FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, PARTE TERZA

Per cominciare col botto, vi faccio vedere in diretta come si fabbrica un allarme sanitario: buon divertimento!

Viva l’Italia, presa a tradimento
l’Italia assassinata dai giornali e dal governo
l’Italia derubata e colpita al cuore
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare
viva l’Italia, l’Italia che non resiste più.

Il fatto è che anche di fronte a un così palese esempio di invenzione pura e semplice di fatti inesistenti, chi è pieno di dubbi e magari mi scrive in privato per ragionare e riflettere insieme, forse avrà un dubbio in meno e un motivo per tranquillizzarsi in più, ma per chi ha la fede, la fede convinta nel pericolo sovrastante, nella seconda ondata che arriverà, non esistono argomenti validi. E se è vero che il famoso “credo quia absurdum” è una bufala e che nessun apologeta cristiano ha mai pronunciato questa frase, adesso però l’enunciato è diventato validissimo: più è assurdo, e più ci credono.
Passo a questo pezzo che riprende, ma molto meglio di come lo avevo fatto io ieri, il tema dei crimini del governo.

Piergiorgio Molinari 

Devo ammetterlo: sono spaventato. In queste ore si è scoperto che il governo del bifolco tinto, sostenuto da PD e Cinque Stelle, già dal 12 febbraio aveva sul tavolo uno studio intitolato “Scenari di diffusione di 2019-NCOV in Italia” nel quale si avvertiva del rischio imminente. In particolare, tale studio sottolineava la mancanza di letti di terapia intensiva e paventava un numero di vittime compreso tra le 35mila e le 60mila (ci è andata bene, con “soli” 35mila morti circa). E cosa fece il governo del bifolco tinto, del PD e dei Cinque Stelle da quel 12 febbraio? Be’, per prima cosa inviò subito in Cina 18 tonnellate di materiale sanitario, compresi quei camici e quelle mascherine che nelle settimane successive sarebbero mancati tragicamente. Poi, assieme alle Sardine e ai sindaci di Milano (Sala) e Bergamo (Gori) giocò al “razzismo è l’unico virus”, ad “abbraccia un cinese”, e mandò in onda spot per dire che “il contagio è molto difficile”. Il tutto mentre il segretario PD Zingaretti organizzava spritz sui navigli e i conduttori TV proni a sinistra (ossia, tutti) si mostravano alle telecamere intenti a mangiare beffardamente involtini primavera per irridere chi invitava alla cautela – memorabile anche la gag con la simpaticissima Littizetto travestita da flacone di Amuchina.
Finché, dopo tre settimane così trascorse tra balocchi ideologici e risatine supponenti, la gente cominciò a morire per davvero e si fecero prendere dal panico. Allora, il 9 marzo il bifolco decise per decreto il lockdown di un’intera nazione, trasformando un’emergenza sanitaria gestita criminalmente in un una criminale catastrofe non solo sanitaria, ma anche economica e sociale. Ed essendo appunto criminali, nel frattempo sospendevano pure i diritti costituzionali, gesto senza precedenti nella storia repubblicana.
Insomma, anche solo questo – e c’è molto altro – dovrebbe bastare perché un popolo mediamente passivo desse un segnale di indignazione, o almeno di insofferenza. Invece no: convinti da decenni di propaganda che non sappiamo fare le rivoluzioni, noi italiani tratteniamo il fiato dietro le mascherine, ci vantiamo di aver gestito la crisi “nel migliore dei modi” (anche se siamo il quinto paese al mondo per morti in rapporto alla popolazione e il primo per calo del PIL), e affolliamo le pagine FB delle “Bimbe di Giuseppe Conte”. Dimostrando così di essere il popolo più stupido, apatico, vigliacco e masochista del globo. Solo i cubani e i nordcoreani sono peggio di noi, ma almeno loro rischiano di finire in galera, in un campo di lavoro o direttamente fucilati, mentre gli italiani invece non si ribellano perché hanno paura che un vigile urbano li multi. [In parte sì, ma ce ne sono anche tanti realmente convinti che il governo abbia ragione, che il pericolo incomba e che le limitazioni siano necessarie e giuste, e si fanno un vanto di obbedire alla lettera a quanto imposto; la tizia in spiaggia, a cinque-sei metri dalla persona più vicina, con la mascherina ben tirata da sotto gli occhi a sotto il mento, di sicuro non lo fa per paura della multa. D’altra parte è da oltre un secolo che il comunismo al potere è specializzato in lavaggio del cervello].
A questo punto, di fronte a gente che si lascia massacrare, derubare, imbavagliare, e poi cagare in testa per scherno, e ciò nonostante indossa obbediente la ”mascretina” plaudendo entusiasta ai propri defecatori assassini e ladri, comincio a pensare che abbiano ragione questi ultimi. Insomma, sono arrivato anch’io a disprezzare i miei connazionali, ormai convinto che meritino solo di essere umiliati e sfruttati tanto da vivi quanto da morti. Ciò implica che forse sono divenuto come Conte, quelli del PD e dei Cinque Stelle, e che sono probabilmente pronto a entrare in politica. Questo sì, mi spaventa.
(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)

In Germania il coraggio di protestare lo hanno

ma dalle nostre parti si guardano bene dal parlarne, non sia mai che anche a noi venga un barlume di idea di prendere esempio e insorgere contro il tiranno.

Propongo infine questo pezzo che mi sembra interessante, anche se con qualche piccola riserva

Angelo Michele Imbriani 

Decalogo per i terrorizzati dal contagio.

Da imparare a memoria e ripetere mattina, sera, prima e dopo i pasti.

1. I test sierologici non sono strumenti diagnostici. Se il test è negativo, potresti aver contratto da poco l’infezione ed essere contagioso, senza aver ancora sviluppato anticorpi. Se il test è positivo vuol dire che si è entrati in contatto con un virus tempo prima, ma non è detto né che il virus sia ancora attivo, né che si sia contagiosi, né che si tratti del Covid 19 e non di un coronavirus affine.

2. Un tampone positivo non vuol dire né che si è malati, né che si è contagiosi. Il tampone rileva l’RNA del virus, non la carica virale necessaria a scatenare la malattia e a contagiare altre persone. La carica virale andrebbe misurata con una piastrina, che non viene fatta.

3. È improbabile che gli asintomatici abbiano sufficiente carica virale da risultare contagiosi [su questo non metterei la mano sul fuoco, a meno che per asintomatici non si intendano persone diventate asintomatiche perché guarite, nel qual caso sicuramente non sono contagiose]

4. Per contagiarti devi essere esposto a una adeguata carica virale, ossia devi stare a stretto contatto per un tempo non breve con una persona infetta. Non puoi contagiarti se qualcuno ti passa vicino per strada o ti parla per due minuti, a una minima distanza, a meno che non ti tossica o starnutisca in faccia [cosa che a nessuno è mai venuto in mente di fare, neanche prima, per cui non si capisce per quale motivo dovrebbe venirci in mente di fare adesso e gli altri abbiano la necessità di premunirsi nel caso dovessimo avere il ghiribizzo di scaraventargli in faccia uno starnuto o una raffica di tosse, magari con annessa scatarrata].

5. La stragrande maggioranza dei contagi avvengono o sono avvenuti in ospedali, case di riposo, abitazioni private. In ogni caso, in luoghi chiusi dove le persone stanno a stretto contatto per ore. Aver paura del contagio all’aria aperta è paranoia più che prudenza.

6. La mascherina chirurgica, se sostituita dopo poche ore e non riutilizzata, protegge le altre persone dai tuoi virus e batteri, non protegge te. Una mascherina chirurgica male utilizzata o una mascherina “comunitaria”, ossia una di quelle comunemente in commercio non protegge nessuno da nulla.

7. Quando un virus diventa meno aggressivo e letale ma continua a diffondersi significa che si è adattato all’ospite (noi) in una convivenza sempre più pacifica. È un segnale positivo, non di allarme.

8. Il distanziamento sociale, l’uso ripetuto di gel antibatterici, la paura stessa, la vita sedentaria e al chiuso non fanno altro che indebolire le naturali difese immunitarie dell’organismo che sono invece la fondamentale protezione da questa e da ogni altra malattia.

9. abitudini quotidiane e stili di vita largamente o universalmente diffusi continuano a rappresentare un rischio di malattia grave e anche di morte enormemente maggiore rispetto al Covid 19, da quelle che si potrebbero modificare, senza che molti lo facciano, come fumo, alimentazione sbagliata, vita sedentaria, obesità, a quelli e quelle che comportano un rischio che invece siamo disposti ad accettare senza domandarci ad ogni istante se stiamo in “sicurezza”, dagli spostamenti in automobile, ai lavori domestici, a molti lavori extra domestici, a diversi sport o attività di svago. Riflettendo su questo, la paura paralizzante o condizionante del Covid 19, che comporta rischi minori, e la paura di un contagio molto meno probabile di un incidente o di una malattia conseguente alle abitudini e pratiche di cui sopra, non possono che apparire sciocche e irrazionali.

10. Infine, se nonostante tutto continui ad essere spaventato, puoi prendere le tue precauzioni – indossare una mascherina FFP2, evitare gli assembramenti e, il più possibile, i luoghi pubblici chiusi o i mezzi di trasporto, uscire di meno, sanificare continuamente abitazione, vestiti, oggetti – senza però pretendere di limitare la libertà e di condizionare la vita degli altri che non hanno paura.

In sostanza se neanche i nove punti precedenti ti hanno rassicurato, continua ad avere paura, ma senza rompere i coglioni.

E la cosa più patetica, ma anche penosa, sono le mascherine “sfiziose”, cucite con amore, con stoffe carine, magari da coordinare col vestito: come qualcuno che si mettesse a fare tendine ricamate per la finestra della prigione, avendo talmente introiettato l’idea della prigione come posto giusto in cui vivere, da arrivare a sentirla come una vera casa. In questo caso, vivere come normale la privazione dell’espressività del viso, ossia di una parte essenziale della propria personalità. E questo davvero sconvolge.
Continua

barbara

  1. Non avendo titoli “virologici” per giudicare l’essenza dell’articolo, di quanto letto mi permetto di fare una considerazione sulla “simpaticissima” littizzetto: vagamente filo-palestinese e antisionista??? In ultima analisi ANTISEMITA??? Se sbaglio qualcuno mi corrigerà???…

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  2. Sono finalmente riuscito a vedere il filmato di Pollon.
    Come cambiare le cose? Un buon inizio è una querela per danni al giornalista, al direttore e all’editore del Messaggero, da parte della specifica struttura e, per una cifra cento volte maggiore, da parte della Regione Sardegna: ci sono ottime probabilità di vincerla.
    Credimi, non gli piace essere toccati nel portafogli.

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    • Lui è senatore e so che è parecchio attivo in diversi ambiti (purtroppo è della Lega e quindi è un attivo cattivo, che giustamente non va ascoltato). Spero che qualcosa si muova davvero, perché veramente non è ammissibile seminare terrore a questo modo, distruggere un’economia già in ginocchio e tutto il resto. E spero che si muova nel modo che dici tu, lasciandoli in mutande, ma proprio alla lettera.

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    • Intervengo sulla vicenda sardegna. Per curiosità mi son scaricato gli, scarni, dati della protezione civile e quello che ho notato è che a fronte di un numero totale di positivi identico al 04/04 e al 31/08, il numero di ospedalizzati (TI + ricovero semplice) ad agosto è inferiore di circa 100 unità.
      al 04/04 avevamo 123 ricoverati semplici e 28 in TI, al 31/08 28 ricoverati e 4 in TI. Mi sa che molti stanno facendo solo terrorismo psicologico,

      PS
      sarebbe utile avere il dato “positivi autoctoni” e il dato “positivi importati” ma penso che per ovvi motivi le autorità siano restie a divulgarlo.

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  3. Intanto, sempre per il piacere di aggiungere carne al fuoco della conversazione, ecco un paio di notizie – vere, ufficiali, confermate perfino dal NYT – che vengono dall’America, ma penso si adattino bene anche all’Italia:
    1) Di tutte le morti attribuite al COVID, solo il 6% (seipercento) sono dovute al solo virus.
    Fai un po’ i conti…
    2) Il lockdown finirà per costare dieci volte più morti del COVID (non di quel 6%, di tutti quanti).
    Questo, per i deficienti che dicono di seguire “lascienza”.
    Si può anche dire che di tutte quelle morti, molte all’inizio sono state dovute a cure sbagliate: non per colpa o per cattiveria, ma per semplice inesperienza rispetto ad una nuova malattia (certo, magari qualche autopsia in più a Marzo avrebbe aiutato…).
    https://amgreatness.com/2020/08/31/new-study-shows-covid-19-lockdowns-10-times-more-deadly-than-virus-itself/

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    • Bellissimo. Anche se, come ho sempre fatto, anche qui faccio forte obiezione sulla faccenda del “solo virus”. Anch’io verrei classificata come “morta con”, ma se non mi casca una tegola in testa, seguendo l’andamento famigliare mi aspettano ancora 20-25 anni di vita. E resta il fatto – non ho certo bisogno di insegnarlo io a te – che raramente ci si ammala e si muore per un’unica causa (non ti viene il tumore ai polmoni solo per il fumo, non ti viene la cirrosi epatica solo per l’alcol, l’ipercolesterolemia non ti viene solo dall’alimentazione e l’ictus non ti viene solo dall’ipercolesterolemia), per cui non vedo perché questa precisazione debba essere fatta per il covid. Tutto il resto naturalmente lo condivido.

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  4. Pingback: GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA MENZOGNA | ilblogdibarbara

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