la dice tutta su una certa parte politica italiana – quella stessa che di fronte a un carabiniere ucciso sceglie di ignorare la famiglia della vittima per andare a far visita in carcere agli assassini – cosa che tra l’altro, come ricorda Daniele Capezzone, non ha niente a che fare col legittimo potere ispettivo. Come dire, siamo nella merda fino al collo ma ci indigniamo perché la donna di servizio non ha passato la cera in salotto.

barbara

    • Esatto. L’honestà di Salvini che permette ai suoi amichetti di casapound di continuare ad occupare un’intera palazzina nel centro di Roma. “Non è nelle priorità”.

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        • I centri sociali a Roma non occupano palazzi, ma strutture periferiche fatiscenti e abbandonate che anzi hanno provveduto a riqualificare.
          Non occupano per dare casa gratis a esponenti di partito e simpatizzanti, ma per svolgere attività sociali e culturali aperte a tutti.
          Tipicamente sono di sinistra? Certo. I destroidi come attività socio-culturale si fermano a distribuire pacchi di pasta, purché i beneficiari provino di essere italiani.
          Vogliamo applicare tolleranza zero alle occupazioni abusive, a prescindere dalla finalità dell’occupazione? Ok. Però Salvini spieghi perché è prioritario a Roma sgomberare una biblioteca e una casa delle donne e non casapound

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        • certo, il palazzo ove il cardinale elettricista aveva riattaccato la corrente è stato riqualificato… in barba a tutte le norme edilizie e di sicurezza per i locali pubblici.
          Siamo alle solite, la cacca degli uni è marron e puzza mentre quella degli altri è rosa e profumata di violette….
          Quali siano gli uni e quali gli altri? dipende dalle simpatie politiche…

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        • per svolgere attività sociali e culturali aperte a tutti.
          HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!! Fai una bella cosa: prova a presentarti lì, per socializzare e acculturarti, con una bandiera israeliana. Poi, se sopravvivi, ce la vieni a raccontare.

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  1. Il problema non è la parola zingaraccia in sé, ma il fatto che la dica un ministro.
    Inoltre nessuno difende la zingara, semplicemente è una minaccia non credibile, Salvini non ha nulla da temere da quella tizia. In caso contrario ci sarebbe da preoccuparsi dell’ efficacia delle nostre scorte.

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    • Nessuno difende la zingara? Anche senza la minaccia, una ladra seriale rea confessa, con la prova davanti agli occhi di tutti materializzata nella villa, la costruzione della stessa in modo abusivo e su terreno abusivo e nessuno chiede di sbatterla in galera, nessuno chiede di abbattere la casa, questo ancora non ti basta per ritenerla più che difesa? Cos’altro ti occorre, che la propongano per il Nobel della pace e il Balzan della bontà? Quanto al fatto che la minaccia non sia risibile, direi che è molto più risibile la tua difesa d’ufficio.

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        • Coda di paglia, eh? Oltre alla disonestà intellettuale dimostrata col processo alle intenzioni. E che cosa intendi con quel “lo dici a qualche tuo parente”? Stai accusando i miei parenti di essere disonesti? Finiti gli argomenti – in realtà mai avuti – si passa agli insulti?
          PS: se hai voglia di rispondere accomodati pure, ma non aspettarti altre risposte da me: come dice il saggio mai discutere con un idiota: ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza. E se hai voglia di sentirti e dichiararti offeso non fare complimenti, fai pure come se fossi a casa tua.

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  2. @shevathas
    “Siamo alle solite, la cacca degli uni è marron e puzza mentre quella degli altri è rosa e profumata di violette….”

    Il mese scorso a Roma 300 disgraziati sono stati buttati fuori da una scuola abbandonata.
    Seguiranno gli sgomberi, tra gli altri, di un museo, di una biblioteca e di un centro antiviolenza per le donne.

    Sgomberi giusti? Formalmente, sì.

    Ma quelli di casapound non li tocca nessuno. Il Viminale ha detto che il loro sgombero non è prioritario.

    Chi è che fa pesi e due misure con la cacca altrui?

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    • Sgomberi giusti? Formalmente, sì.

      E questo giustifica benissimo Salvini e casa pound, sarei curioso di sapere come mai i residenti dello stabile abusivo di CP son farabutti mentre quelli della scuola son poveracci.

      PS sarei curioso di sapere se il museo, la biblioteca e il centro antiviolenza rispettano le norme di sicurezza o se son solo foglie di fico per coprire i vari gruppi organizzati per le occupazioni degli edifici sfitti…

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        • Gianluca, smettila di arrampicarti sugli specchi. Il fatto che CP occupi uno stabile “vale” molto meno dei vari CS che ne occupano 1000. A prescindere da cosa facciano dentro. Perchè se i CS “riqualificano” pure uno di CP potrebbe rivendicare altrettanto. .. e a proposito di “riqualificazione”… nello stabile ricollegato dall’elettricista canonico, sembrava di fossero una birreria, un cinema e altre attività per cui è richiesta licenza, agibilità, sicurezza, VVFF, TARI, TASI, IRPEG, HACCP, attrezzature in regola e TASSE da pagare. Alla fine, quindi di anche di evasione fiscale si tratta. O puzza solo quella dei commercianti?
          La casa delle donne è un’associazione, forse benemerita, ma come ce ne sono tante altre. Perchè dovrebbe essere esentata da un affitto? La finalità giustifica i mezzi?
          Le 300 persone sgomberate magari stavano in un immobile pericolante e comunque erano abusive e inoltre sembra che molte manco avessero titolo per restare in Italia. Si erano ritagliati una zona franca, insomma. Posso ritagliarmela anche io, o il ritaglio è riservato ai pugni chiusi, meglio se “migranti” (anzi, dire, “migrati”)?
          Ah, e come campavano?
          Cos’è, le regole valgono solo per gli altri? L’applicabilità dipende dalla condizione sociale del trasgressore? Dalla sua colorazione politica?

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        • Per il palazzo beneficato dal santo elettricista hai dimenticato lo spaccio di droga. Se una volta dicevano fuma buono fuma sano fuma nero pakistano, oggi passiamo a fatti su una bella pista pura coca comunista, o se astinenza ti colpisca, ero sì ma comunista.

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    • Amico mio, abbassa le penne… Pure gli Alpini sono meritevoli (e, credimi 1000 volte di più di un centro antiviolenza politicamente connotato), ma non per questo pretendono di non pagare affitti e utenze in nome della funzione sociale che svolgono. Ogni cosa al suo posto, please. E togliti gli occhiali rossi.

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