POST POLITICO

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A questo punto mi vedo costretta a riconoscerlo: il fascismo avanza a grandi passi. Tutti i treni che ho preso negli ultimi mesi (diverse decine) sono partiti che spaccavano il minuto e sono arrivati che spaccavano il minuto. E questo non è Lercio che lo dice, sono io, sulla base di una drammatica esperienza personale. Avanza, dunque, ma non incontrastato, come si vedrà ai prossimi punti.

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Mi è infatti capitato qualche giorno fa di entrare per caso in un blog  che non fa parte delle mie frequentazioni, il cui titolare, in un intenso post, mostrava estremo sconcerto nel vedere queste assurde lotte fra uomini e donne, queste assurde lotte fra bianchi e neri, quando l’unica lotta che abbia un senso, l’unica che meriti di essere combattuta in quanto l’unica atta a portare al genere umano progresso, benessere e felicità è la lotta di classe.

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E non è l’unico. Perché oggi in treno ho sentito un cinese spiegare che sì, la repressione di piazza Tienanmen è stata dura, ma senza quella oggi in Cina ci sarebbero milioni di morti per fame. Perché ci sono cose che solo il comunismo può fare, la democrazia no, perché se c’è un’emergenza il comunismo prende e fa, mentre la democrazia deve discutere e votare eccetera e cioè perdere tempo prima di cominciare ad agire. Il suo interlocutore gli ricorda le decine di milioni di morti per fame nel passato, a causa delle scelte del comunismo; “Certo, ci sono stati degli errori, tutti ne commettono, ma il comunismo, a differenza degli altri regimi, impara dagli errori e li corregge. Sì, lo so, non ha mai ammesso di averli commessi, perché il comunismo non perde tempo in chiacchiere ma passa direttamente ai fatti. Oggi in Cina non manca niente a nessuno, e perché? Perché c’è il comunismo! Perché il comunismo tutto quello che fa lo fa unicamente per il bene del popolo” Hong Kong? [immagino siate tutti al corrente della violenta e spietata repressione delle proteste] Hong Kong deve capire. Non può pretendere di rendersi indipendente dalla Cina, non è realistico, non ha senso. Ma poi perché uno dovrebbe volersi staccare da un Paese governato dal partito comunista? Che senso ha?

Consoliamoci coi vecchietti, va’.

barbara

      • Riporto integralmente il testo da te linkato.
        La carestia del Bengala del 1943-1944 è stata una carestia verificatasi nella regione del Bengala durante la seconda guerra mondiale. La regione faceva parte dell’India britannica, ma l’Esercito imperiale giapponese aveva occupato la Birmania e controllava il golfo del Bengala. L’emergenza iniziò in seguito ad un’inondazione che nell’ottobre 1942 distrusse i raccolti. Il numero delle vittime, a seconda delle stime, varia tra i due e i quattro milioni di persone.

        Il disastro è attribuibile a una molteplicità di fattori, legati al conflitto, ed acuito da alcune decisioni politiche, in particolare la strategia inglese della “terra bruciata” tramite l’acquisto e l’immagazzinamento di riso, per impedire gli approvvigionamenti ai giapponesi* (che avevano già occupato la Birmania e progettavano l’invasione dell’India), e il rifiuto di inviare cibo da altre zone dell’Impero britannico.

        *Cioè se quel riso non lo avessero preso gli inglesi, sarebbe andato all’esercito occupante giapponese, NON alla popolazione bengalese. Riso che era scarso prima di tutto a causa dell’inondazione. Ma se anche fosse interamente colpa di Churchill, questo attenuerebbe le colpe di Stalin? Ma hai fatto l’abbonamento alle figure di merda?

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        • Non ti è chiaro che quando Churchill fece terra bruciata requisendo milioni di tonnellate di riso ai bengalesi, distruggendo barche e altri mezzi di trasporto, nel Bengala i giapponesi, che controllavano il Burma e il GOLFO del Bengala, non il Bengala, leggi bene, non c’erano arrivati (e non ci arrivarono mai).

          I bengalesi erano una popolazione sotto assedio, sudditi dell’Impero britannico.

          Churchill, che amava definire gli indiani un popolo di bestie con una religione da bestie, deliberatamente condannò alla fame i suoi sudditi per far sì che i giapponesi non trovassero derrate in caso di invasione. Che non avvenne mai.

          Ed ovviamente, si rifiutò “di inviare cibo da altre zone dell’Impero britannico” (chissa perché, evidenzi in grassetto solo quello che ti piace).

          Perfino l’International Churcill Society, sia pure obtorto collo e tra vari tentativi di giustificazione, ammette la sua responsabilità nella causazione della carestia.

          Figurati cosa ne pensano gli indiani.

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        • Se fosse vero che il raccolto fosse stato scarso, ciò cosituirebbe un’AGGRAVANTE della responsabilità di Churchill, che requisì quel poco di riso che era rimasto e affondò le barche impedendo ai bengalesi di pescare.

          Lo studio più recente dimostra in ogni caso che il raccolto prima della carestia era del tutto normale. Fatti un giro su Google digitando le parole “bengal famine”.

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        • Churchill non era un simpatizzante di qualche variante del socialismo, quindi è colpevole di tutto a prescindere, poi… Prima della carestia non c’era la carestia: interessante come si possa proclamare una idiozia dicendo una verità lapalissiana.

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        • Eccone un altro.

          Solitamente un cattivo raccolto VIENE PRIMA, PRECEDE la carestia, non il contrario.

          Ti è chiaro o ti devo fare un disegnino?

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      • Che Churchill fosse un FdP mica da ridere lo sapevo già: basta citare i bombardamenti terroristici sulle città tedesche – sì, lo so, Coventry, ma i tedeschi, per dire, un bombardiere strategico non l’hanno mai neppure costruito; o la riconsegna a Stalin dei prigionieri cosacchi, destinati a morte certa – alcuni vecchi friulani se li ricordano ancora, erano accampati in Carnia; o la consegna dell’Arabia ai Saud, su cui aveva scritto cose tremende.
        Ma la carestia nel Bengala non è stata prodotta artificialmente, con lo scopo di far morire di fame i Bengalesi, a differenza dell’Holodomor.

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        • Direi che fra tutte le porcate di Churchill, quella della restituzione dei prigionieri è stata senz’altro la più infame. Se Dresda poteva essere funzionale alla vittoria – e, quindi, anche alla fine della carneficina – (e lo è effettivamente stata), la restituzione dei prigionieri non ha davvero una sola giustificazione al mondo.

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        • Menzione speciale anche per l’affondamento della flotta francese in Algeria – credo a Orano, ma dovrei controllare – con i marinai francesi a bordo, alleati ma non si fidava.

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        • (e senza menzionare il provvidenziale incidente aereo che tolse di mezzo il capo del governo polacco in esilio a Londra, Sikorsky, che non amava i Russi e non credeva alla versione sovietica su Katyn; sopravvisse solo il pilota, che era dei Servizi segreti, e che si lanciò col paracadute). In teoria la guerra era stata dichiarata per difendere la Polonia, poi si è visto che fine ha fatto.

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  1. Sagredo+Tigre: è inutile che ci proviate. Lo so che siete bimbi svegli e intelligenti, ma non ce la farete mai a competere con lui. A me era venuto in mente di spiegargli che fare terra bruciata per impedire al nemico di invadere l’area – dato che essendo lontanissimo da casa, senza risorse in loco non sarebbe potuto sopravvivere. E, per inciso, se i giapponesi fossero arrivati, i bengalesi avrebbero grandemente rimpianto di non essere morti di fame, come sanno tutti quelli che sono stati invasi dai giapponesi, in confronto ai quali i nazisti erano dei dilettanti. Senza dimenticare che si era in guerra e che nel caso specifico la guerra era stata voluta dal Giappone – non è esattamente la stessa cosa che fabbricare artificialmente una carestia allo scopo di fare morire di fame la gente. Ci avevo pensato, dicevo, ma poi mi sono resa conto che sarebbe stata una spiegazione troppo stupida per Sua Intelligenza E Sapienza Universale (SIESU).

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  2. Mi scusi, signora Barbara, ma se Churchill dirottò consapevolmente le risorse alimentari dei bengalesi verso l’estero, e contemporaneamente privò loro dei mezzi per potersele procurare (e dalle ricerche effettuate da me su internet sembra non ci siano dubbi su questo, anche sui siti inglesi) a me sembra che sia anch’essa una carestia artificialmente procurata, e che le analogie con la carestia ucraina ci siano eccome.
    Non mi sembra che sia una motivazione valida quella che i bengalesi fossero sotto assedio, gli assedianti non si combattono sterminando gli assediati.

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    • Direi di no, di analogie non ce ne sono molte.
      Punto primo. La carestia bengalese è iniziata da una causa naturale, ossia l’inondazione; in Ucraina non c’è stata alcuna causa naturale, semplicemente, avendo stabilito una quantità di grano da vendere all’estero, e non essendo tale quantità disponibile, con la scusa di requisire le “eccedenze” presuntamente tenute nascoste dai kulak, è stato tolto ai contadini – tutti, non solo a quelli ricchi – TUTTO il grano, compreso quello per nutrirsi e compreso quello per la semina. Quindi ai contadini non è rimasto niente da mangiare e, soprattutto, niente da seminare per la stagione successiva. Quindi fra le due situazioni c’è una grande differenza.
      Punto secondo. L’obiettivo degli inglesi era quello di impedire l’invasione nipponica in una guerra voluta dal Giappone, invasione che avrebbe indebolito la posizione inglese; l’obiettivo di Stalin era quello di fare morire gli ucraini, e qui la differenza diventa abissale. Quando nel 1708 Carlo XII di Svezia ha attaccato la Russia, Pietro il Grande, non avendo forze sufficienti per sconfiggerlo ha adottato la tecnica della terra bruciata: costante ritiro distruggendo tutto al proprio passaggio in modo da lasciare l’avversario senza rifornimenti lontanissimo dalla base e, con l’aiuto dell’inverno, metterlo in ginocchio. Lo stesso ha fatto Alessandro I con Napoleone nel 1813 e ancora lo stesso ha fatto Stalin con la Germania (e, ahimè, l’Italia) nel 1941. Sicuramente ne avranno sofferto anche moltissimi russi, sicuramente avranno patito la fame e non pochi ne saranno morti, ma tu chiameresti tutto questo un intenzionale genocidio?

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  3. La sua analisi non mi trova d’accordo per una serie di ragioni.

    1) Non ho trovato traccia di questa supposta inondazione che avrebbe compromesso il raccolto del riso, tenuto conto oltretutto che per la coltivazione del riso il problema semmai è la siccità, non le inondazioni (che sono anzi in qualche misura necessarie!).
    E’ proprio la siccità la causa che la storiografia inglese ha portato in passato per motivare la carestia in Bengala, e tuttavia lo studio del 2019 condotto da ricercatori indiani e statunitensi sembra smentire questa tesi e afferma che nel 1943 non vi fu alcuna siccità e il raccolto fu del tutto normale. Le cito uno dei link:
    https://www.theguardian.com/world/2019/mar/29/winston-churchill-policies-contributed-to-1943-bengal-famine-study

    2) Come fatto notare, ammesso che lo studio abbia torto e che in effetti il raccolto fu cattivo, il comportamento di Churchill fu a maggior ragione colpevole, visto che drenò all’estero le poche risorse alimentari rimaste disponibili.

    3) Stalin non intese mai sterminare tutti gli ucraini, questo mi pare chiaro. Se lo avesse voluto avrebbe avuto tempo e modo per farlo, visto che sarebbe rimasto al potere per altri vent’anni. Invece dopo due anni la carestia ucraina si risolse e non ve ne furono altre, e non vi furono ulteriori persecuzioni specificamente dirette contro il popolo ucraino.
    Ciò non toglie che quello di Stalin fu un genocidio. Un genocidio non dev’essere necessariamente diretto allo sterminio completo di un popolo. Può essere anche il frutto di aver volontariamente ignorato le conseguenze prevedibili di politiche infami e scellerate.
    Da questo punto di vista, la responsabilità di Stalin è esattamente la stessa di Churchill (requisizioni di grano e di riso pur sapendo che avrebbero portato alla fame il popolo ucraino e bengalese).

    4) La tattica della “terra bruciata” si applica quando i nemici hanno già invaso il territorio, non prima. I giapponesi non avevano invaso l’India. Non la invasero mai.
    E comunque fare terra bruciata non significa ridurre alla fame la popolazione. Anche gli italiani fecero terra bruciata dopo che gli austriaci invasero il Veneto dopo Caporetto, nel corso della ritirata fino al Piave, ma la fecero facendo sfollare la popolazione, minando ponti e strade, abbandonando campi e fabbriche, non dicendo ai veneti di restare lì e togliendogli tutte le risorse alimentari!
    Insomma, non c’è stato nessun “costante ritiro” dei bengalesi che sono stati lasciati lì a morire di fame senza riso e con le barche distrutte.
    Non è che in tempo di guerra si può fare quel che si vuole. Anche l’Olocausto avvenne in tempo di guerra.

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    • Solo una precisazione: lo sterminio di Stalin non era contro un popolo, ma contro una classe sociale: quella dei kulaki, cioè dei contadini che, come in Vandea, erano naturalmente conservatori. E quelli, li sterminò effettivamente tutti. Non è che ce l’avesse con gli Ucraini: per dire, Krushev era ucraino. Addirittura il suo capo della polizia, Dzerzinsky, era polacco, e i polacchi gli stavano proprio sulle balle.

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      • Giusta precisazione, e aggiungo che denunciare il genocidio del Bengala non significa sminuire gli orrori stalinisti, ma solo evitare un negazionismo a senso unico, quello sugli orrori del colonialismo.

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    • Non conosco la vicenda, quindi mi sono basata unicamente sul link postato da Gianluca, che parla appunto di inondazione. Se ci sono documenti che dicono altro ne prendo atto, soprattutto se sono documenti più seri di Wikipedia, strumento sicuramente utilissimo, che uso anch’io, ma che va sempre preso con qualche riserva.
      Quanto al link riportato, che mi sembra chiaro già dal titolo: “ winston-churchill-policies-contributed”, è ancora più chiaro nel testo: “Food supplies to Bengal were reduced in the years preceding 1943 by natural disasters, outbreaks of infections in crops and the fall of Burma – now Myanmar – which was a major source of rice imports, into Japanese hands. […] the mass deaths came about as a combination of wartime inflation, speculative buying and panic hoarding, which together pushed the price of food out of the reach of poor Bengalis. […] the famine was exacerbated by the decisions of Winston Churchill’s wartime cabinet in London”: corresponsabile sì, creatore della carestia no.
      Stalin non aveva intenzione di sterminare l’intera popolazione ucraina, ma intendeva punire l’Ucraina per le sue aspirazioni indipendentiste e i suoi sentimenti fortemente antibolscevichi, soprattutto dopo la collettivizzazione forzata del decennio precedente, e toglierle per sempre la tentazione di riprovarci. Con quattro milioni di morti per fame – in una carestia totalmente provocata in modo artificiale, non per errori di valutazione bensì con quello scopo preciso – più un numero immenso di fucilati per presunto occultamento di grano, più un numero altrettanto immenso di deportati in Siberia, e tutto il resto della popolazione annichilito dal terrore, lo scopo è stato pienamente raggiunto.
      La tattica della terra bruciata si applica quando serve: è stato appunto grazie a quella che il Giappone non ha invaso il Bengala, dove non avrebbe trovato niente da mangiare per le sue truppe, quindi è stata funzionale alla conduzione della guerra.
      Il richiamo alla Shoah mi sembra del tutto inopportuno e fuori luogo. La Shoah non è stata un atto di guerra. La Shoah non è servita a vincere la guerra: al contrario, ha contribuito alla sconfitta, dato che nelle ultime fasi della guerra, dovendo scegliere fra usare i treni per portare truppe e armi al fronte o ebrei ai campi di sterminio, è stata scelta la seconda opzione. Questo vergognoso paragone avresti fatto meglio a risparmiarcelo.

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      • “La tattica della terra bruciata si applica quando serve: è stato appunto grazie a quella che il Giappone non ha invaso il Bengala, dove non avrebbe trovato niente da mangiare per le sue truppe”

        Si, vabbè, la Storia secondo ilblogdibarbara.
        E meno male che hai esordito dicendo che questa vicenda manco la conoscevi

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  4. Ps: quanto al punto 1, io mi sa che vivo in una sacca di socialismo reale. Certo, ricordo quando negli anni ’70 sentivi gli annunci in Stazione Centrale: “l’Espresso da Bari viaggia con 270 minuti di ritardo…” ( non seguivano messaggi di scusa). Da allora sono migliorati.

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    • Io quando da Padova andavo alla stazione per tornare tra i monti, sempre negli anni ’70, vedevo regolarmente segnato l’espresso da Palermo con ritardi dalle 5 ore in su. Però ritardi di questa entità riguardavano solo i treni dal sud. Da te ancora così?

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      • L’unica cosa che mi manca, dei treni di allora, e a parte l’inter rail per cui non ho più l’età (#) sono i nomi: espresso, rapido, direttissimo, TEE, Trans Euro Night. Perfino accelerato suona meglio di regionale.
        (#) Ancora un po’ di pazienza e potrò fare la carta d’argento.

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        • Io con la cartafreccia posso usufruire dei pacchetti – quando ci sono – per senior, che parte dai 60 anni, e lì sei dentro, no? Però è vero che vale solo per frecce e intercity, mentre i tuoi immagino che siano regionali.
          PS: espresso è venuto dopo, sostituendo direttissimo, prima erano accelerato diretto direttissimo rapido. Poi l’accelerato è diventato locale e poi regionale, seguito da regionale veloce, intercity, freccia argento, freccia bianca, freccia rossa.

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