VENEZIA ALLAGATA ECCETERA

Comincio con la cosa più spassosa, ossia questo spettacolare video

da cui emerge chiaramente che se il consiglio comunale avesse approvato mezz’ora prima le ineffabili pentastellute proposte, mai e poi mai sarebbe potuto accadere che mezz’ora dopo arrivasse l’acqua alta perché le pentastellute proposte sono come le pastiglie della pubblicità che nel momento preciso in cui sono lì tra la lingua e il palato e si accingono a scivolare verso la faringe, il mal di testa/pancia/schiena/denti/calli/emorroidi ti è già passato e tu sei lì che sorridi a novantasette denti, che mia nonna ogni volta diceva ma chissà perché non fanno la stessa cosa quando fanno la pubblicità dei purganti, ma questa è un’altra storia. E passiamo alle cose serie, come questa:

Angelo Michele Imbriani

Il disastro provocato da questo finto e stolto pseudoambientalismo gretino è evidente proprio di fronte ai fenomeni naturali di questi giorni, l’acqua alta a Venezia e ora l’esondazione di fiumi in Toscana. Invece di invocare una corretta manutenzione del territorio si incolpa il “cambiamento climatico”. Che è un modo per non fare nulla o per fare cose che non servono a prevenire questi disastri o a limitarne le conseguenze, ma arricchiscono solo l’ecobusiness.

E soprattutto questa, da parte di un addetto ai lavori

Maltempo, le sparate di gretini e grillini

Ogni santo novembre che Dio manda in Terra, il Paese si lamenta, e piange, per frane, smottamenti, allagamenti e alluvioni. I danni a cose e persone non si fanno mancare, né vengono risparmiati i casi fatali. Siccome, come detto, la cosa si ripete puntualmente ogni anno, non si possono tacere le responsabilità morali di quei danni, feriti e morti. Con periodo più lungo si hanno casi di acqua insopportabilmente alta a Venezia. Che hanno gli stessi responsabili morali.

La prima responsabilità morale l’hanno i climatologi. Quelli che continuano a dire che il maltempo, causa diretta dei disastri, è causato dal clima che cambia, a sua volta causato dall’uso che fa l’umanità dei combustibili fossili, un uso che va ridotto, condizione necessaria per governare il clima e, dicono, calmare il maltempo ed evitare i disastri. E come si fa a ridurre l’uso dei combustibili fossili? Con la green economy, ci assicurano questi non-scienziati, cioè installando impianti eolici e fotovoltaici.

I secondi ad avere la responsabilità morale dei detti disastri sono coloro che hanno promosso e incentivato codeste installazioni, allo scopo, appunto, di far cessare il maltempo: i governanti che nel 2007 consentirono che per gli anni a venire fossero garantite centinaia di miliardi riversati nelle tasche degli operatori della green economy, e i governanti di oggi – Conte, Di Maio, Zingaretti e Renzi – nel cui programma hanno, al primo punto, questa economia farlocca.

Tanto per cominciare, l’acqua alta a Venezia non è causata, come ha recentemente dichiarato tale Roberto Giachetti, collaboratore di Matteo Renzi, dal cambiamento climatico. Ma, molto più semplicemente dalla circostanza, che accade eccezionalmente, che si ha quando la corrente dei venti che soffiano su quell’enorme “canale” che è il mare Adriatico, abbia una componente preferenziale proprio lungo l’ideale asse del detto “canale”, favorendo così una spinta concertata delle acque proprio sulla costa di Venezia, la quale, essendo costruita “nel mare”, subisce le conseguenze dell’evento. Una rappresentazione che sembra la fotografia di Venezia di qualche giorno fa è un pregevole quadro di Vincenzo Chilone. Che però è del 1825, onorevole Giacchetti: studi di più.

La responsabilità morale del governo del 2007 fu l’aver stornato centinaia di miliardi di denaro pubblico incentivando eolico e fotovoltaico, col dichiarato scopo di governare il maltempo. Miliardi che avrebbero dovuto essere elargiti per pulire i corsi d’acqua ove necessario e, ove opportuno, costruire casse d’espansione o allargare gli argini. Insomma, far lavorare geologi e ingegneri idraulici per mettere in sicurezza un territorio che giace, morto, nella totale incuria, da decenni.

Perché, vi chiederete, ho chiamato non-scienziati i climatologi che sostengono l’origine antropica del clima che cambia? Perché il metodo scientifico prevede che chi asserisce qualcosa deve accettare di buon grado che qualcuno provi a falsificare quelle asserzioni. Ma quelli si sono organizzati per zittire chiunque tenti di falsificarli. Per esempio, hanno così reagito i climatologi che, senza alcun merito, fan parte dell’Accademia dei Lincei, in questo modo ponendo se stessi al di fuori della scienza. Peccato per l’Accademia che, dimostratasi incapace di cacciare le mele marce, ha perso faccia e reputazione.

In ogni caso, il Paese frana, e quegli “esperti”, per evitare la frana, ripetono a litania che si installino parchi fotovoltaici e parchi eolici. Cosa che i Giachetti e i Di Maio di turno, di Italia Viva o del M5s, Gretini e Grillini, ripetono a pappagallo.

Franco Battaglia (qui)

Naturalmente concordo su tutto.

barbara

  1. Pingback: sulla pubblicità | Cavolate in libertà

  2. Eccezionale il giornalista, non so di quale rete, che, inviato a Venezia per fare la telecronaca di un’acqua alta, ha informato che in città erano nuovamente “saltati i tombini”. La prossima volta che torno a Venezia voglio fare un’accurata ispezione per trovare i tombini.

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