CRONACA DI UNA BANCAROTTA

Sociale, morale, politica, legale, economica, sanitaria, mentale. Totale.

Restrizioni ed esercito nelle strade per Dpcm. E meno male che amiamo libertà e serietà…

Nel Regno Unito i deputati Tories mettono alle strette il loro primo ministro perché le misure anti-Covid non sono sufficientemente dibattute ai Comuni, mentre in Italia basta un atto amministrativo per schierare l’esercito. E meno male che “amiamo la libertà ma anche la serietà”: maggioranza silente, misure anticipate sui media, opposizione sonnolenta

Da diversi giorni il primo ministro britannico Boris Johnson ha un vero grattacapo da risolvere e non riguarda Brexit. Il malumore tra le fila del Partito conservatore sulla gestione dell’emergenza Covid si è fatto sempre più rumoroso, al punto che si pronosticano un’ottantina di deputati pronti alla battaglia contro il loro leader perché le misure di prevenzione annunciate diventino oggetto di dibattito alla Camera dei Comuni: tra queste c’è la possibilità di avvalersi dell’esercito per rafforzare i controlli. Scrutiny è la parola d’ordine: un esame minuzioso delle misure proposte per poi procedere con una votazione.
Particolarmente interessante è anche lo spunto offerto sulle pagine dello Spectator da Petronella Wyatt che ha ricordato al suo ex direttore Johnson una massima di Benjamin Franklin che amava citare quando era alla guida della rivista d’animo conservatore: “Chi rinuncia alla libertà, allo scopo di raggiungere una piccola e temporanea sicurezza, non merita né l’una e l’altra”

A Roma però sono molto più seri. Il meccanismo ormai è consolidato: prima ancora che il nuovo, ennesimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte diventi realtà, i mezzi d’informazione hanno fornito diversi retroscena e interpretazioni degli umori che si respirano a Palazzo Chigi e dintorni. Si sonda il terreno: l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto in tutto il Paese e non solo in alcune regioni, l’idea di imporre un coprifuoco ai locali a partire dalle 23, il piano per limitare il numero di invitati ad occasioni quali matrimoni, battesimi e altre cerimonie. L’opinione pubblica reagisce, si aggiusta il tiro – la chiusura anticipata di bar e ristoranti pare essere rientrata, ma perché, assicurano i soliti bene informati, si vuole procedere con cautela, quindi potrebbe essere solo rimandata – e alcuni punti restano, tra i quali l’impiego dell’esercito per evitare forme di assembramento e monitorare la situazione. In un Paese che può vantare polizia, polizia locale, carabinieri e guardia di finanza [e la guardia costiera: è stata usata anche quella per dare la caccia al tipo in canoa e a quello che faceva sub al largo, in assoluta solitaria], che in regime di lockdown davano la caccia ai trasgressori con droni ed elicotteri, a favor di telecamere… Evidentemente non bastano.
Il dispiegamento dell’esercito, dunque, sarebbe previsto da un atto amministrativo, non avente forza di legge, che non richiede dunque firma del capo dello Stato né passaggi parlamentari vincolanti. Tutto ciò sta avvenendo con lo scontato disinteresse della maggioranza (i grillini poi sono troppo presi dalle beghe sulla proprietà del blog delle stelle, al punto che il ministro degli esteri pare essersi scordato pure dei 18 pescatori siciliani sequestrati in Libia), tanto che nemmeno il numero legale alla Camera sulle comunicazioni del ministro Speranza è riuscita a garantire, e la sonnolenza di un’opposizione che, superate le elezioni amministrative, ha sotterrato l’ascia di guerra. Il Quirinale più che super partes, si mantiene alla larga e non proferisce parola: evidentemente è il nuovo codice della strada a mostrare molte più criticità, d’altronde i monopattini sono davvero un pericolo per tutti…
Dev’essere iniziata la nuova fase auspicata da Conte con il discorso di domenica scorsa ad Assisi, in cui accennava alla necessità di una “rigenerazione interiore” e di una “radicale mutazione di passo e prospettiva, anche sul piano culturale”. Per essere liberi, ma soprattutto seri. Ci auguravamo avvenisse con mezzi e modalità diverse, ma è chiaro che gli ingenui siamo noi…
Ps: se vi capitasse di visitare una delle località del Basso lodigiano rinchiuse nella famosa e triste zona rossa, chiedete a chi vi abita quali siano i ricordi che più hanno lasciato il segno di quei giorni. In molti vi risponderanno indicando la presenza dei militari a delimitare i confini entro i quali potevano muoversi.
Dario Mazzocchi, 7 Ott 2020, qui.

“Don’t let it dominate your life”. Il messaggio di Trump e la vera emergenza in Italia: economica e democratica

Mentre Trump cerca di ribaltare una narrazione a lui sfavorevole e lanciare un messaggio di ottimismo e vigore (si può convivere con il virus senza chiudere il Paese come vorrebbe fare Biden), qui in Italia, dove “amiamo la libertà ma anche la serietà”, dopo otto mesi si procede ancora a colpi di Dpcm e restrizioni… Ma l’emergenza non può essere un jolly che governo e maggioranza (e Quirinale) giocano all’infinito per addomesticare l’opposizione

Noi di Atlantico Quotidiano siamo stati tra i primi a non sottovalutare il virus di Wuhan. Sebbene privi di competenze scientifiche e mediche, ne abbiamo intuito la pericolosità semplicemente sulla base delle misure drastiche adottate dal regime di Pechino, che apparivano del tutto sproporzionate rispetto ai numeri (evidentemente falsi) che dichiarava a metà gennaio [anch’io. Sulla base del fatto che conosco la Cina, e se loro dicono che non c’è pericolo, sapendo con assoluta certezza che mentono, so anche con altrettanta certezza che il pericolo c’è]. Tra i primi abbiamo denunciato con una lunga serie di articoli il cover up firmato Cina/Oms e compreso che l’ondata del virus sarebbe arrivata e ci avrebbe travolti. Chi oggi governa l’emergenza a colpi di restrizioni e obblighi, anche senza basi scientifiche, implicitamente scaricando sulla cittadinanza la responsabilità dell’aumento dei contagi e diffondendo il panico, all’epoca assicurava che eravamo pronti [“prontissimi”, per la precisione] anche se non lo eravamo affatto, abbracciava cinesi, mangiava involtini, beveva spritz nella “Milano non si ferma”, e accusava di razzismo chi chiedeva rigorose quarantene per chiunque arrivasse dalla Cina.
E siamo stati tra i primi anche a denunciare l’emergenza democratica, i rischi di deriva autoritaria, non tanto per le misure di restrizione in sé, ma soprattutto per le modalità con le quali venivano adottate (i Dpcm) e per il protrarsi di uno stato d’emergenza che da troppi mesi concentra “pieni poteri” nelle mani di pochissimi uomini senza una adeguata e tempestiva azione di controllo da parte del Parlamento. Ieri, qualcuno si è scandalizzato perché le opposizioni hanno esultato quando alla Camera è mancato il numero legale sulla risoluzione di maggioranza in merito alle comunicazioni del ministro Speranza sull’ennesimo Dpcm. Ma perché la maggioranza non era in aula a votare la sua risoluzione? L’emergenza non può essere un jolly che governo e maggioranza (e Quirinale) giocano all’infinito per addomesticare l’opposizione. Dopo ben otto mesi d’emergenza, si può, anzi si deve fare opposizione anche su una gestione del Covid a colpi di Dpcm e Parlamento “edotto”.
Dopo quasi dieci mesi di pandemia, un lockdown estremo di quasi tre mesi che ha messo al tappeto le attività economiche, e considerando che conosciamo meglio la malattia, le cure sono più efficaci ed è, quindi, meno letale, dovrebbe essere pacifico che occorre trovare un modo per convivere con il virus se non vogliamo distruggere milioni di vite ammazzando la nostra economia e trascurando malattie altrettanto se non più pericolose e letali.
Eppure, chiunque osi mettere in dubbio l’approccio adottato o le singole misure – tra l’altro non sempre supportate dai pareri del Cts, come si è visto – viene demonizzato, ricorrendo allo straw man argument. Chi non si allinea all’allarmismo imperante è “negazionista”, come se sostenere un approccio diverso, più attento alle ricadute economiche e sociali, significasse negare o sottovalutare la pericolosità o l’esistenza stessa del virus.
Tra chi ne ha fatto le spese in questi mesi, nella narrazione manipolatoria dei media mainstream, è senz’altro il presidente Donald Trump, appena tornato alla Casa Bianca dopo un ricovero di qualche giorno, al Walter Reed General Hospital, per Covid-19.
Nel video di poco più di un minuto diffuso lunedì sera al suo rientro, è condensato il suo approccio, a nostro avviso equilibrato:

“Non abbiate paura. Non lasciate che il virus domini la vostra vita. Abbiamo le migliori attrezzature mediche, abbiamo i migliori medicinali, abbiamo bravissimi medici e infermieri … So bene che c’è un rischio, che c’è un pericolo, ma non lasciatevi dominare dal virus. Uscite, state attenti… abbiamo i migliori medicinali e i vaccini arriveranno molto presto”.
[A proposito di Trump: una riflessione

di uno che difficilmente potrà essere accusato del famigerato suprematismo bianco]

Smentiamo innanzitutto una menzogna che i media mainstream sono riusciti a inculcare nella mente del loro pubblico: Trump non è mai stato “negazionista” (così come Boris Johnson non ha mai pensato all’immunità di gregge come strategia contro il coronavirus). Ha prontamente chiuso il Paese ai voli dalla Cina, ancor prima della dichiarazione d’emergenza dell’Oms, scelta per cui fu criticato da Biden e dai Democratici con la solita accusa di “razzismo”. Ha disposto le quarantene, si è mobilitato per le navi ospedali e l’acquisto dei dispositivi sanitari, ha spinto la ricerca sui vaccini. Ha stanziato le risorse necessarie perché test e terapie fossero gratuite per tutti [alla faccia della leggenda dei tamponi a 4000 dollari] e si è battuto per far sì che le cure sperimentali fossero disponibili a tutti prima possibile. Infine, ha duramente accusato la Cina e l’Oms per aver ingannato il mondo e contribuito alla diffusione del virus. Non sembra proprio una condotta da “negazionista”.
Ricordiamo anche che non è di competenza federale decidere le misure restrittive e i lockdown nei singoli stati, né la responsabilità di organizzare e preparare le strutture sanitarie. A Trump si può certo imputare qualche leggerezza: per esempio, non aver voluto esibire in pubblico l’uso di dispositivi di protezione come le mascherine, o non aver rinunciato ad eventi pubblici, ma questo non perché negasse la pericolosità del virus, ma perché il suo obiettivo, da imprenditore che sa bene quanto il mood influenzi l’economia, è sempre stato quello di non deprimere e gettare nel panico il Paese. La sua posizione è sempre stata di cercare di convivere con il virus senza fermare le attività economiche e, laddove si sono dovute fermare, per farle ripartire al più presto, consapevole che la Cina è lì pronta ad approfittare delle difficoltà economiche dell’Occidente. Viceversa, molti governatori Democratici sono apparsi quasi tifare per il virus per mero calcolo politico, alcuni arrivando a prospettare la completa riapertura dei loro stati solo dopo le elezioni presidenziali.
Ora il messaggio di Trump è chiaramente volto a ribaltare una narrazione per lui estremamente negativa: se la notizia della positività, il ricovero in ospedale, avvaloravano l’accusa dei suoi avversari di aver sottovalutato il virus, rimettersi presto e bene, a 74 anni, significa dimostrare quanto ha sempre sostenuto, e cioè che con il virus si può convivere senza chiudere il Paese come vorrebbe fare Biden. Significa potersi presentare come vincitore, rafforzare la sua immagine di leader combattente, persino sprezzante del pericolo, che non si è nascosto, non si è rinchiuso dentro la Casa Bianca, ma ha sfidato il virus come milioni di americani che non si sono fermati. Non sappiamo se basterà a garantirgli la rielezione, ma è uno storytelling senz’altro meno penalizzante di quello che vedeva il presidente rinchiuso in ospedale, “punito” per aver sottovalutato il virus…
Ma nel suo messaggio di ieri c’è anche tutto l’ottimismo, fondato sulla fiducia nei progressi della scienza e della medicina, che fa parte della cultura profonda americana. Vedremo se e quanto il coronavirus ha intaccato e piegato, almeno temporaneamente, quello spirito. In tal caso, il messaggio di Trump avrà toccato le corde sbagliate e risuonerà stonato alle orecchie della maggioranza degli americani.

Se invece noi in Italia ci troviamo con un governo che vuole impiegare l’esercito contro gli assembramenti, che ci obbliga alle mascherine all’aperto, nella totale assuefazione dei media e sonnolenza delle opposizioni, allora non possiamo troppo lamentarci se ci dicono che amiamo la libertà meno di altri popoli…
L’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto viene giustificato in queste ore con la necessità di “recuperare il livello di attenzione”, dare un “segnale psicologico di allerta” (Zingaretti). In sostanza, ci pare, stanno ammettendo che vogliono creare allarmismo. Peggio che inutile, significa lanciare il messaggio che il pericolo è ovunque, che stiamo tornando al dramma di marzo-aprile scorsi, alimentando un clima di paura che rischia di avere sull’economia effetti simili a quelli del lockdown.
E certo, però, fa comodo a chi ci governa, da Palazzo Chigi o a livello regionale, scaricare la responsabilità dell’aumento o meno dei contagi sui comportamenti dei cittadini, distrarre il dibattito pubblico dalla propria inefficienza e impreparazione.
A Roma assistiamo a code di chilometri, centinaia di auto in fila per i tamponi drive-in. I mezzi pubblici sono di nuovo affollati, mentre come ha osservato il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, Francesco Vaia, “dovrebbero essere raddoppiati”, ma a quanto pare otto mesi di emergenza e 100 miliardi di debito extra non sono stati sufficienti per potenziarli. La distribuzione del vaccino antinfluenzale è in ritardo, molte regioni non hanno aumentato a sufficienza il numero di terapie intensive, di medici e infermieri, e non hanno ancora predisposto strutture dove accogliere positivi che non richiedono il ricovero ma che per le loro condizioni non possono nemmeno essere lasciati a casa.
Sul lato economico, molti lavoratori e le loro famiglie aspettano ancora la cassa integrazione di maggio, molte imprese falliscono, il Recovery Fund è una “favola” che dobbiamo dimenticarci, ammettono anche i giornalisti che l’hanno venduta ai loro lettori, arriverà nella seconda metà del 2021, sempre che arrivi (e bisogna vedere quanti italiani, nel frattempo, non ce l’avranno fatta: e non per il Covid…). Per non parlare della scuola…
Ma di tutto questo, che ha a che fare con l’inettitudine di un governo che si è dimostrato capace solo di chiudere e vietare, non si parla, se non marginalmente. La priorità è l’obbligo delle mascherine all’aperto e chi dissente è “negazionista”…
Federico Punzi, 7 Ott 2020, qui.

E poi mettiamoci il De Luca che fa ricoverare tutti gli asintomatici per poi strillare all’intasamento degli ospedali che “conferma” la situazione di emergenza con conseguente necessità di rinchiuderci di nuovo tutti quanti e metterci l’esercito sulla porta di casa nel caso ci venisse la malaugurata idea di voler uscire.
E per concludere guardiamoci questo:

barbara

AGGIORNAMENTO

Finalmente, con 125.314 tamponi, al posto della manciata di migliaia che si facevano al tempo dell’epidemia, ci sono riusciti.

Da domani chi esce di casa dovrà sempre portare con sé una mascherina. “C’è una risalita dei contagi. Abbiamo varato un decreto per prorogare lo stato di emergenza e introdotto l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto. Non va solo portata ma anche indossata. Dobbiamo essere più rigorosi”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti, ha spiegato quali sono le nuove misure anti Covid previste, che saranno in vigore da domani e fino al prossimo 15 ottobre, quando probabilmente le regole anti Covid saranno aggiornate con un nuovo dpcm.
Il rischio, ha spiegato Conte, è che la netta risalita dei contagi possa comportare una necessità di varare nuove misure più restrittive per le attività sociali e commerciali. Per questo è stata prorogato lo stato d’emergenza fino al prossimo 31 gennaio. Il nuovo provvedimento varato oggi allunga l’effetto delle misure già disposte con il dpcm del 7 settembre in scadenza alla mezzanotte oggi, e limita i poteri dei presidenti delle Regioni: “Abbiamo ritenuto opportuno e necessario recuperare quel rapporto tra Stato e Regioni che avevamo costruito nella fase più dura. D’ora in poi le Regioni potranno adottare misure più restrittive rispetto a quelle a livello nazionale. Invece saranno limitate nell’adozione di misure di allentamento. Lo potranno fare solo d’intesa con il ministro della Sanità”, ha aggiunto il premier durante la breve conferenza stampa. [Capito? Se un De Luca vuole tirare fuori il lanciafiamme è liberissimo di farlo, ma se uno volesse dire qui non c’è nessuna situazione di allarme quindi allento un pochino no, quello non lo può fare]
La mascherina bisogna insomma averla sempre con sé, a meno che non ci si trovi in una situazione di continuativo isolamento. Per il resto la mascherina va portata e indossata, anche quando si è per strada e all’aperto insieme ad altre persone che non siano congiunti, quindi anche con gli amici. Se si viola questa norma si rischia una multa da 400 a 1000 euro; si tratta comunque una cifra inferiore al periodo del lockdown, quando le multe potevano arrivare fino a 3000 euro. Ci sarà però una stretta nei controlli. Sono previste però alcune eccezioni nell’utilizzo della mascherina, vediamo quali.

Quando è consentito non portare la mascherina
Come ha spiegato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, “Le mascherine non sono previste quando si è lontano dagli altri, per esempio se si va in campagna, in giardino, nel proprio orto”, in momenti cioè in cui si è da soli per un periodo di tempo continuato.

Categorie esentate
Non sono obbligati a indossare il dispositivo di protezione i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina (devono però esibire un certificato medico valido).

In spiaggia o nel bosco
Se si sta facendo una camminata, da soli o con i conviventi, in un luogo all’aperto nella natura, in spiaggia o in un bosco per esempio, non è necessario portare la mascherina.

In macchina con i congiunti
È inoltre possibile togliere la mascherina se si va in bici, in moto o in auto da soli o con i propri congiunti. Anche chi guida un monopattino può abbassare la mascherina, ma va usata non appena si scende dal mezzo.

Lo sport senza mascherina
I runner, o chi fa attività sportiva o motoria nei parchi o per strada, non devono portare la mascherina, purché sia rispettato il distanziamento sociale.

Nei locali pubblici all’aperto
Nei bar o nei ristorante che hanno a disposizione un dehors, si può togliere la mascherina per consumare cibo o bevande. [Nooooo! Veramente posso mangiare e bere senza mascherina?! Ma com’è umano lei! Ma fra un sorso e l’altro e un boccone e l’altro la devo rimettere, vero?]

In casa e nei luoghi chiusi
Nei luoghi pubblici al chiuso la mascherina è sempre obbligatoria, come nelle palestre (rimangono infatti i protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive) o in auto con gli amici. In casa chiaramente lo Stato non può imporre delle regole, ma il presidente del Consiglio Conte ha voluto fare una forte raccomandazione, ribadendo che proprio i contatti con amici e parenti sono secondo gli esperti il principale veicolo di contagio: “Ci sono persone anziane, fragili, vulnerabili: rispettiamo la distanza, proteggiamo anche loro con le mascherine se ci avviciniamo”, perché “lo Stato non può entrare nelle abitazioni private, lo ritengo un principio sacrosanto. Le regole non esistono per l’aspetto sanzionatorio, ma più importante è la realizzazione di un progetto comune”. Sono inoltre fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza, antecedenti al nuovo decreto del governo. (qui)

Una pallottola a frammentazione nel culo. Mezzo etto di cianuro nella macedonia. Due quintali di tritolo sotto la macchina. Una colata di cemento a presa rapida nel gargarozzo. Una bomba atomica sulla casa. In una nazione con tutte le malattie mortali di questo mondo tranne il covid quel lurido figlio di puttana ha inventato un’epidemia che non c’è per ridurre in schiavitù sessanta milioni di persone e ridurre sul lastrico un’intera nazione. Ci stava lavorando da mesi e finalmente ci è riuscito. E chi lancia l’allarme dittatura si prende del fanatico complotti sta, vi possano inculare tutti dal primo all’ultimo.

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