LA RISORSA, LA POLIZIA, IL TESTIMONE INDIGNATO

Succede che una risorsa colorata MOLTO ROBUSTA investe una donna anziana e poi tenta la fuga. Succede che interviene la polizia. Succede che siccome non possono usare armi e neanche manganelli e neanche il taser che è una cosa bruttissima e magari potrebbero abusarne e questa è la preoccupazione più grande delle persone per bene, e siccome lui è più forte di tutti loro insieme, non riescono ad averne ragione. Succede che ad un certo punto uno dei poliziotti gli dà qualche colpo su un braccio. È a questo punto che interviene il testimone, che non ha visto quello che era successo prima perché “sono arrivato dopo”, ma si ritiene sufficientemente informato per poter esprimere tutta la sua indignazione per le cose terribili che sta vedendo.

Comunque tranquilli, col nuovo governo queste cose non succederanno più:

QUI DI SEGUITO RIPORTIAMO UNA SERIE DI FATTI E LINK CHE SMENTISCONO AMPIAMENTE QUANTO AFFERMA IL NUOVO MINISTRO DEGLI INTERNI:

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Adam Harun – nigeriano, sbarcato a Lampedusa nel 2011
Attentato a Lagos nel 2013, in una ambasciata americana. Numerosi morti
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Anis Amri – tunisino sbarcato a Lampedusa nel febbraio 2011
Strage di Berlino 129 dicembre 2016 – 12 morti tra cui bambini e 48 feriti.
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Yahya Faroukh – 21 anni, rifugiato siriano, sbarcato a Lampedusa nel 2014.
Attentato alla metro di Londra nel 2017. Ferite gravemente 22 persone.
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Salah Abdeslam – terrorista sbarcato a Bari nel 2015
Uno degli attentatori di Bruxelles nel 22 marzo 2016
35 morti e 340 feriti.
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Khalid el Bakraoui – arrivato a Treviso il 23 luglio 2015
Uno degli attentatori di Bruxelles nel 22 marzo 2016
35 morti e 340 feriti.
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Mohammed Lahlaoui – marocchino arrivato nel 2007 a Treviso e vissuto a Brescia.
Alla guida del camion nella strage di Nizza nel luglio 2016 dove perirono 86 persone lungo la Promenade des Anglais tra cui diversi bambini e 6 Italiani.
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ChokriChafoud – tunisino sbarcato in Puglia, ha vissuto a Gravina (Bari)
Compice di Mohammed Lahlaoui nella strage di Nizza nel luglio 2016 dove perirono 86 persone lungo la Promenade des Anglais tra cui diversi bambini e 6 Italiani.
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Omar Mostefai – sbarcato a Bari nel 2013
Protagonista della presa d’ostaggi e strage al Bataclan nel 2015.
Morti 130 – 400 feriti
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Osman Matammud – somalo, kapò in un campo libico. Sbarcato a Lampedusa il 4 agosto 2013.
Autore di stupri, torture e 13 omicidi, riconosciuto per caso a Milano, arrestato e condannato all’ergastolo.
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Djamal Eddine Ouali – Jihadista algerino, sbarcato al porto di Palermo nel 2016
Ha fornito documenti falsi ai jihadisti che hanno colpito Parigi e Bruxelles.
Sillah Osman – terrorista 34enne del Gambia, sbarcato a Palermo nel 2016
Pianificava attentati. Arrestato a Napoli
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Alagie Touray – terrorista 21 enne del Gambia, sbarcato a Palermo nel 2016
Complice di Sillah Osman in pianificazione di attentati terroristici.
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Noureddine Coucha – sbarcato ad Ancona nel 2007.
È l’ideatore dell’attentato al museo del Bardo, a Tunisi, costato la vita a 24 persone, quasi tutti turisti. Fù anche il carceriere dei 4 tecnici italiani della Bonatti in Libia, due dei quali barbaramente uccisi.
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Youssef Zaghba – marocchino e cittadino Italiano vissuto a Bologna assieme alla madre.
Uno dei responsabili dell’attentato a London Bridge con 8 morti e 48 feriti. Arrestato poi a Bologna.
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Driss Oukabir – 28 anni, componente della cellula terroristica di Barcellona. Ha vissuto a Viterbo.
Arrestato dopo la strage di Barcellona del 2017 sulla via principale della città, la Rambla.
13 morti e 15 feriti gravi.
A questi aggiungiamo:
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Innocent Oseghale – nigeriano, sbarcato in Italia nell’ottobre del 2014.
Autore dell’assassinio di Pamela Mastropietro, stuprata e tagliata in 24 pezzi.
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Awelima Lucky – nigeriano sbarcato al porto di Augusta in Sicilia nel 2016, implicato per complicità nel delitto di Pamela Mastropietro
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Lucky Desmond – nigeriano sbarcato al porto di Augusta in Sicilia nel 2016, implicato per complicità nel delitto di Pamela Mastropietro
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Khalid De Greata – profugo nigeriano sbarcato a Lampedusa e poi vissuto a Torino.
Al mercato di libero scambio della città della Mole, sgozzò il cinquantunenne Maurizio Gugliotta, di Settimo Torinese, ferendo anche l’amico che si trovava con lui, il 15 ottobre 2017.
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Gara Mamadou, 26 anni, e Minteh Brian, 43 anni, e Alinno Chima, nigeriano di 46 anni
Autori dello stupro e dell’uccisione di Desirée Mariottini, 16 anni, morta nel 2018 dopo un’agonia durata dodici ore.
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Said Machaouat – marocchino, ha ucciso sgozzandolo Stefano Leo, in riva al Po a Torino nel 2019.
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Adam Kabobo – ghanese di 36 anni, sbarcato a Lampedusa nel 2011.
Massacrò l’11 maggio 2013 tre passanti a colpi di piccone nel quartiere Niguarda di Milano.
Morti Ermanno Masini, Daniele Carella e Alessandro Carolè e feriti Andrea Canfora e Francesco Niro.
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Ablaye Ndoye, spacciatore, sbarcato in Italia nel 2005, è stato carcerato per aver massacrato a pugni Ilaria Leone, una ragazza di diciannove anni.
“Frontex: Terroristi infiltrati con falsi passaporti sui barconi di migranti”
Link
https://www.ilmessaggero.it/…/terroristi_infiltrati_migrant…

#Terrorismo, tratta di #migranti dalla #Tunisia, 15 arresti. Sgominata banda che portava in Italia sospetti #jihadisti.
Chi diceva che nessun terrorista arrivava sui barconi?
https://www.ilmessaggero.it/…/tratta_tunisia_terrorismo_jih…

Un ventenne ‘profugo’ del Bangladesh, in Italia come richiedente asilo e sbarcato a Lampedusa, è stato arrestato con ordinanza di custodia cautelare a Montichiari, nel Bresciano dalla gdf con l’accusa di apologia di terrorismo.
L’islamico viveva a spese dei contribuenti in un una struttura d’accoglienza. Attraverso il suo profilo Facebook manifestava vicinanza all’Isis e inneggiava alle stragi islamiche.
Ci sono guerre in Bangladesh?

Link https://www.google.com/…/ContentItem-3c2f8b76-dac8-4bcc-919…

“Faceva parte di un gruppo approdato in Italia un anno fa, un gruppo legato all’Isis e pronto a colpire in Italia e in Europa. Sillah Osman, ganbiano di 34 anni, è stato arrestato in provincia di Napoli, dopo una lunga permanenza in Puglia, dove era stato ospitato in un centro accoglienza a spese dello Stato per la ricezione degli immigrati.
Secondo arresto di un cittadino gambiano, dopo quello messo a segno a carico di un 21enne – il cui nome era Alagie Touray – ospite di un hotel a Pozzuoli lo scorso aprile. Stando alle indagini condotte dal Ros e dalla Digos, si rafforza l’ipotesi di un progetto di attentato in Italia o in Francia. Stando al primo arresto, quello di Alagie Touray, il piano era di schiacciare la folla con un’auto impazzita, sulla falsariga di quanto avvenuto in altri contesti europei.
Sia il gambiano arrestato in questi giorni, sia Alagie Touray erano addestrati all’uso di coltelli e armi esplosive, oltre all’uso delle auto come arieti. Fanno parte di un gruppo strutturato e violento che ha ricevuto la prima radicalizzazione in Libia e in nordafrica. Decisiva nel corso di questa inchiesta la Collaborazione offerta da Alagie Touray, che in questi mesi ha fornito la propria testimonianza rafforzando le indagini della Procura di Napoli. (Link al video che incastra il “migrante” nel centro di accoglienza) (su “Gruppo ‘Gnazzzio”, FB)

barbara

  1. Dall’accento, direi che il testimone scomodo è un con-continentale – non so se si può dire – del fermato, e ho il sospetto che appartenga a quella frangia di umanità che fa del chiagni e fotti il proprio motto (direi che gli manca solo l’avvocato giusto, per completare l’integrazione).

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  2. Premetto che sono un sociopatico paranoide con l’elefantiasi dell’ego, in quanto tale ogni attacco, ogni aggressione, furto, stupro perpetrato da queste “risorse” possono solo rafforzare un sano senso di auto protezione, protezione dei nostri figli, mogli, mariti, case, lavoro.
    Questi cazzo.. ops.. catto comunisti che gli danno mano libera non dureranno a lungo.

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  3. Tutto vero e interessante. Ma quando in porto abbiamo una imbarcazione (che non dovrebbe essere lì, ma ormai c’è) con 50-100 stranieri, di cui, dati i numeri 1 potrebbe essere terrorista (ma non sappiamo se e chi) cosa ha più senso farne? Come ho già detto in altre sedi, non ho nessuna remora a lasciare che chi si butta in mare in acque territoriali non italiane continui a sguazzarci finchè non decide di tornarsene a riva, ma buttare in acqua persone che sono sul nostro territorio è un’altra cosa, come anche carcerarli tutti preventivamente (operazione che avrebbe comunque i suoi bei costi).

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    • Quando è arrivata in Australia la prima nave di clandestini, l’hanno bloccata al limite delle acque territoriali, gli hanno dato un carico di viveri e acqua e li hanno rispediti indietro. Lo stesso hanno fatto con la seconda e con la terza. Poi non ne sono arrivate più. E direi che il punto è questo: non basta dire non vi vogliamo, bisogna bloccarli, con mezzi adeguati, prima che arrivino. Se invece si è così tordi da farli arrivare, ovviamente non si buttano in acqua, ma si rimandano indietro (anche indipendente dal fatto – comunque statisticamente probabile – che ci siano o no terroristi a bordo). Che comunque se li hai scarrozzati avanti e indietro per due settimane, non è che due giorni in più per portarli da qualche altra parte gli cambi la vita. Oppure li fai sbarcare, in qualche modo li sistemi, e poi affondi la nave. Quando lo hai fatto – non minacciato: fatto! – una volta o forse due, non ci provano più.

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  4. Uno dei problemi del “portarli da qualche altra parte” è che “da qualche altra parte” ti devono dire che sono disposti a (ri)prenderseli. E di solito, questo (se succede) non succede in due giorni. Quindi lo sbarco più affondamento della nave (che mi trova pienamente d’accordo) è l’unica opzione percorribile con un minimo di certezza dei tempi (certo, non quando la nave è della nostra marina, come nel caso Diciotti, è meglio ternerla a galla, a meno di non avere qualche amico che le produce…). Vale la pena di notare che iI decreto sicurezza voluto da Salvini non ha previsto l’affondamento della nave, ma la confisca. Di per se’, potrebbe anche essere quasi la stessa cosa, se non ci fosse il rischio che venga rivenduta a basso costo allo stesso armatore cui è stata confiscata. Staremo a vedere se rimarra’ in vigore (visto che nel frattempo il governo è cambiato) e, in caso, come sarà applicato. Onestamente, non mi faccio molte illusioni…

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    • Sul primo punto hai ragione, però come sono riusciti a sbarcare da noi – perché, come avrai sicuramente letto, era stato dato l’ordine da Berlino di farli sbarcare da noi che evidentemente siamo la pattumiera d’Europa – se si fossero piazzati davanti a qualche altro porto, francese o spagnolo o greco, con la stessa determinazione, finché non ci fate sbarcare non ci muoviamo da qui (mi correggo: Spagna no, perché lì li hanno sempre presi a cannonate, e quelli che non sono tornati indietro abbastanza in fretta sono morti annegati), non è escluso che prima o poi li avrebbero fatti sbarcare. E magari, se avessero forzato un eventuale blocco, addirittura speronandogli qualche motovedetta, dalle altre parti non avrebbero trovato un giudice compiacente che li rimanda a casa con una pacca sulle spalle. Quanto al decreto sicurezza, dato che l’obiettivo primario del nuovo governo è cancellare ogni traccia di salvinismo, dubito davvero che ne rimarrà qualcosa.

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      • Certamente, la prima cosa è dissuadere lo sbarco da noi. Però non possiamo dare colpa a Berlino se il capitano di una motovedetta, dopo avere intimato l’alt, non spara neanche un colpo in aria tanto per far vedere chi comanda nelle nostre acque territoriali (e voglio vedere se il signor Berlino avrebbe avuto da ridire, se fosse successo…). Qui erano ministero dell’interno e delle infrastrutture che avrebbero mettersi d’accordo (se non apena insediati, almeno subito dopo il caso Diciotti) sul come trattare questo genere di cose, e comunicare istruzioni precise alla guardia costiera sul da farsi in questi frangenti (una maggiore prsenza del ministro dell’interno in consiglio dei ministri non avrebbe guastato). Poi si sa, gli stranieri traggono sempre vantaggio dalle nostre divisioni e dalla nostra impreparazione…

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        • Elisabetta Trenta, ministro della difesa da cui dipendono le capitanerie di porto, ha sempre boicottato in tutti i modi le decisioni di Salvini, cosa che ha orgogliosamente rivendicato (“ho lottato più di tutti contro Salvini”) nel lamentare la mancata riconferma col nuovo governo). E quindi se il ministro dell’interno ordina di fermarti e il ministro della difesa, da cui dipendono quelli che avrebbero dovuto farlo, fa ostruzionismo selvaggio come forma di lotta contro di lui per vanificare ogni suo provvedimento, e come se non bastasse il giudice (la giudicia?) non ti incrimina neppure per lo speronamento, è chiaro che il ministro dell’interno può fare ben poco. Coi risultati che abbiamo sotto gli occhi. Poi, considerando anche le prese di posizione di molti leader africani che continuano a chiederci di smettere si svuotare l’Africa di tutta la sua forza lavoro, ci sarebbe da fare un grosso lavoro sui negrieri che girano per l’Africa a convincere la gente a spendere migliaia di dollari per farsi portare in Europa promettendogli il bengodi, e sugli altri negrieri che entrano con le navi nelle acque territoriali libiche per prendere a bordo tutti quelli che li avvertono che sono partiti con la barchetta, e per fare questo occorrerebbe un lavoro serio e coordinato fra tutti gli europei e gli africani, che purtroppo, con tutti gli interessi in gioco, economici (“Ci rende più della droga”) e politici, è pura e semplice utopia.

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