MINNEAPOLIS E DINTORNI

I fatti: un negro viene assassinato a sangue freddo da un poliziotto bianco. In conseguenza di questo episodio si scatena la protesta contro la sistematica violenza dei bianchi contro i negri.

Veramente? Ma proprio veramente veramente? Proviamo a guardare un paio di grafici:
uccisi-razze
Uhm… non sembrerebbe proprio che i neri siano le vittime principali. Guardiamo allora la questione da un’altra prospettiva:
violenza interrazziale

Anche qui la leggenda della violenza bianca contro i poveri indifesi negretti fa un po’ acqua, vero? Ma, restando allo specifico fatto di cronaca che ha dato il via a un vero e proprio attacco allo stato, come si comporta la polizia dal punto di vista razziale?
uccisi polizia

Leggiamo poi qui che

“lo studio dimostra altresì come sia il tasso di criminalità violenta da parte di un gruppo razziale a determinare la maggiore probabilità che gli agenti di polizia ricorrano ad uno strike e, tra il 1980 e il 2008, i dati del Dipartimento di Giustizia riportano che il 51 per cento degli omicidi (tipico esempio di criminalità violenta a cui si fa riferimento) totali commessi negli Stati Uniti sia stato eseguito da afroamericani.”

Prendiamo per esempio questa storia.
Justine-Mohamed
Nella tarda serata del 15 luglio 2017 Justine Ruszczyk Damond (usava anche il cognome del compagno, Don, con lei nella foto), veterinaria australiana, sente grida di donna provenire dal vicolo dietro casa sua, nel quartiere, considerato a basso crimine, Fulton, a Minneapolis, temendo che sia in atto un’aggressione o un tentativo di stupro telefona alla polizia, arriva un’automobile di servizio guidata dell’agente Matthew Harrity, al suo fianco il capo pattuglia, Mohamed Noor, cittadino statunitense di origine somala, durante la perlustrazione dichiarano di non notare attività criminali, mentre sono ancora in automobile nel vicolo Justine Damond si avvicina, in ciabatte e pigiama, presumibilmente per chiedere informazioni sulla situazione (e magari essere tranquillizzata), Mohamed Noor “sente se stesso e il collega in pericolo”, estrae la pistola e le spara all’addome, uccidendola. (Nel giugno 2019 viene condannato a 12 anni e sei mesi per omicidio di terzo e secondo grado). Non ricordo di manifestazioni violente e saccheggi da parte della popolazione per protestare contro l’uccisione di quella donna (bianca) da parte di un poliziotto (nero), ma veglie di preghiera e raduni per ricordarla.
(proteste della comunità somala, per la condanna a loro dire troppo severa), qui.

Se poi qualcuno si immagina che siano rivolte spontanee – che ci vuole comunque tanta ma tanta fantasia per crederlo – guardiamo questo appello:
fuck the city
Quello che gli appartiene, certo, perché sappiamo che black lives matter, only black lives and no other life.

Ma non è solo il prendere: qui c’è proprio il piacere orgasmico della devastazione
devastazione
e del colpire, massacrare, assassinare. Vi risparmio il video della donna selvaggiamente aggredita, bestialmente sprangata di fronte al suo negozio, e vi propongo invece questo breve articolo che mostra gli abissi di perversione e di infamia di queste belve mai sazie di sangue umano.

Lorenzo Capellini Mion
capo dip. Richmond
Il capo del dipartimento di polizia di Richmond, Virginia, non ha retto all’emozione raccontando di come i rivoltosi abbiano dato fuoco ad una casa plurifamiliare bloccando poi l’accesso ai vigili del fuoco che accorrevano per mettere in salvo un bambino bloccato all’interno.
È solo un esempio, non cercano giustizia, vogliono la guerra civile.
Media partigiani complici. (qui)

Poi chi sa il francese può leggere anche questo (chi non lo sa può sempre metterlo in un traduttore)

E di chi è la colpa di tutto questo? Ma come, non lo avete ancora capito?

Da Ema Bolo:

Ricapitolando: il Minnesota è uno stato che vota democratico, Minneapolis ha una amministrazione democratica, l’agente indagato s’era già reso protagonista di dubbi episodi di violenza, tra cui l’uccisione di una ventunenne con 2 colpi di pistola all’addome che l’avrebbe aggredito, ma mai rimosso dall’incarico, né dal capo della polizia (afroamericano) né dal sindaco, ma le colpe sono di Trump e dei repubblicani.

E cavalcare la tigre dell’antitrumpismo sembra essere uno sport particolarmente gratificante.

ANARCHIA ORGANIZZATA

“Un uomo di colore viene arrestato e ucciso in un atto di violenza atroce mentre è ammanettato e indifeso. Tre colleghi, nelle immediate vicinanze del poliziotto assassino, osservano il crimine, ascoltano l’uomo di colore che implora e non fanno nulla per fermarlo. Per i successivi giorni orde inferocite mettono a ferro e fuoco le città americane, saccheggiando negozi, bruciando edifici, macchine della polizia e bandiere americane e persino uccidendo persone sul loro cammino. La giustificazione offerta per la loro violenza e i loro atti criminali è che stanno protestando contro un sistema razzista – o nelle pittoresche parole del senatore Bernie Sanders, “Un sistema grottesco di razzismo radicato e disparità economica che ora più che mai ha bisogno di essere abbattuto”. Questi attacchi all’America sono ciò di cui ci stanno realmente parlando le rivolte. Il “sistema grottesco di razzismo radicato” di Sanders è una fantasticheria di sinistra che alimenta la rabbia dei rivoltosi e la loro violenza, la quale è diretta non solo contro gli americani bianchi ma anche contro gli americani di colore ai cui quartieri, centri commerciali e attività commerciali i compagni di Sanders sono lieti di appiccare il fuoco”.

Così comincia il lungo editoriale di David Horowitz su Frontpage Magazine.

L’omicidio di George Floyd da parte di un poliziotto brutale, una mela marcia del corpo di polizia, è diventato il pretesto per azioni coordinate di violenza urbana ben manovrate in cui si sono inseriti gruppi di estrema sinistra come “Black Life Matters” e “Antifa”.
Il loro scopo, dietro sigle roboanti e strumentali, è quello di generare il caos e di mantenerlo in vita il più a lungo. Si tratta di delinquenti comuni, di teppisti travestiti da “social warriors” e che hanno in personaggi come Bernie Sanders, ammiratore di Castro e Chavez, ottimi fiancheggiatori.
La risposta del governo non può che essere ferma.
Il Procuratore Generale William Barr ha dichiarato:
“Sfortunatamente, con le rivolte che si stanno verificando in molte delle nostre città in tutto il paese, le voci delle proteste pacifiche vengono dirottate da violenti elementi radicali. In molti luoghi sembra che la violenza sia pianificata, organizzata e guidata da gruppi estremisti di estrema sinistra e gruppi anarchici che usano tattiche simili all’Antifa”.
Stiamo assistendo a una concertata manovra il cui scopo ultimo è quello di colpire la presidenza Trump, nonostante il fatto che Minneapolis, la città dove è avvenuto l’episodio sia un feudo democratico, nonostante il fatto che Derek Chauvin, il poliziotto che ha ucciso George Floyd, fosse stato mantenuto al proprio posto malgrado si sapesse che era un poliziotto molto problematico, dal capo della polizia di Minneapolis, che è di colore.
La strategia progressista in atto da quando Trump fu eletto, è stata quella della demonizzazione costante della sua persona, della manipolazione e deformazione della realtà atta a fare credere che il responsabile di tutto ciò che di negativo accade negli Stati Uniti sia lui.
La società che i Sanders hanno in mente, la società che i Soros hanno in mente (e Soros è tra i finanziatori di Antifa e Black Life Matters), più “equa”, “libera”, “umana”, è la fantasia degli utopisti senza scrupoli per i quali, il venire in essere di un mondo irrealizzabile, che in realtà altro non è se non il loro modello di mondo giusto (e sappiamo che regimi modello abbia saputo indicare Sanders), si deve, all’occorrenza anche servire di estremisti e delinquenti.
Niram Ferretti, qui.

Il POPOLO

Per Joe Biden candidato sfidante di Donald Trump alle presidenziali del 2020, la decisione di Donald Trump di ricorrere all’Insurrection Act, la legge del 1807 che attribuisce al presidente degli Stati Uniti in casi di emergenza di mobilitare l’esercito federale e la Guardia Nazionale, significa usare “l’esercito americano contro il popolo”.
Per Biden dunque “il popolo” sarebbero le orde di teppisti e saccheggiatori, di delinquenti che in queste ultime ore hanno vandalizzato e saccheggiato. Ultimi episodi a New York dove sono stati presi di mira i grandi magazzini Macey’s e negozi sulla Quinta Avenue, come è accaduto precedentemente a Los Angeles a Rodeo Drive.
E’ bene saperlo. Joe Biden aspirante presidente abbraccia la marmaglia definendola “il popolo”, mentre il presidente in carica, come è nelle sue prerogative, ha il dovere di attivarsi per mantenere l’ordine e la legalità.
“Sono il vostro presidente, di legge e ordine alleato di tutti i manifestanti pacifici. Negli ultimi giorni la nostra nazione è stata tenuta nella morsa di anarchici professionisti, boss violenti, persone incendiarie, saccheggiatori, criminali, rivoltosi, antifa e altri” ha dichiarato Trump.
Fermare il caos è necessario. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con “il popolo” e il diritto a manifestare pacificamente. Qualcuno dovrebbe spiegarlo al candidato Biden.
Niram Ferretti, qui.

Per qualcuno, a quanto pare, cogliere certe differenze è cosa troppo complicata
protest-crime
Ma gli inutili – e spesso pericolosi – idioti, non sono una prerogativa d’oltre oceano.

Beppe Sala ieri chiedeva indignato la denuncia dei gilet arancioni che hanno fatto folklore ma nessuna violenza e oggi giustifica gli Antifa che stanno mettendo a ferro e fuoco l’America facendo danni a cittadini di ogni colore e credo?
beppe sala
Marco Lancini

Quando l’ignoranza e la mediocrità si incontrano, ne risulta solitamente una dichiarazione politica di Beppe Sala.
Le sue parole infatti non solo sono pericolose perché sdoganano l’esercizio della violenza come metodo per far sentire la propria voce, a danno di tutti coloro i quali stanno vedendo distrutto il lavoro di una vita dai riottosi, ma evidenziano una chiara mancanza di conoscenza dell’assetto istituzionale americano.
Affermare infatti che vi sia una centralità del Presidente nella gestione dell’ordine pubblico significa mancanza di conoscenza oppure malafede (e conoscendo il background di Sala propenderei per la prima) [io invece propenderei per una combinazione di entrambe: conciliare quell’individuo e la buonafede è come mettere l’acqua e l’olio nella stessa ciotola].
L’imposizione del coprifuoco al pari della richiesta di intervento della Guardia Nazionale è una scelta a discrezione dei governatori dei singoli stati federati.
E praticamente tutti gli stati interessati dalle rivolte sono a guida Democratica (Minnesota, Pennsylvania, California, New York).
Ps: quelli come Sala sono tendenzialmente gli stessi che nel 2014 quando Ferguson era una pentola a pressione scagionavano Obama da qualsiasi responsabilità. (qui)

Poi ci sono gli imbecilli ancora più imbecilli, ma talmente imbecilli da essere veramente convinti che nutrendo il coccodrillo si possa ottenere il privilegio di essere  mangiati per ultimi. È il caso di Bill Gates, che si è schierato anima e corpo dalla parte dei vandali devastatori assassini. E questa è stata la riconoscente risposta dei suddetti signori

In tedesco si chiama Schadenfreude: ebbene sì, sto godendo come un riccio.

Comunque non preoccupatevi: All you need is love, cantavano quelli là; e questo, esattamente, è ciò che ci stanno offrendo: pace, bene e amore universale
love
barbara

  1. Tu dici che Bill Gates è un imbecille, che nutre il coccodrillo sperando di essere mangiato per ultimo.
    Dissento.
    Bill Gates è una delle teste dell’Idra (le altre otto? Soros certamente, Bezos probabilmente, Clinton ma solo la moglie perché lui non è abbastanza intelligente, il resto sta probabilmente annidato nelle grandi Istituzioni sovranazionali, fra cui la UE).
    I Gates, Bill e Melinda, sono attivamente impegnati nei programmi più spericolati di ingegneria sociale, “servizi familiari”, sanità pianificata, controllo sociale nel mondo. E non da oggi.
    La perdita di uno store se la può ampiamente permettere, non è mica un negozietto di quartiere gestito dai coreani.

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  2. Telegraficamente:

    1) per me finirà come il meetoo, nato che voleva dare una spallata alla destra clericopatriarcale e finito in una guerra intestina tutta interna ai liberals.

    2) come al solito le responsabilità dipendono da chi sta politicamente sulle balle, nel senso che il simpatico, anche se ha responsabilità dirette, è un santo, l’antipatico, anche se ha responsabilità indirette, è sicuramente e inequivocabilmente colpevole. Vedi ad esempio il terremoto dell’aquila o le alluvioni in sardegna. Colpa certissima di Berlusconi e Bertolaso mentre i vertici regionali, provinciali e comunali che avevano le loro belle responsabilità tutti santissimi.

    3) tutti “diversamente etero” con il diciamo “volto 2” degli altri. Sala chiedeva di denunciare e avere la mano pesante con i gilet arancioni, che a parte assembrarsi non hanno fatto nulla, e giustifica chi devasta un quartiere. Penso che l’errore dei gilet sia stato quello di non aver dato fuoco ad un paio di empori in via montenapoleone dopo averli saccheggiati, la loro protesta sarebbe diventata immediatamente una giusta protesta di un popolo oppresso e benedetta da sua eminenza reverendissima da milano…

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    • Non potresti avere più ragione: per i media USA il Governatore di NY è un santo e si parla di una sua possibile candidatura al posto di Biden, nonostante abbia un terzo dei morti USA e sia direttamente colpevole, avendo mandato obbligatoriamente i malati nelle Case di riposo per decongestionare gli ospedali (che NON erano congestionati) e non avendo neppure fatto la sanificazione della affollatissima Metro; mentre il pazzo assassino è il Governatore repubblicano della Florida, che ha fatto l’esatto contrario ed ha una delle migliori statistiche COVID della nazione.

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    • C’è da dire però che le squinziette del metoo hanno, è vero, disintegrato carriere e reputazioni, ma non credo si possa paragonare con le devastazioni ormai planetarie dei fanciulli assetati di giustizia. Quanto al resto, se è vero che in politica mentono tutti, nessuno escluso, è però un fatto che quando la menzogna è stata distribuita all’umanità, il sacco dell’angelo dispensatore quando stava passando sopra la sinistra gli è stato strappato di mano da un colpo di vento e si è rovesciato tutto quanto.

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  3. eccellente perorazione, come quasi sempre.

    certo, sullo sfondo, molto sullo sfondo dopo una decina di rutilanti immagini video e supercazzore varie, restano “I fatti: un negro viene assassinato a sangue freddo da un poliziotto bianco”.

    (mi spiace non ritrovare tutta la verve – peraltro da me condivisa – sfoggiata contro i solerti sanzionatori di fumatori di podisti e di compratori di bottiglie di vino…)

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    • Stai diventando sempre più criptico: non ho idea di dove si trovi la perorazione né di che perorazione si tratti.
      I “fatti” sono la presunta causa delle devastazione, i dati sono quelli che smentiscono inappellabilmente tale presunta causa. Non ho capito la faccenda della verve: ho esposto dei fatti nudi, e i fatti sono fatti. La verve potrebbe stare casomai in una perorazione, di cui tu parli ma della quale io non trovo traccia nel mio post.

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    • Molto più sullo sfondo, direi proprio oltre l’orizzonte, restano “i fatti: una donna bianca, scalza ed in vestaglia, viene assassinata a sangue freddo da poliziotto di colore”.
      Nella stessa città, meno di due anni fa. Justine Damond, la vittima per cui nessuna città è stata messa a sacco e fuoco.

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  4. la perorazione è nell’impianto: il tuo post è tutto* un “il poliziotto bianco avrà pure assassinato un negro, ma il negro se lo merita (“e se non lui sarà stato suo padre” cit.)”.

    quanto alla verve, di cui non trovi traccia nel post: GRAZIE AR CAZZO.
    se avessi letto il commento a cui hai risposto avresti notato per l’appunto che la verve che manca si profonde invece nei post – recenti – in cui ti scaglavii contro i multatori di compratori di bottiglie di vino. più chiaro adesso?

    …ti leggo sempre volentieri, ma stai perdendo lucidità. pensaci su (spero che sia solo il tifo nelle imminenti elezioni americane).

    * scusami se riassumo all’osso; ma attaccatici pure, se vuoi…

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    • “il tuo post è tutto* un “il poliziotto bianco avrà pure assassinato un negro, ma il negro se lo merita (“e se non lui sarà stato suo padre” cit.)”.”
      Davvero sei riuscito a leggere questo? Dovresti prendere roba meno pesante ragazzo.

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      • “Dovresti prendere roba meno pesante ragazzo.”

        e sia.

        ” …la leggenda della violenza bianca contro i poveri indifesi negretti fa un po’ acqua, vero?”

        questa frase – per esempio – l’avrò certo trovata “in qualche liquore generoso” (cit.)

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        • Ripeto la domanda: tu ci leggi questa roba qua: “il tuo post è tutto* un “il poliziotto bianco avrà pure assassinato un negro, ma il negro se lo merita (“e se non lui sarà stato suo padre” cit.)”.”?
          Se è così, temo che tu, roba pesante o no, abbia qualche grosso problema.

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    • Sarà, io trovo che dire “un poliziotto bianco con una carriera di abusi ha ucciso un negro, ma con il saccheggio pilotato questo non c’entra nulla” sia diverso da dar la colpa alla vittima o al di lui padre.
      Che lo sbirro e probabilmente i suoi superiori (questo intendo dal post) siano feccia è abbastanza chiaro a tutti. Che la responsabilità politica risieda nel lassismo di un certo partito, è materia di opinioni. Cosa ci azzecchi con le spaccate sulla Fifth Avenue a NY, a me proprio non è chiaro.

      Peraltro, inquadrare il problema in termini esclusivamente razziali non tiene conto di un fattore secondo me più pregnante, che anche la proprietaria di casa mi pare abbia tralasciato: quello della militarizzazione delle polizie locali statunitensi (indipendentemente dal “colore” degli agenti).
      Spendono milioni di dollari in equipaggiamento e addestramento tattico da fronte di guerra, pare ovvio che finiscano per agire come in guerra.
      Questo non lo risolvi con l’affirmative action o le politiche antirazziste, perché qualunque uomo di qualunque origine se addestrato alla guerra in prima linea e messo a “poliziare” i civili finirà per ammazzarti i civili.
      Sul pericolo di una “polizia in guerra” c’è un testo interessante di Carrer et al. del 2011 sull’ordine pubblico, che se parla principalmente di realtà europee e di manifestazioni, evidenzia comunque alcuni concetti che sono applicabili al contesto americano.

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      • Ci sono ancora alcune cose da dire.
        La prima è un complemento ai grafici riportati dalla padrona di casa sui morti per omicidio sulla base della razza, ed è un grafico sui morti uccisi dalla polizia: sempre divisi per razza: ebbene, i morti bianchi sono il doppio dei neri, che sono poco più dei latini (gli altri, ovvero asiatici, sono una quota marginale).
        Qui:
        https://www.statista.com/statistics/585152/people-shot-to-death-by-us-police-by-race/
        Si può aggiungere che le razze non sono rappresentate proporzionalmente, perché i bianchi sono molti più del doppio (sono più del quadruplo, in effetti), ma bisogna tenere anche conto della diversa propensione al crimine delle varie comunità, e allora si potrebbe anche dire che i neri uccisi dalla polizia sono sorprendentemente pochi. Ma questo ovviamente non si può dire.
        Secondo: la maggior parte degli abusi della polizia avviene nelle città roccaforte democratica (qui: Minneapolis, Rodney King: Los Angeles) dove il PD domina Stato, Città, nonché amministrazione giudiziaria, che è elettiva, e della Polizia, per non parlare della stampa e TV locali. Vorrà dire qualcosa? Per dire: lo sciagurato agente che ha ammazzato Floyd, e sarebbe grave anche se non l’avesse ammazzato come farebbe supporre l’autopsia, aveva già subìto almeno dodici richiami per abuso di autorità; e chi è che si è sempre rifiutato di sanzionarlo? Niente meno che Klobuchar, una aspirante Presidente Dem, quando era AG del Minnesota; mentre l’attuale AG è direttamente un aperto simpatizzante degli Antifa, se non proprio una eminenza grigia.
        Terzo: Quelle che vengono messe a ferro e fuoco sono, di nuovo, quasi solo le grandi città a guida Dem, e ad essere particolarmente colpite sono le comunità periferiche, i negozi di quartiere; quello che brucia in questa foto è un housing project, ovvero case popolari a Minneapolis.
        https://tinyurl.com/ydbzvj4x
        Quarto; Da almeno cinque anni Soros (mi spiace sembrare ossessionato dal vecchio bastardo, ma è veramente il male assoluto) sta comprando le elezioni per i Procuratori di stato per metterci gene a lui vicina, in modo da garantire l’impunità ai delinquenti, ed incriminare quando possibile la polizia ( e se c’è l’occasione gli avversari politici); ora i frutti si vedono appieno: infatti tutti i saccheggiatori di St. Louis sono stati rilasciati dal DA che è stato fatto eleggere da Soros, mentre Ellison sta mandando a processo l’agente per omicidio volontario (se l’omicidio c’è, non è certo volontario). Questo perché è molto più facile comprare l’elezione di un DA che di un sindaco o di un governatore, visto che l’affluenza alle urne è molto più bassa ed il grande pubblico in genere non se ne interessa. Per far eleggere Kim Foxx, la DA di Chicago che ha rifiutato di perseguiore Jussie Smollett, Sosros ha sborsato 2 milioni di dollari, ed è solo una dei tanti.
        Precisiamo: non per far eleggere un democratico contro un repubblicano, visto che sono distretti in cui non c’è storia: per far eleggere un dem radicale e mandare a casa un dem moderato.
        Qui (l’articolo è di due anni fa):
        https://legalinsurrection.com/2018/05/george-soros-dumps-big-money-in-u-s-district-attorney-races/

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        • Logico: i dem hanno un cuore grande, comprendono ogni cosa, sono consapevoli delle mostruose colpe della razza bianca (? Razza? Ma non avevano detto che non esiste?) e giustificano qualunque comportamento, e come tutti i bambini a cui non vengono imposte regole cogenti, se ne approfittano e sfasciano tutto. Dove le regole ci sono e vengono fatte rispettare, le cose vanno decisamente meglio.
          Quanto a quell’individuo, mi sto sempre più convincendo che Hitler era un dilettante.

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      • Ci sono miliardi di cose di cui non ho parlato, perché per inserire tutti gli annessi e connessi avrei dovuto scrivere Guerra e pace. Anyway, nell’articolo di cui ho citato una frase e messo il link è detto che i negri, che sono il 15% della popolazione, sono responsabili del 51% degli omicidi, vale a dire che delinquono tre volte e mezza più del resto combinato della popolazione che comprende anche gli ispanici che delinquono molto più dei bianchi. E anche questo è un fatto.
        Per quanto riguarda la polizia, diciamo che a un poliziotto italiano capita piuttosto raramente di trovarsi in una situazione talmente violenta da dover uccidere: alla stragrande maggioranza non capita mai, agli altri capita una volta nella vita; in America sono situazioni quotidiane, la violenza è molto maggiore e quindi maggiore è la frequenza delle situazioni in cui capita di dover uccidere per poter sopravvivere. Che cosa ne consegue? Che se non sei in partenza disposto a uccidere, non vai a fare il poliziotto, e se sei caratterialmente disposto a uccidere è ragionevole aspettarsi che tu possa farlo anche quando non è strettamente necessario per salvare la tua vita o quella di qualcun altro. In altre parole, in Italia vanno a fare il poliziotto o il carabiniere anche persone assolutamente tranquille e pacifiche, in America no. Altra cosa fondamentale da tenere presente: in America la priorità assoluta è che resti vivo il poliziotto, in Italia la priorità assoluta è che resti vivo il criminale. Che le regole d’ingaggio americane possano dare luogo ad abusi è sotto gli occhi di tutti, ma altrettanto sotto gli occhi di tutti è che quelle italiane danno luogo a tremende aberrazioni, al punto da far finire sotto inchiesta dei poliziotti che ammanettano e bendano il criminale che gli ha appena ammazzato un collega.

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  5. I fatti (situazione A): un negro viene assassinato a sangue freddo da un poliziotto bianco.

    L’interpretazione (situazione A): tutti i bianchi sono colpevoli.

    I fatti (situazione B): un bianco viene assassinato a sangue freddo da un poliziotto negro.

    L’interpretazione (situazione B): solo quel negro è colpevole.

    Alla fine, alla radice, stiamo (in questa e in mille altre circostanze della nostra contemporaneità) parlando sempre e solo di questo. Uso volutamente una locuzione scomoda: è un problema di “mancata igiene mentale”.
    La mancata igiene, più in generale, è sempre un problema. Ricordiamo tutti cosa capitava alle partorienti prima delle (a lungo inascoltate, derise e sbeffeggiate) raccomandazioni di buon senso di Semmelweis, vero?

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    • Certo: ci sono i buoni che sono loro e i cattivi che siamo noi, se sbagliano loro sono compagni (singoli) che sbagliano, se sbagliamo noi siamo natural born killer (in massa).
      Grande Semmelweis. Ci sono stati interi ospedali costretti a chiudere perché la mortalità delle puerpere arrivava a toccare l’80-100%, mentre stranamente quelle che partorivano in casa potevano morire di parto in caso di complicazioni durante il travaglio, ma raramente morivano dopo di febbre puerperale.

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