TUTTI CONTRO BORIS JOHNSON

inventando montagne di balle.

Smontiamo una volta per tutte la faziosa narrazione del Giornalista Unico sul piano di Johnson contro il Covid-19

Premessa: sono ignorante in materia di epidemiologia e non mi occuperei mai di stabilire quale sia il metodo giusto per sconfiggere un virus, pertanto se vi interessa il lato scientifico dell’argomento cercate altrove. Sono invece esperto di marketing e comunicazione digitale (che è il mio lavoro da 17 anni) e nella mia carriera ho lavorato con quattro politici italiani (Parlamento europeo e italiano, amministrazioni locali) e attualmente curo la comunicazione di un politico inglese. Nel mio tempo libero, inoltre, mi diverto a sbertucciare il Giornalista Unico quando noto che il suo lavoro sconfina nella fiction più spinta. In modo particolare trovo molto interessante come lo spin applicato a questo discorso di Johnson (che è stato completamente distorto da tutti i media) si sia affermato sulla stampa mainstream senza che una versione più aderente alla realtà abbia potuto farsi largo (complice la scarsa conoscenza dell’inglese del giornalista medio italiano, che ha quindi dovuto aderire a una versione raccontata dei fatti). Vediamo se riusciamo a demistificare questa vergognosa narrazione.

In calce a questo articolo troverete il testo integrale in italiano del discorso di Boris Johnson (dove scoprirete che la storia è molto diversa da come ve l’hanno raccontata) e potrete verificare quanto sia fantasiosa la narrazione che è sorta intorno alle politiche del governo britannico. La mia disamina, poi, è basata su un’analisi dei fatti concreti che parte dalla documentazione delle dichiarazioni dei rappresentanti del governo riguardo l’emergenza Covid-19 sempre corredata dai link alle fonti originali.

Spoiler: nel governo UK nessuno ha mai parlato di perseguire l’immunità di gregge (o un’ancora più fantasiosa forma di darwinismo) e i giornalisti che in queste ultime ore parlano di “inversione a U” o di “retromarcia” del governo in realtà vogliono coprire la loro faziosa narrazione delle dichiarazioni delle prime ore.

Il discorso alla nazione di Boris Johnson: ecco i fatti. Il 12 marzo Boris Johnson si presenta in conferenza stampa insieme ai due consulenti tecnici del governo Chris Whitty e Sir Patrick Vallance per quello che è a tutti gli effetti un discorso alla nazione nell’ora più buia della nostra generazione (trovate il discorso integrale in calce e a questo articolo). Qui Boris Johnson si trova, con tono funesto, a dover spiegare ai suoi cittadini che ci saranno molti morti (il famoso “molti perderanno i loro cari”) e che il governo inglese farà tutto ciò che è in suo potere per minimizzare le perdite e curare tutti i bisognosi di cure. Sembrerebbe un discorso ineccepibile, esposto con grande realismo e tatto in un’ora tra le più drammatiche.

E invece, succede che, per gran parte della stampa mondiale, il senso del discorso diventi: Boris Johnson se ne frega dei morti e, se dovranno morire tanti inglesi, tanto vale lasciar correre libero il virus (immunità di gregge) e lasciare che la selezione naturale faccia il suo corso (darwinismo).

In Italia il tenore degli interventi è del tutto allineato a quanto sopra, ma condito con incredibili speculazioni sulle ontologiche differenze tra il calvinismo anglosassone e la pietas cristiana. Nelle stesse ore, purtroppo, in Italia il personale medico ci informava di trovarsi a dover scegliere chi curare (leggi l’articolo del Corriere qui) e poco dopo anche la Spagna dichiarava di dover scegliere chi curare.

Veniamo dunque all’analisi della narrazione.

La fantasiosa narrazione sulla presunta “inversione a U” e “retromarcia” di Downing Street

Uno dei passaggi fondamentali a questo proposito è quello in cui Boris Johnson afferma:

“Stiamo prendendo in considerazione di vietare i principali eventi pubblici come quelli sportivi. Il parere del comitato scientifico, però, è che, attualmente, vietarli avrebbe un impatto limitato sulla diffusione del virus ma c’è anche il problema che tali eventi potrebbero avere delle criticità per i servizi. Quindi stiamo discutendo con tutti i membri del Regno Unito e seguiranno ulteriori aggiornamenti a riguardo.
Ogni fase sarà guidata dalla scienza e cercheremo di fare la cosa giusta al momento giusto.
Non stiamo – in questo momento – chiudendo le scuole perché il parere scientifico è che sarebbe controproducente e potrebbe avere effetti negativi in questa fase, ma ovviamente stiamo monitorando la situazione e potremmo dover cambiare le nostre posizioni man mano che la malattia si diffonde.
Le scuole dovrebbero chiudere solo se espressamente consigliato di farlo dal parere del comitato scientifico e questo rimane il nostro consiglio.”

Sì, avete letto bene: il lock-down è stato preso in considerazione fin dall’inizio. Semplicemente (e questo lo trovate nel video integrale) si aspettava il momento giusto per farlo. Come tutti sappiamo, infatti, mentre l’Italia ha dovuto fare il lock-down per via del sistema sanitario al collasso, nel Regno Unito il 12 marzo gli ospedali erano ancora ben lontani dal punto critico e la chiusura non era ritenuta necessaria in quel preciso momento, pur restando una prospettiva concreta per un secondo momento (dopo due giorni o due mesi) sulla base dei dati che arrivano di giorno in giorno al governo.

Questa può essere una decisione discutibile a livello scientifico ed epidemiologico (come detto non mi occupo di questo e aspetterei i dati prima di emettere sentenze), però è chiaro come le polemiche su Boris Johnson che cambia idea servano alla stampa per rimediare agli strafalcioni iniziali dove si era riferito di un leader strafottente e spietato, che non avrebbe fatto nulla per bloccare il virus.

Cosa ha detto il governo sull’immunità di gregge?

Ad oggi non risulta che in alcun discorso ufficiale membri del governo abbiano propugnato l’immunità di gregge come strategia programmatica per affrontare l’emergenza Covid-19.

Nello stesso discorso alla nazione (che trovate sempre in calce), si trova Vallance affermare che, sul Coronavirus, l’obiettivo principale è evitare il collasso del sistema sanitario contenendo il picco per tenerlo a un livello gestibile e poi aggiungere: “It’s not possible to stop everybody getting it” (non è possibile impedire a tutti di prenderlo) e poi: “It’s also not desirable, because you want some immunity in the population to protect ourselves in the future” (non è nemmeno desiderabile, perché serve un po’ di immunità nella popolazione, per proteggerla nel futuro). E infine (dopo aver parlato del primo obiettivo che consiste nell’appiattimento della curva del contagio per non portare al collasso il sistema sanitario) “the second big aim is to protect the elderly and the vulnerable” (il secondo grande obiettivo è proteggere le persone deboli e gli anziani).

Nel video qui sotto trovate il discorso di Boris e, dal minuto 11:22, le dichiarazioni di Vallance (basta cliccare sul video per trovarsi nel punto esatto delle dichiarazioni di Vallance):

Notate che Vallance non parla mai di immunità di gregge né, tanto meno, la propone come strategia del governo, d’altronde sarebbe follia programmare una strategia che si basi sul contagio di più di metà della popolazione e ha più a che fare con le teorie eugenetiche che con la realtà.

Il concetto di immunità di gregge emerge solo in questa intervista alla Bbc dove Vallance parla di “some sort of herd immunity” peraltro senza alcun riferimento programmatico e in via del tutto teorica, per di più su un arco di tempo molto lungo in quanto il governo britannico ha capito sin dall’inizio che non si trattava di una faccenda che si poteva sbrigare in poche settimane.

In altre parole, se spostiamo la prospettiva su un arco di più anni, è normale ragionare su un numero più alto di contagiati (e quindi immunizzati), soprattutto se si parte dal presupposto (che mi sembra sia stato dimostrato dai fatti) che è impossibile sperare che il virus sparisca dalla circolazione per via dei lock-down di queste poche settimane. E quindi in un’ottica di lungo periodo ci si aspetta che interverrà una condizione di immunità di gregge, magari facilitata anche dalla scoperta di un vaccino.

Il giorno dopo poi, su Sky, un giornalista fa a Vallance una domanda sull’immunità di gregge che sembra innocente (gli chiede come funziona): la risposta è tecnica ed espone ciò che ci dice la scienza (d’altronde, Vallance di questo si occupa): “Per ottenere l’immunità di gregge, si dovrebbero ammalare il 60 per cento degli inglesi”. Il giornalista capirà che Vallance vuole ottenere l’immunità di gregge (e quindi il contagio di 36 milioni di persone!), mentre lui ha solo risposto a una domanda in cui gli si chiedeva come funziona. E poi aggiunge ancora che “questo può accadere solo nel corso di vari anni”. Trovate tutto nel video qui sotto, al minuto 4:53:

A questo punto il giornalista fa finta di non sentire che si parla di un ragionamento basato su uno scenario pluriennale (e quindi non sul programma del governo per contrastare Covid-19) e fa il calcolo di cosa significhi 60 per cento di 60 milioni (popolazione inglese), ed ecco fatto il titolo sensazionalistico. Basta vedere il titolo del video qui sopra, che Sky diffonderà su YouTube:

Breaking: Uk needs to get Covid-19 for “herd immunity”

Nota: Sky (cioè Murdoch, che ne è il proprietario) è stato un fervente sostenitore della Brexit perché gli ha consentito di risparmiare 2,5 miliardi grazie alla caduta della sterlina (lo spiega bene il Guardian qui). Sarebbe interessante capire a cosa sia dovuto questo riposizionamento anti Johnson (ma forse vogliono solo “rifarsi una verginità” editoriale dopo anni di bombardamento a tambur battente pro-Brexit).

Per avere una conferma sul fatto che l’immunità di gregge non sia mai stata nei piani del governo è sufficiente una banalissima prova del nove:

  • andate su questo link (è il documento che il governo ha rilasciato il 3 marzo in cui si anticipava tutto il programma di contrasto al Covid-19):
  • digitate CTRL+T (CMD+F sul Mac) e cercate le parole “herd immunity” (immunità di gregge).
  • notate come il risultato sia zero.

Ebbene sì: in un documento di 6.883 parole l’immunità di gregge non compare mai.

Oltre a quanto scritto sopra, infine, dopo che l’attacco coordinato del Giornalista Unico aveva per giorni speculato sulla inesistente immunità di gregge, anche il ministro della salute Matt Hancock ha precisato chiaramente che l’immunità di gregge non è la strategia del governo (“It is not government policy”).

Nonostante ciò ancora oggi, settimane dopo il discorso di BoJo, c’è ancora qualcuno che continua a parlare di immunità di gregge…

Con quali tattiche si può stravolgere così profondamente un discorso?

Un modo sempre efficace, ad esempio, è estrapolare un virgolettato di tre-quattro parole da un discorso fatto di 866 (ottocentosessantasei) parole e, se questo non basta, aggiungerne altre inventate di sana pianta.
parole di bojo
Contrariamene a quanto riportato qui sopra da Dagospia (qui) Johnson non dice mai “abituatevi”, cosa che cambia di un bel po’ la sostanza della frase (se mai lo spirito del suo discorso è “lotteremo fino alla fine”, altro che abituarsi!). Già trovo pessimo l’esercizio di estrapolare quattro parole (4) da un discorso di mezz’ora e quindi dal suo contesto (per di più su un tema così delicato). Se poi ce ne devi aggiungere una quinta inventata di sana pianta perché se no il tuo discorso finto-sofista non regge, allora siamo a cavallo.

La cosa divertente del post è anche che apre dicendo “speravo di aver capito male”… e poi ha capito male veramente!

Nota: questo post di Berruto è diventato virale venendo in molti casi erroneamente attribuito a Philippe Daverio (un’ulteriore grossa imprecisione inizialmente riportata anche dallo stesso Dagospia, che poi ha corretto).

E adesso, a completamento della nostra disamina, eccovi finalmente il testo integrale in italiano del discorso di Boris Johnson, se ci trovate strafottenza, mancanza di tatto, proposte di immunità di gregge o darwinismo fatemi un fischio.

 Massimiliano Bolondi, 3 Apr 2020

Il discorso originale lo tralascio perché l’avevo già tradotto io qui. Tuttavia, siccome lui sa sicuramente l’inglese molto meglio di me, andate a leggere anche la sua traduzione qui, così potete confrontarle e farmi le pulci (tra l’altro in un passo sono andata un po’ a naso perché c’era un’espressione che non conosco e sulla quale il vocabolario non mi aiutava), e oltretutto potete anche vedere i video di cui parla l’articolo. E sono sicura che troverete il tempo di andare a dare un’occhiata anche a questo.

barbara

  1. L’ha ripubblicato su Cavolate in libertàe ha commentato:
    Interessante articolo di Barbara, Da parte mia mi limito a constatare come chi si stracciava le vesti scandalizzato perché alcuni non si disperavano abbastanza per il povero Zingaretti stanno sfacciatamente esultando per quanto capitato a Boris Johnson.
    Non aggiungo altro, siccome non vorrei che la padrona di casa mi bannasse per eccessivo turpiloquio.

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    • eh si , non l’ha detto bojo, l’ha detto il suo ‘Sir Patrick Vallance, England’s chief scientific adviser’ , il tizio che era accanto a bojo in conferenza.

      @ 20 secondi
      magari pero’ bojo non sapeva nulla…

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      • Sì, è ESATTAMENTE quello che è scritto nel post. Solo che nel post c’è la situazione tutta intera, non un ritaglio di 20 secondi, togliendo la situazione e togliendo soprattutto la specifica domanda a cui stava rispondendo e togliendo quello che ha precisato dopo e facendo finta che si tratti dell’occasione in cui Vallance era di fianco a Johnson e non quella di un’intervista avvenuta il giorno dopo, come ANCHE L’ULTIMO IMBECILLE è in grado di capire vedendo che i due sfondi sono diversi. Il che significa che proponendomi questa ignobile vaccata tu mi ritieni al di sotto dell’ultimo imbecille. E te ne ringrazio sentitamente.

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        • io non ti ritengo come ti sei definita, e neanche l’ho espresso: ho precisato solo che l’espressione protezione del gregge l’ha usata pure l’entourage di Boris.
          E se l’hanno usata probabilmente speravano in questo effetto , abbassando la curva dei contagi fino a renderla controllabile, come hanno precisato nella conferenza ufficiale: che poi non ci vedo niente di male, è una delle possibili strategie a disposizione.
          E se vedi i commenti inglesi , giornali e persone comuni, la strategia, seppur non dichiarata ufficialmente , l’avevano tutti ben annusata.

          Non è che possiamo essere tutti d’accordo, senno’ addio dialogo.

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        • Purtroppo non lo posso vedere perché lei è troppo protetto. Comunque non c’era bisogno di lavori certosini: bastava cliccare l’icona di facebook sotto il post e se lo trovava direttamente in casa.

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        • Ho parlato di lavoro certosino perché a) non avevo notato l’icona b) ho tentato di scarciare qua e là (senza nulla cambiare del senso) perché so che la lunghezza è un deterrente micidiale su fb c) il lavoro certosino è stato nell’aggiungere i link da Lei citati tentando di non far risalire al blog (non si sa mai). d) ora vedrò se riesco a restare protetto aprendo a un carissimo A.T. come Lei.

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        • No, faccio così, le faccio chiedere l’amicizia da una persona con due account, uno maschile e uno femminile – anzi, al momento quello femminile per via di una serie di cose un po’ rocambolesche porta addirittura il mio nome – con le cui chiavi di accesso io entro in FB e leggo, e quando lei gli avrà risposto affermativamente dovrei riuscire a leggere tutto, giusto?

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  2. Normalmente se mia moglie viene a casa e mi dice che ha sentito qualche notizia un po’ troppo particolare faccio una ricerca di fact checking e debunking e 99 volte su 100 le faccio notare come si tratti di una bufala.
    La cosa è tanto più vera quanto maggiore è la scientificità del tema in oggetto.

    Questa volta, invece, ho dato per scontato (erroneamente) che quanto trasmesso da tutti i giornali e telegiornali a proposito della strategia britannica sull’immunità di gregge fosse vero.
    Ho pensato che fosse sì strano, ma pur sempre verosimile: esattamente quel tipo di cose che ci si può aspettare dagli strambi sudditi della stramba vecchina.

    I giornalisti – come ho detto mille volte – sono, assieme a magistrati e insegnanti, le tre categorie che rendono il nostro un pessimo Paese (e le stesse categorie che rendono posti come l’Estonia un ottimo Paese). Però se c’è un tipo di giornalismo che stimo è quello inglese (non quello di basso livello ovviamente).

    Mi viene da chiedermi perché le cose siano andate così. Solo colpa o anche dolo?

    Ne deduco, quindi, che per quanto riguarda la Svezia possa esserci stato un “problema interpretativo” simile. Dico bene, Barbara?

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    • eh, l’Estonia, in teoria a luglio dovrei andare al Viljandi Festival, non è (ancora) stato annullato, ma a questo punto… 😦
      Comunque imho il giornalismo britannico non è poi tanto meglio di quello italiano, infatti la bufala è stata iniziata proprio da loro, come mostra l’articolo riportato da Barbara.

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      • Oh, adorerai Viljandi! Credo però che l’adorerai nel 2021.
        Non sono mai stato a Viljandi durante il festival (è affollatissimo e io non amo i luoghi affollati), ma in primavera, in estate e autunno l’ho sempre trovata incantevole.
        Cerca di andare a vedere le rovine del castello e a gustarti il panorama da lì su.

        Domanda: sarà il primo posto che vedrai dell’Estonia? A parte Tallinn, nel caso tu vada in aereo, ovviamente.

        Qualunque cosa vuoi sapere sull’Estonia non turistica puoi chiedere a me!

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        • in realtà tranne i biglietti del festival e la caparra del b&b a Viljandi non c’era ancora nulla di programmato/pagato.
          L’idea era di andare direttamente lì fermandosi il minimo necessario a Tallinn (o altro eventuale aeroporto di arrivo), poi tappa a Tartu e Narva, con eventuale day trip in Russia per il country tick e vedere la fortezza di Ivangorod.
          Ma appunto a questo punto è tutto da vedere, ufficialmente il festival non è stato annullato, dipende da quanti e quali voli saranno riattivati a luglio, quanto costeranno, a che punto sarà l’epidemia (in teoria dovrebbe essere superata, ma…) etc. etc. etc.

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        • Se vai in auto ti viene bene; scendi giù con brevissima sosta a Paide; da Viljandi vai a Tartu passando sopra il Võrtsjärv, costeggiandolo; da Tartu, sempre se hai tempo, sali a Narva costeggiando il Peipsi (se vuoi ti dico i posti in cui vale la pena sostare, alcuni sono proprio belli). Narva è orribile, ma vale la pena di vederla proprio per questo: per capire i danni del funzionalismo sovietico applicato all’architettura (ma magari hai già visto altri mille posti similari in giro per quella parte del mondo); però la parte vecchia, quella dove il castello estone e quello russo si fronteggiano, è spettacolare. Tornando a Tallinn ti consiglio di fermarti a Palmse, posto minuscolo ma paradisiaco.
          Comunque il tempo giusto per visitare l’Estonia (comprese le isole maggiori) è più o meno tre mesi 🙂

          Se conosci qualche Estone non farti grandi aspettative. Come dico io: l’Estonia è un paradiso, peccato che sia abitata 🙂

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    • E tieni presente che Johnson è stato il primo, insieme a Trump, a bloccare immediatamente tutti i voli dalla Cina, ma di questo fai fatica a trovare traccia. Sulla Svezia non so: avendo, a differenza di UK, USA e Ungheria, e similmente alla Spagna, una guida sinistrorsa, quello che fa viene giudicato giusto e sacrosanto e quindi non (o meno) sottoposto a censure e stravolgimenti, per cui potrebbe anche essere vero, ma non avendo alcun dato di prima mano non mi posso esprimere. Per la Spagna invece le folle oceaniche, letteralmente, ammassate a celebrare l’8 marzo con la benedizione di scienziati e politici sono sicuramente autentiche, come sono autentici i contagi esplosi immediatamente dopo, che ricorda maledettamente la peste a Milano che esplode dopo la processione organizzata per placare la divinità irritata.
      Quanto alla stramba vecchina, vedi: arriva Johnson, dice sarà dura, dobbiamo prepararci a combattere, ma io sono qui, sono al vostro fianco, combatteremo insieme – come il buon papà che rassicura i figli nell’ora più buia eccetera. Poi succede che il papà si ammala, il papà si aggrava e deve andare all’ospedale, il papà si aggrava ancora e finisce in terapia intensiva, e allora cosa succede? Arriva la mamma coi suoi 94 anni ma salda come una roccia, e immediatamente tiene un altro discorso alla nazione: il papà al momento non sta tanto bene e non può essere al vostro fianco, ma voi non vi dovete preoccupare, perché al vostro fianco resto io. Quella che a 18 anni si è arruolata ed è andata a fare la camionista, la cosa più umile, la più modesta, perché da donna, e di quella età, altro non poteva, ma quello poteva fare e quello ha fatto, per contribuire alla difesa dello stato contro l’attacco nazista.

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  3. Pingback: CRONACA DI UNA BANCAROTTA | ilblogdibarbara

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