LA FAMOSA STRAORDINARIA EFFICIENZA CINESE

Cina, la realtà

Esiste da molti anni un hype che riguarda l’incredibile modernità e l’incredibile efficienza dei cinesi. Si continua a celebrare la loro capacità di costruire un ospedale in 10 giorni (che poi è un ospedale militare, quindi 10 giorni sono anche TROPPI), ma non ci si chiede cosa possiamo dedurre dal caso “coronavirus”, sullo stato reale del paese.
Certo, chi va in Cina scopre che le strade sono pulite e gli edifici sono nuovi. Questo è abbastanza normale per tutte quelle nazioni che costruiscono ogni cosa partendo da una situazione “green field”, cioè partendo dal nulla. Tutto è nuovo, tutto usa tecnologie recenti, tutto ha un design moderno.
E la stampa italiana, gestita da imprenditori che sognano lo sweatshop cinese dove si lavora 24/7 (con l’aggiunta dello Jus Primae Noctis), ovviamente si è sempre guardata bene dallo scavare un attimo dentro l’ascesa della Cina. E hanno aiutato la propaganda cinese a costruire il mito del paese supermoderno.
Ma questa è tutta estetica.
Prendiamo per esempio la storia dell’ospedale da 1000 posti costruito in 10 giorni. Sembra una cosa incredibile, se andiamo a confrontarlo con i tempi europei, e se pensiamo che sia un vero ospedale.
Ma non è un vero ospedale. È praticamente fatto di container, niente di più di quanto la Protezione Civile italiana costruisce ad ogni terremoto. Che costruiscano containers per 1000 persone in dieci giorni è una prestazione, onestamente, MEDIOCRE. È vero che la protezione civile italiana in questa cosa eccelle per via della storia di terremoti (durante il disastro di Haiti gli americani mostrarono limiti ben peggiori, dal ridicolo al patetico) ma d’altro canto, stiamo parlando di un paese che la stampa italiana continua a vendere come modernissimo ed efficientissimo.
Ma il problema è ancora peggiore se osserviamo il contesto. Il contesto è quello di una zona di 57 milioni di abitanti (in pratica, la popolazione dell’Italia), che non riesce a sistemare in ospedale 1000 persone. Ora, secondo i dati ufficiali del ministero della Sanità italiano, la tanto vituperata sanità italiana fa questo:
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http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2879_allegato.pdf

Significa che mille pazienti, in Italia, te li curano direttamente a casa con uno sforzo aggiuntivo pari all’uno PER MILLE dello sforzo a regime. UNO. PER. MILLE. Significa che se parliamo di percentuali, è il primo decimale dopo la virgola. Zero virgola qualcosa per cento.
Anche sul piano di coloro che si presentano in un pronto soccorso, i numeri italiani sono ENORMI:
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3,4 accessi per 10 abitanti, di cui il 14.3% ricoverati.
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I dati complessivi per l’attività di pronto soccorso: la popolazione italiana è grande quanto la zona infetta dall’ultimo coronavirus

Quando stiamo a decantare l’efficienza di un paese che costruisce un ospedale da ~1000 posti in dieci giorni, stiamo parlando di un paese che, per ~60 milioni di persone, non riesce a trovare mille posti. Cosa che in Italia non è neppure uno sforzo facilmente rilevabile su scala statistica. Con la stessa popolazione della zona infetta, l’Italia ha capacità di pronto soccorso di VENTI MILIONI DI CASI in un anno, di cui quasi TRE MILIONI i ricoverati.
In Cina, se servono mille posti devono costruire un ospedale da campo.
Dover costruire un ospedale da 1000 pazienti in una zona che ha 60 milioni di abitanti ci parla di un paese con un’organizzazione sanitaria DA TERZO MONDO.

Potranno avere le strade pulite e le ferrovie fiche quanto vogliono. Ma i cinesi hanno un sistema sanitario da TERZO MONDO. Punto. I numeri parlano chiaro.

Andiamo a vedere tutto il sistema di risposta. Perché qui siamo a livelli così penosi da far sembrare Chernobyl una sciocchezza.
Innanzitutto, i dati. I numeri che arrivano hanno poco senso, e sembra che il numero di morti sia corretto, mentre il numero di infetti sia sottostimato di un fattore dieci. Il guaio è che questo modo di procedere non ha soffocato l’allarme, ma lo ha AMPLIFICATO.
Se il numero di infetti e di morti fosse corretto, sapremmo che la nuova infezione uccide il 2% delle volte.
Se il numero di infetti è più grande di un fattore dieci, come si teme, allora questa nuova infezione uccide lo 0.2% delle volte. Il che ne fa una cosa preoccupante quanto un’infezione stagionale, o poco più.
Io non so chi sia stato il genio, nel partito comunista cinese, che ha avuto la geniale idea di sottostimare il numero di infetti. Ma se voleva stroncare il panico, avrebbe dovuto dare numeri corretti nel numero di morti, e numeri SOVRAstimati nel numero di infetti. Se infatti la Cina avesse denunciato 1000 morti ma detto che il 90% della popolazione cinese era infetta, le autorità di tutto il mondo se ne sarebbero strasbattute il cazzo.

Chiunque stia censurando i numeri dell’epidemia, sottostimando il numero di infetti, non sta solo facendo un lavoro criminale di censura perché offusca la vista della comunità scientifica. Sta anche facendo un lavoro PESSIMO di censura, perché riducendo il numero di infetti, a parità di morti, l’allarme non si abbassa, ANZI SI ALZA.

Stiamo parlando di censori, ma stiamo parlando di censori INCOMPETENTI.
La risposta delle autorità, comunque è stata penosa. Quando le autorità sovietiche tacevano sui problemi, come a Chernobyl, stavano nel frattempo lavorando forsennatamente per risolvere il problema, a costo di mandare a morire le persone.
Ma i cinesi hanno messo a tacere i medici che parlavano dell’infezione, SENZA cercare di fermarla. Hanno lasciato aperti i mercati degli animali SELVATICI vivi, per esempio. È come se a Chernobyl le autorità sovietiche avessero prima taciuto il problema (come hanno fatto) e nel frattempo ordinato di fare un altro “test”, identico a quello che ha causato il disastro, nei rimanenti reattori.

La gestione cinese non è solo stata criminale nel censurare le informazioni. È stata criminale E INCOMPETENTE. Incompetente perché si sono censurate le informazioni in modo da AUMENTARE il panico, e incompetente perché si sono ritardate le notizie SENZA usare il ritardo in maniera utile.

Non è un regime tirannico ma efficiente, e non è un regime tirannico ma competente.

È un regime tirannico, E inefficiente E incompetente.

Ma torniamo al sistema sanitario, al capitolo “profilassi”. Nei paesi europei esiste una precisa profilassi per l’allevamento e la macellazione degli animali. Inoltre gli animali selvatici NON possono entrare in contatto con gli animali da allevamento, e la macellazione deve avvenire in un determinato ambiente, ove gli addetti sono vaccinati, hanno le maschere e le protezioni, e gli ambienti vengono lavati.
Questo è quello che avviene in un qualsiasi mercato cinese. Considerate che la stragrande maggioranza delle pandemie (la SARS, per esempio) si trasferiva da polli ad esseri umani, e considerate che quelle galline verranno macellate sul posto.
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E verranno macellate in un posto che ha queste condizioni igieniche:
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Se non sapete cosa ci sia di sbagliato, provate a farlo in Italia e aspettate che passino i NAS. Ve lo metteranno per iscritto.

Se facciamo un confronto con i metodi occidentali:
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USA: nemmeno un paese particolarmente restrittivo.

E anche la tanto vituperata italia.
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Possiamo criticare la farragginosa burocrazia europea quanto vogliamo, le norme sanitarie asfissianti e tutto quanto. Ma se facciamo vivere più di un miliardo di persone in queste condizioni, poi non dobbiamo stupirci se le epidemie passano “dagli animali all’uomo”. Chissà in che modo potrà mai succedere, eh?
Ora, di queste norme si occupa il governo. E se un governo come quello italiano (e senza particolari urgenze, visto che dall’Italia non sono partite, recentemente, particolari epidemie) riesce a tenere un livello di profilassi alta, è complesso ma non impossibile.
Allora, lo ripeto: potete tenere le strade pulite e i poliziotti in divisa immacolata e i treni puntuali. Ma se poi fallite sulle basi, il vostro governo è tutto tranne che competente e tutto tranne che efficiente. La Cina è più estetica che sostanza.
Ultima cosa, la questione delle mascherine. In un paese che vuole essere la zona industriale del mondo, trovarsi a chiedere mascherine ai paesi europei significa che qualcosa sta andando storto. MOLTO storto. Le mascherine sono dei dispositivi che si producono a milioni e milioni in pochissimo tempo. Non esistono cause di questa possibile carenza, a meno che… a meno che gli sweatshop non siano già lavorando al massimo.
Se prendiamo una fabbrica di mascherine europea, ove i lavoratori stanno al lavoro per 40 ore a settimana, possiamo chiedere uno sforzo straordinario e averli al lavoro altri due giorni, nei festivi. Possiamo anche organizzare turni più lunghi, e alla fine possiamo ottenere tranquillamente 70 ore a settimana. Possiamo quasi raddoppiare la produzione.
I cinesi sembrano incapaci di farlo. Perché? Perché se in uno sweatshop lavorano già 24/7, non puoi chiedere più di 24 ore al giorno. E non puoi chiedere più di 7 giorni a settimana.
Il punto è semplicemente questo. L’organizzazione del lavoro cinese è fragile, perché non flessibile: sebbene sembri efficiente far lavorare le persone 24/7, si dimentica sempre che in caso di emergenza non sarà possibile scalare ancora.
Questa emergenza sta mostrando il bluff dell’organizzazione statale cinese. Inesistente, incompetente, catastroficamente politicizzata, con una carenza assoluta di buone pratiche nei settori di base (sanitario e agroalimentare) e una classe politica che non capisce di cosa stia parlando e censura i dati nella maniera sbagliata.
Un paese del terzo mondo con punte di eccellenza, molto propagandate, ma quando alziamo il tappeto sotto c’è la sciatteria più totale.

E pregate che la cosa non colpisca gli USA, perché col loro sistema sanitario ci sarebbe da ridere. [Questa per la verità non l’ho capita, ma sarà sicuramente colpa mia] Qui, via Toscano irriverente.

E non è finita.

barbara

  1. boh… non sono molto d’accordo. La cina ha un progetto ben definito: divenire la fabbrica del mondo. Lo stanno divenendo usando come base il modello USA. E la sanità, negli USa è un affare privato e costoso (una conoscente che si è trasferita colà – Detroit – sposata a un cittadino USA, quando quest’ultimo ha avuto bisogno di un’ambulanza causa malore, alla fine sono stati 5000$ addebitati direttamente su CC). In Cina semplicemente si paga tutto. Ricordo un servizio delle Iene dove intervistavano una donna cinese di mezza età che lamentava, piangendo, di non poter vedere i figli rimasti in Cina mentre lei viveva a Padova. Poi si scopriva che era clandestina e lo era perchè era diabetica: in Italia la curavano gratis mentre in Cina avrebbe dovuto pagare tutto. Se il principio è valido, le carenze sono evidenti. Ma non perchè non sono in grado di affrontare il problema, non siamo in Africa. Perchè manca il fattore tempo su un campo che è stato trascurato. Volutamente trascurato in quanto le risorse andavano tutte al progetto di cui sopra: la sanità è un costo che mal si concilia con l’espansionismo aggressivo. Ho visto personalmente costruire un ponte a Canton in 3 giorni più grosso del Morandi. In Italia ci vuole un anno, minimo. Ergo questione di priorità e di imprevisti. Colà hanno il 5g, internet ad una velocità che qui sarebbe pura fantascienza, ma hanno delle pecche immense, la sanità è una.
    Il problema è che la loro aggressività ci sta distruggendo il motore con il quale alimentiamo le nostre “features” (la sanità gratuita e universale è una). Poi saranno loro a comandare. Alla loro maniera però. In questo momento stanno ancora scalano la vetta del comando.

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    • Forse dovresti rileggere: non era questo il tema del post.
      Quanto alla sanità USA, è una faccenda privata, certo, nel senso che se vuoi avere assistenza devi fare un’assicurazione. Noi l’assicurazione, chiamiamola così, l’abbiamo obbligatoriamente con lo stato che ci trattiene i soldi direttamente dallo stipendio, e sono una barca di soldi, ai quali dobbiamo aggiungere centinaia, quando non migliaia (nel mio caso sono migliaia), di euro all’anno per visite ed esami privati se li vuoi avere in tempi decenti (qualche settimana fa ho fatto un’ecografia prenotata nell’aprile del 2018), più i ticket per prestazioni e medicine, più il pagamento intero di farmaci non mutuabili. Negli USA, oltre alle assicurazioni private, devono pagare anche tasse allo stato per la sanità? Se io potessi scegliere un’assicurazione privata invece che lo stato, esattamente come sono obbligata ad assicurare l’auto ma l’assicuro da chi voglio io, con una cifra inferiore avrei una copertura totale, visite, esami, ricoveri, interventi chirurgici, medicine e tutto. E quanto ai 5000 dollari per un trasporto in ambulanza, di’ alla tua conoscente di cercarsi qualche altro pollo a cui darla a bere.

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      • Però in America ci sono circa 30 milioni di persone senza assicurazione. Queste persone hanno accesso a un minimo di servizi sanitari pubblici, e in caso di urgenze hanno diritto anche ad essere curati negli ospedali privati, ma comunque godono di un’assistenza sanitaria molto inferiore rispetto agli assicurati. E in caso di epidemie potrebbe esserci il rischio che molte di queste persone vengano diagnosticate e isolate in ritardo, diffondendo il virus più di quanto potrebbe succedere in un sistema sanitario universalistico di buon livello, come in Italia o altri paesi europei.

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        • Esatto. Quindi quando leggi che “in America se non hai un’assicurazione ti lasciano morire per strada” stai leggendo una balla. Del resto in Italia quando per una risonanza hai un anno di attesa, se hai soldi la fai privatamente, se non li hai e hai una patologia seria, crepi, per cui la contrapposizione qui assistiti tutti -> lì assistito nessuno è una puttanata. Il rischio in caso di epidemia potrebbe effettivamente esserci, però non è detto che in caso di emergenza non vengano presi provvedimenti straordinari per ridurlo al minimo.

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        • In caso di emergenza intervengono FEMA e CDC che sono le eccellenze *mondiali* di pronto intervento rispettivamente sul piano civile/logistico e sanitario. Non dovrebbe essere necessario ribadirlo, ma si tratta di enti federali. Cioè pubblici. Cioè non si domandano neppure chi abbia un’assicurazione e chi no.

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  2. Pingback: E OGGI PARLIAMO DELLA CINA | ilblogdibarbara

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