SMONTIAMO UN PO’ DI MITI E LEGGENDE

Gli ospedali intasati
Luigi Cavanna ci spiega perché sono intasati, e perché non dovrebbero esserlo.

«Il covid si cura e si cura a casa. Svuotate gli ospedali»

In maggio conquistò la copertina del Time per la cura domiciliare del covid. Oggi il dottor Luigi Cavanna dell’ospedale di Piacenza è in prima linea per dire che «dobbiamo svuotare gli ospedali». «Prima capiamo che il coronavirus va curato a domicilio, prima risolveremo questa pandemia. La risposta ospedalo-centrica è sbagliata». La Bussola intervista l’oncoematologo: «I malati abbandonati chiamano il Pronto soccorso e gli ospedali si riempiono. È l’errore da evitare». I 5 stadi del covid e fin dove può spingersi il medico a casa. «Oggi si ricovera per polmoniti lievi, ma fino a livello tre si può gestire nelle abitazioni. Il governo ripensi l’assistenza sul territorio subito se non vuole trovarsi a curare nelle chiese». 

«Il covid si cura e si cura a casa. Il governo deospedalizzi i ricoverati, la situazione è critica perché si stanno riempiendo i reparti senza criterio e senza considerare che le stesse cure le possono ricevere a casa». Il dottor Luigi Cavanna, primario di oncoematologia all’ospedale di Piacenza fino a pochi giorni fa era un eroe. La copertina che gli aveva dedicato a maggio il Time per le sue cure domiciliari ai malati di covid lo proiettava nell’alveo dei “medici esemplari”. Ma è bastato che ricevesse le attenzioni stizzite del professor Burioni per essere coinvolto nelle stucchevoli polemiche tra scienziati. Ma Cavanna non è mai cambiato: ha continuato a fare quello che faceva dal 21 febbraio, da quando, come dirà in questa intervista alla Bussola «il covid ci ha sconvolto la vita». Ed è a Piacenza che la Bussola lo ha incontrato, col camice bianco e le chiavi della macchina pronte per partire da un nuovo malato. Rigorosamente a casa. 

Professore, si è fatto un’idea della polemica con Burioni?
Ma la polemica l’ha ingaggiata lui, non io. E comunque io non ho problemi, sono al mio posto a curare il covid, come sempre. 

Perché ce l’aveva con lei?
Senta, io faccio l’oncologo e Burioni è fuori dal mio ambito di comunità scientifica.

Eppure, si è lamentato per l’uso della idrossiclorochina perché lei non avrebbe – dice lui – mai pubblicato nulla.
Sciocchezze. Nessuno ha pubblicato ancora nulla. La comunità scientifica ha bisogno di tempi lunghi, di verifiche, di follow up, di comparazioni. E noi stiamo parlando di un virus che qui in Occidente non ha neanche un anno di vita.

E quindi quello che si dice del covid a livello scientifico?
Il 21 febbraio ci è arrivata in testa una condizione mai conosciuta prima, che ci ha stravolto la vita. Quindi applicare una metodologia di risposta ordinaria a una cosa straordinaria è assurdo e sbagliato dal punto di vista medico. Ma mi faccia dire una cosa sulle mie pubblicazioni scientifiche.

Prego.
Nella mia vita professionale e lavorando non a Houston, ma a Piacenza, sono riuscito a produrre più di 250 lavori scientifici censiti. Ma per il covid ho scelto un’altra strada, più diretta e concreta utilizzando i media generalisti.

Per dire cosa?
Che più velocemente ci rendiamo conto che il covid va curato a domicilio, prima risolveremo questa pandemia.

Veniamo allora alla sostanza.
Primo: il covid è una malattia infettiva che provoca come complicanza la polmonite. Più precocemente viene curata, più si hanno risultati buoni e meno le persone peggiorano e questo lo abbiamo toccato con mano.

Lapalissiano…
Non per tutti. In tv sento parlare di pronto soccorso e reparti che scoppiano.

I dati che ci forniscono sembrano quelli…
Ma se di fronte a una malattia virale dai una risposta ospedalo-centrica sbagli tutto. Noi ce ne siamo accorti.

Quando?
Già ai primi di marzo ci siamo resi conto che in ospedale arrivavano centinaia di malati e questi erano tutti – e dico tutti – con una storia di tosse, febbre e mancanza di fiato che durava da giorni. La gente era a casa, non guariva e poi ad un certo punto non resisteva più e andava al Pronto Soccorso disperata. Così veniva ricoverata, intubata e poteva capitare che morisse.

È la storia di marzo e aprile.
Da lì per noi è scattato l’uovo di Colombo. Ci siamo chiesti: ma queste persone quando sono in ospedale che cura ricevono? Somministravamo inizialmente antivirale e idrossiclorochina mattina e sera, tre pastiglie e ci siamo detti: ma se noi queste pastiglie le diamo 15 giorni prima può cambiare qualcosa? Possono non intasare gli ospedali? Se portiamo queste cure a casa non è meglio? Così siamo partiti con una squadra.

Somministrazione precoce alla comparsa dei primi sintomi?
Fon-da-men-ta-le! I cinesi dicono che se gli antivirali sono somministrati precocemente molto facilmente non si innesca quel processo infiammatorio che si chiama “tempesta citochinica”. Abbiamo visto che se si interviene precocemente si blocca la risposta iper-immunitaria e i polmoni non vengono devastati. E quando poi abbiamo scoperto i benefici dell’eparina abbiamo chiuso il cerchio.

Arrivati nelle case?
Abbiamo cominciato ad andare nelle abitazioni a Piacenza con una metodica approvata: un medico e un’infermiera con un ecografo e il tampone: fatta la diagnosi di covid lasciavamo un saturimetro e i farmaci. In questo modo abbiamo curato tante persone con una risposta favorevole. Dopo 15 giorni, abbiamo rafforzato le equipe e siamo arrivati a sette su tutto il territorio di Piacenza.

Quanti pazienti avete raggiunto?
300.

E quanti morti?
Zero.

Zero?
Sì, stiamo monitorando il follow up dei 30 e 60 giorni per la pubblicazione scientifica, ma il risultato è quello.

Ha parlato dell’idrossiclorochina. A che punto è il blocco?
Ho visto che Panorama ha promosso una raccolta di firme, sono già 8000, di medici che chiedono all’AIFA di rivedere le proprie posizioni.

Quanto è importante la clorochina nella cura del covid?
Moltissimo perché ha anche una proprietà immunomodulante oltre che antinfiammatoria. Il nostro organismo reagisce al coronavirus provocando più anticorpi e questo crea la tempesta di cui parlavo prima ed è quella che porta all’aggravarsi della malattia, la clorochina aiuta a regolare la risposta autoimmunitaria del nostro corpo.

Perché allora l’hanno bloccata?
Sulla base di uno studio che si riferiva a complicanze da sovradosaggio, ma qualunque farmaco sovradosato è un veleno. Lo dice la parola stessa. Il nostro dosaggio non ha mai portato a complicanze.

È vero che il virus è più debole?
E’ verosimile, ma questo lo devo dire sottovoce perché non abbiamo ancora le prove. Però è un’evidenza che condividiamo tra medici e soprattutto tra radiologi. Quello che mi sento di dire è che oggi abbiamo una forma di covid che se curata in tempo con cortisone e antibiotico si guarisce.

Ecco, veniamo alle cure. Perché l’antibiotico se si tratta di un virus?
Anzitutto per evitare le conseguenze di sovra infezioni batteriche, ma anche per un altro motivo.

Quale?
Noi somministriamo azitromicina, che è un antibiotico con azione antivirale.

Veniamo alla domanda di questi giorni. Perché si arriva in ospedale?
Perché manca una linea guida a livello centrale che dica: se il malato ha febbre fino a 38 chi lo va a visitare a casa? Nella nostra realtà ci vanno le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), ma non è così in tutt’Italia. I medici di base non hanno protocolli dato che cambiano tutti i giorni. Allora i malati chiamano il Pronto soccorso. È questo l’errore da evitare. Lo ripeto: bisogna curarli a casa. Andando al Pronto Soccorso sa che succede?

Cosa?
Che vengono ricoverati mentre non andranno in ospedale quelli che hanno il cancro o l’infarto o l’ictus con gravi ripercussioni su una fetta di patologia umana.

Quanti malati avete in ospedale a Piacenza?
Pochi, comunque gestibili perché cerchiamo di evitare che arrivino nei nostri reparti, non ce ne sono tanti. Il nostro Pronto Soccorso nello scorso fine settimana non ha ricevuto malati, è la fortuna di lavorare sul territorio.

Per curare a casa però ci vorrebbe un protocollo che non c’è.
Non è vero. I decisori al governo devono smetterla di continuare a parlare di terapie intensive, devono cominciare a dire “curiamoli a casa” altrimenti dovremo riempire le chiese per curarli.

Come si fa a capire se uno può essere curato a casa?
I cinesi hanno codificato cinque stadi. Il primo è quello di della forma asintomatica o paucisintomatica chiamata Mild (blanda).

Cura?
Nessuna.

Il secondo stadio?
Polmonite semplice. Qui si interviene con idrossiclorochina, quando finalmente tornerà possibile e spero presto. In più azitromicina e cortisone, che può essere desametasone o prednisone.

Niente ossigeno?
No. Quello è previsto col terzo stadio, che è la polmonite di moderata gravità.

E si va in ospedale?
No! Ossigeno a domicilio, è sufficiente avere un care giver che si prenda cura del malato a casa. Solo col IV e V stadio, rispettivamente forma severa e quella di pre-collasso, allora si va in ospedale. Come vede la diagnosi medica è fondamentale, non stiamo parlando di automedicazione.

Quindi lei cura a domicilio fino al terzo stadio?
Sì.

E oggi in Italia a che stadio di arriva in ospedale?
Già al secondo stadio. Capisce perché così non si può continuare? In ospedale arrivano malati che possono e devono essere curati a casa. Bisogna invertire immediatamente la tendenza e domiciliare il più possibile il malato.

Che cosa ha detto la comunità scientifica della vostra terapia domiciliare?
I dati devono ancora essere pubblicati, ma posso solo dire che nel mio ambito, l’AIOM, l’associazione italiana di oncologia medica, mi premierà per aver fatto questa attività. È un  premio che mi fa onore, alla memoria di un grande oncologo, Dino Amadori uno dei padri dell’oncologia italiana.

Come si giustifica questo incremento di contagi?
Fisiologico, è la stagione.

Non c’entrano i nostri comportamenti di quest’estate?
No

Perché?
Perché i tempi di incubazione sono di massimo 15 giorni, deve essere stata un’estate molto lunga se i contatti di luglio e agosto si manifestano adesso, non trova?

Andrea Zambrano, 29/10/2020, qui.

Come diceva Bassetti già mesi fa, il governo ha fatto di tutto per terrorizzare la gente, e la conseguenza sarà che al primo raffreddore si precipiteranno tutti all’ospedale e in brevissimo tempo tutti gli ospedali saranno sull’orlo del collasso: fin troppo facile profeta. E a che livello possano arrivare gli effetti di questo terrorismo di stato accuratamente pianificato e meticolosamente attuato da mesi, lo possiamo vedere in questa testimonianza di Angela Francesca Molina, neuropsichiatra infantile, che ci dice anche alcune altre cose interessanti

QUINDI non è vero che la situazione sta ridiventando drammatica, e non è vero che gli ospedali si riempiono a causa di questa presunta drammaticità della situazione: si riempiono perché il governo, con la complicità dei mass media di regime, hanno terrorizzato la popolazione, e le personalità più fragili – come mostrato nel video della cartella verde – si lasciano portare dalla corrente (per quanto mi riguarda, se mi dovessi ammalare, fino a quando riuscirò a respirare da sola mi chiudo in casa, mi prendo le dosi adeguate di antibiotici e cortisone, non dico a nessuno che sono ammalata perché in quel tritacarne non ci voglio finire, e resterò qui fino a quando non sarò guarita. Per tornare a uscire userò il criterio che vale in tutto il mondo civile – e dunque non in Italia – e cioè dopo il quinto giorno senza sintomi mi considererò non più contagiosa e tornerò a uscire). E non solo non è vero che il divieto di praticare sport porterà un miglioramento della situazione sanitaria ma, al contrario, farà solo danni immensi.

E per oggi mi fermo qui; il seguito a domani.

barbara

  1. Sono concorde in ogni passo di questo articolo ..dall’ inizio alla fine.
    Le importanti lacune,,lì…sono riusciti a riempirle, vale a dire visite e controlli dei pazienti
    non ospedalizzati..Medico/ infermira/e.Nella prima fase…in gran parte lasciati a se stessi..e seguiti, poco e ..male..Sul teritorio…consulenza via tel con il medico curante..oltre il clima vissuto come senso di terrorismo..1mt…1.80..come distanza..senza
    mascherina. Poi…chi và ad alitare..oppure starnutire vicino al viso di un’ altra persona.
    Riservare il ricovero come nel menzionato nell’ Articolo/i…inoltre..trovo pericoloso,per me
    lo eviterei..se non come..ancora dalle indicazioni menzionate…L’ H..il repato..un concentrato virale.

    Leggendo l’ Articolo ho avuto il piacere nel leggere le varie tappe legate al fattore infettivo del virus..scala per gravità…per me…ha un senso!

    P.S…non centra per niente! Un giovane medico..specialista credo..che quando gli fù affidato…il reparto finì quasi per svuotarlo tante furono le persone dimesse.
    ” adesso..per quel settore specialistico..non ci sono piu’ i reparti..Solo per casi urgenti..il
    ricovero nel reparto di medicina…”
    Ma! Una volta dimessi..se occorreva li seguiva ambulatorialmente..e in un determinato giorno..c’ erano delle medicazioni..eseguite nel reparto di degenza..attività..non prevista.
    Ma è…era impossibile..dirle di no..
    Dopo da Dott. è passato Prof. …ma credo che non sia cambiato..E’ difficile..specialmente se occorre che dica di no…Un giorno le fù chiesto di dare un ‘ appuntamento per il padre
    …di una persona mia conoscente…” sai..è stato dove c’ è molta immagine..ma non è
    rimasto soddisfatto..a parte l’ esosa cifra pagata..Per il pagamento…come si deve comportare…Gli dici di venire con la
    ricetta rossa…mentre continuava a camminare verso un’ altra meta ospedaliera..”
    E’ fra i maggiori esperti ..a livello europeo..per una malattia..che può avere delle spie..non
    visibili ad occhio nudo…se non seguita agli inizi…infausta.

    Adesso è l’ unico Direttore di quella U.O…Mista..Ospedaliero/ Universitaria.
    Se ha detto..troppi Sì..non è stato per scopo personale..ma per richieste da altri..colleghi
    compresi…
    Viaggia co una vespa…e così si reca in ospedali aziendali..e l’ altro molto importante..per consulenze..
    un giorno caddè…non ricordo i danni..
    Marco! Tu mi sembri..il tale ragioniere…se gli chiedevi una pratica…rispondeva 4° scaffale,
    l’ ultimo inserto della fila !
    Ormai..continuo….
    Era venerdì…una nevicata da ricordare…la chiusura natalizia…per recuperare il personale..tutti i degenti dimessi…rimase un’ uomo..i familiari erano bloccati..sarebbero venuti il giorno dopo per portarlo a casa…Mi recai all’ OVIesse..mi comprai 2 ricambi di
    biancheria…la neve calava in silenzio ovattato..
    Io..lavorato..mattina..e un pò oltre…non ricordo bene ma ripresi sevizio..fino al giorno successivo..h 13.30…c’ era un bel sole!
    Il mio capo..lei, avrai dormito ! No, non mi sono mai fermato…a parte il mettere in ordine
    …c’ era in ballo l’ inventario del mat/sanitario..farmaci..etc…
    In buona parte ci riuscii..ma dopo le feste ci ritornai per finirlo…
    ..Il Prof…mi disse rimango qui…chiudo un pò di cartelle..
    io..senti c’ è qualcosa che è avanzato di stamane..” il mio festeggiamento…per pensionamento..” Stress ed emozione..fatto mai accaduto prima in quella U.O. ! Le giovani Dottoresse..
    cantavano…la Solitudine…di Laura Pausini..il Marco c’ era già..sono cambiate un pò di frasi..”
    Ti ho rifatto il letto! Alla matttina..colazione..per noi e..l’ uomo in attesa..
    Tieni…questi sono per la doccia..lenzuoli/ sapone/ shampoo..
    ”L’ amministrazione..mi chiese..il perchè..di quell’ orario…” glielo dissi..
    Vicino all’ ascensore vi erano una decina di sacchi grandi di nettezza…un paio per volta
    li portai giù..in posto adibito in cortile..la neve era una trentina di cm…così per non bagnarmi i piedi ripercorsi il tragitto attraverso le mie orme…” sorridendo..ripensando a tanti aa prima..quando un collegami chiamava..la pantera rosa..”…che con quei passi felpati..comminava velocemente..
    Chi avrebbe immaginato..che quel venerdì..di dicembre 2010 avesse questo tipo di risvolti..
    Una collega..impelliciata..che era venuta per festeggiarmi..non riuscì a tornare a casa..
    gli si staccarono ambedue tacchi delle scarpe..con un pò di cerotto..cercò di ripararle alla
    meglio…Tel.dall’ ufficio…per sapere se c’era ancora un’ infermiera…le facero fare le notte
    nell’ ospedale ..vecchio ” 1238..” di origine..non eravamo..distaccati in una casa di cura..
    Alle 17…riuscì a prendere il treno…gran caos nella stazione …sporca per l” intemperie..
    Arivato a casa..mangiai qualcosa…e dopo andai a letto…
    Credo di avere ancora il CD video..con le foto riversate.. da sembrare quasi un filmato..del mio festeggiamento.

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    • >Che stava a fare, ricoverato?
      Numero. Stava a fare numero.

      Esattamente come tutti gli infermieri e i medici in quarantena per il tampone positivo e zero sintomi: abbassano il personale disponibile, creando emergenza.

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      • Qualche giorno fa ho sentito un medico dell’istituto Negri e diceva che molti possono essere curati a casa senza problemi e spesso sono i ritardi a causare le situazioni di gravità. Per quel signore intervistato non metto la mano sul fuoco che fosse un ricoverato, però un medico ha detto che tanti vanno per essere assistiti. Per finire c’è da spiegarsi perché tutta l’Europa stia in questo caos.

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  2. totalmente d’accordo col contenuto dell’articolo. Il Covid esiste è stupido negarlo, ma è stupido anche negare i danni di questo terrorismo mediatico, e della paralisi dell’economia

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    • E ho visto che è in arrivo un nuovo dippicciemme per lunedì. Prima ti dicono che per vedere gli effetti di un provvedimento ci vogliono due settimane, poi in due settimane ti fanno quattro ordinanze. Che per quanto riguarda l’ultima, che ha chiuso tutte attività che non hanno mai fatto registrare un solo caso di contagio, dubito fortemente che aiuterà a migliorare la situazione, e adesso si prevede una ulteriore riduzione degli orari di negozi e centri commerciali. Dalla mia estetista, quando hanno riaperto, per poter fare un numero sufficiente di pazienti da rimettere almeno un po’ in sesto le finanze, e contemporaneamente evitare persone in sosta in sala d’attesa, sono passate da otto a tredici ore al giorno e il sabato da quattro a sette, e questi, per evitare assembramenti, genialmente li accorciano. Coparli da pìcoi.

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        • Come ha scritto la seconda commentatrice, il “modello Piacenza” è conosciuto, anche se a quanto pare non fa comodo pubblicizzarlo, dal momento che smonta la favola della tremendissima emergenza. Ti chiedi se ci riesce? (Non era più semplice se la “domanda vera” la ponevi subito, invece di sparare quella cazzata?) Si è limitato a prescrivere ai pazienti a casa la stessa terapia che dava prima in ospedale. Trattandosi semplicemente di pastiglie, ti sembra così strano che funzioni? E ha organizzato un’assistenza a domicilio che permette di seguirli lì, e di iniziare la terapia subito anziché dopo qualche giorno, quando la gente si decide ad andare all’ospedale. E in questo modo negli ospedali rimane posto a sufficienza per quelli che ne hanno realmente bisogno, oltre che per tutte le altre patologie che stanno ammazzando a rotta di collo per mancanza di cure. E se hai visto anche gli altri post, ti sarai accorto che non è un solo saggio in tutto il pianeta: anche altri dicono che gli ospedali si stanno saturando per via di quelli che, col terrorismo a tappeto fatto durante tutta l’estate e tuttora in atto, al primo colpo di tosse si precipitano lì. Non serve essere né saggi né geni, ma solo avere una briciola di buon senso, tutto qui. E che il buon senso non sia merce troppo comune, non è una novità.

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        • sono totalmente certo che la gente a casa può essere curata esattamente con la stessa efficienza che in ospedale. sono assolutamente sicuro che lo fanno apposta ad intasare gli ospedali con gente a cui basterebbe dare una caramellina di zucchero e dirgli “vai a dormire”. perché è totalmente ragionevole.

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    • Scusa ma che c’entra l’intero pianeta? Anche negli USA e in Germania curano principalmente a casa fino ad un certo livello di gravità.
      L’Italia non è il Pianeta e i nostri giornali hanno scritto una marea di stronzate su quello che fanno “gli altri”.
      Come la faccenda del capo dell’SSN olandese che ha recentemente spiegato a tutti la stessa cosa che Speranza ha spiegato a noi: L’Italia/Olanda è un modello, tutti la prendono a paradigma.

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        • Non approvati in che senso? I metodi e i farmaci che usa sono approvati. Ricoverare o seguire a domicilio è una scelta del medico o al massimo del direttore sanitario dell’ASL.
          Ripeto, non si tratta di olio di serpente, è una scelta logistica e clinica condivisa e attuata da molti. Solo, non qui.

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        • L’ha usata finché era lecito, la ritiene utile e se ne augura la reintroduzione. Qual è il punto? Che non dovrebbe avere un’opinione clinica?

          Non sta proponendo di infilarsi un limone in culo, sta parlando di un farmaco del quale AIFA ha bloccato l’uso off-label in via precauzionale per via di errori in Brasile e perché si è rivelato inutile nei pazienti ospedalizzati. Ma per il quale non ci sono ancora studi adeguati sull’impiego nelle fasi precoci.

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        • solo perché sta proponendo una cura dall’aspetto più scientifico del limone in culo, non significa che è una cura che funziona (chiunque può dire che 2+2=5 è sbagliato, mentre il numero di quelli che possono dire che è sbagliato il risultato di un integrale è nettamente più basso – ma mica vuol dire che quando vedi la soluzione di un integrale devi dare per scontato che sia giusta): secondo questo punto di vista la cura stamina o il metodo di bella sarebbero accettabili. contrariamente a quello che dice un noto minchione, la scienza è assolutamente democratica: che tu sia un luminare con una biblioteca di pubblicazioni, o un ordinario appena assunto di una università minore, il tuo lavoro viene scrutinato nello stesso modo (ok. dovrebbe. siamo tutti esseri umani).

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