1. Pare che questa “giornalista” non vada più a Sanremo. Devo qui fare una premessa: cerco di frenarmi dall’esprimere giudizi di valore sul pubblico di determinate trasmissioni TV, e tuttavia, nel caso di Sanremo, devo per forza essere duro. In pratica, è mia convinzione che chi guarda Sanremo sia un minus habens. “Minus” nel senso che, tirata una riga orizzontale in corrispondenza della media, chi guarda Sanremo sta al di sotto della riga. L’idea di mandarci Rula, e poi di non mandarcela, va quindi rapportata a questo dato sociologico. Ognuno tragga la conclusione che vuole.

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    • Nel mio passatoadulto ho visto qualche serata, e l’idea che me n’ero fatto era che Sanremo fosse una metafora della vita: piena di tristezza, rompimenti di balle e dolore, ma con qualche momento buono. Non so adesso se il principio valga ancora, visto che l’ultima esperienza che ho avuto della manifestazione è stata in concomitanza con la performance di Elisa, con il brano Luce (sicuramente un momento ottimo), nel 2000 o giù di lì.
      Se avessero confermato la Jebreal, non dico che avrei rispolverato il televisore per un progrmma del genere; certamente, l’avrei fatto girare in streaming, sullo sfondo, mentre facevo altro. Sono certo che, tra un’incazzatura e l’altra, quattro risate non me le avrebbe tolte nessuno.

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      • Ecco, io risate no, proprio non mi vengono. Quando vedo questa cialtrona, cafona, razzista fino al midollo, che non lascia parlare nessuno, che alla prima critica con gli occhi fuori dalla testa strilla how dare you parlare così a una donna come me, che inventa cose che non stanno né in cielo né in terra, che la prima accusa che rivolge a qualunque interlocutore è di razzismo e sessismo e la prima accusa che rivolge a chi politicamente sta dall’altra parte è di antisemitismo per mostrare quanto lei sia lontana da simili orrori, ecco, a me viene l’attacco di ulcera.

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    • Indubbiamente guardarlo negli anni Cinquanta aveva un senso: era praticamente l’unico evento dell’anno. Adesso si fa onestamente fatica a capirne il senso, per cui concordo nel giudizio. Per quanto riguarda la signora in questione è il fatto della sua presenza in sé che mi disturba, il fatto che ci sia chi decide di darle voce, di darle visibilità, di permetterle di fare la sua lurida propaganda razzista a spese nostre.

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