DI MULINI A VENTO, DI FORMAGGINI IN PADELLA E DI ALTRE CONSIMILI MA ANCHE DISSIMILI STORIE

Mi è capitato abbastanza spesso di trovare l’espressione “combattere contro i mulini a vento” usata col significato di eroe solitario che combatte contro un potere molto più forte di lui (e se no che razza di potere forte sarebbe, se non fosse più forte di qualunque, per quanto eroico, avversario?), in un battaglia che si sa persa in partenza, ma non per questo meno degna del massimo rispetto. Ma nel Don Chisciotte non è affatto questo che succede. Don Chisciotte crede di avere di fronte dei pericolosissimi nemici, ma i nemici NON CI SONO, i nemici sono unicamente il frutto della sua mente malata, nell’episodio che ha dato origine all’espressione i “pericolosi nemici” sono degli innocui oggetti inanimati, ma in altri casi sono innocenti viandanti o pellegrini che, aggrediti con furia selvaggia, rimangono contusi o feriti, a volte anche in modo piuttosto grave. Cioè, quello che “combatte contro i mulini a vento” non solo non si sta battendo per una nobile causa, ma è un individuo pericoloso che come si muove fa danni. A questa categoria appartiene senza ombra di dubbio questa signora, dal cervello più fuso di un formaggino in padella:

Ancora più sconvolgenti, se possibile, i commenti su YT: coraggiosa, eroica, lei sì che ha le palle, finalmente qualcuno ha il coraggio di dire la verità, state barando: avete messo solo metà del suo discorso (evidentemente nell’altra metà che il canale non h avuto il coraggio di pubblicare presentava le “inoppugnabili prove” di quello che diceva. (Libertà di opinione? Opinione è se dico che Pippo è stronzo. Se dico che Pippo è ladro, o pedofilo, si tratta di cosa un tantino diversa)

Altrettanto fuso è il cervello di chi ha messo insieme il video che segue, come si può chiaramente capire dalle scritte che lo accompagnano, ma il video merita ugualmente di essere guardato con attenzione perché gli episodi che mostra, che mi sembrano assolutamente autentici, di sicuro non vi verranno mostrati dai nostri mass media, non sia mai che a qualcuno venga l’idea di imitarli.

E a proposito di poteri, ricordate gli alti lai per quei pieni poteri dell’ormai dittatore di estrema destra fascista populista sovranista xenofobo (dell’unico stato che non ha bisogno di polizia a difesa di sinagoghe e scuole ebraiche), che quei pieni poteri li aveva chiesti al parlamento, e dal parlamento concessi, per poter prendere senza intralci burocratici le decisioni necessarie a gestire l’emergenza? Bene:

MISSIONE COMPIUTA, ORBAN RESTITUISCE I PIENI POTERI AL PARLAMENTO

MAGGIO 16, 2020

L’Ungheria si avvicina alla fine dello Stato d’emergenza pandemica: lo ha detto Viktor Orban nel corso della sua visita in Serbia, dove ha incontrato il presidente Aleksandar Vucic.
Orban, all’inizio della crisi, aveva ottenuto dal Parlamento i pieni poteri in modo da poter agire via decretazione d’urgenza in risposta alla crisi del Covid.
Ora il premier ha detto che si avvia a restituire al Parlamento quei poteri straordinari che gli erano stati concessi.
Finita l’emergenza, come nell’Antica Roma, il dictator restituisce i suoi poteri eccezionali.
Noi, invece, oggi abbiamo un abusivo che decreta senza maggioranza.
Il partito di Orban, dopo l’ennesima grande vittoria elettorale, gode di un’ampia maggioranza in Parlamento. In Europa, fa ancora parte, ma in regime di sospensione, del Partito Popolare Europeo, insieme a Forza Italia e alla CDU di Angela Merkel. 

Noi invece non solo abbiamo, come ricorda anche l’articolo, un dittatore che i pieni poteri non li ha ottenuti dal parlamento bensì se li è arrogati, ma, oltre a non avere rimosso, con tali pieni poteri, il più microscopico intralcio burocratico (anzi!), li ha usati per provocare il peggiore disastro sanitario ed economico del mondo, tanto da meritarsi una nuova pesante bacchettata, per non dire frustata, o meglio randellata sulle gengive (ach, quanto mi piacciono le randellate sulle gengive! Una libidine ragazzi) dal NYT.

Per non parlare della faccenda del plasma, prima sbeffeggiato, poi boicottato e adesso, udite udite, questo salvavita offerto del tutto gratuitamente dai donatori, visto che realmente funziona diventa improvvisamente un lucrosissimo affare di famiglia. Famiglia PD, ovviamente.
E a proposito di plasma, al momento i maggiori donatori a New York sono gli ebrei ortodossi.
E sempre a proposito di dispositivi utili a combattere il contagio, qualcuno sembra convinto che se sono ammesse le mascherine, parimenti deve essere ammesso il burqa: logico, no?

E a proposito di gente che si presenta con paludamenti islamici, la polizia keniota racconta un’interessante storia, che può ovviamente essere falsa ma dopotutto potrebbe anche non esserlo, su un traffico illegale di avorio condotto da una signorina arrivata lì con la scusa del volontariato, che ad un certo punto a causa del rifiuto di pagare una partita sarebbe stata rapita per rifarsi della perdita col pagamento del riscatto, e successivamente venduta a una banda di terroristi islamici. Secondo me la tizia, da tutto quello che si è saputo finora, è talmente stupida che potrebbe davvero essersi imbarcata in un simile porcaio, e avere addirittura pensato di poter fregare quelli del mestiere.

Concludo con due cose amene: le facce dei direttori della sanità di Los Angeles e della Pennsylvania,
sanità LA
sanità Pennsylv
e un modo allegro per trascorrere il tempo in casa

barbara

      • Ah ecco, volevo giusto chiedere chiarimenti. Certo che col nostro che stabilisce che i fidanzati possono vedersi ma non toccarsi, questa che vieta il sesso non essenziale, siamo messi davvero bene. Io comunque sono convinta che questo genere di uscite dica molto sui problemi sessuali degli emanatori.
        Comunque, se ho capito bene, se tu scopi con tua moglie il virus ti perdona, se Pippo scopa con la moglie di Pippo il virus lo perdona, se tu scopi con la moglie di Pippo e Pippo con la tua, il virus vi castiga tutti e quattro. Sempre detto che i moralisti sono i più fetenti.

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        • Ad essere precisi, se scopi con tua moglie *convivente* il virus ti perdona (in realtà non è che ti perdona, è che se ti doveva contagiare, ormai ti ha contagiato comunque, per cui tanto vale…). Questo vale anche per madre, padre, fratelli o sorelle, e animali da compagnia conviventi, anche disabili. In quasiasi combinazione. Insomma anche il virus è meno bacchettone di quanto non sembrerebbe a prima vista.

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        • E come la mettiamo con gli affetti stabili con cui non convivi, nei quali il virus ti perdona, mentre se si tratta di affetti ballerini ti bastona? Per non parlare di quello che sta in agguato in attesa del sedicesimo partecipante al funerale?

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        • Oddio, bisogna tenere conto che in Italia si celebra una media di 2000 funerali al giorno. E che di questi tempi, vista qual è la causa principale delle morti, i funerali sono un’occasione in cui è particolarmente facile imbattersi in qualche infetto asintomatico. Insomma, è lecito attendersi che un qualche tipo di limite sui presenti alle onoranze funebri rallenti i contagi (che questo renda legittimo imporre limiti di questo genere è un altro paio di maniche, ovviamente, ma qui ci stiamo focalizzando sull’aspetto epidemiologico). Questo limite può essere di 5, 12, 15, 16 e mezzo o quanto vuoi tu, ma alla fine nel momento in cui una legge stabilisce quanto è, quello diventa il riferimento. Poi, su quanto sia il caso di essere fiscali nel valutarlo, non tutti i tuttori dell’ordine si regolano allo stesso modo; credo che leggeri sforamenti, nei fatti, siano stati tollerati nella maggioranza dei casi (in Molise anche più che leggeri, direi, e la cosa ha avuto il suo prezzo in termini di contagiati). Tant’è che i casi in cui questo limite viene applicato con fiscalità estrema destano ancora un minimo di scalpore. Per fortuna.

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        • Da una parte è giusto: se un concorso o qualunque altro accidente è riservato ai nati a partire dal 1 gennaio 1990 tu non puoi dire ma io sono nato dieci minuti prima della mezzanotte, perché se passa il principio, di dieci in minuti in dieci minuti arrivi al 1920. Ma per i funerali il discorso è diverso: c’è la chiesina di 40mq e c’è San Pietro di quasi due ettari e mezzo, e tra l’una e l’altra ci sono tutte le dimensioni intermedie, quindi stabilire un numero fisso per qualunque funerale in qualunque collocazione è assurdo, un po’ come il miliardario con villa di 50 stanze giardino parco piscina campo da tennis che dice a te che stai in un monolocale senza balcone con un’unica finestra con vista cassonetti della spazzatura in cortile chiuso, che la quarantena con reclusione non è poi così male e che comunque siamo tutti sulla stessa barca.

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