ULTIMISSIME SUL FRONTE DELL’EPIDEMIA FANTASMA

Cominciamo col solito giochino dei numeri e sul modo di comunicarli da parte di gente che evidentemente ignora l’esistenza di persone dotate di memoria e capaci di fare calcolini da scuola elementare.

Angelo Michele Imbriani

ANALFABETISMO FUNZIONALE, ovvero “aumentano i contagiati, mai tanti casi dal 28 maggio”.

Bisogna dire chiaro e tondo che tutti coloro che ripetono a pappagallo le notizie-mantra di una informazione disonesta, senza porsi alcuna domanda su quel mantra, senza sottoporlo ad alcuna verifica, senza metterlo in discussione con un pur elementare processo cognitivo, si mostrano incapaci di qualsiasi pensiero autonomo e critico.
Nell’esempio in questione, un essere pensante non si ferma alla notizia-mantra, ma fa una facilissima, piccola ricerca.
Il 28 maggio avevamo lo stesso numero di “positivi” di ieri, più o meno. Bene. Ma quanti erano stati i morti? 71. Ieri 3. E il 27 maggio erano stati 118. E quanti erano i ricoverati in terapia intensiva? 489. Ieri 52. Dieci volte di meno, o quasi. E quanti erano i ricoverati con sintomi? 7.300. Ieri 500 circa. E infine, riguardo all’unico dato che corrisponde, il numero dei “positivi”, innanzitutto vengono conteggiati anche quelli che hanno già avuto un tampone e non si sono ancora “negarivizzati”? In tal caso è estremamente scorretto contarli tra i “nuovi casi”. Ma soprattutto: come stanno questi cosiddetti contagiati? Oggi, a, quanto pare, sono quasi tutti “asintomatici”, ossia non sono malati. Nella fase acuta dell’epidemia, e il 28 maggio eravamo già da tempo nella fase calante, come tutti dovremmo ricordare almeno la metà dei positivi veniva ricoverato, un 10% finiva in terapia intensiva e quasi la metà di coloro che finivano in terapia intensiva moriva.
Infine, quanti tamponi vengono fatti oggi e quanti venivano fatti nella fase acuta dell’epidemia? Oggi, nei giorni feriali, i tamponi sono 50-60.000. Nei mesi scorsi, 20-25.000 erano cifre da record.
La situazione di oggi non ha niente a che vedere, quindi, dati alla mano, con quella del 28 maggio e soprattutto con quella dei mesi precedenti, quando il Covid 19 poteva fare legittimamente paura.
Solo una informazione disonesta e manipolatrice può fare certi confronti e alimentare il terrore. Solo gli analfabeti funzionali, ma chiamiamoli pure idioti, possono seguirla e lasciarsi spaventare.
Ovviamente questo post è del tutto inutile: se pure lo leggesse un analfabeta funzionale non lo capirebbe. E un minuto dopo tornerebbe a ripetere con voce da pappagallo: “i bollettini sono preoccupanti, i contagi stanno aumentando, non erano mai stati tanti dal 28 maggio”…

I “nuovi contagiati” comunque salgono, già…
focolaio
E trovi gente come la mia povera cuginetta, quella che di mestiere fa la psicologa, e già abbiamo detto tutto, quella innamorata di Conte perché è elegante e pacato e fa festa grande quando quello si dedica ad asfaltare l’opposizione, che a chiamarla analfabeta funzionale sarebbe un eufemismo, che scrive

Merda, si sale si saleeeeee e se qualcuno qui sotto scrive colpa dei migranti si auto elimini dai miei contatti

Il sindaco di Treviso,
Mario Conte
a quanto pare, non ha avuto l’accortezza di consultarsi con mia cugina, e sembrerebbe di parere leggermente diverso

“Ho chiesto i danni al governo. Ha abbandonato la nostra città”

Il sindaco di Treviso si è già appellato all’avvocatura dello Stato. Nell’ex caserma 300 migranti: 260 positivi

Serenella Bettin – Sab, 15/08/2020

«Abbiamo chiesto ai cittadini di fare sacrifici, di rimanere chiusi in casa, abbiamo chiuso le attività; hanno fatto chiudere i bar se per caso c’erano tre persone senza mascherina e poi scopriamo che in una struttura dello Stato fanno quello che vogliono e può succedere di tutto».

È furioso il sindaco di Treviso, Mario Conte. Mentre ci sta parlando è in corso una guerriglia a sassate dei migranti dell’ex caserma Serena di Treviso contro la polizia. I richiedenti asilo se la prendono con gli uomini in divisa perché non ne vogliono sapere di fare la quarantena. In quel centro «accoglienza» sono quasi tutti positivi. Da due si è passati a 157. Ora ammontano a 260. Duecentosessanta su 300 ospiti. Il sindaco è sconcertato, oltre che preoccupato per i suoi cittadini e ha deciso di chiedere i danni allo Stato. «Ho dato mandato all’avvocatura dello Stato – spiega in un’intervista al Giornale – per studiare la pratica affinché si chiedano i danni. Per noi è un grosso danno. Per un lungo periodo abbiamo chiesto ai nostri cittadini di fare sacrifici e ora ci troviamo con una struttura gestita dallo Stato e dalla prefettura dove all’interno può succedere di tutto».

Una caserma aperta nel 2015. In questi giorni com’è la situazione lì dentro?
«Io non posso entrare, non ci lasciano fare i controlli. La situazione è molto tesa. E la cooperativa che ha in gestione il centro non riesce a tenere divisi i positivi dai negativi».

Ma il posto per dividerli c’è?
«Sì basterebbe spostarli di palazzina. Positivi da una parte e negativi dall’altra, ma gli ospiti non vogliono. Tutti noi dobbiamo sottostare ai capricci di queste persone».

Alcuni negativizzati sono stati spostati in un’altra struttura.
«Sì hanno trasferito i primi cinque negativizzati. Ma è un continuo trasportare questa gente di qua e di là con un crescendo di paura da parte della popolazione che non vuole contrarre il virus».

Non si può chiudere quella caserma?
«Io sono per lo smantellamento. Salvini aveva iniziato un processo di svuotamento. Ora siamo presi così, con queste persone che fanno ciò che vogliono. Salvini era venuto a vedere la situazione, questi giorni non ho visto una presenza che fosse una da parte del ministro Lamorgese».

Non l’ha nemmeno chiamata?
«No, se non vuole chiamare il sindaco, almeno chiami per solidarietà quei medici con cui i migranti se la sono presa questi giorni. La nostra azienda sanitaria sta facendo uno sforzo enorme per cercare di fare a tutti i tamponi in tempi record e queste persone se la prendono con la polizia, con i medici. La conclusione è che gli unici che mi chiamano e mi chiamate – sorride – sono le tv nazionali, i giornalisti. Capisci che danno possiamo avere».

Avete avuto disdette nel turismo?
«Tantissime disdette, la gente ha paura. Mi sono confrontato con associazioni di categoria e da questa ondata di contagi ne riceviamo sicuramente un danno».

Danni per l’immagine.
«E all’economia. La responsabilità non è di certo dell’amministrazione comunale, è una struttura gestita da una cooperativa che ha vinto l’appalto della prefettura. E lì la responsabilità è dello Stato».

Lei ha provato a parlare con il gestore della struttura?
«È tutto uno scaricare le responsabilità». (qui)

Già. Come già ricordato altrove, il governo ha solennemente promesso la seconda ondata entro l’autunno, in previsione della quale ha anche prorogato, unico Paese in Europa e nel mondo civile, lo stato di emergenza. E, ben deciso a mantenere la promessa, visto che né gli assembramenti selvaggi di Napoli, né ammucchiate, con o senza mascherina, di locali e movida, erano riusciti a far aumentare il numero dei positivi neanche di uno zero virgola, giustamente adesso li sta importando a manetta, come si fa quando la carenza di un genere in patria rischia di provocare una carestia. Purtroppo per lui, il premier più bravo del mondo a capo del governo più bello del mondo, nonostante tutti questi positivi, non si riesce a far salire il numero dei malati, meno che mai quello dei bisognosi di terapia intensiva, per non parlare dei morti: che cos’altro inventerà nelle prossime settimane per riuscire nell’intento? Nel frattempo, se per caso vi ritrovate a risultare positivi, cercate almeno di rendervi utili alla società
abbracciare
Mentre l’amico Fulvio ha avuto una delle sue brillantissime idee:
tampone obbligatorio
Tornando alle cose serie, l’obiettivo di chi si blinda, anche a epidemia conclusa e inesistente, per non rischiare di contagiarsi e contagiare, è quello di arrivare a una società interamente sana? Veramente veramente?

Gerardo Verolino

LA SOCIETÀ IN MANO AI MEDICI. IL CASO SVEDESE

L’idea folle che nella società non debbano esistere malati e che bisogna mettere in quarantena (e nel caso eliminare) i (possibili) contagiosi, i deformi, gli handicappati o i portatori di malattie non è stato solo il disegno perverso che cercò di attuare il regime nazista che si proponeva di realizzare una società ordinata e perfetta. Ma l’idea malsana che una società debba essere, completamente bonificata o sanificata eliminando ogni pericolo d’infezione o ogni malato che possa attentare all’interesse della collettività e alla salute pubblica si è verificato di recente, anche nelle nostre democrazie. In Svezia, ad esempio, nella socialdemocratica Svezia, lo Stato balia e assistenziale che ti segue dalla culla alla bara che le sinistre mondiale portano a simbolo, dove, la sinistra al potere, ha governato per 44 anni ininterrotti (65 totali), il governo ha promosso, dal 1935 al 1976, qualcosa di aberrante: la sterilizzazione forzata di decine di migliaia donne con handicap o “indigenti di razza mista”, quella che in un libro viene riassunta come “L’utopia eugenetica del welfare svedese: il programma socialdemocratico di sterilizzazione, aborti e castrazione. Lo scopo era, sostanzialmente, di carattere economico: si voleva ridurre la possibilità che i cittadini delle generazioni future, non essendo sani, potessero gravare sulla società e sul sistema sanitario. Naturalmente il piano abominevole del governo aveva “solide” basi scientifiche. Difatti i medici e la comunità scientifica approvavano ogni scelta aberrante del governo: l’ interesse pubblico viene prima di ogni cosa (sic). A subire la vergognosa sterilizzazione forzata, non furono soltanto le donne malate o affette da handicap, ma anche tante donne sanissime che venivano considerate sospette e che potevano destabilizzare la società coi loro comportamenti perché si alzavano tardi al mattino, o avevano amicizie maschili, o parlavano liberamente in pubblico della propria vita sessuale o che semplicemente andavano a ballare (che assonanza con la movida!). Eh il ballo è indice di degenerazione! Lo scandalo è stato scoperto solo nel 1997 da una giornalista del quotidiano liberale svedese, Dages Nyheter. Il ministro degli Affari sociali, Margor Wallstroem, ammise che “si è trattato di qualcosa di barbaro”. Già, già…

Le vie dell’inferno, come è noto, sono sempre lastricate delle migliori intenzioni. Di tutti gli inferni, sia ultraterreni che terreni.

Concludo con due autocitazioni.

Come già più di una volta ho avuto occasione di ricordare, quando il governo nazista ha proposto una legge per sterilizzare gli handicappati gravissimi, sembrava una cosa altamente umanitaria: nessuna persona normale si accoppierebbe con un handicappato grave, e d’altra parte anche loro hanno le stesse pulsioni sessuali di chiunque altro con, in più, un’assoluta incapacità di autocontrollo. La conseguenza è che o li si lascia accoppiare fra di loro, e mettono al mondo dei mostri, o li si condanna a una vita di sofferenza impedendo loro la realizzazione della propria vita sessuale. E dunque, sterilizziamoli e poi possiamo lasciarli liberi di godere quanto vogliono. Tutti i medici riuniti a convegno hanno votato a favore, tranne uno, con la seguente motivazione: cose come queste si sa come cominciano, ma non si sa come poi vadano a finire. Noi, oggi, lo sappiamo: dalla sterilizzazione degli handicappati gravissimi si è arrivati a sterilizzare persone con un leggero ritardo, come ne abbiamo in tutte le nostre scuole e in tutti i nostri posti di lavoro, e gli handicappati più gravi venivano gassati. Dalle decisioni prese in base a rigorose indagini svolte da un’equipe di tre medici, come stava sulla carta, si è passati a gassare sulla base di una crocetta messa su un foglio da un’infermiera (che, per inciso, era una persona che aveva frequentato la scuola elementare e poi un corso di sei mesi). Allo sterminio di sei milioni di ebrei, almeno centomila handicappati, altrettanti omosessuali (che prima di finire in gas dovevano obbligatoriamente passare per i letti delle SS), mezzo milione di zingari ecc. ecc., si è arrivati partendo da quella legge tanto umanitaria. (qui)

E io mi chiedo: nel momento in cui, a forza di aborti “terapeutici” saremo arrivati ad avere un mondo senza Down, senza ritardati, senza spastici, senza nani, senza ciechi, senza sordi, riusciremo a sopportare di avere un figlio miope, o strabico, o una figlia con le ginocchia sporgenti? (qui, nei commenti)

barbara

  1. “E io mi chiedo: nel momento in cui, a forza di aborti “terapeutici” saremo arrivati ad avere un mondo senza Down, senza ritardati, senza spastici, senza nani, senza ciechi, senza sordi, riusciremo a sopportare di avere un figlio miope, o strabico, o una figlia con le ginocchia sporgenti?”

    Banalmente è una questione statistica. Se tagli una coda di Gauss, quella coda “ricresce”. A furia di tagliar fuori i deformi cambierà il concetto di deforme. Domani il deforme potresti essere tu, magari solo perché hai più brufoli dei tuoi coetanei. Attenti a giocare col fuoco. Dove dobbiamo fermarci lo sappiamo già ieri.

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    • Esattamente come con le parole: abbiamo deciso che negro è offensivo e l’abbiamo eliminato, sostituendolo con nero, che però è diventato a sua volta offensivo (perché tanto lo sappiamo che vuol dire negro) ed è stato a sua volta sostituito da “persona di colore”, cosa quanto mai assurda, grottesca, ridicola e del tutto priva di senso, dal momento che non esistono persone prive di colore, per cui è chiaro che “di colore” significa unicamente di colore nero, cioè negri. Allora si è passati a extracomunitario, che è una mastodontica cazzata dal momento che, come qualcuno ha giustamente osservato, extracomunitari sono anche svizzeri e norvegesi, oltre che americani di qualunque colore. Insomma, esattamente come con le lucertole, taglia la coda quanto ti pare, quella ricresce sempre.

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      • Negli USA la parola negro è associata al dispregiativo nigger, per cui non sarebbe opportuno definire un etnia con termini che vengono percepiti offensivi da una comunita’.

        Non a caso preferiscono essere chiamati black, come dimostra il titolo di una famosa canzone di James Brown intitolata Say it loud, I’m black and I’m proud.

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        • In america, ma prendersela con altre lingue sono perché ci sono “falsi amici” mi sembra alquanto stupido. “negro” in italiano non ha mai avuto un senso spregiativo perché cambiare l’italiano se degli ignoranti che vogliono scimmiottare gli americani iniziano a sbraitare che lo trovano offensivo?

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        • Per non parlare dello spagnolo, in cui negro è il nome del colore nero: un vestito, un gatto, il carbone, la pece, i capelli, le scarpe… sono negro,negra, negros, negras: cambiamo nome ai colori, cambiamo una lingua antica quanto la nostra perché qualcuno si sente disturbato dalla parola negro? Se qualcuno si sente disturbato da questo, che si faccia curare e non rompa i coglioni.

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  2. Però ad oggi noi sappiamo che il virus circolava subdolamente già da dicembre 2019, se non forse anche da novembre: siamo sicuri che la situazione in Italia all’epoca non fosse la stessa di quella attuale (cioè con alcuni positivi asintomatici, mai rilevati)? Non vorrei che i positivi con sintomatologia aumentassero in autunno/inverno come è avvenuto a marzo/aprile, questi dati non sono comunque da sottovalutare a mio avviso.

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    • Il fatto è che buona parte di quei numeri – è documentato, e ci tornerò su – sono inventati di sana pianta. Comunque non direi che si possa ripresentare la stessa situazione: sei mesi fa non conoscevamo il virus e ora lo conosciamo; sei mesi fa sono stati commessi infiniti errori, sia politici che medici, che adesso sappiamo essere errori; sei mesi fa non si conoscevano terapie per fronteggiare la malattia e oggi si conoscono; nove mesi circolava subdolamente perché la Cina taceva e mentiva ed eliminava chi tentava di far uscire la verità, oggi sappiamo perfettamente che circola, esattamente come circolano migliaia di tipi di virus, intorno a noi e dentro di noi, con cui conviviamo serenamente da quando esiste la vita sulla Terra perché senza virus, letteralmente, non esisterebbe la vita, quindi nel momento in cui tornasse ad aumentare la sua aggressività, sapremmo immediatamente di che cosa si tratta, per cui è del tutto inutile che rimaniamo in allarme in un momento in cui il pericolo non c’è: sarebbe come far suonare ininterrottamente le sirene in previsione della possibilità che prima o poi scoppi un incendio.

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  3. Pingback: i numeri del coronavirus | Cavolate in libertà

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