DOV’È FINITO?

Mi è venuto voglia di riproporre queste breve post di dieci anni e mezzo fa.

Dov’è finito?
Il buco dell’ozono, dico. Quello – vi ricordate? – che un giorno sì e l’altro pure campeggiava sulle prime pagine di tutti i giornali. Quello che aumentava a velocità supersonica, che ogni dodici secondi raddoppiava e che se andava avanti così in breve tempo avrebbe raggiunto le dimensioni dell’universo tutto. Quello che provocava il cancro alla pelle e ogni sorta di altre orrendissime malattie, quello che infiniti addusse lutti agli Achei molte anzitempo all’Orco generose travolse alme d’eroi e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò. Quello. Che fine ha fatto? Quest’anno non si porta più?
NASA IMAGE OF LARGEST EVER OZONE HOLE OVER ANTARTICA
Che cosa si portasse nella prima metà del 2009 in effetti non lo ricordo, però sappiamo con certezza che quest’anno si porta il ciodue. E fra tutte le immagini trovate in rete, questa mi sembra la più adeguata. Anzi, doppiamente adeguata:
CO2
E direi che ci sta bene anche questa:

panda
barbara

  1. Elena Ceaușescu, nonostante la quarta elementare, si atteggiava a grande scienziata, pubblicando dotti studi (non suoi). Peccato che un giorno, leggendo in pubblico uno dei suoi lavori, lesse CO2 come ‘co-due’ invece di ‘ci-o-due’. In romeno ‘koh-doi’, che significa grossa coda: da allora quello fu il suo soprannome. Non c’entra nulla, ma forse, invece, sì.

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  2. Una decina d’anni fa, lessi un articolo su “Repubblica” che dichiarava la sparizione del buco nell’ozono, atribuendo il lieto evento al comportamento virtuoso del genere umano: ossia alla vittoria delle multinazionali chimiche che avevano ottenuto di vendere il gas “ecologico”, e ai produttori di elettrodomestici che avevano ottenuto di far rottamare anzitempo i vecchi prodotti, per vendere quelli “ecologici”.

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    • A leggere i giornali dell’epoca c’era da sbellicarsi: un giorno responsabili del buco erano i gas di scarico degli aerei (le scie chimiche non le avevano ancora inventate), il giorno dopo scoprivano che i gas di scarico degli aerei andavano a chiudere il buco dell’ozono. Cosa che vale più o meno per tutto, le uova fanno malissimo le uova fanno benissimo, l’aspirina fa benissimo per tutto l’aspirina fa malissimo per tutto…

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      • semplicemente stava scadendo il brevetto del freon, e DuPont aveva già brevettato il suo successore, leggermente diverso.
        bisogna anche considerare che l’ozono, essendo un super ossido (O3) è molto ma molto facile da ridurre, praticamente qualsiasi sostanza a parte l’ossigeno lo può ridurre (che poi vuol dire da tre molecole di ozono tirarne fuori quattro di ossigeno, sempre lo stesso elemento è).
        ah, di passaggio: l’ozono atmosferico è tamponato, nel senso che essendo prodotto dai raggi solari, se si crea un buco in qualsiasi punto viene ossidato l’ossigeno presente nello strato inferiore. sui poli il processo di tamponamento è molto ridotto per la scarsa irradiazione solare dovuta alla rotazione terrestre.
        e a nessuno prima degli anni ’70 era venuto in mente di misurare lo spessore dell’ozono, per cui una ricerca fatta su pochi decenni di misurazioni ha un valore e un’affidabilità discutibili

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  3. Tutti i brevetti sui fluoroderivati scadevano nei ’90. Ho altri esempi simili: se scadono i brevetti su materiale di consumo di massa, quel materiale diventa “pericoloso”. Comunque, i fluoroderivati sono stati banditi dal commercio e dai frigoriferi e magari ogni tanto i chimici ci azzeccano, no?

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    • Veramente l’esperimento di Mario Molina sugli effetti dei CFC sull’ozono si è dimostrato errato pochi anni dopo che gli fu attribuito il premio nobel a causa dell’errata quantificazione dei parametri relativi alla concentrazione in atmosfera. Molti si chisesero come potesse una molecola di gas assai più pesante dell’ossigeno salire fino a quelle quote dell’atmosfera in barba al principio di Archimede. Ad ogni buon conto l’emissione dei CFC in atmosfera non è mai cessata dato che essi sono vietati si in occidente ma in cina ed india continuano ad utilizzarli alla grande. Quello sui CFC è stato il primo esperimento su larga scala di creare una governance mondiale, esperimento abbandonato quando si scoprì che il tema del global warming era ancora più potente. Attualmente i vari ipi di gas refrigeranti vengono messi al bando in prossimità della scadenza dei diritti non con la motivazione del buco nell’ozono ma perché vengono considerati gas serra. Il costo che paghiamo per questo scherzo e del quale non ci accorgiamo è di decine di miliardi di dollari ogni anno.

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  4. All’inizio degli anni ‘90 ero in Argentina, e c’era gente che mi diceva di non stare al sole, che c’era il buco nell’ozono. Del resto, proprio oggi potete accendere la TV e ascoltare le fregnacce che dicono i corrispondenti da Courmayeur su un pezzo di ghiaccio che, essendo la temperatura sopra zero, si sta sciogliendo.

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