SPIGOLATURONA SINGOLA MA PIUTTOSTO GROSSA

– certe misure sembrano eccessive anche a me. O meglio: mi sembrerebbero misure eccessive se gli italiani fossero disposto a seguire delle imposizioni ragionevoli, senza supervisione. […] Per riuscire a ottenere il rispetto di misure ragionevoli, le autorita’ italiane sono costrette a ricorrere a misure eccessive, forse anche ridicole per una persona razionale ma che non tiene conto della sostanziale irrazionalita’ dei propri concittadini. […] da tipici italiani allergici alle regole, ognuno di noi decide quali provvedimenti rispettare e quali no,

– la gravita’ attuale del problema impone, *anche* a causa della tradizionale indisciplina degli italiani, provvedimenti che, in paesi con diverso atteggiamento nei confronti di ordini e/o suggerimenti delle autorita’, converrei sarebbero eccessivi. […] rischi di contagio reciproco sia nei parchi che nelle strade cittadine per trasferirsi nel parchi.

– Chiaramente le restrizioni non hanno costretto la totalità della popolazione all’isolamento domiciliare (come certe espressioni pretestuose lagnavano) ma hanno soltanto ridotto parzialmente la circolazione delle persone senza annullarla.

– Se tutti gli aspiranti “sensitivi” andassero in spiaggia o al parco perché prevedessero di trovarli liberi si formeranno inevitabilmente assembramenti. […] Giacché anche un solo assembramento tra tutte le spiagge (o parchi) di Italia è stato ritenuto di troppo e l’intenzione era di prevenirli, non sarebbe stato sufficiente “consentire l’accesso a certi luoghi critici ma multare solo gli affollamenti” poiché ciò avrebbe richiesto più risorse umane che sarebbero ANCHE state esposte a maggiori rischi.

– Se la Federazione Svizzera raccomanda ai cittadini di stare il casa il piu’ possibile, forse (forse!) la stragrande maggioranza dei cittadini sta in casa il piu’ possibile e l’R0 precipita.

Se la Repubblica Italiana chiede, suggerisce, raccomanda o implora il cittadino (educato da secoli, dalla famiglia e dalla chiesa, a considerare lo stato un nemico e a considerare i relativi ordini dei semplici suggerimenti, vincolanti solo se imposti con la forza) di stare in casa il piu’ possibile, il numero di cittadini italiani che si adegua e’ elevato (causa paura) ma non tanto da far calare l’R0.

Queste sono alcune delle risposte che mi sono state date in una discussione in questo post (sì, sono frasi estrapolate dal contesto, ma non mettendo il contesto intero, credetemi, gli ho fatto un regalo, perché a leggere tutto ci fanno una figura ancora peggiore – chi ha tempo e voglia lo può verificare di persona comunque). Dunque apprendiamo che gli italiani, e solo loro, sia ben chiaro, sono indisciplinati, irragionevoli, irrazionali, allergici alle regole (toh, che strano, si sono dimenticati di dire che siamo tutti mafiosi, guarda un po’ che sbadati). Se gli dai il permesso di andare in un parco, garantito che ci fanno un assembramento. Se gli dai il permesso di entrare in una spiaggia – in aprile! – garantito che ci fanno un assembramento, e quindi non glielo puoi permettere. Senza contare che nella strada che percorrono per arrivare al parco ci puoi scommettere che seminano giù un bordello di contagi. Perché il popolo è imbecille, il popolo è un bambino dell’asilo, immaturo e anche un po’ ritardato, e parecchio stronzo, a dirla tutta, e quindi non gli puoi lasciare spazio, non puoi permettergli di decidere, non puoi permettergli di scegliere, bisogna che per lui decida, e con mano ferrea, lo stato, che sa molto meglio di lui che cosa è bene per lui (infatti, per dirne una, quando il popolo vorrebbe votare e lo stato sa che voterebbe in modo sbagliato, giustamente non gli permette di votare e decide lui, lo stato, chi è che deve comandare quella massa di ritardati), gli devi tenere il guinzaglio corto e la museruola. Apprendiamo anche che è assolutamente falso (“chiaramente”) che le restrizioni abbiano costretto all’isolamento domiciliare la totalità della popolazione, ma quando mai, e fare una simile affermazione non solo è pretestuoso, ma è anche una lagna: infatti posso perfino fare la spesa una volta la settimana (a condizione di non comprare vino, se no mi multano, e di non comprare meno di otto cose, se no mi multano, perché quel buon papà che è lo stato ha deciso che il vino non è un bene di prima necessità e quindi non lo devo comprare, e che se compro poche cose magari ci devo tornare dopo due tre giorni, e a condizione che il supermercato sia quello del mio quartiere), e posso anche andare dal medico, basta che non mi venga la bizzarra idea di farmi accompagnare in macchina da qualcuno, non importa se il qualcuno in questione è mio marito, che vive con me nella stessa casa, mangia con me alla stessa tavola, dorme con me nello stesso letto: se viaggiamo nella stessa auto siamo responsabili di strage. Naturalmente non mi si può permettere di camminare per strada senza motivo, perché sono italiana e me ne approfitterei. Non mi si può permettere di fare sport da sola all’aperto, perché sono italiana e me ne approfitterei. Non mi si può permettere di portare mio figlio a prendere un po’ di aria, perché sono italiana e me ne approfitterei. La costituzione violata? Non risultano denunce quindi non è vero che è stata violata. Il presidente emerito? Lui non conta nulla, non è nessuno. E comunque è necessario perché la situazione è grave. E poco importa se chi l’ha fatta diventare grave è lo stesso che oggi ha messo in piedi uno stato di polizia, licenziato il parlamento, abolito la costituzione grazie alla gravità che ha provocato. Poco importano le sagge prediche che l’unico virus era il razzismo. Poco importa che si sia rifiutato di mettere in quarantena chi tornava dalla Cina. Poco importa che si sia rifiutato di dichiarare zona rossa il peggior focolaio (salvato appena in tempo, prima che ne venisse fuori una carneficina, da un medico che si è rifiutato di rispettare le regole e obbedire agli ordini). Poco importano gli inviti ad abbracciarci tutti appassionatamente perché non c’era alcun pericolo. E poco importa che già allora vari medici di famiglia denunciassero un anomalo aumento di polmoniti alveolari, denunce lasciate cadere nel vuoto. Importa solo che lo stato ha sempre ragione, e il suddito che non è d’accordo ha sempre torto. Non le posso citare tutte, perché ci farei sera e poi mattina e poi di nuovo sera. Comunque il concetto è chiaro: lo stato comanda e il suddito deve obbedire senza fiatare, così come quando si ordina al bambino di tre anni di andare a letto, ci deve andare e basta, perché non si può lasciare a una creatura così immatura e incosciente la facoltà di decidere per sé, mai. E questa genìa è identica a quella che nei social plaude al poliziotto che ha multato la mamma che portava la figlia in macchina dal medico, “Ha fatto bene, le regole sono regole e vanno rispettate!” E plaudono al solerte cittadino che ha chiamato la polizia perché c’era uno che correva da solo nel parco, arrivano addirittura a chiamarlo eroe: le regole sono regole e vanno rispettate. E quando la regola sarà di denunciare il vicino che nasconde un ebreo in cantina, non esiteranno a denunciarlo, e faranno la ola alla Gestapo che porta il vicino in campo di concentramento e l’ebreo al gas, perché chi ha l’anima del servo non distingue tra padrone e padrone, tra regola e regola.

E ho lasciato per ultima questa strepitosa chicca:

– Lei si lamenta per non poter godere del privilegio di poter andare a passeggiare sulla spiaggia (perche’ di privilegio si tratterebbe, se fosse riservato solo a lei e pochi altri sulla base del fatto che vivete vicino al mare)?

Privilegio. Siccome io vivo al mare e altri no, andare in spiaggia è un privilegio, e dato che non tutti lo possono avere, mi deve essere tolto. State in montagna? È un privilegio, perché non tutti stanno in montagna, quindi vi si deve vietare di passeggiare in montagna. Avete nella vostra città, nel vostro paese un lago, un fiume, un ruscello, un torrente lungo cui camminare guardando il rilassante scorrere dell’acqua? È un privilegio, perché non tutti lo hanno, quindi vi si deve vietare di approfittarne. Avete una seconda casa? È un privilegio, perché non tutti hanno una seconda casa, quindi vi deve essere tolta. Vivete in una villa con parco e piscina? È un privilegio, perché non tutti ce l’hanno, quindi vi deve essere tolta. Vivete in un appartamento di proprietà? È un privilegio, perché non tutti ce l’hanno, quindi vi deve essere tolto. Perché l’obiettivo unico dello stato padre-padrone, come ci ha insegnato il Piccolo Padre, come ci ha insegnato il Grande Timoniere, come ci ha insegnato Pol Pot, è di rendere tutti uguali. E dato che non è possibile che tutti abbiano tutto, chiunque abbia una cosa, anche minima, ne deve essere privato, bisogna fare in modo che nessuno abbia niente, tutti con la stessa miseria, tutti con la stessa fame, cancellato ogni genere di privilegio, e allora finalmente sulla Terra regneranno la pace, la felicità e l’amore universale. E anche questi, quando la regola sarà di denunciare il vicino che nasconde un ebreo in cantina, non esiteranno a denunciarlo, e faranno la ola alla Gestapo che porta il vicino in campo di concentramento e l’ebreo al gas, perché chi ha l’anima del servo non distingue tra padrone e padrone, tra regola e regola. Meno che mai quando si è servi di un partito che ha fatto due miliardi di schiavi e cento milioni di morti (e che infatti sugli assembramenti con la bandiera rossa non ha niente da ridire). Per questo stanno così volentieri a 90° di fronte all’uomo che è riuscito a fare 60 milioni di schiavi e che presto avrà anche un bel botto di morti per fame, o per malattie che non saremo più in grado di curare, o di suicidi per la disperazione di non avere di che nutrire i propri figli.

E ora distraiamoci un momento da tanta bruttezza con questa piccola chicca.

barbara

  1. Questa storia degli italiani indisciplinati ha sinceramente ***CENSURA***

    Per il resto vedo il solito piagnisteo secondo il quale quello che io posso fare, ad esempio andare ad un discount fornito e non un negozietto di paese con pochi prodotti, poca scelta e prezzi alti, è un mio diritto irrevocabile e chi si lamenta che non può farlo è solo un fascista irresponsabile. Quello che io non posso fare, ad esempio passeggiare fra campi coltivati su stradine agricole con qualche agricoltore ogni tanto in mezzo al campo, è un crimine contro l’umanità e non è giusto che qualcuno che ne ha la possibilità possa farlo quando c’è tanta gggente (io) che invece non può farlo*.

    Per me è il contrario, in paese non ho discount e grossi supermercati, ma market poco forniti, ho rischiato di pagare la sabbietta per il gatto a peso d’oro; il market porta solo quella ecologica vegetale che costa una botta.
    Il discount invece dove la compravo, dista a 3 Km da casa ma purtroppo è nel paese vicino. In compenso qui ci sono tanti campi aperti…

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    • E oltre alle cose che ho riportato dovresti vedere i sarcasmi, le prese per il culo, i ribaltamenti a 180° delle cose che dico, le risposte chilometriche con 300 argomenti fatte apposta per farti perdere il filo, e soprattutto l’eterno luogo comune dell’italiano indisciplinato e irresponsabile che senza un padrone che lo domini con mano ferrea è capace di fare solo disastri. Meno male che in Europa abbiamo i tedeschi, che con la loro disciplina ferrea di disastri non ne hanno mai fatti.

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      • Be’, gli Italiani non esistono come popolo unico, quindi non ha alcun senso parlare degli Italiani. La descrizione di popolo indisciplinato va bene per buona parte dei Napoletani (che come sapete sono ovunque), per tutti gli altri, invece, è piuttosto stretta. Ma non è di questo che voglio parlare. Molto spesso è un problema di “narrazioni”, come si usa dire da un paio d’anni a questa parte. Volevo parlare del fatto che mia sorella lavora con i Tedeschi praticamente da sempre. Lavora per una di quelle aziende che tutti conosciamo, ma non ne farò qui il nome. Sapete per esempio che i Tedeschi sono maestri di salto del lunedì e venerdì e che questa cosa ha seri impatti aziendali? Cioè hanno questa misteriosa abitudine di “ammalarsi” a ridosso del fine settimana che altro non è che una scusa per allungarsi il weekend. Ma mica dovete credere a me: chiedete a qualcuno che lavora per/in una multinazionale tedesca e ne scoprirete delle belle.

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        • Teniamo presente che al tempo in cui spostarsi era tutt’altro che facile, al centro dell’Italia c’è stato per un buon migliaio di anni uno stato che l’ha divisa in due, tenendo separati nord e centro-nord dal sud e centro-sud. Il che spiega se non tutte, sicuramente molte delle innegabili differenze di mentalità, cultura, cucina, abitudini e attitudini.

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        • @ Barbara

          Non c’è nulla di più positivo delle differenze. La vita, a partire dalle forme unicellulari, per esempio, ha avuto origine quando si è creata una differenza (chimica) tra il dentro e il fuori di quella prima protocellula (perché senza quella tensione chimica tra il dentro e il fuori non esisterebbe nemmeno la cellula). Le differenze, dunque, sono da mantenere e addirittura esaltare. Nell’area geografica in cui viviamo noi questo è un patrimonio enorme. Un patrimonio di questo tipo lo devi gestire in modo appropriato; già un sistema federale è limitativo, meglio adottandone uno confederale. Quando è stato così (epoca tardo medievale) si è prodotta quella “magia” di condizioni favorevoli che ha dato avvio al Rinascimento. Non è che il Rinascimento è nato in Svezia o in Finlandia. Non ci sarà nessun nuovo Rinascimento in un contesto in cui tutti ogni due per tre ce la menano con questa cosa dell’unità nazionale. Come se l’unità fosse un valore universale. Ci sono casi o momenti in cui lo è, altri in cui non lo è. Ma in generale “sono le differenze che fanno la differenza”. Se devo andare da Milano a Mosca voglio che i binari del treno siano gli stessi (in passato non era così), o che gli standard degli apparecchi elettrici siano i medesimi, ma non voglio mangiare le stesse cose o vedere la stessa architettura. La differenza è bellezza.

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  2. Mi permetto.. ci sarebbe anche da dire da dove deriva l’atavica indisciplina italica (che c’è, è innegabile, basta guardare il traffico in una città Svizzera e poi non dico a Napoli, ma solo a Bergamo). Ossia dov’è il peccato originale. E dove sarà? Nel DNA? Nella religione? Nell’ignoranza? Siamo sicuri che i paesi “ordinati” abbiano il DNA diverso e “a posto”?
    A me basta rileggere Manzoni per capire. Già 300 anni fa si discettava di grida e di azzeccagarbugli; invito a rileggere il pezzo.
    Ci sarebbe quindi da ridire su come i nostri governanti trattano i sudditi: norme a pioggia battente, contraddittorie, che si correggono e si rimandano l’un l’altra. Roba da azzeccagarbugli, insomma. Fatte apposta non per l’obbiettivo – che sembra ridotto a un pretesto – ma per gusto di potere, per pararsi il fondoschiena con l’intima soddisfazione di cogliere in fallo il disgraziato. Il quale, muovendosi in un campo minato, ci mette niente a trasgredire.
    D’altronde pensiamo ci bene, e faccio un salto quantico. Cosa dice l’articolo 1 della costituzione? Siamo un repubblica fondata sul lavoro. Non sui diritti della persona (soggetto) ma sul lavoro (oggetto). L’oggetto messo prima del soggetto. E prosegue dicendo che la sovranità appartiene al popolo. Davvero? Andando avanti si scopre che non sono ammessi referendum su leggi economiche e politica estera. Non siamo sovrani sui nostri soldi e nei rapporti con gli altri paesi. Che sovranità è? E’ la certificazione che siamo sudditi. Ma imbevuti di belle parole ipocrite. E cosa si può pretendere da un suddito se non l’obbedienza? intingila con un po’ di convincimento e il piatto è pronto: e quale convincimento migliore se non instillare un po’ di invidia (se io non ho la spiaggia per correre non devi avercela neanche tu)?
    Io sono veramente disarmato.. Trattato da bambino imbecille da gente ultra arrogante che poi si piega di fronte a una ONG straniera che, fregandosene delle leggi, fa quel che vuole su suolo italiano. Sono totalmente privi di autorità e ci qualificano come repubblica delle banane, marce. Poi pretendiamo che ci prestino denaro pere superare la crisi? E mi fermo qui.

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      • Anche io… notato qualche differenza rispetto all’Italia? Per esempio, semafori regolati con il giallo ad 1 secondo? Oppure segnaletica confusa? Limiti stupidi? In città si va a 50, ma appena fuori dall’ultima casa il limite viene abolito. E quindi fanno bene. Da noi? rettilinei interi a 50 senza motivazione, ogni curva è
        segnalata pericolosa (i raccordi sono segnati a 40 e tutti in curva pericolosa, una follia, salvo poi il medesimi cartelli te li ritrovi su una curva che pericolosa lo è davvero ma dai per scontato che sia un cartello paraculo per cui ti vai a stampare) , per non parlare di buche (per le quali non trovano mai i soldi) e ostacoli. Vedi, un velox su una strada piena di buche sa molto di Don Rodrigo. Su una strada perfettamente manutenuta e con segnaletica razionale, gli strumenti repressivi sono percepiti come giusti e sacrosanti. In altre parole: tu, pubblico, non fai il tuo dovere e poi ti permetti di sanzionarmi? C’è qualcosa che non va? La stessa storia per la quale la polizia monta il quad per correre a sanzionare uno che prende il sole da solo in spiaggia e poi si gira dall’altra parte di fronte ad uno spacciatore (tipo i video di Brumotti, dove per assembramenti nel parco il quad non c’è mai).
        Ho anche guidato in Germania: le indicazioni sono quelle strettamente necessarie e non sono mai messe a caso.La curva pericolosa è VERAMENTE pericolosa ed il limite connesso è coerente. Abituato alla faciloneria italiana con la quale i cartelli vengono messi, quasi mi stampo. Oppure: mai visto una galleria svizzera? Progettata bene, realizzata bene e manutenuta meglio. Facciamo un po’ di paragoni? Per non parlare delle buche. Mi devono spiegare come mai sulle Alpi (Bernina) sembra di essere sul biliardo nonostante il clima non certo clemente mentre in pianura padana basta un’acquazzone per avere strade da gruviera. Pensa che la Goitese (da Montichiari a Goito) era stata chiusa alle moto per troppe buche… ho detto tutto.

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        • c’è una cosa che non capisco: in una strada piena di buche il velox al più sarebbe inutile; chi correrebbe in una strada dove rischia di lasciarci una gomma o un ammortizzatore?
          Io posso capire un velox a protezione di un incrocio pericoloso o di una uscita, da quando li hanno installati vicino a casa mia in certi incroci “assassini” perché progettati male, gli incidenti grazie a dio son calati e di molto.

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        • @ Abest

          Bravo, in Germania (ma vale anche in Scandinavia, in Finlandia e oggi anche nei Paesi Baltici) si danno le indicazioni minime necessarie, si interviene il meno possibile e solo laddove è strettamente necessario. Qui da noi, invece, c’è l’idea che tutto deve essere normato, e che tutto e tutti devono essere controllati. Non c’è bisogno di usare troppe perifrasi per descrivere un modello di questo tipo: è il modello sovietico.
          Vi faccio un esempio. In epoca sovietica nelle repubbliche (hahaha) ex URSS (per esempio in Lituania) c’era un sistema di delazione e controllo tale per cui se tu scrivevi qualcosa con la macchina da scrivere e questo era contrario al regime si metteva in moto una catena ben rodata di spie (di fatto gente che lavorava con te) che in modo efficiente faceva arrivare quel tal messaggio a chi di dovere; e improvvisamente la tua vita cambiava. E cambiava per davvero.
          Non sono cose che ho letto chissà dove, sono i racconti dei familiari e dei parenti di mia moglie o dei nostri amici.

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        • Una volta Montanelli ha fatto un discorso in parte condivisibile sulle differenze culturali, e soprattutto burocratiche, fra Paesi cattolici e Paesi protestanti. Nel protestantesimo c’è il concetto di responsabilità personale, quindi se vuoi salvarti devi fare la volontà di Dio, per fare la volontà di Dio devi conoscerla, per conoscerla devi studiare le Scritture. Se per pigrizia o menefreghismo ne dai un’interpretazione lassista, la responsabilità è tua. Quindi io ti dico le regole (devi pagare le tasse, per esempio), non ti tengo il fiato sul collo, faccio controlli random, e se ti becco a evadere ti sbatto in galera. L’idea cattolica è: sono cose complesse, non sei all’altezza, lascia fare a chi queste cose le sa, decidiamo noi, ti diciamo noi che cosa devi fare, tu devi solo ascoltarci e ubbidire. La prima conseguenza è che nei Paesi cattolici l’analfabetismo è stato storicamente molto maggiore che in quelli protestanti, obbligati a imparare a leggere per poter leggere la bibbia, mentre in quelli cattolici leggere la bibbia era addirittura vietato (mi pare che sia in Luigi Meneghello che c’è un gustosissimo episodio in cui due protestanti che cercano di fare proselitismo arrivano lì, vengono ovviamente cacciati ma riescono a lasciare lì una bibbia sulla tavola, e la zia la prende con le molle del camino per buttarla nel fuoco, in modo da non contaminarsi le mani con quella roba peccaminosissima). La seconda conseguenza è che siccome so che sei un povero peccatore, che sei ignorante, che sei poco intelligente, che sei debole, ti controllo, e poi ti ricontrollo, e poi ti ricontrollo ancora, e se ti becco a peccare, basta che ti confessi e io in nome di Dio ti perdono (capitato di sentire di gente finita dentro per evasione fiscale in un Paese cattolico?). E tutto questo è indubbiamente vero.
          Però… Però c’è la faccenda di libero arbitrio vs predestinazione. Cioè, nel cattolicesimo c’è il concetto che tu scegli come comportarti, e in base a come ti sarai comportato, alla fine della tua vita sarai salvato o dannato. Nel protestantesimo invece vige la credenza nella predestinazione, ossia Dio ha già stabilito ab origine se sarai salvato o dannato, e se ha stabilito che sarai dannato, tu puoi condurre la vita più santa, fatta di preghiera e opere di bene, senza mai un solo pensiero impuro ma non hai scampo: finirai all’inferno. Attenzione però: non è vero il contrario. Cioè non è che se sei destinato alla salvazione puoi passare la vita a scippare vecchiette e stuprare galline, o viceversa, e salvarti comunque. Anzi, se commetti anche un solo microscopico peccato, questa è la prova evidente che sei destinato alla dannazione. E da qui nasce il puritanesimo, nascono le lettere scarlatte, nasce l’esibizione della più feroce santità e l’attenzione spasmodica verso i comportamenti altrui, in modo da scoprire immediatamente la mela marcia, che deve essere immediatamente bannata dalla comunità affinché non la contamini, e denunciarla istantaneamente, affinché a qualcuno non venga l’idea di sospettarti di complicità, o anche semplice indifferenza al peccato. Cioè il controllo reciproco e la delazione, che è il marchio di fabbrica del comunismo.

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        • @Shevatas. Perchè i cartelli che segnalano le buche sono messi a caso, anche quando le buche non ci sono o non sono pericolose. Per andare al lavoro (sempre che non ritrovi la fabbrica chiusa …) percorrevo un rettilineo di 4km. Era diventato una gruviera di piccole buche. Cosa hanno fatto? Le avranno riparate? Magari prima che diventino crateri.. No, hanno messo il limite a 50 e prontamente il comune ha comperato l’autovelox. Con i soldi dell’autovelox avrebbero potuto riparare ottimamente le buche. Hanno scelto il velox. Come mai?
          Ecco, è questo atteggiamento che trovo irritante. Ogni occasione è buona per spillarti quattrini, rigorosamente da remoto, mica ti fermano. Anzi, sperano che tu ripassi e ripassi che la posta è lenta e magari loro guadagnano di più. E come spendono? Mi viene il dubbio che spendano per mantenere se stessi, altrimenti le entrate “normali” non sarebbero sufficienti.
          Domandatevi qual è l’azienda con più dipendenti del vostro comune. 99 su 100 sarà il comune stesso. E i dipendenti vanno pagati ogni fine mese, caschi il mondo: questo stato è disposto a sacrificare l’intera economia pur di mantenere i propri impiegati. Anzi, gli impiegati SONO lo stato stesso, sono garantiti al riparo da ogni concorrenza e pronti a bastonarti se sentono che viene a mancare il quattrino. Non per niente si parla di patrimoniale a seguito del Covid. Non di riassetto dello stato in modo da comprimere le spese. (che so: forestali normali, Alitalia fallita, dipendenti in CIG e NASPI se inutili, tipo quelli delle provincie…).

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    • Sull’articolo 1 si è discusso una volta qui nel blog, e mi è stato spiegato – giustamente. Non ci avevo mai pensato ma è effettivamente così – che è stato un compromesso fra ciò che volevano i comunisti, che non potevano essere ignorati perché in quell’anno e mezzo si erano accaparrati tutto il merito della liberazione, e chi avrebbe preferito qualcosa di più neutro.
      Quanto al detto che ogni popolo ha i governanti che si merita, col piffero! A parte che alle elezioni non possiamo scegliere di votare chi ci pare, ma unicamente i candidati che i partiti ci presentano (per non parlare di tutti i giochetti dietro le quinte per non far governare chi ha vinto, vedi in Francia con la Le Pen, vedi tutti i tentativi per estromettere Trump, e stendiamo un velo pietoso su quello che ha fatto Mattarella qui), c’è che a differenza di Mussolini e Hitler, che prima di trasformare il mandato in dittatura erano stati votati – anche se certo in circostanze non tranquillissime – in elezioni nazionali, il signore che ci ha trasformati in sessanta milioni di schiavi e che sembra a sua volta sempre più schiavo della libidine del potere, non è mai stato votato neanche in un’assemblea di condominio.

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  3. Con questo atteggiamento apoditico e superbo nei confronti delle opinioni altrui, lei, S.ra Barbara, non può che avere torto. Il quale torto è più spesso rivelato dal modo che non dalla sostanza.

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  4. Pingback: DUE PAROLE SULLO STATO DI EMERGENZA | ilblogdibarbara

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