E CONTINUA LO SCEMPIO

Continua l’immondo sciacallaggio, continua l’osceno vilipendio di cadaveri, continua l’appropriazione dei morti per continuare ancora e ancora e ancora l’opera di terrorismo mediatico, di lavaggio del cervello, di annichilimento della mente e della volontà.

Poi c’è questa storiaccia qui

È ricoverata all’ospedale Spallanzani di Roma con polmonite da Covid una ventenne della zona Nord della Capitale dopo essere stata per una settimana in Sardegna ed aver frequentato intensivamente con le amiche famosi locali di Porto Cervo come il Billionaire di Briatore, il Just Cavalli club, la discoteca The Temple, il Canteen di Poltu Quatu. [Non è interessante questo elenco dettagliato degli inferni da cui si irradia la peste?] In isolamento allo Spallanzani anche tre ragazzi che stavano trascorrendo le vacanze al Circeo (qui). 

Roma, 20 ago – Esiste un fronte mediatico – composto dalle principali testate – che sembra muoversi in una direzione precisa: dare il massimo risalto ad ogni possibile ipotesi di risalita del contagio, attraverso un uso strumentale delle statistiche e una drammatizzazione di alcuni singoli casi in grado di impressionare di più. E’ in quest’ottica che va letta la notizia riportata subito in pompa magna da Corriere della SeraFatto Quotidiano e compagnia, di una giovane “20enne ricoverata in terapia intensiva allo Spallanzani” a causa di una polmonite da Covid-19. Dunque non solo i giovani sono il nuovo veicolo del contagio, secondo la narrazione post chiusura delle discoteche, ma rischiano grosso anche sulla propria pelle.

La smentita dello Spallanzani 

Peccato però che il messaggio “allarmista” sia stato immediatamente smentito proprio dalla direzione sanitaria dell’ospedale Spallanzani. “Smentiamo categoricamente qualunque falsa notizia relativa alla presenza di una ventenne romana ricoverata in terapia intensiva”. Con una semplice nota l’ospedale romano ha messo a nudo la volontà di drammatizzare la situazione da parte del fronte che, con una iperbole, potremmo definire “catastrofista” (in opposizione all’accusa di “negazionismo” rifilata agli “ottimisti”). Tra questi figura anche il virologo Pierluigi Lopalco, che nei giorni scorsi aveva inventato di sana pianta il “ricovero in gravi condizioni di 5 ragazzi” causa Covid-19 (Lopalco ha poi rettificato spiegando che si trattava di un equivoco nato da una sbagliata interpretazione del termine “severo”).

“Condizioni cliniche buone”

“Tre sono provenienti dal cluster di contagi di Porto Rotondo, in Sardegna”, prosegue la nota diffusa dallo Spallanzani. “Sono ricoverati in regime di ricovero ordinario, tutti in condizioni cliniche buone, e non necessitano di alcun tipo di supporto respiratorio“. Insomma nessun giovane in gravi condizioni, come in un primo momento testate autorevoli, quelle dei “professionisti dell’informazione”, avevano riportato. Testate che, dopo essere state smentite, si sono limitate a togliere la parte relativa alla terapia intensiva lasciando in fondo al pezzo le dichiarazioni dello Spallanzani.

Davide Romano (qui)

E poi ancora questa

Napoli, Ospedale Cotugno: inchiesta sul falso comunicato che ha provocato allarme

20 Agosto 2020

Il documento prodotto su carta intestata aziendale

Bufera sull’ospedale Cotugno di Napoli per un falso comunicato scritto su carta intestata dell’azienda ospedaliera, con tanto di timbro e firma di un fantomatico medico del pronto soccorso e diffuso nelle ultime ore su Facebook. “Si comunica che al momento il Cotugno ha esaurito la disponibilità dei posti letto per pazienti Covid positivi e per pazienti sospetti sia nei reparti di degenza, subintensiva e intensiva” – si legge nel comunicato redatto sulla carta intestata dell’ospedale Cotugno. Il documento ha alimentato tensione e paura tra i cittadini partenopei. Un fatto di inaudita gravità. Un atto criminale.  Il comunicato è stato smentito ieri sera dal direttore generale del Cotugno Maurizio Di Mauro. E non solo. La direzione dell’azienda ospedaliera ha attivato un’indagine interna per individuare gli autori del documento. ”Si tratta di una fake – afferma Di Mauro – che ha generato panico. Noi dichiariamo tutte le mattine la nostra disponibilità di posti letto all’Unità di crisi della Regione Campania e – aggiunge – ribadiamo che al Cotugno, qualora dovesse sorgere la necessità di un’ulteriore implementazione di posti letto, siamo immediatamente a disposizione e pronti per poter affrontare qualsiasi tipo di emergenza che al momento non c’è perché la situazione è abbastanza sotto controllo visto che ci sono ancora posti disponibili nei Centri Covid di Ponticelli e di ScafatiIl piano A della Regione – prosegue – ha ancora capienza per poter supportare la richiesta”. Attualmente all’ospedale Cotugno  16 persone sono ricoverate in regime ordinario (di cui 13 positivi e 3 sospetti), 9 nel reparto di subintensiva, 2 in terapia intensiva di cui 1 è in fase di trasferimento. (qui)

E io mi pongo la stesa domanda che mi pongo ogni volta che vengono pubblicate le foto di “poveri bambini palestinesi” massacrati da Israele e poi viene regolarmente fuori che sono bambini siriani, irakeni, addirittura bambini israeliani ammazzati dai terroristi palestinesi e uno si chiede: ma se ci sono tutte queste centinaia di migliaia di milioni di miliardi di morti palestinesi fatti dagli israeliani, perché non mettete le foto di quelli invece che quelle tarocche?

Poi c’è la mia cuginetta, quella poverina che fa la psicologa, che scrive

Oggi riesco a fare un osservazione più ragionata. [Ragionata. Si noti che non sta sparpagliando parole in libertà, no no, sta proprio ragionando] I nuovi casi di contagio salgono ancora e la quantità è sempre maggiore. Ciò significa che si sta seguendo una curva esponenziale. […] Non sto a fare i conti, ma è facile intuirlo. [Ehm… no bimba, non è esattamente così che funziona. In questa faccenda non c’è assolutamente niente da intuire: qui bisogna proprio contare, alla lettera, così guarda, ti faccio vedere. 2, 3, 4, 5, 6: progressione aritmetica; 2, 4, 8, 16, 32: progressione geometrica; 2, 4, 16, 256, 65536 progressione esponenziale. Quindi i casi sono due: o oggi abbiamo 32768 volte i casi di quattro giorni fa, o tu sei una mastodontica testa di cazzo. E questa volta, sì, possiamo intuire la risposta giusta senza stare a fare i conti] Detto ciò, è possibile prevedere il futuro, cioè quanto questa seconda ondata, che effettivamente già c’è, si fermerà? No. Può fermarsi domani, come fra un mese e a 840 nuovi casi al giorno come a 3000. Non lo sappiamo. [Ribadisco la conclusione del commento precedente]

E vi ricordate le famose “foto” degli “assembramenti” sui Navigli? Ecco, ogni volta che per dimostrare che la colpa è nostra e che quindi si è costretti a imporci un ulteriore giro di vite vi mostreranno un’immagine così

ricordatevi sempre che la realtà potrebbe anche essere questa

(rubato qui) e che sarebbe bene porsi, e soprattutto porre a chi sta distruggendo il nostro presente e cancellando il nostro futuro, qualche domanda.

Aggiungo questa riflessione che mi sembra molto sensata

Domenico Guarino

13 agosto 

Nonostante , a ieri, in Italia ci fossero 750 ricoverati Covid (su 60 milioni di abitanti) e 45 terapie intensive Covid (su 60 milioni di abitanti) e nonostante questi dati siano l’effetto di un calo cominciato addirittura nel lontanissimo 4 aprile, e dipanatosi progressivamente nel corso dei mesi e delle settimane successive, i media main stram e la politica (con a capo l’ineffabile ministro della Salute che dimostra di avere quantomeno un cognome assolutamente inadeguato) continuano ad alimentare un clima di tensione permanente, se non di vero e proprio terrore, individuando progressivamente i nuovi ‘barbari’ da respingere alle frontiere: ora tocca ai vacanzieri di ritorno, ai discotecari, ai giovani che, ingrati, non cantano più l’inno nazionale dal divano di casa ma, orrore, hanno ripreso a vivere. E allora sapete che vi dico? Ha ragione il prof Matteo Bassetti: uno starnuto ci seppellirà! Mentre si aspettano i 2 milioni e mezzo di banchi ‘asociali’ che arriveranno a fine ottobre dunque un mese dopo l’inizio delle scuole (e allora nel frattempo che si fa?), il sistema è destinato a collassare. Ma non per il covid. No. Collasserà, perché al primo colpo di tosse, al primo soffiar di naso, alle prime linee di febbre, l’ipocondria di massa, sciaguratamente coltivata in questi mesi, fara’ scatenare il panico: gli ospedali verranno nuovamente presi d’assalto, la paranoia sociale farà svuotare il trasporto pubblico riversando nelle strade sempre più intasate milioni di auto, la cautela dei medici verrà travolta dal terrore dei cittadini coltivato in questi mesi, etc etc. Tutti si dimenticheranno che ogni anno nel mondo muoiono 650mila persone per complicazioni influenzali e 4 milioni per polmoniti varie. Conterà solo il Covid! Il Dio Covid che dispensa vita morte e contagi. E allora saranno dolori. Anche perché un nuovo lock down (questo lo sa anche Speranza) non si può fare anche meramente per economici e sociali. Auguri Italia.

a cui è stato messo questo interessante commento:

Andrea Macciò la scorsa settimana un tizio mi ha misurato la febbre col termoscanner portatile alla stazione di Falconara. Perché? Perché lì passa “un treno a alta velocità” ovvero il lentissimo Fb Ravenna-Roma che ferma anche a Campello sul Clitumno. Keep calm per chi legge, 35 e 3. Siamo alle comiche finali

Sono andata a controllare in google: pare che in quella località ci sia stato un caso di contagio.

Molto interessanti mi sembrano anche queste considerazioni di Giancarlo Marcotti sul micidiale clima di terrore che il governo sta continuando a diffondere, con tanto di identikit degli untori

E infine, forse ricorderete la vicenda di Taiwan (se non la ricordate la trovate qui). Ecco, se ne volete sapere di più chiedete all’OMS, quello che governa la nostra salute in tutto il mondo e ci dice che cosa dobbiamo o non dobbiamo fare.

E fra qualche anno…

di Donatella Lo giudice, qui.

barbara

  1. Ottimo post Barbara, veramente esaustivo. Ti scrivo per portare alla tua attenzione questo articolo molto molto interessante sull’inutilità del doppio tampone:

    https://ilsegnalatore.info/basta-con-il-doppio-tampone-negativo/

    Non so se ne hai già parlato nei tuoi post precedenti, ma nel caso in cui tu non lo abbia fatto, io credo che sia una tematica da diffondere il più possibile e sono sicuro che sarai d’accordo! 🙂

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      • Grazie! 🙂 Ti segnalo anche quest’altro link, sempre dedicato allo stesso argomento.

        Mi chiedo come sia possibile che non si dibatta per nulla di questa cosa in tv, c’è gente che sta soffrendo davvero senza che nessuno se ne accorga e potenzialmente siamo tutti a rischio.

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        • Roberto84roma, due cose:

          1)Niente emoticon (sì, lo so, è strano, ma la padrona di casa soffre di una rarissima allergia alle faccine – guarda, non me lo spiego neanch’io ma mi adeguo salvo dimenticanze)

          2)Il link di cui parli dov’è?

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        • “Tu riparlane pure a ottobre, io ne riparlo adesso”

          Ovvio e giusto che sia così, anche perché nevhai una visione integrata che a me manca.

          Io guardo solo al virus, tu allarghi l’orizzonte includendo i governi.

          Io su quello prendo appunti, così magari quest’anno – ponendo che si voti, come penso – magari non sbaglio a mettere la croce.

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        • Non so perché non vi funzioni il link, è tratto dalla pagina Facebook “Pillole di ottimismo” (che vi consiglio caldamente di seguire, perché fornisce i dati giornalieri dei contagi in maniera ragionata, in base ai tamponi effettuati, cercando di evitare il più possibile gli allarmismi). Il post in questione parla sempre del doppio tampone per liberarsi dalla quarantena obbligatoria, che andrebbe abolito, come hanno fatto ovunque dal mondo seguendo le linee guida OMS. Vengono descritti i casi di alcune persone in quarantena da mesi perché positivi, nonostante siano asintomatici e nonostante sia ormai provato scientificamente che i positivi sono contagiosi solo nei primi giorni, dopodiché non sono più un pericolo per nessuno. In particolare una bambina di 4 anni chiusa in casa da aprile e un uomo bloccato nell’hub di Linate, che non può vedere la famiglia e lavorare, caduto anche in depressione. Situazioni in cui può trovarsi chiunque (se ogni volta che ti fanno il tampone risulti positivo vaj a metterci una pezza, non puoi fare niente o altrimenti subisci anche una causa penale).

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      • Davvero disgustosa wuesta campagna mediatica fatta di false notizie – tra l’altro smentite dai diretti interessati e quindi, alla fine, un boomerang se davvero l’intenzione fossecquella di spaventare le persone.
        Sarò ingenuo, ma continuo a sperare (non che sia una cosa positiva, eh?!) che si tratti di clickbait più che di un golpe vero. Però lo vediamo presto: le elezioni si avvicinano.

        Anche sul discorso del doppio tampone negativo sono d’accordo: i tempi lunghi hanno fatto(e fanno) sì che la stragrande maggioranza si guardi bene dall’autodenuciarsi, che solo una piccola parte di persone (evidentemente piu ingenue di me) abbia installato l’app immuni – ma da che che son state anche solo quelle due proteste di gente rimasta in quarantena dalle parti di luglio,non se ne parla più (ma vorrei sapere quanti di quel milione e rotti ce l’ha ancora…).

        Anzi, a dirla tutta, è proprio il fatto che quel paio di casi sia uscito nei media che mi fa sperare che il tentativo di catturare quanti più lettori possibile il più a lungo possibile sia il vero motore delle bagiannate che si leggono ogni giorno – bagiannate poi anche diffuse e cavalcate da chi ha interessi suoi (e ai vertici ce ne sono non pochi).

        Poi il virus c’è. Sarà anche stato ridotto al lumicino ma c’è. Non che si debba rinunciare a tutto per questo, anzi: basta stare mediamente prudenti, tipo che eviti di abbracciare calciatori di serie A, clandestini e gente manifestamente malata. Vabbè, anche qualche parlamentare, magari…

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        • Non so perché il link mi è diventato un post di FB integrato nella pagina, non so se tu lo visualizzi. Comunque il link è questo:

          https//www.facebook.com/pillolediottimismo/photos/a.126946212379192/161734395567040/

          Dopo la scritta https inserisci : (il simbolo dei due punti)

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        • @Roberto: evidentemente si tratta di un profilo protetto, o di un post riservato, perché dove tu vedi il post io non vedo niente e cercando la pagina indicata mi dice che non è disponibile, indicando la possibilità che io non sia autorizzata a vederla.
          @CimPy: il virus c’è, certo che c’è, come ci sono altri miliardi di virus di migliaia di tipi diversi, intorno a noi e dentro di noi. Tutti gli anni con la “normale” influenza stagionale muoiono un sacco di persone a rischio, i molto vecchi, i cardiopatici, gli asmatici, gli affetti da enfisema polmonare e bronchite cronica, e cosa facciamo? Chiudiamo forse le scuole? I posti di lavoro? I negozi “non essenziali”? I locali pubblici? Ci barrichiamo in casa? Ci viene impedito di incontrare amici e amanti? Di votare? Di fare sport? Questo era nuovo, non si sapeva che provoca, in soggetti predisposti, polmonite alveolare e polmonite interstiziale. Adesso non è più nuovo, si sa che fa queste cose e se arriva sappiamo come fare, punto. E non mi si venga a dire che portare la mascherina è un sacrificio piccolo: qualunque sacrificio, quando è insensato, è enorme e imporlo è un abuso, una violazione dei diritti umani.

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        • Sono d’accordo che non si possa vivere chiudendo tutto. Però ogni anno perdiamo un numero variabile tra le 6000 e le 10.000 persone di virus polmonari. Qui in 6 mesi, di cui due di lockdown e 1 di aperture parziali, ne abbiamo perse 35.000. La stima più favorevole senza lockdown era 100.000 (la peggiore che ho sentito, 10 volte tanto). A prescindere, questa nom è “una banale influenza” – non sarà l’ebola, ma un po’ di prudenza (che non significa mettere tutti ai domiciliari) non guasta, imo.

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        • Era una stima anche quella dei 151.000 in terapia intensiva a giugno se si riapriva a maggio. Io gli sparatori di profezie ho smesso di seguirli quando è apparso chiaro che non ne avevano MAI MAI MAI MAI MAI azzeccata una. Come già detto i morti in più sono morti perché il virus era nuovo e non si sapeva che cosa faceva; adesso si sa. Qualunque limitazione è un’idiozia. Se non lo fosse, con la gente ammucchiata nelle discoteche per un mese dovremmo avere gli ospedali con la gente per terra nei corridoi e le bare di nuovo portate via coi camion militari. Sai perché non abbiamo niente di tutto questo? Prova a fare un’ipotesi, una a caso.

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        • L’ho già fatta:
          Sono a rischio i più deboli, che non sono i più giovani e ci vuole tempo prima che li trovi. Ma ne riparliamo a ottobre, adesso me ne sto dietro al salice.
          Prima che mi tiri quello scarpone…

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      • L’allergia alle faccine sarà strana, ma anch’io ne soffro. So che bisogna essere tolleranti, ma anche coerenti: perciò, io che non uso le faccine ho il diritto di scandalizzarmi se molti giovani utenti della rete sono analfabetoidi. Chi le usa, no.

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        • “L’allergia alle faccine sarà strana”

          Dipende dall’uso – cioè, alla fine è la comunicazione non verbale virtuale, c’è chi magari ne abusa, ma di base dovrebbe aiutare a dare un senso (serio, serioso, ironico,…) al messaggio che altrimenti può essere facilmente frainteso.

          Abusi a parte, ovvio. Come allergia per questo è strana – un po’ come non sopportare la mimica del corpo, ecco.

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        • Il corpo esiste da milioni di anni, le faccine da meno di 20. È chiaro che, poiché la vita sociale procede per successive omologazioni, fra un po’ di anni potrebbe esserci la sostituzione nel linguaggio, avallata dall’Accademia della Crusca, che procederà a dare giudizi con faccine anziché argomentando. Tuttavia, ad onta della progressiva mitridatizzazione, vorrei dire che è proprio l’uso esplicativo dell’emoticon che mi infastidisce: come quando uno sente il bisogno di aggiungere “scherzo, eh?” in coda a una battuta. O, peggio, come chi ride, in agghiacciante solitudine, della propria barzelletta.
          Insisto comunque che, al di là delle mie personali idiosincrasie, il rifiuto della parola scritta, sintomo di pigrizia e ignoranza, è il frutto marcio di una scuola in decadenza.

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        • “il rifiuto della parola scritta, sintomo di pigrizia e ignoranza, è il frutto marcio di una scuola in decadenza”

          Da un estremo all’altro? Parlavo di un’emoticon o due in un discorso, nondi un discorso fatto di emoticon
          (esiste pure quello, ma via, lasciamolo ai 12 enni!)
          Qui ci poteva stare p’emoticon che alzava gli occhi al cielo
          Ma poi, per far capire che era riferita ai dodicenni, magari serviva in chiusura quella che strizza l’occhio. Poi magari una con due faccine che fanno “cin” con le birre, tanto per sottolineare il “pace e amore, fratello”. Poi però…

          Senti, facciamo cosi: non ne metto nessuna ed evito di essere percosso con la scopa (rigorosamente di saggina) della padrona di casa, ecco!

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        • Non è mica che ce l’ho con te. Siamo partiti dal fatto che tu definivi strano un rifiuto. Ho voluto spiegare che non è strano per nulla, a meno che per strano non si intenda “raro”. Invece, il rifiuto della parola scritta, quello sì è un fenomeno in espansione. Guarda quante volte i giornalisti ti sgnaccano un filmato al posto di un articolo. Magari un filmato di 20 minuti.

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        • Sì, di base sono d’accordo, fermo restando che una immagine appropriata (e, sottinteso, veritiera e non contrabbandandata per altro) può valere mille parole. Poi però le parole bisognerebbe anche metterle (e, come dici tu, per iscritto)

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        • Fare la battuta e mettere la strizzata d’occhio che chiarisce che è una battuta, significa: “Siccome so che sei un po’ ritardata e probabilmente non ci arriverai da sola a capire che è una battuta, provvedo ad avvertirti: questa è una battuta”. Cioè mi tratti da deficiente. Tutt’altro discorso se ogni tanto – diciamo una volta ogni trenta quarant’anni – si mette la faccina come risposta: tu fai la battuta e io ti rispondo con la risata, ma non che scrivo formidabile e poi aggiungo la risata per farti capire che oltre ad averla apprezzata mi ha anche fatto ridere, questo proprio no!

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        • Non stiamo scrivendo un saggio storico politico e nemmeno un poema in ottave come La Secchia Rapita o l’Orlando Furioso, tanto per ostentare erudizione ed impressionare i lettori: stiamo commentando e dialogando come se fossimo 4 amici al bar, per cui l’emoticon può starci e può essere utilizzato in maniera ironica. Tutto dipende dall’uso che noi ne facciamo; solo se ne abusiamo diventiamo ridicoli. CimPY ha ragione quando dice che è ” un po’ come non sopportare la mimica del corpo.”

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        • Grazie, però in casa d’altri cerco di adeguarmi ad usi e costumi del padrone di casa. Il quale (sì, lo so, “la quale”) in cambio, quando ogni tanto scivolo su un cioccolatino, non se la prende troppo.

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  2. Mi farebbe piacere conoscere l’autore dell’ultimo brano, che trovo molto buono.
    Ah, invece: sarei indulgente con gli autori del comunicato falso del Cotugno. Saranno certamente dipendenti-eroi che vogliono praticare il riposo del guerriero.

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  3. Lopalco ha poi rettificato spiegando che si trattava di un equivoco nato da una sbagliata interpretazione del termine “severo”.

    Ma guarda. E quale sarebbe stata l’errata interpretazione di “severo”? Mi viene in mente solo “se vero”.

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    • Se si tratta di un prof una possibile interpretazione di severo potrebbe essere carogna, ma non sono sicura che una malattia carogna sia molto più benigna di una severa.

      E pensare che quando Berlusconi, ogni volta che gli si faceva notare che aveva detto una puttanata, sparava il suo immancabile “Sono stato frainteso”, lo si sbertucciava di santa ragione.

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  4. Ciao Barbara, ho cominciato a seguire il tuo blog da quando abbiamo parlato qualche volta sul blog di Una Penna Spuntata.
    Mi ero appuntato di lasciare un commento a questo post, poi va beh le cose da fare si accavallano e il tempo passa, comunque.

    Premesso che si possono fare infinite critiche a come sono state gestite la chiusura nei mesi passati e la comunicazione sui contagi, il problema di questa posizione diciamo “minimalista” (non uso la parola negazionista perché già caratterizzata per altri argomenti) è che non riesce a spiegare come mai a marzo ed aprile ci sia stato in certi luoghi (principalmente Bergamo e provincia ma non solo) un aumento della mortalità impressionante, spaventoso, con punte di oltre il 1000%.

    Dare la colpa ad altri fattori (es. le cure sbagliate) non sposta il problema, perché se hai una malattia nuova che non sai come curare, la colpa se sbagli la cura è proprio della malattia che ammazza il paziente. Dire “colpa delle cure che erano sbagliate” avrebbe senso solo se fossero state conosciute fin dall’inizio le cure giuste e i medici, proprio tutti i medici di tutti gli ospedali di tutte le città, avessero scientemente e dolosamente applicato quelle sbagliate. Mi sembra un’ipotesi scarsamente plausibile.

    Certo si può essere convinti che il covid SIA STATO molto pericoloso ma ora non lo sia più. Questa è un’ipotesi lecita, però siccome è un’ipotesi e la sfera di cristallo non l’ha nessuno, io penso che sia meglio essere più cauti e dire: magari è passata e magari no, nel dubbio cerchiamo un equilibrio tra prudenza e rischi sostenibili. Senza scartare a priori l’ipotesi che forse, abbassando troppo la guardia, si rischia di tornare a scenari di mortalità spaventosa.

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    • Ciao, ti stavo aspettando.
      L’accento sulle cure sbagliate era per dire che siccome adesso sappiamo che erano sbagliate e perché lo erano, quegli errori, nell’ipotesi, peraltro improbabile, di una recrudescenza, non verranno più commessi e quindi dalla previsione di calcolo dei possibili morti, quelli li possiamo tranquillamente togliere.
      Il numero di morti varia da località a località, ma l’andamento della curva è sostanzialmente uguale dappertutto, quindi le grosse differenze in numeri assoluti dipendono in massima parte dall’ampiezza del focolaio di partenza: un conto è raddoppiare partendo da 2 e altro è raddoppiare partendo da 10 o da 20 – fatte salve modeste variabili dovute alle disponibilità degli ospedali e delle terapie intensive.
      Tu parli del possibile pericolo derivante dall’abbassare la guardia: non lo si è forse fatto nelle discoteche? Non lo si è forse fatto nelle manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio e nelle feste dell’Unità? Non lo si è forse fatto nei festeggiamenti per il Napoli? Risultato? Numero di morti praticamente azzerato (essendo stato documentato che sono stati catalogati come morti covid vittime di incidenti stradali o di tumore, o di ictus, risultati positivi al tampone senza mai avere avuto alcun sintomo, o addirittura con tampone negativo, difficile dire quanti di quella manciata di morti siano davvero morti a causa del covid), terapie intensive, prima traboccanti, oggi praticamente vuote – e anche lì per il conteggio vale la stessa regola dei morti – ricoverati con qualche sintomo decisamente pochi. Che cosa significa tutto questo? Che la prova dell’abbassare la guardia l’abbiamo già affrontata. E brillantemente superata. Ovviamente il numero dei positivi non ha alcun significato: oggi ne troviamo con centomila tamponi lo stesso numero che veniva trovato a marzo con 6-7000, quasi tutti asintomatici, mentre a marzo la metà richiedeva ricovero e un quarto terapia intensiva. Vivere prendendo precauzioni significa vivere pensando al virus, cosa che oggi come oggi – a parere di parecchi medici ed epidemiologi – fa molti più danni, da tutti i punti di vista, del virus stesso.

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      • Mi sembra, correggimi se sbaglio, che tu dia per scontato che il covid non è più un problema perché adesso abbiamo le cure giuste.

        Io non lo do così scontato, uno perché a mia scienza i trattamenti finora trovati non sono definitivamente risolutivi, es. il plasma richiede prima di essere estratto da donatori che per forza di cose devono essersi ammalati, e il rapporto donatori / plasma estratto è basso, e l’idroclorossina aiuta solo a livello sintomatico. Se hai fonti su cure promettenti le leggo con attenzione.
        Due, perché il problema non è neanche tanto la cura in sé, bensì il pericolo di contagio e dunque di aumento di persone che hanno bisogno di cure. Anche un’appendicite può essere curata, ma se domani scoppiassero improvvisamente diecimila casi d’appendicite simultanei, non si riuscirebbe a curarli tutti e avremmo gente che muore in lista d’attesa.

        Quello che fa tanto la differenza è il numero di posti letto e terapie intensive, adesso stiamo messi un po’ meglio di prima, ma comunque conviene cercare di abbassare “nei limiti del possibile” il rischio di contagio.

        Ovviamente “nei limiti del possibile” è una definizione aperta che può cambiare da situazione a situazione, e c’è sempre il rischio di esagerare in ogni verso, ma forse possiamo individuare una soglia minima (portare la mascherina nei luoghi chiusi in presenza di estranei?) da consigliare a tutti.
        Come allacciarsi le cinture di sicurezza in macchina, probabilmente non ti serviranno perché non avrai un incidente, tuttavia nell’improbabile ma non impossibile caso che l’incidente accada, meglio allacciarle.

        I casi di assembramenti che si sono verificati, e cara grazia che non hanno avuto conseguenze nefaste, ci fanno ben sperare che il peggio sia passato, purtroppo ci sono ancora le variabili incognite dei fattori ambientali: la temperatura dell’aria, l’umidità, il clima, queste cose influiscono sulla rapidità di evaporazione della saliva e perciò rendono più difficile il contagio. Sarebbe anche una spiegazione del perché in Africa ci sono così pochi casi (ammesso che stiano contando bene).
        Insomma, un assembramento in estate è una cosa, un assembramento in autunno inverno può (può) essere una cosa completamente diversa.

        Ovviamente vivere prendendo troppe precauzioni può essere altrettanto letale che vivere prendendone troppo poche. Penso però la virtù della prudenza consista proprio nello sforzo di cercare il giusto equilibrio (che può anche variare da persona a persona).

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        • No, il punto non sono le cure, il punto è che l’epidemia si è esaurita più di tre mesi fa (spero che non confonderai “casi di contagio” o anche “malati” con “epidemia”). Del resto quando era appena iniziata un epidemiologo israeliano aveva detto che sarebbe durata settanta giorni, e se guardi la curva, dall’inizio dell’impennata col superamento dei 100 morti al giorno alla discesa al di sotto dei cento morti al giorno, la durata è proprio quella. E una volta raggiunto di nuovo il livello del centinaio in un giorno, ha continuato a scendere.
          Quanto alle cure, comunque, è vero che, come giustamente dici, trattano i sintomi, ma sono esattamente quelli che uccidono, non il virus in sé: come nell’AIDS il virus non ti uccide né, di per sé, ti fa ammalare, bensì ti abbassa le difese immunitarie permettendo così a varie infezioni e anche al cancro di attaccarti, così questo coronavirus provoca una serie di reazioni che sono in grado di ucciderti, e le terapie che si sono dimostrate efficaci, come antiinfiammatori, idrossiclorochina ecc. tengono a bada quelle patologie che uccidono il paziente, soprattutto quando il suo fisico sia già di per sé provato dall’età o da altre patologie. Ovviamente l’unica cura vera contro il virus sarebbe il vaccino, che però in un virus che muta ha efficacia limitata, esattamente come quello per la normale influenza che è messo a punto sul virus dell’anno prima che non è mai identico a quello dell’anno dopo, oltre al fatto che per avere la certezza che un vaccino sia sicuro non basta testarlo sui volontari, ma bisogna aspettare almeno qualche anno per vedere gli effetti sulla lunga distanza, per cui antitetanica, antidifterica eccetera me le faccio a occhi chiusi, ma quest’altro non ci penso proprio. Però, nel caso ci si dovesse beccare il virus, iniziando la cura immediatamente e non, come si è fatto all’inizio, accettando i ricoveri quando ormai la situazione era irrimediabilmente compromessa, le probabilità di superare la malattia, anche per pazienti anziani con qualche patologia pregressa, è decisamente alta. Non del 100%, naturalmente, che non esiste per nessuna situazione della vita, a partire dalle normali influenze invernali che ogni anno si portano via un sacco di vecchietti e di asmatici eccetera. E quando la situazione è arrivata al punto in cui è adesso, ossia con la quasi totalità dei contagiati asintomatici, direi – e non sono solo io a dirlo, ma anche più di qualcuno del mestiere – che il “rischio” di contagio non vada affatto abbassato: al contrario, va incoraggiato per sviluppare quell’immunità che rappresenta la migliore protezione.
          Quanto alla temperatura, considerando che a quanto sembra il virus ha cominciato a circolare da noi verso ottobre-novembre ma per tutti i mesi di dicembre e gennaio non è successo niente, a febbraio ha cominciato a muoversi qualcosa ma non in maniera eccessivamente grave, e solo a fine febbraio-inizio marzo è partita l’impennata, non mi sembra che il freddo abbia rappresentato un fattore particolarmente negativo, tutt’altro.
          PS: non ho capito perché ti abbia messo in moderazione. Dovrò controllare le impostazioni per vedere se hai qualcosa in comune con qualcuno che è stato messo in castigo.

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        • Esaurita mica tanto: tuttora ci sono contagiati, di cui alcuni sintomatici e pure parecchio, di cui alcuni rischiano davvero di lasciarci la ghirba.
          Cara grazia che adesso sono ancora pochi, ma siccome ci sono, la faccenda non è proprio esaurita.

          Sul fatto che sia meglio rischiare di contagiarsi per sviluppare l’immunita. Il problema è che non è affatto detto che ci sia un’immunità. A quanto si legge, ci sono casi di persone che si sono ammalate due volte. Forse erano due ceppi diversi o forse è come il raffreddore, puoi avere una ricaduta.
          Se uno ragionasse solo per se stesso, potrebbe anche dire rischio e vediamo come va, ma siccome la cosa è contagiosa, e il contagio può crescere a livello esponenziale, è una scommessa molto seria.

          Sul fatto che il virus abbia cominciato a circolare a novembre-dicembre, può essere, ma mi pare di capire che si tratti di ipotesi. Bisogna pure vedere quanto circolava, perché un caso sporadico, specie se di una persona con pochi contatti sociali, resta un caso sporadico. Adesso la situazione rischia di essere diversa. Non dico “lo sarà sicuramente”, ragiono in termini di possibilità.

          Ad ogni modo, non sono un apocalittico, non credo si possa vivere sotto una campana di vetro per sempre. Penso semplicemente che sia meglio cercare un equilibrio (che può essere anche diverso da persona a persona) bilanciando rischi e benefici.

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        • Epidemia: Manifestazione collettiva d’una malattia (colera, influenza ecc.), che rapidamente si diffonde fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto (Treccani).
          Come avevo immaginato, confondi contagi – che oltretutto NON sono sinonimo di malattia – con epidemia: ci sono naturalmente contagi, come è ovvio che ci siano, perché di contagi ce ne sono sempre, per qualunque tipo di virus e batteri trasmissibili, in ogni momento e in ogni parte del mondo; di epidemia no. E per avere i contagiati che a marzo si trovavano con 6000 tamponi, oggi se ne devono fare 100.000. Sintomatici, dici? Anche gravi? Anche con morti? Se tutta la documentazione che esiste, e che ho in parte prodotto, dei morti per incidente stradale catalogati come morti covid, dei morti di tumore catalogati come morti covid, dei morti per ictus catalogati come morti covid, dei morti per qualunque causa lontanissima dal covid, con un tampone positivo ma senza mai avere avuto alcun sintomo, o addirittura senza tampone, e perfino con tampone negativo, se tutto questo ancora non ti basta per convincerti dell’inesistenza di un’emergenza fabbricata a tavolino, devo dedurne che la realtà non ti interessa, i fatti non ti interessano, e preferisci seguire le sirene di chi favoleggia di spade di Damocle che ci sovrastano e che potrebbero cadere, anzi sicuramente cadranno se non ci comportiamo bene (e “cara grazia” se non è ancora successo, dici tu. No, non è per cara grazia, ma semplicemente perché è logico, perché sta succedendo quello che è normale e logico che succeda).
          Sulla circolazione del virus prima, abbiamo la testimonianza di uno sportivo che era a Wuhan in ottobre e che qualche giorno dopo il ritorno ha sviluppato un’influenza anomala (e decisamente in anticipo rispetto alle normali influenze stagionali, e precisando che per molti anni precedenti non aveva mai preso l’influenza), e poco dopo si sono ammalati sua moglie e i suoi figli e sua madre, e così anche altri sportivi di quel gruppo. Quando poi è esplosa l’epidemia, ha riconosciuto i sintomi che aveva accusato quando si era ammalato lui.
          Immunità: certo, sappiamo per certo che non è in nessun caso permanente, a differenza di quanto accade per certe malattie cosiddette infantili, e che può non essere totale, per cui puoi riammalarti come per l’influenza stagionale e per il raffreddore, anch’esso causato da un coronavirus, però, come per il vaccino per l’influenza, se ti ammali la malattia si manifesta in forma attenuata, perché una certa quantità di anticorpi l’hai comunque sviluppata e un minimo di protezione ce l’hai. Equilibrio? L’unico equilibrio sensato che vedo è quello di una vita normale senza tutti quegli assurdi orpelli.

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        • “Sulla circolazione del virus prima, abbiamo la testimonianza di uno sportivo che era a Wuhan in ottobre e che qualche giorno dopo il ritorno ha sviluppato un’influenza anomala”

          Questo però vorrebbe dire che il virus ci ha messo 4 mesi a trovare abbastanza persone deboli da uccidere al punto da diventare preoccupante per tutti.

          Quanto ai morti di altro catalogati come morti di covid, i morti totali sono stati 45.000, di cui 35.000 attribuiti al covid – ci sta che da una parte come dall’altra si sia sbagliato. Poi puoi sempre sostenere che l’ISS mentiva quando ha affermato a metà luglio che, dei morti positivi al tampone, quasi il 90% è morto proprio di Covid, però non è che pyoi dire che non è stato il virus se in un posto negli ultimi 5 anni erano morte 10 persone all’anno e quest’anno 100, con il traffico ridotto, i lavori fermi e nessun (altro) cataclisma a scombinare i numeri. Ci saranno ben stati casi archiviati troppo in fretta, però come ti spieghi l’aumento a zone di mortalità?

          Anche questa cosa del “ora abbiamo gli anticorpi” è parecchio discutibile: in Bal Seriana, forse, dove pare che una persona su due il virus l’abbia incontrato. Ma non è andata così dappertutto, anzi: ci sono luoghi (e sono la maggioranza) dove il virus non ha preso più del 2% della popolazione locale. Lì ha ancora il 98% da contagiare.
          Pure sulle cure si può discutere: di rimedi certi e disponibili per chiunque non ho sentito. C’è il plasma iperimmune, ma solo per pochi. Ci sono alcuni antivirali, ma non sono efficaci al 100% (e nemmeno senza rischi). Si muore meno? Sì, ma ancora è presto per dire che è così perché ormai è tutto passato o perché è solo ancora presto.

          Tu sostieni che si alimenta un clima di terrore per scopi politici. Come dire che il governo (e i soci in affari) preferiscono impoverire tutti, quindi anche loro stessi, rischiando il fallimento piuttosto che farci tornare alla normalità.

          Intanto vediamo se è vero che non si voterà, allora. Punteranno sicuramente pure a quello – gente disposta a tutto pur di prolungare l’emergenza, con la complicità delle autorità sanitarie, che si è inventata chissà quanti morti di un virus che secondo te non ha amnazzato 35.000 persone (a proposito, quanti dici? 20.000, 10.000 o pure meno?), vuoi che non trovi il modo di chiudere tutte le scuole per covid prima del 20 di settembre?

          E se invece poi si vota?

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        • Sia il post che la discussione sviluppatasi nei commenti NON parla dell’epidemia bensì della POST-epidemia: mi spieghi che cazzo c’entrano i 35.000 morti dell’epidemia? Mi spieghi da dove cazzo tiri fuori la puttanata che secondo me non sarebbero morte 35.000 persone? Eh, me la spieghi questa troiata?
          Nel caso non si fosse capito, sono furibonda, e dopo avere dedicato decine di post all’epidemia, dopo avere ripetutamente e categoricamente rifiutato di distinguere morti “di” e morti “con” esigo delle scuse.

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        • Siccome dopo un certo numero di commenti il blog non evidenzia più bene a chi stai rispondendo, se intendi che dovrei scusarmi io perché per te 35.000 persone sono effettivamente morte per covid, non sono sicuro di aver capito bene: sostieni o no che in quel conto hanno messo dentro i morti di qualsiasi cosa?
          La mia domanda era: di quei 35.000 ufficialmente vittime di covid, quanti sarebbero i morti di altro contati per sbaglio?
          È offensivo?

          Comunque, notizia di oggi: Israele annuncia un nuovo lockdown. Si vede che lì il covid

          1)non hanno imparato a curarlo o, in subirdine
          2)non è mutato in modo benigno come tu dici è successo da noi.
          3)vogliono terrorizzare di più

          Meno male che noi abbiamo medici più bravi o più fortuna con le mutazioni o gente meno brava a terrorizzare al potere

          https://www.ilpost.it/2020/09/14/israele-nuovo-lockdown/

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