UN LEGITTIMO (CREDO) DUBBIO

Se una ragazza di quasi diciassette anni ha la statura, le fattezze, il viso, l’espressione di una bambina di otto anni
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qui in mezzo a un gruppo di coetanei, in cui il suo aspetto abnorme spicca ancor meglio
greta bloc
la domanda che mi pongo è: che cosa le staranno facendo quei due aguzzini che la stanno sfruttando a sangue, per mantenerla a questo stadio? E, piccola questione a latere: quel suo vestirsi come una bambina di otto anni, sarà un suo vezzo bizzarro o, anche questo…?

barbara

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    • Sì, i suoi genitori hanno raccontato che soffrirebbe della sindrome di Asperger, i cui sintomi sono:
      Difficile interazione sociale (intesa come relazione)
      Problemi di comunicazione.
      Comportamenti ripetitivi e stereotipati.
      Attività e interessi limitati.
      Iperattività e deficit dell’attenzione.
      Ansia e depressione.
      Come vedi, niente che riguardi lo sviluppo fisico. E, soprattutto, come ha confermato l’amico neurologo che frequenta questo blog, niente nel comportamento e negli atteggiamenti di Greta mostra i sintomi dell’Asperger. Evidentemente lo sanno anche mammina e paparino, che per ovviare a questo piccolo inconveniente si sono inventati il mutismo selettivo. Ossia quello che interviene ogni volta che qualcuno le fa una qualsiasi domanda in merito all’ambiente; quando questo avviene, Greta tace, si toglie il berretto e immediatamente arriva una guardia del corpo che dice “Scusi, devo portargliela via, abbiamo da fare da un’altra parte”. E la porta tre metri più in là. Come documentato anche in un video che ho postato qualche tempo fa.

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      • Sì ricordo il video. Ovviamente non sono titolato per giudicare sulla condizione di salute della ragazza, per cui mi limito a formulare un giudizio che riguarda la “battaglia” che conduce. Per esempio, qualche tempo fa una delle mie figlie voleva comprare il suo libro. Non glielo ho permesso per due motivi. Primo, sfogliandolo non ho trovato suggerimenti utili a fare una vita più ecologica di quella che già conduciamo. Secondo, un libro stampato su carta (con tanto di copertina rigida e sovracopertina) va contro i principi etici di una vita green. Si poteva distribuire in ebook a un prezzo simbolico.

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      • io ho avuto a che fare con un Asperger (ho scoperto dopo che lo era). Era una persona iperattiva, geniale e un po’ “matta” (detto in modo assolutamente rispettoso), ed era un tizio grande e grosso.
        Di Greta mi colpisce che non dico le compagne di classe del mio nipote che ha finito 2a media, ma persino del nipote di 5a elementare, sembrano più grandi di lei…

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  1. Ammetto che anche a me la ragazzina è poco simpatica e che detesto l’abitudine di affidare importanti questioni e messaggi socio-politici a soggetti di pura e furbesca invenzione mediatica (bambini, disabili, malati, ecc.), con un’insistenza che spesso finisce per suscitare l’insofferenza anche di chi ideologicamente condividerebbe quei messaggi. Ma perché lei, S.ra Barbara, se invece non condivide l’allarme ambientalista e il senso delle campagne di Greta, non si limita ad esporre il suo dissenso nel loro merito, oppure – se proprio non ci riesce – anche solo nel metodo? Lei non crede che l’uomo abbia responsabilità nei mutamenti climatici in atto? Lei non pensa che mari, laghi e fiumi siano ormai insopportabilmente inquinati da plastica e veleni prodotti dall’uomo? Benissimo, controbatta queste tesi con tutta la forza e tutti gli argomenti di cui dispone, ma eviti di fare simili apprezzamenti personali che, rifuggendo da considerazioni intellettuali, politiche o filosofiche, non hanno alcun senso od effetto, se non quello di trasferire la contrapposizione dal piano delle analisi e delle idee ad uno dove il confronto intende solamente e sgradevolmente discriminare la persona, mirando a screditarla a priori, indipendentemente dalle analisi e dalle idee che rappresenta. Un piano dove le nostre obiezioni possono ignorare l’argomento ambientalista come qualsiasi altro argomento, con un atteggiamento che legittima nel nostro interlocutore il sospetto che noi non si sia affatto in grado di contrapporre alcuna ragionevole tesi alla sua, perché non abbiamo mai provato a maturarne, figurarsi a convincercene. Di modo che, quando un dito ci indica la luna, noi non si possa andar oltre la sua unghia sporca.

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    • Bene, ora scopriamo che quei coglioni dei saggi, oltre a passare le nottate a star lì col dito puntato in alto invece che fare cose molto più interessanti come dormire o scopare, oltretutto hanno anche le unghie sporche. La ringrazio per l’informazione: dato che le unghie sporche fanno decisamente schifo, d’ora in poi eviterò accuratamente di guardare verso la luna, non sia mai che ci sia in mezzo un dito con una schifosissima unghia sporca.

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    • Gigi, ha scritto un pistolotto del genere, al quale sono convinta avrà dedicato un po’ di tempo, per dimostrare di non aver capito quelle poche ma chiare righe della padrona di casa! Lei ci disorienta.

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      • Tipico degli arroganti non essere neppure capaci di capire quello che si legge – anche se gli va riconosciuto il merito di scrivere, a differenza di molti altri, in ottimo italiano.
        Interessante, per inciso, l’invito a contrapporre una mia tesi a quella di Greta, come se lei ne avesse una.

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        • “Interessante, per inciso, l’invito a contrapporre una mia tesi a quella di Greta, come se lei ne avesse una.”
          Perdoni la mia evidentemente innata e incorreggibile insipienza, mi permetta però di non afferrare neanche il motivo per cui – tra me e lei, che scrive la frase predetta – debba essere io a meritarmi l’epiteto di “arrogante”. E poi: se a suo parere Greta non esprime e non rappresenta alcuna tesi degna del termine, lei vuole dunque significarci di interessarsi alla ragazza solo per l’infantilità del suo aspetto e dei suoi abiti o per gli abusi di cui sarebbe vittima? Perché sa, io ho invece l’impressione che se Greta diffondesse un messaggio opposto, lei, S.ra Barbara, a certe cose non farebbe minimamente caso.
          P.S.1. Se non le va bene il dito con l’unghia sporca, possiamo ipotizzarne uno con l’unghia incarnita o più semplicemente uno con un anello. Ma no, lasci stare: a inchiodarla alle sue parole senza voler comprenderne il vero significato sono io. Lei no, lei non si rifugia mica in corner come un difensore scarpone qualsiasi.
          P.S. 2. Dimenticavo. Le sono comunque veramente grato per “l’ottimo italiano” che generosamente mi attribuisce.

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      • Sarà anche vero che non ho compreso. Lei però, S.ra Carla, pratica lo stesso esercizio (secondo me deprecabile) che sopra mi sembrava avesse già praticato la S.ra Barbara a proposito di Greta: fa apprezzamenti personali (“pistolotto”, “spendere tempo”, la mia pretesa incapacità a capire quel che leggo). Lei, cioè, prescinde dal merito di quel che ho scritto e non mi spiega neanche un po’ cos’è che non avrei capito, legittimandomi – mi ripeto – nel sospetto che lei in realtà non abbia gli argomenti che, almeno per correttezza, avrebbe altrimenti dovuto esporre. Magari, chissà, se vedesse qualche mia foto intuirebbe anche in me il rodere di una sindrome in grado di spiegare le mie tare. Con le sue nude mani, senza neanche l’ausilio e le informazioni dei media.

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        • Naturalmente Carla provvederà a rispondere per la parte che la riguarda; mi permetto tuttavia di intervenire per dire che quello che Lei non ha capito, e tutti gli altri lettori sì, sta esattamente in dieci parole. Non c’è niente da spiegare, unicamente da leggere.

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        • Oh, ma io non escludo affatto di essere un po’ o forse molto tardo e di soffrire anch’io di qualche sindrome intellettualmente invalidante (provi però almeno a indicarmele quelle “dieci parole”). Mi pare tuttavia evidente che presunzioni e precauzioni di questo genere qui allignino assai poco e che anzi qua attorno si preferisca pregiudizialmente dispensare epiteti e patenti da cretino al proporre/contrapporre argomenti, cosa del resto parecchio più comoda e sbrigativa, oltre che – lei dirà che mi ripeto – tipica di chi non ama o non è in grado di discutere. Ma, se è come dico io, non se ne preoccupi più di tanto. Il web è ormai tutto così, per quanto io insista nel vagare alla ricerca di eccezioni.

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        • Appiccicare epiteti, fare apprezzamenti personali, insultare, esplicitamente o anche solo fra le righe non lo definirei esattamente “rispondere”, ma è pur vero che ormai questo è il massimo di correttezza che oggi si può pretendere nella blogosfera e nei social. E di questo genere di correttezza le do volentieri atto, a patto che non mi bandisca la prossima volta che il mio punto di vista dovesse trovarla in errore o nel torto.

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        • Leggo solo ora e me ne scuso.

          Signor Gigi, devo confessarle che leggendo il suo primo commento, al quale ha fatto seguito il mio, ho pensato subito fosse molto improbabile che lei non avesse colto la questione messa sul piatto da Barbara: una persona così abile nell’ uso della sintassi non può non aver colto…
          Infatti lei ha colto, eccome. Solo che ha preferito dirottare le sue riflessioni, di certo non in mala fede, con quel pizzico di pregiudizio e di giudizio cosparso di sterile polemica tanto di moda. Che disturba. Ecco solo questo.
          (Mi scuso per il “pistolotto” che era evidentemente riferito solo al contenuto, non alla forma.)
          Buona domenica

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        • @Carla: se è vero quanto suppone Erasmo, ossia che si tratti di Topo Gonzo, ci sono entrambe le cose: la malafede accompagnata da pregiudizio e intento provocatorio, e la durezza di comprendonio. E il fatto che sia scomparso dopo l’intervento di Erasmo, sembrerebbe proprio confermarne l’ipotesi.

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        • @Barbara. Maria Santa… non avevo letto i commenti della tua formidabile squadra investigativa. Insomma era il topo. Imparerò a riconoscerlo…

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        • @ Barbara.
          C’è un malinteso, S.ra Barbara, del quale però non sono minimamente responsabile. Io, semplicemente, avevo creduto che la discussione fosse terminata con l’intervento di Erasmo, che non conosco e che quindi ho pensato parlasse d’altro o di altri. Non sono affatto “scomparso”, né avevo motivo, tanto meno convenienza di sorta a scomparire. Non avevo la minima idea che Erasmo si riferisse al sottoscritto, risultandomi del tutto incomprensibile il riferimento a tal “Topo Gonzo”. Adesso ho riletto tutto e credo di aver capito: questo signore mi accuserebbe (non so se il verbo sia appropriato) di essere “Topo Gonzo”, un tizio, probabilmente un troll del web, che in passato la avrebbe spesso molestata, se non insultata, o col quale, quanto meno, ha avuto scontri incresciosi. Dico bene? Semplicemente però Topo Gonzo non sono io e la prego di credermi, perché sono una persona per bene. Meriterò tutto ma non gli insulti che lei rivolge a questo mefitico, a quanto parrebbe, Topo Gonzo.
          @ Carla.
          Ho letto con piacere la sua leale replica e la ringrazio.
          @ Erasmo.
          Buongiorno. Lei sarà anche ” il maggior topologo sulla piazza”. Sta di fatto, però, che qui sopra ha preso un grosso granchio.
          POSCRITTO. Mi scuso con la S.ra Barbara perché nei commenti precedenti ho inserito un errore nel mio indirizzo e.mail, scrivendo Gigi in luogo di Luigi.

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        • Facciamo così, Top… ehm, Gigi. Tu torni da noi, e noi ti chiamiamo col nome che preferisci. Gigi? Va bene. Esteban? E Esteban sia. “Nulla rimarrà impunito”? E sia. Top Ganz? Fa ridere, ma se insisti sarà Top Ganz.

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        • @ Erasmo.
          Ma lei chi è, scusi, che mi si rivolge con questa, per me, misteriosa familiarità? Non è cattiva volontà la mia, può anche darsi che ci conosciamo davvero. Magari, chissà, la conosco con un nome diverso da Erasmo. In quel che scrive, comunque, nulla sostiene questa ipotesi. Non vi colgo cioè neanche un minimo innesco per la mia memoria. Sebbene mi incuriosisca e mi diverta, tutto quel che dice mi è totalmente e singolarmente oscuro. Forse ho battuto la testa da qualche parte. Come Stallio, che era divenuto un genio e non riconosceva più Ollio, dopo che una finestra scorrevole gli era precipitata sulla testa. Ha presente l’episodio di quando i due vanno a studiare a Oxford? Forse anche lei, Erasmo, ha “un singolare senso dell’umorismo”.
          Esteban, Topo Ganz, tornare da voi. Voi chi? Provi magari a chiarirmi qualche cosa, anche se sono pressoché convinto che lei mi stia confondendo con qualcun altro, e anche clamorosamente. Naturalmente non è certo obbligato a farlo, anzi possiamo benissimo salutarci qui.

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        • OK, Piacere di conoscere anche il Sig. Rasko (“Tranghete”??). Sapete una cosa, anche senza avere la minima idea di chi sia, più mi rendo conto di quanto non debba piacervi questo Topo Gonzo o Topo Ganz o come diavolo si chiama, più il tizio mi diventa simpatico. Ma cos’è questo blog? Un luogo di discussione o un covo di pestaggio – avete presente Pulp Fiction? – di ignari commentatori dissenzienti? A saperlo, piuttosto che commentare un post, avrei postato tuttalpiù un grande ed ecumenico vaffa, rapido, cordiale e rotondo. Ma non lo farò, no, non lo farò neanche adesso. Prima però che mi leghiate ad una sedia con una palla da biliardo in bocca reputo saggio chiuderla qui e togliere disturbo. Addio.

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        • Lo stile non è acqua, Topo. E il tuo stile si riconosce fra mille.Come vanno le cose al Regio Catasto di Via Merulana? o, avendo raggiunto quota 100, hai dismesso le mezze maniche?

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  2. Pensi che i genitori le somministrino farmaci per bloccarle la crescita? mi pare un po’ esagerata come ipotesi, più probabile che abbia un ritardo della crescita spontaneo!

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    • L’uso degli ormoni per bloccare lo sviluppo è spaventosamente diffuso, per esempio da parte di tutti quei genitori moderni che preferiscono dare alla persona che hanno messo al mondo il tempo di decidere se vuole essere maschio o femmina, impedendo alla natura di fare il suo corso. E vista l’infinita serie di manipolazioni che quelle due belve stanno operando su quella povera creatura, il fatto che a quasi diciassette anni ne dimostri otto da tutti i punti di vista rende molto plausibile l’ipotesi del blocco dello sviluppo per mezzo di ormoni.

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      • Io spero proprio che non sia così diffuso come i media vorrebbero farci credere, forse quella decina di casi che sono conosciuti sono tutto; fanno orrore, ma sono meno di quelli (bimbi e bimbe) che vengono stuprati dai papà, o venduti ai pedofili dalle mamme.

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    • Niente di quello che lei fa è ecologico, l’unica cosa che motiva le scelte è l’impatto mediatico. Tipo il dichiarare: “Andrò in America ma non incontrerò Trump”, più o meno come se un capo di stato andasse in visita ufficiale in un altro stato e si rifiutasse di incontrarne il presidente. Già solo da dichiarazioni come queste si possono vedere i disastri che quei due criminali hanno fatto in quella povera testa. Tornando al tuo discorso, il secchio non è ovviamente più ecologico del cesso, probabilmente lo è di meno, ma l’impatto mediatico è enormemente più forte. Come certe sette religiose: più rinunce fai, più sacrifici ti imponi, più sofferenze ti autoinfliggi, e più sei santo.

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        • Col piffero. Tu non l’hai incontrato perché non è capitato, non per la tua ferma determinazione, coerente coi tuoi ferrei principi, a non incontrare colui che consideri l’uomo più spregevole del pianeta, causa di tutti i mali e di tutte le sciagure. E poi, a meno che non ci sia tornato recentemente senza dirmelo – perché lo so che tu ami tenermi nascosto tutto, dal tuo anno di nascita ai tuoi viaggi – quello che tu non hai incontrato non era l’uomo più potente della Terra. E per finire, tu non hai sedici anni e meno che mai ne dimostri otto. Per non parlare di quelle due deliziose treccione (ti ci vedrei bene, sai, perché non ti compri una parrucca?).

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        • Se non me le faccio crescere, è perché non voglio, non perché non posso. Idem per il mancato rendez-vous con Trump. Perciò mi considero candidato al Nobel. Andrò a Oslo senza dirtelo.

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      • il vantaggio di greta è che offre soluzioni semplicistiche, facciata buona per il boccaloni, tanto autoassolutorie: non è anche colpa nostra ma dei politici cattivi, schiavi della lobby delle gattare illuminate massoniche sioniste, che non vogliono adottare il motore a gatto imburrato per dare la free energy a tutti.

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