XYZ AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Dove XYZ sono le cose che si fanno normalmente ma che ai tempi del coronavirus possono riservare qualche sorpresa. E dunque cominciamo con questa testimonianza fornitami direttamente dall’amico “Finrod”.

Viaggiare ai tempi del coronavirus

Sono arrivato in Giordania con un volo notturno dal Marocco (altrimenti non sarei neppure potuto entrare, fossi arrivato dall’Italia) venerdì 13, in serata mi sono incontrato con l’americano con cui avrei dovuto passare i successivi 11 giorni in giro per il paese a cercare fiori e uccelli. Prima di andare a dormire gli ho detto che avremmo dovuto tener sotto controllo la situazione covid per non rischiare di rimanere bloccati lì.
Alle 4 del mattino è venuto a bussare alla mia porta perché British Airways l’aveva chiamato per avvertirlo che o usciva quel giorno stesso col volo del mattino o rimaneva lì per chissà quanto perché avrebbero a brevissimo cancellato tutti i voli.
Levataccia e l’ho portato in aeroporto, tornato in albergo ho subito contattato il mio capo in UK per dirgli che forse era il caso di cercare un volo anche per me. Il primo volo diretto da Amman per l’UE era previsto per lunedì 16, Aegean Airlines per Atene e siamo rimasti d’accordo che lui in giornata mi avrebbe fatto il biglietto. Io sono tornato a dormire un po’ e poi sono partito per la località e l’albergo previsti dal nostro itinerario. Tra l’altro sono sceso nella valle del Giordano e mi sono fatto un pezzo di Mar Morto, così in lontananza ho anche visto il paese che lì non si può nominare 😉
Anzi, in teoria dal Monte Nebo si vede anche Gerusalemme, ma era così nuvoloso e nebbioso che non si vedeva neppure ad un km… Purtroppo durante la giornata il primo ministro ha annunciato la chiusura di aeroporto e frontiere a partire da martedì 17, così mentre io guidavo ignaro e il mio capo si occupava di altro, è iniziato il fuggi fuggi e il volo per Atene è andato in sold out nel giro di meno di niente.
Per fortuna c’erano ancora posti su un volo per Istanbul, sempre di lunedì 16, alle 2 del mattino (!), coincidenza nel nuovo mega aeroporto (fantastico) e poi altro volo per Atene, da dove con la low-cost rumena Blue Air (ma il volo era operato da Alitalia, con suoi aerei e anche il codice del volo era Alitalia) sarei dovuto rientrare a Roma in serata: dato che il volo partiva a dette ore antelucane, ho passato la notte in aeroporto, dove c’era un caos “importante”, gente che urlava, aggrediva gli addetti al check-in…
Una volta superato il controllo sicurezza però tutto bene, e i voli della Turkish Airlines sono andati bene, anzi servizio super, migliore di qualsiasi compagnia europea (e appunto, aeroporto tra i migliori mai visti, se non il migliore).
Fun fact: erano almeno 11 o 12 anni che non volavo con Turkish, è sempre stata un’ottima compagnia ma adesso è ancora migliorata, ma non solo: negli anni zero nel pasto c’era sempre un cartellino con la certificazione halal, ora non più.
Arrivato ad Atene ho scoperto (da me, nessuna comunicazione ufficiale da Blue Air o Alitalia) che i voli per Roma erano annullati, ho prima pensato di andare a Patrasso in treno o autobus e prendere un traghetto per Brindisi, ma ho scoperto che avevano fermato anche quelli. L’unica per avvicinarmi all’Italia erano i voli di Aegean per Zagabria e Marsiglia, ho scelto quest’ultima perché i collegamenti con l’Italia sono più diretti, avevano ancora posti disponibili, ho pagato e via. Sono arrivato a Marsiglia nel tardo pomeriggio, troppo tardi per proseguire per Nizza e anche troppo tardi per prendere l’ultimo volo per Roma che era ancora al terminal quando sono arrivato col mio volo… Mi sono fermato a dormire in un albergo davanti alla stazione centrale, dove mi sono comprato un biglietto sul primo treno per Nizza (alle 12 di martedì 17) e poi un altro per il treno per Ventimiglia, anche se l’addetto delle ferrovie mi ha avvertito che forse si sarebbe fermato a Mentone.
In serata, cenando da solo nella mia camera (tutti i ristoranti erano già chiusi, e non facevano neppure servizio da asporto) mi sono sentito il discorso di Macron alla nazione in cui annunciava la chiusura del paese a partire dalle 12 e sono andato a dormire senza sapere se il giorno dopo avrei trovato o no il mio treno (l’alternativa era prendere una macchina in affitto, e lasciarla a Mentone).
Per fortuna il treno c’era, e anche quello da Nizza che è arrivato fino a Ventimiglia. Altro pernotto, in uno dei pochi b&b ancora aperti, e il mattino dopo ho preso un InterCity poco dopo le 6 del mattino e senza cambi nel pomeriggio sono arrivato a Termini.
Superato il check point dell’esercito, stazione semi deserta, metropolitana con meno gente del solito ma assolutamente non vuota e infine sono arrivato a casa, per chiudermi 2 settimane nella mia cameretta 😉
Ma appunto almeno sono arrivato, perché il rischio di rimanere bloccato per un periodo indefinito ad Atene, Marsiglia o peggio (anche per il problema dell’assistenza sanitaria, se mai ne avessi avuto bisogno) Istanbul o Amman è stato reale.

Girare per la rete ai tempi del coronavirus

Scusate se insito ma questa notizia apparentemente buona è in realtà un brutto, bruttissimo segno, UNA NOTIZIA DI UNA GRAVITÀ INAUDITA , che dimostra l’assoluta falsità della pandemia Corona Virus, dimostra che una regia molto precisa e segreta condotta dall’ ‘OMS, a sua volta mossa segretamente dalle grandi imprese del farmaco, come ha spiegato proprio su questa chat il professor Livio Giuliani, cito :
“…. l’OMS, l’organizzazione pagata per un quarto dagli Stati dell”Onu e per il resto dal Bill Gate, Warren Buffet e dalla famigerata Gavi che nel settembre del 2014 nominò la Lorenzin leader mondiale delle politiche vaccinali 2016-2020;…”,
dimostra dicevo che una precisa regia sta organizzando la vaccinazione di massa in Italia e forse in Francia e qualche altro paese europeo che già sanno non si ribellerà, mentre il governo inglese, ma in realtà L’OMS, ha già deciso che in Inghilterra l’immunità di gregge si farà attraverso la malattia e NON con il vaccino, che invece inoculeranno a noi, e non sarà un vaccino per scongiurare una pandemia CHE NON ESISTE, ma un vaccino che ci renderà sicuramente più ammalati di quanto siamo ora, che ci renderà ancora più sottomessi e rassegnati allo strapotere delle oligarchie che governano i popoli con due pesi e due misure… un vaccino che forse si tradurrà nella vera morte di massa :
“… Ora è tutto chiaro.
La popolazione italiana è in una situazione che assomiglia molto agli arresti domiciliari generalizzati, con l’aggravante che spesso perde il lavoro senza possibilità di recuperarlo e che, se ha bisogno di comprarsi un paio di calzini o di tagliarsi i capelli, non ne ha più possibilità. Restano aperti i tabaccai, e questo grazie alla “saggezza” dei nostri timonieri.
È evidente che tra un po’ la gente non ne potrà più e sarà disposta a fare non importa che pur di recuperare qualcosa della propria vita, e quel qualcosa sarà ciò che il regime mondiale sta preparando: il VACCINO.
Dal punto di vista farmacologico quel vaccino non ha la minima possibilità di funzionare, e questo banalmente perché non solo il virus muta velocemente ed ha caratteristiche differenti, tanto che la varietà italiana è diversa da quella tedesca e diversa da quella cinese, ma perché la malattia non conferisce alcuna immunità. E se non la conferisce la malattia è impossibile che lo possa fare un vaccino. Qualunque farmacologo lo sa, ma la farmacologia deve piegarsi al regime.
Giusto a margine, non ci sarà nessuna sperimentazione e nessun controllo ma, del resto, sperimentazioni e controlli sui vaccini non sono mai fatti. Insomma, il solito atto di fede.
Così, tutti correranno a farsi il vaccino e correranno anche se non sono proprio entusiasti. Correranno perché vaccinarsi sarà obbligatorio e, se si vorrà ottenere o rinnovare la patente di guida, la carta d’identità, il passaporto, la licenza di pesca o qualunque altro documento, ci si dovrà sottoporre alla magica punturina.
Questo sarà il business più grande della storia dell’umanità e lo sarà a spese dell’umanità, un business che avrà a margine la possibilità d’inoculare a miliardi di persone qualche cosa. Che cosa? Certo non lo vengono a dire a me.”
Dottor Stefano Montanari, 12 marzo 2020

Questa l’ho trovata nel profilo di un ex collega, collega di materia ma non della stessa scuola, per fortuna. La prima volta che l’ho visto, nel lontano 1977, ho immediatamente pensato oddio, speriamo che non abbia mai figli. Purtroppo il mio desiderio non è stato esaudito, e suo figlio a 13 anni era già un delinquente fatto e finito, ripetutamente segnalato al tribunale dei minori. Una volta ho dovuto fare una supplenza nella sua (del figlio) classe: quando sono arrivata alla porta, fermo a braccia e gambe larghe a bloccarmi il passaggio, mi ha guardata fissa negli occhi e ha detto: “Troia”. Giusto il giorno dopo in centro ho incrociato lui, il padre e gli ho detto del fatto, e lui: “Ma tu cosa gli avevi fatto?”. Adesso che è in pensione può finalmente dedicarsi a tempo pieno, anima e corpo, alle battaglie che salveranno l’umanità: contro le scie chimiche (ricordo, qualche anno fa, una foto di un cielo con una serie di scie di condensa che si incrociavano e il commento: “Voglio proprio vedere se di fronte a questo avranno ancora il coraggio di negare!”), i vaccini e altre analoghe calamità fabbricate per la distruzione della specie umana. Naturalmente non frequento il suo profilo, erano anni che non ci entravo, ma qualche ora fa mi è venuta la curiosità di vedere come “affrontasse “ l’epidemia, sicura che avrei trovato cose interessanti, e non mi sbagliavo. E la prima cosa che ho trovato entrando è stata questa:

NON COMPRERò nè indosserò mai la mascherina:non opero come chirurgo, bensì respiro come ho sempre fatto e anzi ancora imparo a fare, non solo automaticamente e inconsapevolmente, bensì anche volutamente, con gratitudine, annusando odori (anche miei!!)*** Sono nato LIBERO, ho vissuto con rispetto per me stesso e per gli altri [soprattutto quando si faceva le canne in classe] e LIBERO morirò. Ora un regime corrotto, disumano e ignorante, vorrebbe togliermi perfino questo diritto e piacere naturale?? Ehh!!! già!!* un tempo esisteva la definizione di “tizio/tipo che GODE di buona salute”. Infatti, appunto hanno capito che quella goduria, non andava bene, poteva farti nascere nel cervello strane idee di libertà e di PIACERE.*..E hanno voluto toglierci anche il PIACERE di affollare, vicini/vicini un concerto ROCK, dove era commuovente [sic! Professore di italiano] per me potermi sentire anche un po’ terrestre come gli altri.Ma non provocatemi su questo punto: solo a 4 occhi

Quanto all’autore del pezzo, di cui finora avevo ignorato l’esistenza, potete provare gran messe di informazioni in rete.

I comunicati del governo al tempo del coronavirus

L’amore per gli statisti di valore al tempo del coronavirus

Claudio Alito

Siamo stati così tanto abituati ad identificare il ruolo del leader in determinati altri meccanismi da diventarne assuefatti ed identificarli come giusti o quantomeno normali. Così da dimenticarci che esiste anche il garbo.
Ci ricorda quotidianamente che la forma, spesso, è sostanza e soprattutto che si può apparire senza discostarsi da una parte fondamentale: essere.
E lui ha educazione, un concetto che a causa dei salotti dei principali talk show avevamo dimenticato negli anni, con platee sempre più simili a bolge infernali che a luoghi di dibattito e confronto.
Piace perché non alza la voce, è calmo ed elegante, non fa dirette Facebook o selfie su Instagram e quando un bambino gli chiede un autografo gli sorride dicendogli che non è un calciatore, ma un politico, un professore. E non va idolatrato, semmai stimato, criticato, ma mai reso VIP.
Non si erige a difensore della patria, mantenendo un’autorità che non assume mai connotazioni dittatoriali. Non andrebbe sottolineato se la storia più recente non ci avesse inondato di determinati atteggiamenti, in cui ogni contesto rappresenta un pretesto per fare demagogia, puntando il dito contro tutti e tutto, vivendo in una perenne propaganda elettorale. Sarà candidato? Sarà eletto? Probabile, forse sicuramente, ma ci saranno momenti e sedi per discuterne.
Piace, dicevamo, perché ha contenuti, perché non svia le domande ripetendo come un mantra frasi fatte da Seconda Repubblica. E i contenuti diventano condivisibili o meno, ma almeno ci sono. Non ne parleremo adesso. Qui è in atto un cambiamento comunicativo, in risposta a tanta, troppa teatralità che riempie i Palazzi. Le opinioni, giuste o sbagliate, si possono dire anche senza essere offensivi. Comunicazione verbale e atteggiamento fisico mai violenti o volgari, un linguaggio diretto e chiaro, sempre mirato, mai fatto di luoghi comuni. Ed ecco che entrano in scena ironia e sarcasmo come armi, come risposte che spesso strappano un sorriso e ammorbidiscono i toni. Un volto pulito che in un mondo di Filippo Argenti riesce a mettere tutti in riga uno per uno. Senza spade o mazze chiodate.
É la rivalsa di chi sembra non avere carattere o prendere posizioni semplicemente perché non urla, offende o discrimina urbi et orbi sui social e nelle piazze.
E aggiungo che se piace, se affascina anche, forse c’è un cambiamento a livello sociale in atto. Siamo stanchi di leader di governo playboy in andropausa. Non fanno sorridere più neanche nelle barzellette. Stanchi di millantatori e ancor più stufi di chi fa “politica” mettendo carne al fuoco continuamente, ma senza spiegare mai come cuocerla. E allora meglio così, che alle ragazze piaccia il Presidente del Consiglio e non Fabrizio Corona. [che è oggettivamente un cesso, ma non credo che abbia migliaia di morti sulla coscienza]
Forse abbiamo bisogno semplicemente di più umanità, perché è più vicino a noi un uomo che piange pensando ai decessi continui che aumentano nel suo Paese, rispetto a chi è sempre in cerca di un nuovo spauracchio collettivo da mandare al massacro.
Sta ricordando a tutti il valore atavico della politica, intesa come arte di ben governare la polis. Non è per tutti.
“Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci domani. Fermiamoci oggi per correre più veloci domani” non avrà la valenza eterna di “I have a dream”, ma sono certo che questa frase resterà impressa nelle nostri menti a lungo.
Sarà l’uomo che annuncerà che è tutto finito. Colui che, suo malgrado, in punta di piedi, finirà nella storia di questo Paese.
Lo statista che non sapeva ancora di esserlo.

Difficile fabbricare una retorica più melensa e stantia, insulsa e cieca, nullaloquente e delirante. Non a caso l’ho trovato sul profilo di mia cugina, quella che fa la psicologa e non a caso è una delle persone più disturbate, instabili, isteriche, arroganti, incapaci di dialogare, incapaci di ascoltare, incapaci di valutare che abbia mai incontrato – comunque in buona compagnia degli altri psicologi che ho conosciuto.

Gli “eroi” al tempo del coronavirus

 

L’arte, al tempo del coronavirus

Dedicato ai guerrieri che combattono in prima linea

E infine la scienza al tempo del coronavirus

Quella vera.

Virus e verità graduali

Perché dovremmo credere alle istituzioni scientifiche che ci hanno detto che la mascherina serviva solo per gli infetti, ed oggi sembrano tornare sui loro passi?
Come facciamo a sapere se quello che ci dicono oggi sul fatto che gli animali domestici non sono un pericolo non risulti falso domani?
Se la comunità scientifica si è inizialmente divisa tra chi diceva che il pericolo non era superiore a quello di una influenza e chi invece annunciava l’arrivo di una pericolosa pandemia, che utilità ha starla ad ascoltare in occasione di ulteriori divisioni?
Se in Giappone un panel scientifico ha valutato di iniziare la prova clinica dell’antinfluenzale Avigan, perché in altri paesi come la Corea invece si è giudicato che fosse inutile, ed in Italia ci si divide tra chi non vuole iniziare una prova clinica sullo stimolo di un video farlocco su YouTube e chi invece non capisce perché dovremmo privarci di una possibile opzione terapeutica?
Ma il virus permane a lungo in aria, infettando gli ignari passanti, oppure no?
Tutti noi – a volte persino i ricercatori – ci aspettiamo che la ricerca scientifica dia delle risposte univoche, rapide e precise a queste domande. Ci aspettiamo, cioè, di avere risposte nette e di non vedere se non sporadiche divisioni tra i ricercatori, preferibilmente su dettagli tecnici, non su questioni di vitale importanza come quelle elencate.
Ho una cattiva notizia per tutti: non funziona così, e chi in tempi come questi cerca risposte rapide e nette tende ad affidarsi proprio a quelli che danno risposte senza fondamento (non importa se con il camice o senza).
E non perché la scienza non sia mai in grado di fornire certezze immutabili – la grossolana ed inadatta spiegazione che gli oppositori della scienza forniscono a questo fatto.
In realtà, il punto sta nell’essenza stessa della ricerca scientifica: solo i dati raccolti ed analizzati con un metodo rigoroso possono fornire risposte, e solo la replicazione multipla di un risultato da parte di più gruppi indipendenti dà un minimo di garanzia che non si stiano cacciando farfalle.
Nella attuale emergenza, siamo nella fase di raccolta di un numero elevatissimo di osservazioni e dati su una nuova minaccia, ma prima che si possa rispondere alle domande elencate e ad altre, bisogna che si faccia pulizia di tutto ciò che ci può fuorviare, delle osservazioni condotte in presenza di troppi bias, di quelle ottenute su campioni troppo piccoli e di quelle influenzate da fretta e metodi sbagliati.
Questo, naturalmente, richiede analisi in uno spazio di tempo incompatibile con le notizie dell’ultima ora: ecco perché proprio le novità che emergono portano a domande le quali, quando rivolte ad uno scienziato, ottengono risposte il cui grado di affidabilità è più basso del solito, e che potranno cambiare rapidamente con l’accumularsi dei dati. Il che non vuol dire che non sappiamo già rispondere a moltissime domande sulla base di ciò che già è consolidato in epidemiologia: vuol dire solo che le risposte saranno inizialmente qualitative e via via più affidabili nello spazio di questi mesi, oltre a cambiare eventualmente perché l’iniziale base su cui poggiavano viene rovesciata da dati di maggior qualità e consistenza.
Bisogna che tutti impariamo a convivere con una incertezza inizialmente ampia e gradualmente ristretta, senza preoccuparci troppo se le indicazioni della comunità scientifica date nelle prime ore dell’epidemia dovessero cambiare. Il che, naturalmente, significa che ogni affermazione di qualunque ricercatore va fornita dati alla mano – per pochi che siano – senza inventare ipotesi o teorie da dare in pasto al pubblico prima di avere l’evidenza necessaria per supportarle.

Enrico Bucci7 Aprile 2020, qui

Articolo pubblicato su Il Foglio.

E ricordiamoci sempre, che SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA.
stessa barca
barbara

  1. Nel caso delle mascherine, però, il discorso della situazione inedita e della minaccia sconosciuta non vale: si sa che è un virus, si sa quanto è grosso / piccolo, si sa, da decenni almeno, quali protezioni funzionano e in quali casi.
    Hanno detto mannò, la mascherina al volgo ignorante non serve, perché non ne avevano neppure per il personale sanitario ma non hanno avuto l’onestà di riconoscerlo.
    Si dà benzina ai complottisti quando si trattano le persone adulte da bambini deficienti, anche se – mi faccio l’obiezione da solo – in diversi casi si fa fatica a vedere la differenza.

    "Mi piace"

    • No, nessun complottista ha bisogno di benzina. Quando due aerei sono entrati nelle torri gemelle nessuno ha trattato le persone adulte da bambini deficienti; al contrario, a trattare le persone adulte da bambini deficienti è chi ti spiega con aria saputa che “si vede chiaramente che il grattacielo si affloscia perché tutte le strutture erano state minate al momento della costruzione”. A trattare le persone adulte da bambini deficienti è chi ti spiega che nei vaccini ci mettono metalli pesanti e pezzi di feti abortiti. A trattare le persone adulte da bambini deficienti è chi ti spiega che dietro la diffusione della favola della pandemia e il conseguente lockdown c’è Big Pharma che ti ricatta per inocularti il vaccino. Non ribaltiamo le frittate per favore.

      "Mi piace"

  2. Tre cose volanti:

    1. bello il racconto di Finrod (che mi viene sempre da chiamare Finntroll, come il gruppo folk metal finlandese).

    2. “Giuseppe Conte piace” è frase ellittica: la maggior parte della gente che conosco mi dice che vedrebbe bene Conte impiccato.

    3. Il discorso sulla scienza ai tempi del coronavirus non si può mica fare così. Se hai un dubbio, lo ammetti; presente Burioni? Non amo molto il personaggio (per via del suo fastidioso ricorso al principio di autorità, che è ovviamente una fallacia logica), ma il suo “non lo sappiamo” come risposta ad alcune domande è l’atteggiamento onesto da tenere. Qui hanno mentito sapendo di mentire. Ovviamente d’accordo con Shylock (che chiamo Shylock, uguale uguale, come il gruppo nizzardo di prog rock).

    "Mi piace"

    • Ti rispondo sulla questione del principio di autorità. Se un novax sfida un virologo a confrontarsi con lui e il virologo gli risponde “Ci sono due possibilità: lei si laurea in medicina, si specializza in virologia, si fa un po’ di esperienza e poi ci confrontiamo; oppure io parlo, lei ascolta e poi mi ringrazia perché le ho insegnato qualcosa che non sa” non è principio di autorità: è principio di competenza.
      Se un medico si rifiuta di proseguire una discussione con una signora novax che pretende di essere presa seriamente perché non è ignorante, anzi, ha addirittura un dottorato – in che cosa? In filologia romanza – non è principio di autorità: è ricorso al legittimo diritto all’autodifesa. Quindi facciamo attenzione alle etichette che scegliamo di appiccicare alle persone. E se tu ti metti a spiegarmi quali sono esattamente le minacce che ci derivano dalle scie chimiche e io ti volto le spalle e me ne vado, non è perché mi ritengo più intelligente di te: è perché lo sono.

      "Mi piace"

      • Se ho capito bene tu sei stata un’insegnante per molti anni. Io lo sono stato per qualche mese (matematica e fisica). Nell’ambito dell’insegnamento il principio di autorità non funziona praticamente mai, ma funziona benissimo per rendersi invisi agli studenti. Al di fuori dell’ambito dell’insegnamento continua a non funzionare praticamente mai, ma funziona benissimo per rendersi invisi a tutti. Anche se si ha ragione. Se hai vera autorità non ricorri mai al principio di autorità. Burioni farebbe meglio a dire “la scienza dice…” piuttosto che “io sono…”. Vale anche per lui il noto e antico consiglio di non mettersi a discutere con uno scemo perché gli altri potrebbero non notare la differenza. Mi è parso di notare che Burioni tenda a non mantenersi sufficientemente distante da certe situazioni. Esempio personale: il lituocognato crede nelle scie chimiche, nel complotto del 11 Settembre, che il cancro è un fungo, è un antivax e crede in un’infinità di altre pirlate, ma io mi guardo bene dal provare a spiegargli che la realtà è un po’ diversa. Nemmeno mi ci metto a discutere con uno così: è un’inutile perdita di tempo. Può credere in quello che vuole. Finché non viola la legge non me ne curo minimamente.

        "Mi piace"

        • Tesorodolce, è ESATTAMENTE quello che fa Burioni: si rifiuta di confrontarsi con un novax. E’ esattamente quello che ha fatto il medico che ho citato. E’ esattamente quello che, come ti ho spiegato, faccio io se ti metti a illustrarmi le minacce insite nelle scie chimiche. Dici che Burioni farebbe meglio a dire “la scienza dice”? Ma vuoi scherzare?! Ma se lo sanno tutti che la scienza è manipolata, al servizio di Big Pharma e dei Poteri Forti, e non stupirti troppo se ogni tanto ti salta fuori anche il programma giudaico (o sionista, a scelta) per dominare il mondo. E tu pensi davvero che “lo dice la scienza” sia più efficace che “lo dico io”? Ribadisco: non si tratta di principio di autorità (“Se non fosse che Aristotele dice che i nervi partono dal cuore, giurerei di vederli uscire dal cervello, ma dal momento che Aristotele dice un’alta cosa…”), si tratta di principio di competenza. Che i miei alunni hanno sempre riconosciuto (mai sottovalutare le capacità di comprensione degli alunni).

          "Mi piace"

        • è un re elfico nel “Silmarillion” di Tolkien, che è lo scrittore che ho amato (e amo) di più. Scegliere un nick dal “Signore degli Anelli” era troppo banale, quindi ho preso questo.
          Ti rispondo brevemente anche sull’Estonia (poi mi fermo perché siamo OT): grazie per le informazioni, l’idea originaria a dire il vero era di spostarsi con i mezzi pubblici, per il momento dall’organizzazione del festival nessuna novità, dopo un messaggio a metà marzo dove scrivevano che continuavano i preparativi, vedremo, se si farà posso chiedere a Barbara la tua mail e continuiamo in privato?

          "Mi piace"

      • Puoi assolutamente chiedere a Barbara la mia mail, certo!

        Sapevi che il Silmarillion è anche la fonte di ispirazione del gruppo prog inglese dei Marillion? Se ti piace il genere i lori primi tre lavori (Script for a Jester’s Tear, Fugazi e Misplaced Childhood) sono fantastici.

        "Mi piace"

  3. Per quanto riguarda la sparizione della certificazione halal sui voli della Turkish, avanzo un’ipotesi: non sarà che con Erdogan, a differenza di prima, non è neppure pensabile che un pasto su un aereo turco possa non esserlo? D’altra parte su ElAl non c’è la certificazione “kasher”, perché, appunto, a nessuno viene in mente che possa non esserlo.

    "Mi piace"

    • no Turkish è una realtà molto più grande di El Al, che ha come core business una clientela molto selezionata e molto affezionata perché quello che offrono loro non lo trovano da altre compagnie. Turkish è una delle principali compagnie mondiali, è (era, adesso come tutti hanno quasi tutti gli aerei fermi) la compagnia _al mondo_ che collega in assoluto più paesi e che vola su più aeroporti.
      Certo è abbastanza improbabile che ti servano un panino al prosciutto, ma è comunque strano che non lo specifichino (e infatti lo facevano). E gli alcoolici continuano a servirli, c’era stata una mini polemica pochi anni fa perché avevano smesso di farlo su alcuni voli interni per località particolarmente conservatrici, e credo abbiano ripreso anche lì.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...