AGGIORNAMENTO INSETTI

Trovato il macro, posto la nuova foto:
insetto 2
Come si può vedere, è su un piatto su cui è rimasta qualche goccia di olio, che è la sua meta preferita, anche se ci crepa immediatamente. È lungo meno di due millimetri. Qui vedo la separazione fra la parte anteriore e quella posteriore del corpo, che a occhio nudo è impossibile da distinguere.

barbara

AGGIORNAMENTO 2: sono riuscita a beccarne uno vivo, cosa non facile, perché pare che abbiano una grande propensione a morire. Poco prima ne avevo trovato un altro vivo: il tempo di andare a prendere la macchina fotografica e l’ho trovato già defunto. E dunque questo è quello vivo:
insetto 3
è un po’ sfocato, ma si vedono le antenne. Che però sono molto più modeste di quelle delle ipotesi propostemi, e anche le zampe rispetto al corpo sono molto più sottili di quelle di quegli altri insetti.

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  1. Come si chiamino non l’ho mai saputo, si sono sempre rifiutati di dirmelo, ma me li sono regolarmente ritrovati nella dispensa, pasta lasciata da un’estate all’ altra e ritrovata con tanti piccoli morsi dai contorni biancastri, non nel riso però, lì solo farfalline, un anno addirittura in quello appena preso dal negozio (poi hanno imparato a mettere il sacchetto sottovuoto dentro la scatola di cartone), suppongo sia una questione di appalto, o di spartizione del territorio: noi infestiamo quello, voi quell’ altro.

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      • Al contrario, quasi tutti sembrano tontoloni semiaddormentati, però potrebbe anche essere che assomiglino a me, che il caffè mi calma e mi fa dormire, mentre i tranquillanti mi rendono nervosa ai limiti dell’isterismo, e la preanestesia, che una volta facevano prima dell’anestesia per mantenere calmo il paziente, mi scatenava un tale stato di ansia e agitazione da farmi star male da cani, mentre fino a un momento prima ero stata tranquillissima (pane per i tuoi denti?). E stavo talmente male che una volta ho chiesto di non farmela; solo che nella preanestesia c’era un po’ di anestesia, e quindi di anestesia poi ne mettevano un po’ meno, ma l’anestesista non lo sapeva che non l’avevo fatta, e il risultato è stato che nel momento in cui stavano per cominciare a tagliare mi sono svegliata, ma non ho potuto dirlo o farlo in qualche altro modo capire, perché il corpo non rispondeva più. Momenti da incubo, di autentico terrore.

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    • Non lo so. Una volta ho avuto un’idea analoga per le formiche: ho detto metto un piattino di zucchero, quelle arrivano e io le annego tutte in una volta. e sai cosa è successo? Che con lo smartphone hanno chiamato parenti amici onoscenti colleghi vicini di casa e sono arrivate in massa, con le carovane, con i barconi, non sapevo più dove salvarsi. Metafore a parte, è andata esattamente così. Il piattino con l’olio l’avevo pensato, davvero, ma mi ha trattenuta la possibilità che andasse allo stesso modo.

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