I CONTAGI E LE BALLE

#Crisanti: “a Padova decine e decine di malati in terapia intensiva”.
Fact checkng: sono 6 in tutto il #Veneto [dall’altro ieri scesi a 5]

#Lopalco: “5 ventenni gravi in #Puglia”
Fact checking: 1 ottantenne pluripatologico a Bari.

E vediamo, sulla favola del signor palchetto, questi due significativi spezzoni di notiziari:

e il preciso rendiconto che segue.

Giorgio Bianchi

Rilancio questa segnalazione di Davide Viterbo con video annesso (vedi allegato), in quanto la ritengo paradigmatica della situazione paradossale che stiamo vivendo.

“Ciao Giorgio scusami ti disturbo con questa ulteriore contraddizione evidente della narrazione.
Tg3 regionale Puglia delle 19:30 del 15/08 e tg3nazionale delle 23:30 del 15/08.
per il primo i cinque giovani ricoverati in Puglia stanno bene per il secondo sono in condizioni gravissime.
grazie per il lavoro che fai. Un caro saluto”
La notizia è riportata su molti quotidiani e un po’ ovunque le condizioni dei giovani sono indicate essere “gravi”, “severe”, “critiche”.

Il Corriere del Mezzoggiorno che le indica come “severe” si affretta ad aggiungere che
“Il dato conferma che anche la giovane età non mette al sicuro da sintomi importanti”

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1243123/covid-puglia-5-giovani-condizioni-severe.html

Tuttavia il punto veramente sconvolgente riguardo a questa notizia non è tanto il fatto che tutti i giornali calchino la mano sulle condizioni di salute dei cinque giovani per lasciar intendere che il virus sia pericoloso anche per loro, cosa che effettivamente non è, quanto piuttosto che i suddetti organi di (dis)informazione, TUTTI, omettano di dire che dei cinque giovani, quattro fossero immigrati appena trasferiti dalla Sicilia in Puglia.

Dalla rassegna stampa di Porro di ieri (minuto 3:37)

https://www.youtube.com/watch?v=5t9R_786Dl0

Il perché di questa clamorosa omissione ce lo spiega benissimo un articolo de Il Giornale:

Polizia e migranti in fuga: “L’ordine è di non fermarli”
non fermarli
I migranti, in sostanza, secondo quanto risulta da alcune ordinanze delle varie questure, debbono essere trattati «con umanità» qualora fuggano dai centri e debbono essere «invitati a rientrare». Insomma, tu malato di Covid o meno, tenti la fuga e io poliziotto non posso fermarti perché non ho chiare regole di ingaggio, ma anzi devo «invitarti a rientrare». Clandestini trattati coi guanti bianchi, in sostanza. «Perché la verità che nessuno dice – spiega un agente – è che siccome dal Viminale non sono arrivate regole chiare da seguire e siccome siamo in numero di molto inferiore rispetto agli ospiti dei centri, dalle questure i nostri superiori ci dicono chiaramente di lasciarli andare se dovessimo trovarci in difficoltà. Altrimenti potrebbe accadere come a Vicenza, dove un nostro collega ora si troverà punito per aver fatto il suo lavoro».

Ad Agrigento ci sono 400 aggregati provenienti dai reparti mobili di tutta Italia e con loro 6 funzionari. Ieri a Villa Sikania, una delle strutture, c’erano 231 ospiti con solo 20 poliziotti a far da guardia. A Casa dei gabbiani 60 persone sempre con 20 agenti e alla Mano di Francesco una settantina di migranti con poche divise. Gente allo stremo, che non può fare neanche bene il suo lavoro perché «in caso di rissa – prosegue uno di loro – prima di entrare perdiamo tempo a indossare tute e dispositivi di protezione». La paura di ammalarsi? «C’è e non solo di Covid – racconta un poliziotto – ma nessuno fa niente e noi stiamo mesi lontani da casa per questa stratosferica presa in giro che mette a rischio le nostre vite con immigrati che alla fine fanno ciò che vogliono, mantenuti da quegli stessi italiani che ora rischiano di essere infettati».

https://www.ilgiornale.it/news/politica/polizia-e-migranti-fuga-lordine-non-fermarli-1883598.html?fbclid=IwAR2tvpMDjtG5kEAv0Dj5_CWK00JRVtBzbDRsAEjZiW_gzU8b1e9rP53bTIM

Tornando alla questione iniziale dobbiamo constatare con amarezza che l’informazione pubblica si sta sempre di più allineando alle truppe cammellate di Cairo, quelle che ogni giorno ci tartassano per mezzo del Corriere delle tenebre, Kikko il Terribile e i loro sodali della cricca del Fatto.
Ieri il Corriere del tenebre titolava in prima pagina, ripeto in PRIMA PAGINA:
“Su i contagi, ma si balla”
nell’occhiello sotto il titolone rincarava la dose:
“impennata nuovi MALATI 574”
Infine nel sommario arriva la verità che confuta la fake news riportata appena una riga sopra:
“impennata nuovi CONTAGI 574”.

Sempre Porro nella sua rassegna stampa di ieri lo riassume benissimo:

https://www.youtube.com/watch?v=5t9R_786Dl0 (minuti iniziali)

Mi sembra evidente che l’operazione subdola e scriteriata che si sta portando avanti, direi anche con un certo successo, è quella di equiparare i cosiddetti “casi”, “positivi”, “contagiati” o come dir si voglia, ai “malati”.

Qualche altra utile spiegazione sui “casi”

Eugenio Capozzi (via Maria Teresa Leone)

L’incremento dei casi di Covid diagnosticati in Italia e in altri paesi europei nelle ultime settimane è determinato in massima parte da screening e tracciamenti sistematici effettuati su immigrati e viaggiatori di ritorno dall’estero, che portano alla luce residui di infezioni già esaurite da tempo e/o del tutto asintomatiche.

In pratica con questi monitoraggi mirati emerge una piccola parte di quella famosa massa sommersa dell’iceberg Covid di cui in Italia parlava il report Istat/Css nelle settimane scorse: quegli “entrati in contatto col virus” che sarebbero stati almeno 6 volte gli ufficialmente contagiati.
Ciò è dimostrato ampiamente dal fatto che sia in Italia che altrove la nuova crescita dei positivi diagnosticati coincide con il crollo della mortalità e della letalità del virus (nelle figure sotto, i dati di Regno Unito e Francia, fonte Worldometer).
Fr casi
Fr morti
GB casi
GB morti
In Italia, come risulta dalle tabelle giornaliere del ministero della sanità, all’aumento dei positivi corrisponde una stabilità o addirittura un calo di ricoverati in ospedale e in terapia intensiva (ci sarebbe peraltro da chiedersi quanti dei ricoverati attualmente abbiano davvero sintomi: vengono sospetti specialmente in regioni dove essi appaiono chiaramente sovradimensionati, come nel Lazio).
Quindi montare l’ennesima campagna terroristica su queste cifre, additare gli ennesimi untori (stavolta i turisti e i giovani che, orrore, vanno a ballare) e minacciare le ennesime chiusure – come sta facendo immancabilmente il governo italiano con i soliti scienziati intellettualmente autistici e media servili al seguito – non è soltanto politicamente criminale per una società già in ginocchio per le controproducenti restrizioni passate, ma è totalmente sconclusionato dal punto di vista scientifico.
Ovviamente anche adesso, come quando si allentarono le misure di lockdown, parte il coro dei professoroni e dei ministri menagramo: vedrete tra quindici giorni che succede! Avremo i reparti di terapia intensiva al collasso! Tutta colpa di quelli che non mettono la mascherina! Tutta colpa di quelli che si ostinano a vivere e non vogliono essere delle larve… [ve li ricordate i 153.000 ricoverati in terapia intensiva previsti per giugno a causa della cessazione della reclusione e degli sconsiderati che ne avrebbero approfittato?]
Le altre volte sappiamo come è andata. Ora facciamo i debiti scongiuri. Ma se è questo quello che temete, cari signori, allora, visto che DUE TERZI dei morti per Covid hanno beccato il contagio in ospedali, cliniche e Rsa, la cosa principale che dovreste fare sarebbe tenere queste strutture al sicuro dalle infezioni (che già senza Covid ammazzano in Italia decine di migliaia di persone all’anno, dato scandaloso … ) e smetterla di rompere le scatole a discoteche, turisti, movide, gente che si bacia e abbraccia. E che non ci si sogni per carità di tenere ancora chiuse scuole, università, eventi pubblici, cinema, teatri e simili. Sarebbe un naufragio totale per il nostro futuro. Se poi proprio si vuole proteggere il più possibile le categorie a rischio, allora si faccia una bella campagna informativa in cui si RACCOMANDA, oltre alle ovvie misure di igiene, ai giovani che hanno contatti sociali di stare lontani da nonni o genitori con patologie croniche e immunodepressi, di non sbaciucchiarli se li si va a trovare o di indossare in quel caso la famosa mascherina. Per il resto, per favore, basta con le psicosi pilotate, che vi conservano un altro po’ la poltrona ma uccidono una società intera.
In conclusione, i dati di queste ultime settimane, e la parziale emersione dell’iceberg di cui sopra, dimostrano sempre più quanto avesse ragione nella sostanza sir Patrick Valance, il consulente scientifico del governo britannico che a marzo scorso sosteneva come la politica meno peggiore fosse quella di lasciar circolare moderatamente il virus, proteggendo strettamente solo le fasce più a rischio, per arrivare alla immunità di gregge, raggiungibile se il 60% della popolazione fosse entrato in contatto con esso. O riesci a bloccare l’infezione sul nascere – come hanno fatto in Corea del Sud, a Taiwan, in Giappone – o è inevitabile che essa circoli, e si può solo con pragmatismo prendere misure che appiattiscano la curva, a meno di non avere un vaccino pronto ed efficace a portata di mano.
Ora che il virus mostra una carica virale così bassa misure di forte restrizione delle attività sociali ed economiche, oltre ad avere gli effetti collaterali disastrosi che sappiamo, sono anche del tutto inutili alla lotta al virus. Molto meglio sarebbe invece approfittarne per lasciarlo correre moderatamente nella popolazione under 50-60, in modo da aumentare considerevolmente e stabilmente il tasso di immunizzazione della società, e andare verso una risoluzione vera del problema.
Certo, ci vorrebbero classi politiche coraggiose, decise o (vedi Italia) non in malafede. Difficile. Ma l’alternativa è molto peggio: un’emergenza indefinita, società trasformate in prigioni piene di disadattati sociopatici, lacerazioni sociali senza precedenti, democrazie al collasso.

E infatti…

Piergiorgio Molinari

Solamente un coglione o un comunista – chiedo venia per il pleonasmo – può credere che l’obbligo di mascherina dalle ore 18 alle 6 possa avere una qualche valenza sanitaria. Il provvedimento da poco emanato dai criminali al potere ha piuttosto tre funzioni:
la prima, ovvia, di far bullescamente capire che comandano loro;
la seconda, di preparare i sudditi con questo coprifuoco mascherato (o meglio, mascherinato) al futuro regime di vero coprifuoco – la scelta degli orari non è casuale – e di controllo totale;
la terza e più interessante, capire fin dove possono spingersi con provvedimenti assurdi e polizieschi. Perché è evidente che se neppure adesso si manifesta una ribellione diffusa a questa dilagante follia orwelliana, allora è la fine della libertà per come l’abbiamo teorizzata e conosciuta nel mondo occidentale.
(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)

E sembra che i savonarola della movida abbiano qualche difficoltà a capire che se per i ragazzi bar, ristoranti, discoteche e affini possono anche (molto anche) essere considerati uno sfizio, per proprietari e gestori di bar, ristoranti e discoteche, questo è pane quotidiano. La nostra superesperta in gaffe e cazzate varie miste ha suggerito che cambino mestiere, ma temo non sia facilissimo: tutti i settori di marciapiede disponibili se li sono già spartiti, e provare a inserirvisi è parecchio pericoloso, e altri mestieri, con attività che chiudono a rotta di collo e perdita percentuale del PIL a due cifre, non ne vedo all’orizzonte.

Proseguo con due considerazioni che condivido.

AGOSTO DUEMILAVENTI

Riceviamo e pubblichiamo da Paolo Becchi:

Che strana sensazione, sottile, quasi da “velo impalpabile” in questo mese di agosto duemilaventi. Spaesamento o forse solo un  senso pervasivo di smarrimento e di incertezza. Eppure il caldo e l’afa di questi giorni non sono niente di nuovo. È tutto normale. Ma non vi sembra singolare che nessuno si lamenti di questo, del caldo da “bollino rosso” intendo? Si continuano a contare i morti da Covid-19 e i contagiati, d’accordo, ma non si dà neppure notizia di coloro che stanno avendo dei malori per le alte temperature.
Nessun messaggio viene rivolto agli anziani, invitandoli a  non uscire di casa nelle ore più calde o in previsione dell’anticiclone africano. Non si poteva uscire di casa per il virus cinese, ma il caldo africano è un toccasana. A  differenza degli anni passati quest’anno il caldo non è un problema sanitario e viene anzi sopportato bene da tutta la popolazione.
Lo si ritiene benefico perché il virus non sopravvive ai raggi del sole e dunque ben venga anche la calura estiva. Questo è vero, però è strano che solo in questo mese di agosto duemilaventi non esista l’emergenza del caldo eccessivo, della siccità, dei danni all’agricoltura, degli incendi boschivi, dei colpi di calore. Insomma, di quello che succede normalmente tutte le estati in Italia.
No, oggi l’unica emergenza è quella epidemiologica. Ciò che conta è la vita del virus, quello nostro e quello degli altri. Sì perché se da noi è ancora sotto controllo siamo accerchiati dal nemico. Nemico? Forse ”oscuro oggetto del desiderio”, sì perché ormai si è creata una relazione tormentata di odio e amore tra noi e lui e in fondo, per quanto assurdo possa sembrare, non ne possiamo quasi più fare a meno. Sono mesi che non parliamo d’altro dalla mattina alla sera, senza pausa. Mascherina e guai a toccarsi, ma che dico a sfiorarsi, ma che dico a guardarsi. Potresti infettare il tuo prossimo anche con uno sguardo.
Che tristezza questo agosto duemilaventi. Non ci sono neppure le tradizionali feste parrocchiali nei paesi, e anche le grande città senza i turisti che le animano sembrano delle nature morte. Alla radio non si sentono neppure le solite effimere canzonette estive che rallegravano anche le spiagge di giorno e le discoteche di notte. Solo i giovani stimolati dagli ormoni brillanti continuano scatenati a ballare.
Ma come, ballano senza mascherina e strusciandosi un po’? E no e no, non si può. Per questo sono già stati annunciati dal governo nuovi dpcm che regoleranno danze e movida. Che irresponsabili questi giovani che non hanno paura di morire e vogliono vivere. La cultura del governo della morte  non ha ancora fatto effetto su di loro. Bisogna al più presto intervenire. Qualche psicoanalista ha già dato la sua disponibilità per sedute gratuite.
E intanto  siamo a ferragosto duemilaventi. Sia che abbiate deciso, nonostante tutto, di partire, sia che abbiate deciso di non farlo, non dimenticate il preservativo antiCovid, la mascherina. Si può di nuovo anche arrivare a Genova. C’è il ponte, ma “il coraggio di vivere, quello, ancora non c’è”. Non è un mese spensierato, sereno come dovrebbe essere almeno un mese all’anno, siamo angosciati, afflitti da pensieri cupi. Ecco, questo non è normale. Il mese di agosto, per tradizione, in Italia è il mese “sacro” delle ferie e delle vacanze.
Tutto si ferma, si stacca dal lavoro, persino il tuo panificio e il verduraio di fiducia staccano, e la sosta è vissuta come la felicità tanto attesa da mesi. C’è finalmente il tempo per divertirsi, riposarsi, svagarsi, annoiarsi, innamorarsi e cazzeggiare. Tempo libero per stare più in famiglia e con gli amici in allegria di fronte ad una grigliata e ad un bicchiere di vino, tempo libero anche per cercare “un centro di gravità permanente”, partendo dalla lettura di un buon libro.
Tutto si ferma, si stacca dal lavoro, e già ma questo è l’anno in cui siamo già stati fermi abbastanza, chiusi in casa, a lavorare “da remoto” e con l’autocertificazione per uscire in casi eccezionali.
Ne abbiamo passate tante in questi mesi di clausura, ci sarebbe bisogno ora di un po’ di ottimismo, di buon umore, di gioia di vivere, invece restiamo dominati dalle “passioni tristi” che ci portano a rinchiuderci in noi stessi e a vivere il rapporto col prossimo come una minaccia, l’altro come il potenziale infetto, con l’attesa quotidiana del bollettino dei morti che – per fortuna – non ci sono, ma che ci saranno di sicuro tra poche settimane e del numero dei contagiati – peraltro in larga parte sani – che ogni giorno sembra essere invece fuori controllo.
E così invece di vivere “gelassen”, sereni e tranquilli, abbandonandosi al flusso dei ricordi e godendo delle giornate di sole che il buon Dio ci sta regalando, ci arrovelliamo con quello che, stando agli esperti di ‘sto cazzo, succederà tra poche settimane.

Giancristiano Desiderio 

L’ho detto fin da febbraio (si dovrà pur tirar via un diario alla fine di questa brutta storia): non ho paura del virus, ho paura del governo. Autoritario senza autorevolezza, supponente senza sapienza, non garantisce ciò che deve e si rivale sui cittadini colpevolizzandoli i quali, a loro volta (una parte non irrilevante, almeno) sono disposti al turpe scambio tra Parigi e la messa, a barattare la libertà per la sicurezza, perdendo libertà, sicurezza e dignità. Il combinato disposto ideale di quell’individualismo statalista che è la radice dei nostri mali.

Concludo con questa spettacolare genialata della fiorellina nostra, che da quando non può più fare la portavoce delle cazzate di giulietto chiesa, causa defungimento del suddetto, è costretta a inventarle in proprio. Guardate che spettacolo!
elefanti
Sarà il caso che glielo diciamo che la gravidanza degli elefanti dura 22 mesi, che 22 mesi fa non c’era l’epidemia e che la gente viaggiava liberamente in lungo e in largo? Ma magari è anche inutile provare a dirglielo: chissà se sarà capace di contare fino a un numero così stratosferico come il 22.

barbara

AGGIORNAMENTO


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  1. È tutto molto complesso e tra tutti i numeri che vengono sparati ci si capisce di meno. Io non li ascolto più. Però una cosa è successa al mio paese di origine. Hanno fatto una festa di compleanno dove è stato una persona già col covid. Come conseguenza si sono infettati diversi invitati e uno è già ricoverato con la polmonite. Poiché una delle persone che si sono ammalate lavora al comune, ora è una bella gatta da pelare. Io penso che ancora bisogna mantenere il distanziamento, almeno alla luce di questo episodio.

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      • A Sulmona non c’erano più casi da tempo e ce ne sono stati pochi e circoscritti. I malati sono quelli della festa. Al comune i colleghi della signora contagiata sono risultati negativi ma il piano del fabbricato dove lavorava è chiuso per disinfezione. Ora stanno facendo il tampone a tutti gli altri impiegati anche se non hanno avuto contatti diretti.

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        • Momento: malati o risultati positivi? Perché prima hai parato di UN ricoverato con polmonite e adesso mi parli di malati: fra le due cose c’è una enorme differenza, e confonderle è esattamente quello che serve a diffondere il terrore.

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        • Quindi tre positivi in tutto, di cui due con sintomi (fra cui l’untore, che quindi non fa parte di quelli che si sarebbero contagiati alla festa) e uno no. E tu scrivi che “si sono infettati diversi invitati”, prima parli di positivi e poi di malati, ci sono i due con sintomi e UNA altra persona positiva e tu scrivi di ALTRE PERSONE positive. Infine, dopo avere parlato di malati, precisi che non conosci le condizioni degli altri contagiati – che però è uno solo: è ESATTAMENTE questo che intendo quando denuncio il seminare terrorismo con notizie inventate, mezze inventate, manipolate, non verificate, prive di fondamento.
          Il video l’ho guardato fino a meno di metà, perché mi veniva da vomitare.

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        • Per fortuna io non scrivo notizie sui giornali e non vado in giro a raccontarle salvo oggi che sono stata sollecitata dal tuo post, quindi non te la prendere con me. Se vuoi cancella i miei commenti. Scherzo, ma puoi farlo. Del resto te l’ho detto che non voglio più sentire tutti quei numeri perché mi confondono. Io da parte mia sto attenta e metto la mascherina, non vado a feste di nessun tipo e ancora faccio acquisti online. Che ti devo dire? Fai un articolo sul Plaquenil che c’è molto da dire. Un farmaco che costa poco ma non vogliono autorizzarlo e si affidano a ricerche farlocche sconfessate subito dopo.

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        • Il punto non è dove e quanto scrivi: il punto è che hai totalmente assorbito il modo terroristico di dare le “notizie” da parte dei mass media, e lo riproduci pari pari, il che dimostra che la tecnica del terrorismo psicologico attecchisce alla grande. E se fra le centinaia di persone che leggono regolarmente il mio blog ce n’è qualcuna abituata a leggere in maniera acritica, leggendo i tuoi commenti ne dedurrebbe che a Sulmona, a causa di una festa, c’è un nuovo focolaio di infezione. E naturalmente no, certo che non cancellerò i tuoi commenti, perché sono la migliore dimostrazione di quello che da tempo vado dicendo, ossia di come funziona il terrorismo psicologico messo in atto dal governo con la complicità dei mass media.
          Per quanto riguarda gli acquisti online, ci hai pensato che più aumentano gli acquisti online e più aumentano i negozi costretti a chiudere? E che ogni negozio costretto a chiudere significa almeno una famiglia – più tutte quelle di eventuali dipendenti – senza più introiti? E niente più tasse che arrivano allo stato, ossia a tutti noi in termini di sanità, istruzione, sicurezza eccetera?
          Sul Plaquenil ci sarà sicuramente molto da dire, ma siccome non ho seguito per niente tutti gli studi scientifici fatti, io non ho gli strumenti per farlo. E a me sinceramente in questo momento preoccupa molto di più la dittatura che si sta preparando a sospendere di nuovo le elezioni. Non perché non mi interessino le possibili cure per trattare le vittime di un’epidemia, ma perché in questo momento non c’è NESSUNA epidemia, a parte quella del terrore.

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        • È chiaro che si va instaurando una dittatura e non solo in merito alla situazione sanitaria. Non insisto oltre ma i giornali locali parlano di focolaio di Sulmona. Per quanto riguarda gli acquisti online, io da anni compro al super e i piccoli negozi hanno subito la sorte che ora si è solo accelerata perché le dinamiche cambiano per tante variabili. Al mio paese vado al negozio vicinale. Come sai io vivo in campagna e prendo l’auto anche solo per il pane, col super ottimizzo l’uscita. L’online è stato dettato da necessità di salute in questo periodo, essendo immunodepressa a causa dei farmaci che prendo per sopravvivere. Se non fossero esistiti sarei morta nel 1997 e non avresti avuto il piacere di conoscermi. Comunque è difficile volerti bene, ma dopo tre anni te ne voglio. 😉

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        • In tempi ordinari, avrei detto che Barbara sta trattando male i suoi civili interlocutori. Ma non sono tempi normali. Occorre alzare la voce, cercando di scuotere chi si è fatto ipnotizzare. (Detto fra di noi: farsi ipnotizzare può capitare. Ma farsi ipnotizzare da Conte e Casalino non è molto da furbi).

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        • Non sono esente da condizionamenti, ma mi ci vuole più di Conte e Casalino. Anch’io ho i miei dubbi su tutta la faccenda ma, non avendo voglia di tuffarmi tra tutti quei numeri e non sapendo dov’è la verità, ho scelto di essere cauta. So che i numeri sono manipolabili dai tempi in cui feci la mia tesi di sociologia con indagine sul campo. Feci un’impanzata di elaborazioni statistiche dove il prof mi fece togliere i dati di chi rispondeva: “non sa, non risponde”.
          Fortuna che erano pochi, ma questo falsa comunque il risultato. Avevo già partecipato a un gruppo di ricerca con dinamiche diverse, ma anche in questo caso aggregare o scegliere range diversi, fa cambiare il risultato. È chiaro che in un’indagine statistica è una scelta necessaria, ma accade che si manipoli anche il responso. Mi viene sempre in mente la poesia di Trilussa.

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        • @Elena: fuori discussione che una persona immunodepressa o immunosoppressa deve centuplicare le precauzioni, ma la stragrande maggioranza delle persone che si comportano come se rischiassero di trovarsi faccia a faccia con la morte non lo sono: si tratta unicamente di terrore indotto, che non ha alcun fondamento.
          Quando dici “i giornali locali parlano di focolaio di Sulmona” sì, è esattamente quello che intendo: i giornali sparano una bufala e tu la prendi acriticamente e la riproduci pari pari.
          Quanto invece alla tua risposta a Erasmo, vedi, la caratteristica del condizionamento è proprio quella chela vittima non se ne rende conto: altrimenti che razza di condizionamento sarebbe?

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        • Certo che non ci si accorge dei condizionamenti, però sinceramente quei due non mi convincono per niente. Come ti ho detto ho scelto la via della precauzione per motivi personali. Pensa che quando cominciai a prendere quei farmaci il medico mi disse di evitare i luoghi affollati. Io non l’ho fatto e ho condotto una vita abbastanza normale, però in questo caso devo veramente fare attenzione, anche se non so davvero di fronte a cosa ci troviamo, per mia ignoranza incolmabile.

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  2. la cosa più umoristica è l’obbligo di mascherina dalle 18 alle 06. o c’è il pericolo e quindi la mascherina è utile, e sarebbe opportuna renderla obbligatoria, anche se fai la fila alla gelateria alle 10 del mattino, o è solo un “faccite ammuina” e quindi inutile anche dalle 18 alle 06.
    Imho inserendo quelle date si son coperti da soli di ridicolo trasformando una ordinanza in una farsa. E poi si stupiscono se molti pensano che siano pagliacci.

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    • Credo che il senso dell’ordinanza sia che, all’esterno di quella fascia oraria, anche se giri per la piazza grande del paese senza avere una mascherina a portata di mano, siccome al massimo incroci quattro gatti, non presenti un rischio significativo. Alle 18, siccome inizia la classica ora dello “struscio”, o delle “vasche”, e di solito si comincia ad uscire apposta per incontrare persone, almeno uno straccio di chirurgica calata sotto al mento e pronta da tirar su quando avvicini qualcuno, devi averla, perchè la tua probabilità di incrociare qualcuno è almeno 100 volte più grande. L’indicazione di un’ora precisa non è dettata da ragioni strettamente cliniche, ma dalla necessità pratica di definire un criterio che sia facile da applicare e in linea di massima sia efficace un pò dappertutto. Se poi a Voghera lo struscio lo comincia alle 17:00 e a Taormina alle 19, il sindaco di Voghera può applicare una fascia oraria piu’ estesa. e quello di Taormina tenere i poliziotti in centrale per un’oretta (senza dirlo troppo in giro).

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      • Te lo dico: ieri ho fatto un giro in bici per le vie di una città del nord, che in questi giorni agostiani sono praticamente vuote.

        In centro, alle 16:00, ho avuto un problema: pareva che tutti gli abitanti rimasti si fossero concentrati lì. Non si passava pedalando, e più del 50% non aveva alcuna mascherina, nonostante fosse impossibile tenere alcuna distanza.
        Non un vigile

        Chicca: una volante l’ho incrociata prima, su strade più periferiche. Avevano fermato due ragazze in auto. Non mi sono fermato, per cui tutto può essere, ma sembrava proprio le stessero stressando perché una delle due non aveva la mascherina (!)

        Magari mi sono sbagliato, eh?! Non sull’affollamento in centro, però

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    • Il problema è il plurale. Che è lo stesso di quelli che dicono gli animali sono meglio di noi, il pianeta starebbe meglio senza di noi eccetera, che sono quelle cose in cui si scrive noi ma si legge voi, perché in realtà NOI siamo quelli buoni, quelli che si comportano bene, quelli che amano la natura, siete VOI bastardi a rovinare tutto. Se avesse detto IO allora sì, sarebbe tutto a posto.

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      • Oh, Barbara, cominci a non capire le mie battute?

        Comunque, mio consiglio per tutti: quando certa gente scrive/dice “il virus siamo noi”, “gli animali sono meglio di noi”, “il pianeta sarebbe meglio di noi”, ecc. vanno presi come li prendo io e vale la pena dire sùbito loro: avete pienamente ragione e questa volta sono totalmente d’accordo, il virus siete voi, gli animali sono meglio di voi, il pianeta sarebbe meglio senza di voi, insomma, il problema siete voi. Provare per credere; anzi, all’inizio ci mettono un attimo a capire che li si sta prendendo per il culo. Loro non sono abituati a essere presi per il culo, loro sono abituati a vomitare la Verità fuori da ogni poro.

        Visto che lo hai citato… sapete tutti la storia dell’arresto di Giulietto Chiesa a Tallinn nel Dicembre 2014, vero?

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  3. Non è solo in Italia, dall’America – versante Dem, ma non solo – vengono gli estremi peggiori. Come sai il Massachussets è un bastione democratico, ma si è dato, a volte càpita, un Governatore repubblicano. Di “quel” tipo di repubblicano (anche Romney viene da lì, sebbene astutamente si faccia eleggere in Utah).
    Questi ha disposto l’obbligo di mantenere la mascherina anche in casa propria,, 24 ore (anche se dormi?), se hai almeno tre anni. Qui sotto un bel commento.
    Mentre in Michigan gli impiegati pubblici sono stati obbligati ad indossare l’attrezzo anche in casa propria, anche se da soli, durante le conferenze Zoom, “per dare il buon esempio”.
    Esistono ancora, almeno in America, i manicomi giudiziari? Perché qui c’è crimine, e c’è follia.

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    • “Covid-19, come tutte le malattie a trasmissione influenzale, è molto più diffuso di quanto risulta dai tamponi (circa 1,5 milioni di italiani, 2,5% della popolazione) e quindi ha, per logica conseguenza, un percorso prevalentemente benigno”

      Sono punti di vista.
      1,5 milioni e 35.000 morti
      La stagionale arriva a toccare dai 6 agli 8 milioni di italiani all’anno. Qualcuno dice che fa giusto 500 morti, qualcuno 12.000 (dipendecse conti o meno i morti “di sponda”)

      Se il covid prendesse lo stesso numero di persone dell’influenza normale, dovremmo moltiplicare i morti avuti finora per tre o per quattro
      Poi uno può sempre sostenere che i più deboli non contano, che il 2% è poco e che in fondo magari quelli sarebbero morti lo stesso in 3/5 anni, quindi a noialtri che ne cale? Poi metti che invece i più deboli fossero tutti dentro quel milione e mezzo, e la metà di loro fissero bergamaschi e bresciani. È pur sempre possibile, magari tra settembre e novembre non muore più nessuno, chissà.

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  4. Una precisazione: non accetto la distinzione “morti per” e “morti con”. Come ho già avuto occasione di dire, a quasi settant’anni e con una leggerissima ipertensione, se me lo beccassi e ci lasciassi le penne sarei classificata come “morta con”, quando però, se seguo l’andamento di entrambe le mie famiglie di origine, e se la bestiolina annidata nel cervello non fa brutti scherzi, mi aspettano ancora da venti a venticinque anni di vita.
    Detto questo, sappiamo che due terzi dei morti si sono infettati negli ospedali e nelle case di riposo, quindi la soluzione del problema non sta nella chiusura di scuole e negozi e ristoranti e discoteche e nell’imposizione delle mascherine, bensì nella messa in sicurezza di ospedali e case di riposo. E magari nell’evitare tagli alla sanità per poter finanziare il clientelismo selvaggio negli altri ambiti – tipo forestali a migliaia dove di foreste c’è mezzo ettaro in tutta una regione.

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    • Sono d’accordo al 90%. Solo per le scuole ho un dubbio: al 99,99 degli studenti non farà male, ma al 2% dei genitori e al 20% dei nonni (e, vista l’età media dei prof, almeno al 10% di loro) sì.

      Restano scelte, ma io per le scuole qualcosa vorrei trovare che aiuti parenti e prof a farla franca.

      Poi lo ripeto: lo scopriremo tra un mese e mezzo.

      Resta che il crimine peggiore non è stato non far di Nembro una zona rossa tre giorni prima, ma non sanificare l’ospedale di Alzano quel giorno, e spedire i “poco positivi” nelle RSA.

      Poi sì, anche chiudere tutto senza criterio, inseguire i runner e i cercatori di funghi, multare i genitori chebpirtavano i bambini in parchi deserti o creare con elicotteri tempeste di sabbia su un tipo in spiaggia con nessuno intorno. O chiudere i bar dopo le 18 mesi fa, o rendere la mascherina obbligatoria dalle 18 oggi.

      E farla fare franca a tutti i coinvolti perché membri dello Stato.

      Son crimini, non ho dubbi. Ma pure girare tra la gente starnutendo senza mascherina perché “tanto io ho solo un po’ di raffreddore”.

      E dunque non è semplice di certo, però è certo che nell’empireo dei nostri governanti qualcosa (eh, solo qualcosa, eh?!) non ha funzionato, non funziona e non funzionerà – come pure in noialtri “popolo bue” (esclusi i presenti). Ed è per questo che ogni anno il virus vince dall’alba dei tempi. E ha già vinto anche stavolta.

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      • Come ho già scritto, in Nuova Zelanda e in Svezia le scuole non hanno mai chiuso, e infettati e malati fra studenti, insegnanti e famiglie è esattamente lo stesso di dove le scuole sono state chiuse. Identico.
        Persone che starnutiscano in pubblico, e per giunta senza mascherina, in tutti questi mesi non ne ho mai vista una.
        D’accorso sul resto.

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        • La nuova zelanda millanta una situazione covid free da mesi, la Svezia nom ha mai effettuato un locjdown e i paesi vicino hanno alzato le barriere (e parliamo di popoli normalmente distanziati di loro).

          Poi non son qui a dar fastidio – un mese e mezzo e vediamo.

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      • “…ed è per questo che ogni anno il virus vince dall’alba dei tempi”.
        No, il virus vince perché è un virus, se ne fotte degli antibiotici quanto del distanziamento sociale. Lo batti solo col vaccino, se è possibile come nel caso del vaiolo. Non è colpa del popolo bue, né del governo ladro.

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        • Lo batti anche con una cura, non necessariamente con un vaccino. Quattro giorni fa Israele ha fatto sapere che il loro farmaco basato sugli anticorpi estratti dal plasma dei guariti sta funzionando piuttosto bene. In effetti la cura al CoViD ce l’abbiamo da mesi: sono appunto gli anticorpi contenuti nel plasma dei guariti. Se non la vogliamo definire cura definiamola la base della cura.

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        • “ce l’abbiamo da mesi: sono appunto gli anticorpi contenuti nel plasma dei guariti”

          Giusto. Piccolo problema: non ce n’è abbastanza. Ne avrei altre ma non avendo certezze me le tengo, basta la prima

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        • @ blogdibarbara

          Mi sa che oggi ho difficoltà a farmi capire. Io ho ripreso, in senso logico, una osservazione di myollnir, nello specifico quando dice che il virus si può vincere solo col vaccino. E ribadisco che non è vero quel pezzo di affermazione “solo col vaccino”.
          La SARS è sparita senza cura e senza vaccino.
          Ci manca solo che adesso passo io per no vax.

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        • “quando dice che il virus si può vincere solo col vaccino. E ribadisco che non è vero quel pezzo di affermazione “solo col vaccino”

          La storia ti dà ragione. Basta accettare un numero di morti molto elevato (la questione è dibattuta, ma si parla ad esempio di 20 o 50 milioni di morti su una popolazione di 400 milioni per la spagnola e di villaggi spazzati via dalle malattie (okay, non sempre virus, eh?!) in epoche precedenti.

          Lo so che lo sai: si può fare senza, ma con è decisamente meglio, pure che comunque non lo sconfiggi (la stagionale che torna ogni 6 mesi è partita da un ceppo precedente e mutata nel frattempo, non è stata sconfitta) .

          Si, la Sars pare se ne sia andata di suo, perché stendeva i contagiati e li ammazzava troppo im fretta.

          Il Covid è piu furbo, ti da tempo di diffonderlo. Per questo isolarsi è servito a ridurre la pressione.
          Non è finita, anche se può esserlo in alcune parti del mondo (a Whuan per esempio o così pare, e magari anche in Italia, chissà). Un vaccino (testato bene) sarebbe comunque molto gradito

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        • Quando mai è stato attuato il distanziamento?

          Sul vaccino somo d’accordo, però ancora non c’è se non per chi. Lo sta, sperimentando. Quindi ? Dici che le terapie di son svuotate da sole per esaurimento dei deboli?

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        • No scusate, il paragone con la spagnola no, quella è una tale oscenità che mi tocca chiamare l’esorcista per farmi liberare il blog, tutto ma non questo!
          Detto questo, i virus per loro natura mutano, sempre, lo fanno tutti, è nella loro natura. Poi ci sono quelli che nascono talmente aggressivi che non fanno quasi in tempo a mutare, e sterminano tutti, annientandosi da soli per suicidio, e spariscono così. Ci sono quelli che mutano fino a diventare talmente benigni – quelli che la selezione naturale ovviamente favorisce, dato che non morendo MAI l’ospite, non muoiono neanche loro e possono propagarsi a volontà – come il coronavirus del raffreddore, che non spariscono mai ma ci si convive senza problemi, e quelli che spariscono tramite vaccino. Poi ci sono farmaci che riducono o addirittura azzerano i sintomi, quegli specifici sintomi che provocano la morte, e in questo modo il paziente sopravvive abbastanza a lungo da permettere al virus di spegnersi, e quindi guarire. Ma NON sono stati i farmaci ad avere steso il virus perché, come dice myollnir (fidati; è del mestiere), non ci sono farmaci che stendono i virus. Anche gli antiretrovirali con cui si trattano i positivi all’HIV non guariscono dalla positività, semplicemente tengono a bada il virus impedendogli di far sviluppare le patologie opportunistiche.

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        • Ma anche il discorso vaccini non è un assoluto: il coronavirus che forse all’inizio era micidiale quanto questo e che poi è mutato fino a provocare il banale raffreddore, fastidioso quanto vuoi, ma che nessuno si sognerebbe di considerare come una malattia di una qualche pericolosità, come malattia vera e propria è di fatto scomparso, senza vaccino, e in effetti nessuno si sognerebbe di perdere tempo e soldi a studiare un vaccino per una roba come il raffreddore. Quando invece dopo anni e decenni e secoli un virus continua a provocare morte e, in caso di sopravvivenza, danni permanenti, come il morbillo, la rosolia, la varicella, la pertosse, il vaiolo, il tetano, allora è ovvio che si cerchi il vaccino e, una volta verificato oltre ogni ragionevole dubbio che è innocuo, trovo anche perfettamente ragionevole che lo si renda obbligatorio.

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        • CimPy

          Verissimo. Infatti mi auguro che, in ambito scientifico, si approfitti della situazione del CoViD per fare progressi sulle tecniche che portano alla replicazione degli anticorpi. I farmaci come quelli sviluppati da Israele sono anche detti vaccini passivi, perché non si aspetta che sia il nostro organismo a produrre gli anticorpi ma questi vengono inoculati già pronti dall’esterno. E quando fai così c’è anche un problema di sicurezza, lo capisco bene. Devi assicurarti che quello che hai preso dal paziente X e che hai trattato non sia poi pericoloso se inserito nel paziente Y. Un po’ quando metti uno squalo in un acquario devi fare in modo che finisca in una vasca con pesci che non gradisce mangiare.

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        • @ CimPy 2

          “Basta accettare un numero di morti molto elevato”

          Ovviamente è vero. Ma il mio pensiero è diverso.

          Battere il virus solo con vaccino: Y morti
          Battere il virus solo con la cura: Z morti, con Z > Y
          Battere il virus con cura e vaccino: X morti, con X < Y < Z

          L'ho scritto mesi fa anche sul mio blog. Mi auguro che la scienza approfitti della situazione per migliorare la creazione di terapie contro i virus. Siamo bravi con i batteri, ma ancora indietrissimo con i virus. Immagino un dialogo tra mia nipote e tua nipote tra 80 anni, ripensando al 2019-2020: "eh, chissà come doveva essere difficile 80 fa quando non avevano ancora scoperto gli antivirus".
          Non penso a qualcosa ad ampio spettro come gli antibiotici per i batteri, ma piuttosto a qualcosa che somiglia agli antivirus dei virus informatici: identifico la sequenza genetica del virus e, tac, creo in poche ore/giorni il mio antivirus, cioè il set di anticorpi che me lo abbattono.
          Sappiamo già che andremo a finire lì. Ecco, io vorrei ci andassimo il prima possibile.

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        • @ CimPy 3

          “Un vaccino (testato bene) sarebbe comunque molto gradito”

          20 giorni fa parlavo con una tizia qui i Lituania che si è scandalizzata perché le ho detto che appena ci sarà il vaccino lo farò. Lei invece ha paura e non lo farà. Fatti suoi.

          Io non potrei non credere nella scienza nemmeno se non fossi una persona razionale come invece sono. All’età di quattro mesi (era il 1970) ho contratto la meningite. Sono finito in un ospedale di Pavia e sono guarito, a differenza di altri.

          Sto aspettando il vaccino come credo tutte le persone sane di mente.

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        • A me l’anno prossimo scadono tetano e difterite, e approfitterò dell’occasione per aggiungere pertosse, varicella (che non ho avuto), meningite ed epatite, anche se sono quasi tutti a pagamento e per gli ultimi due il rischio per me è molto basso. Non ho invece mai fatto quello per l’influenza, sia perché, essendo messo a punto sul virus dell’anno precedente, non è del tutto efficace, sia perché ho una certa predisposizione alle reazioni allergiche (imenotteri, alcuni farmaci – o meglio, eccipienti di farmaci – alcuni frutti), e non avendo particolari fattori di rischio, ritengo che non ne valga la pena, meno che mai adesso che, essendo in pensione, non ho più l’occasione di trovarmi in mezzo a qualche decina di scolari fra cui sempre almeno qualcuno in fase di incubazione. Quello per il coronavirus dipende: se viene messo in commercio subito dopo la sperimentazione su volontari senza attendere il tempo di sicurezza no, soprattutto adesso che il virus ha assunto modalità molto meno aggressive e che abbiamo trovato farmaci efficaci per le sindromi particolarmente pericolose scatenate dal virus. In seguito si vedrà. In ogni caso tutte le discussioni lassù fra le poltrone se rendere o no obbligatorio un vaccino che al momento non c’è mi sembrano pure e semplici discussioni sul sesso degli angeli.

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  5. comunque, e giusto per la cronaca, il fratello (uno dei) di Tridico gran vizir dell’INPS s’è appena fatto un bel viaggetto Torino-Croazia e ritorno con famiglia al seguito.
    ovviamente di tamponi non se n’è fatto manco mezzo né all’andata né al ritorno, né la compagna e nemmeno i pargoletti.

    perché controlli e tamponi son roba da pezzenti, essi ne sono geneticamente immuni da qualsiasi obbligo che grava sulla plebe, oh yesss

    grillini nel senso marchionale sono, o pensavate che l’aggettivo venisse dallo sfigato genovese?

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  6. Solo una nota

    “#Crisanti: “a Padova decine e decine di malati in terapia intensiva”.
    Fact checkng: sono 6 in tutto il #Veneto [dall’altro ieri scesi a 5]”

    Tutto vero, ce la stanno raccontando.
    Però sto lo stesso coi prudenti perché non è che prendi il covid oggi e automaticamente vai in intensiva – i tempi tra contagio e, per quelli meno fortunati – aggravamento sufficiente ad entrare malmesso in ospedale variano da 15 giorni a 30.

    Quindi, fermo restando che si raccontano balle, ci sta che oggi in intensiva ci siano 40 o 50 persone in tutta italia, visto che fino a15/30 giorni fa facevamo fatica a trovare 500 contagiati (che poi, se son più veritieri i dati dell’Islanda, per averne 50 ci vogliono 10.000 contagiati 15/30 giorni prima).

    Se ieri in Francia (per dire) ne hanno trovati 3000, facendo finta che siano tutti i contagiati del giorno, dovremmo aspettarci 60 posti in più occupati in ospedale per metà/ fine settembre.

    Poi tutto può essere ma, al di là di personaggi – per usare un eufemismo – ambigui (sì Crisanti e pure un sacco di altra gente e chi ti impone la mascherina dalle 18 alle 6), non trascurerei una sinergia di interessi: dal giornalista che deve farsi leggere il più possibile al signirotto che vuole conservare (anzi, aumentare) i suoi possedimenti. Altrimenti dovrei pensare che i 5 stelle governino in mezzo mondo (usa, brasile ma pure cina esclusi) e che siano così furbi da impoverire non solo tutti i discotecari ma pure i paesi di tutto il mondo, incluso il loro, rischiando davvero di perdere molto di più di quel che potrebbero guadagnare.

    Può essere, eh?! Son 5 stelle. Però proprio del caso, comterei i posti occupati in ospedale tra un mesetto o due.

    Sì lo so: sono un fifone

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