1. Senza parole. Credo di avere comprato una sola volta in vita mia scarpe che costavano (molti anni fa) circa 75 euro di oggi – le piu’ care mai comprate. Indubbiamente dipende da come li allevano i genitori. Una maglietta? Fra i 3 e gli 8 euro, scarpe diciamo fra i 25 e i 50 euro, maglia da inverno (tipo golf) massimo massimo 15 euro (traduco tutto in euro, li pago in sheqel). Ecc. ecc. Sia per me che per i miei figli. Da sempre. Siamo folli? Con 500 euro ci faccio una vacanza, altro che maglietta!!!!!!

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  2. Quanto si vede nel filmato mi è alieno per varie ragioni, tuttavia non sottovaluto che in genere la valutazione umana di un acquisto dipende molto dall’ordine di grandezza degli introiti a cui si è abituati. Quindi – non senza sforzo, ovviamente – riesco pure a comprendere acquisti che il sottoscritto non farebbe mai.
    Il problema, qui, non sono tanto i singoli esempi di shopping in sé, ma la loro ostentazione (a posteriori o premeditata).

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    • Personalmente ho avuto a che fare con qualcosa, se possibile, di ancora peggiore, e cioè i miei genitori: poverissimi, se compravano una cosa per centomila lire, raccontavano a tutti di avere speso trecentomila, convinti che la gente li avrebbe ammirati per quanti soldi si erano potuti permettere di spendere. E oltretutto questa troiata la facevano anche con le mie spese: io tutta fiera di avere trovato per trecentomila lire una bellissima credenza tirolese in rovere usata messa benissimo che da nuova poteva costare un milione o giù di lì, raccontavano a tutti che l’avevo pagata un milione, facendomi passare per deficiente, perché tutti sapevano che una credenza usata non poteva arrivare a valere mezzo milione, per cui solo un deficiente avrebbe potuto pagare quel prezzo lì. E siccome la gente, ovviamente, sentendo i prezzi che sparavano li guardava in modo strano, erano convinti che fossero ammutoliti per l’ammirazione.
      Ma questo non è neppure il culmine, di quello che erano capaci di fare. Una volta ha incontrato un conoscente, che gli ha detto che mi aveva vista, io a piedi e lui in macchina, e lui aveva suonato il clacson ma io non mi ero girata. Avendo dovuto sentire strombazzate di clacson più o meno dai quattordici anni fino ai cinquanta suonati, credo sia superfluo dire che non mi è mai passato per la testa di girarmi. E mio padre gli chiede “ma che macchina avevi” “la cinquecento di mia moglie, perché?” “Ah beh, sai, mia figlia se non hai almeno una Duemila ti puoi scordare che ti prenda in considerazione”. Cioè mi ha presentata come una prostituta di lusso, e me l’ha raccontato tutto fiero, evidentemente aspettandosi una sconfinata riconoscenza per la bellissima figura che mi aveva fatto fare. Restando da spiegare la mia abilità nel capire, sentendo un clacson dietro le mie spalle, se la macchina da cui era partito fosse sopra o sotto i 2000 di cilindrata.

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        • No, nessun materialismo: pura e semplice invidia, e incapacità di tollerare di non poter spendere quanto altri, e quindi si rimedia inventando spese inesistenti. E siccome sono rimasti poveri fino alla fine, questa cazzata è durata fino alla fine.

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    • Io faccio fatica a capire e accettare spese simili anche pensando a una persona che abbia entrate 10 o 100 volte superiori alle mie. Magari posso capire che non compri la maglietta da 3 euro al mercato ma una da 20 euro in un negozio. Ma l’ostentazione della richezza in ogni caso mi indispone. Se una persona ha abbastanza soldi puo’ usarli in modo migliore magari facendo beneficienza – aiutando un anziano indigente o in mille altri modi. Quante organizzazioni e persone ci sono almeno in Israele cui mi piacerebbe fare un’offerta, organizzazioni che si occupano di persone che hanno bisogno di cure costosissime per sopravvivere o che si occupano di persone disabili, e mi rendo conto che e’ materialmente impossibile farla a piu’ di pochissime!
      Tempo fa stavo parlando con una persona che mi e’ chiaro abbia parecchi soldi, abita in una villa in un posto nel quale non potrei mai permettermi di abitare. Parlavamo del piu’ e del meno, e lei, parlando di una conoscente, ha raccontato di come sia disposta e spendere cifre alluncinanti per un bicchiere di vino. “Io se compro una bottiglia di vino non spendo mai piu’ di 15 euro” ha detto lei. Faccio questo esempio per dire che anche se si hanno i mezzi non occorre ostentarli e/o buttare via i soldi. Oltre al fatto che quando compri cose costosissime ai figli, sia li abitui a non avere limiti sia li metti in una situazione di ostentare e mettere a disagio loro coetanei.

      Del resto mio papa’ z.l. diceva che ci sono piu’ persone che sanno guadagnare che persone che sanno spendere (sottinteso – in modo intelligente)

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  3. Se non fosse per il marchio stampato sopra sono vestiti e scarpe assolutamente indistinguibili da capi che costano 10-20-30(o più) volte meno, questi si vantano di essere stati spudoratamente truffati!

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