MA DAVVERO DONALD TRUMP HA COMINCIATO AD ARRENDERSI?

Leggo in giro gente che vaneggia di un Donald Trump che cede, che si rassegna, che fa un passo indietro, che riconosce che ha vinto Biden, che ha iniziato le procedure per il passaggio delle consegne… Mah.

Donald Trump ha dunque iniziato ad ammettere la sconfitta? NO, ecco come stanno le cose

“Se uno ti costringe a fare un miglio tu fanne, CON LUI, due” Mt 5, 38-45 [Per la precisione: “Se qualcuno ti angarierà per un miglio, tu va’ con lui per due”, ed è il seguito del monito altraguancista, per cui non sono molto sicura che la citazione sia propriamente calzante. Ma quello che ci interessa, qui, è la documentazione che smentisce i deliri su un Trump rinunciatario]

24 Novembre 2020, il giorno che ricorderemo perché a reti quasi unificate in tutto il mondo veniva ripetuto in sostanza questo messaggio: “Donald Trump avrebbe concesso, o quantomeno iniziato a concedere, la vittoria a Joe Biden”
Mi appresto invece a portare fonti inconfutabili che dimostrano qualcosa che spero vi incuriosirà e, fatto ciò, daremo come sempre una sbirciata al potenziale prossimo futuro.
Nella prima mattinata di martedì 24 Novembre, infatti, il Presidente Donald Trump scriveva sui suoi profili social.

Che tradotto

Voglio ringraziare Emily Murphy (direttrice) del GSA (l’Amministrazione Servizi Generali) per la sua costante dedizione e lealtà al nostro Paese. È stata molestata, minacciata e maltrattata e non voglio che questo accada a lei, alla sua famiglia o ai dipendenti del GSA. Il nostro caso va avanti CON FERMEZZA, continueremo la battaglia per il bene e credo che vinceremo! Tuttavia, nel migliore interesse del nostro Paese, raccomando che Emily ed il suo team facciano ciò che deve essere fatto riguardo ai protocolli iniziali, ed ho detto al mio team di fare lo stesso.

A seguito di tale messaggio, la direttrice del GSA, Emily Murphy, ha poi rilasciato il seguente comunicato:

Sostenendo, in primo luogo, di aver…

“preso questa decisione in modo indipendente, basandomi sulla legge e sui fatti. Non ho mai subito pressioni dirette o indirette dai funzionari dell’Executive Branch — compresi quelli che lavorano alla Casa Bianca o alla GSA — per quanto riguarda la sostanza o la tempistica della mia decisione”

SOTTOLINEANDO QUINDI DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA PRESSIONE DALLA CASA BIANCA

Generalmente invece, e vi invito a verificare ciò che vi dico ovunque vogliate, la traduzione che i mass media nel nostro Paese hanno fornito si è fermata al “ho preso questa decisione in modo indipendente”, arrivando addirittura a dire che ella abbia negato (“seccamente” secondo qualche telegiornale) di aver subito delle minacce di alcun tipo… peccato però che, dopo appena tre righe, lei stessa abbia aggiunto.

Tuttaviaho ricevuto minacce online, per telefono e per posta dirette alla mia sicurezza e a quella della mia famiglia, del mio staff e persino dei miei animali domesticinel tentativo di costringermi a prendere questa decisione prematuramente. Anche di fronte a queste minacce, ho continuato ad agire secondo la legge.

Concludendo infine con…

Come sapete, l’Amministratore della GSA non sceglie o certifica il vincitore di un’elezione presidenziale. Al contrario, il suo ruolo ai sensi della legge vigente, è estremamente limitato: rendere disponibili risorse e servizi in relazione alla transizione presidenziale.

Specificando inoltre che…

GSA non determina l’esito di controversie legali e dei riconteggi determina se tali procedimenti siano ragionevoli o giustificatiQueste sono questioni che la Costituzione, le leggi federali e le leggi statali lasciano al processo di certificazione elettorale e alle decisioni dei tribunali della giurisdizione competente.

Ed infine, sottolineando che le risorse finanziarie che metterà a disposizione consistono ai sensi delle leggi vigenti in poco più di 7 milioni di euro (quindi niente messa a conoscenza delle informative sull’intelligence, come invece raccontato da altri)

In estrema sintesi, quindi, la direttrice del GSA avrebbe detto:

  1. Di aver agito in modo indipendente dalla Casa Bianca e di non aver subito alcuna pressione da essa;
  2. Di aver invece subito minacce rivolte a lei, la sua famiglia e financo i suoi animali domestici al fine di accelerare la procedura in oggetto;
  3. Che la procedura cui la sua amministrazione è deputata non certifica assolutamente la vittoria di un contendente e che a ciò è preposto invece il sistema elettorale e le Corti che hanno competenza alla sua verifica;
  4. Che è un procedimento amministrativo volto a fornire risorse finanziarie a chi è previsto come il vincitore del processo elettorale.

Fin qui i fatti nudi e crudi.

Provando invece a speculare sul futuro prossimo venturo, occorre invece riavvolgere il nastro del tempo leggermente all’indietro, cioè al giorno precedente a quello di cui abbiamo parlato fino ad adesso.

Sintetizzando all’estremo, un membro fino ad allora di primissimo piano del Team Legale di Trump è stato dichiarato fuori dal Team stesso, senza apparenti drammi né da parte dell’avvocato Sidney Powell, che semplicemente ha continuato a dire che continuerà nella sua battaglia legale senza arretrare di un millimetro sulla sua capacità di produrre prove massicce, né da parte dello stesso Team legale, che ha più volte sottolineato che ciò è dovuto al semplice fatto che l’avvocato Powell stia percorrendo una strada basata su teorie diverse da quelle della squadra legale ufficiale di Donald Trump in senso stretto. (Fonte)

mass media hanno legittimamente visto in tale atteggiamento una debolezza probatoria da parte del Team di Trump medesimo ma, come abbiamo visto poco fa, gli stessi media non stanno brillando in trasparenza dell’informazione ed in capacità di analisi, aggrappandosi invece ogni volta, e con tutte le proprie forze, all’interpretazione più vicina alla narrazione che hanno sostenuto fino ad ora, quasi fossero paradossalmente “prigionieri” di tutto ciò che, più o meno in buona fede, hanno raccontato sino ad oggi.

Ciò cui, secondo me, stiamo invece assistendo – e potrei ovviamente sbagliarmi – è un semplice “gioco di specchi” in cui per poter guardare l’immagine originale occorre paradossalmente chiudere gli occhi e domandarsi chi sia l’avvocato Sidney Powell a differenza di tutti i suoi “colleghi” del Team.

Prima di rispondere a questa domanda, però, occorre specificare che, qualora la frode elettorale fosse dimostrata, la posizione per il “Presidente Eletto” Joe Biden ed il suo entourage potrebbe oscillare dall’accusa di semplice frode all’alto tradimento per il cui accertamento occorrerebbe però un requisito ulteriore: la “messa in pericolo” della sicurezza nazionale ai sensi dell’ordine esecutivo del 12 Settembre 2018 con il coinvolgimento dunque di potenze straniere. A riguardo: sono gli stessi concetti ribaditi più volte dal Team Legale di Trump proprio nell’ultima conferenza stampa tenutasi con tutti i membri del team. Conseguentemente, si parlerebbe di uno stato delle cose assimilabile a quello dal quale sto cercando di mettere in guardia da qualche mese; una “guerra non convenzionale” in linea proprio con le recentissime riforme di questi giorni attuate a livello di unificazione del comando sia civile che militare e di cui ho già parlato qui.

Tralasciando le conseguenze di una tale presa d’atto, come dicevo, ciò consentirebbe (bene ribadire che tutto questo potrebbe accadere solo eventualmente qualora la frode elettorale venisse accertata) di processare gli autori della eventuale frode per alto tradimento, con il conseguente coinvolgimento dei tribunali militari, in cui proprio Sidney Powell, tra i membri del Team Legale, sarebbe l’unica a poter operare, in quanto unico avvocato del gruppo che sia anche abilitato ad esercitare la sua attività presso le corti militari. Questa spiegazione sarebbe inoltre l’unica senza dietrologie e perfettamente in linea con quanto affermato proprio da Rudy GiulianiSidney Powell starebbe percorrendo una strada totalmente diversa da quella utilizzabile sia da lui che dalla restante parte del Team.

Per concludere a chi da più lati e sempre benevolmente mi invita ad usare il metodo del “Rasoio di Occam” per leggere la realtà che mi circonda, vorrei sottolineare che è esattamente ciò che sto cercando di fare; “lupi travestiti da pecore” (Mt 7, 15). Questa è, secondo me, proprio la spiegazione più semplice, solo così infatti riesco a spiegarmi la litania monocorde, mediatica e politica, che non offre mai visioni alternative rispetto all’unica propinata dai centinaia di canali televisivi all’unisono assieme ai social network. Centinaia di fonti diverse che però ripetono costantemente tutti esattamente lo stesso identico messaggio. Con i dovuti distinguo dei moltissimi soggetti comunque in buona fede staremmo però semplicemente dando da troppo tempo e di default la nostra fiducia a loro: dei banali “lupi travestiti da agnelli” proprio come quelli descritti da uno dei punti di riferimento più semplici cui io possa pensare, cioè il figlio di un falegname di oltre 2000 anni fa; allora infatti Lui aveva già capito perfettamente questo meccanismo manipolatorio, provando infatti a metterci in guardia ogni volta in cui lo avessimo incontrato… gran parte di noi, invece, ancora stenta a credere che la spiegazione possa essere davvero così semplice e perfettamente riassunta in queste lineari parole

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.” (Mt 7, 15-20)

SAVERIOPETRINI25 NOVEMBRE 2020, qui.

Aggiungo questo interessante video (per la cui segnalazione ringrazio Franco Balanzoni)

Concludo con una riflessione: Donald Trump può piacere o non piacere, si può considerare un abile uomo d’affari o uno sbruffone, un intelligente mediatore o un maldestro arruffone, un raffinato giocatore di scacchi o uno spavaldo giocatore d’azzardo, il salvatore del pianeta o il Male assoluto, ma su una cosa penso che nessuno possa dissentire: non è uno sprovveduto. E dunque, davvero possiamo immaginare che abbia messo in piedi tutto questo teatro delle frodi elettorali senza avere niente in mano, per il puro capriccio di non voler concedere la vittoria all’avversario, come un bambino che pesta i piedi strillando io voglio il gelato lo voglio lo voglio lo voglio?

barbara

UN RICORDO

Il gol di mano contro l’Inghilterra, il 22 giugno 1986, che l’arbitro (sarà distratto, venduto, e chi lo sa?) convalida: il pubblico fischia e lui fa il giro del campo gridando “Hjos de puta” all’indirizzo degli spettatori.
Questo per quanto riguarda lo “sportivo”. Poi c’è l’uomo: la cocaina, la camorra, il figlio, per evitare di riconoscere il quale ha mosso mari e monti: nato nel 1986, riconosciuto come suo figlio dal tribunale nel 1993, incontrato per la prima volta nel 2003 e infine riconosciuto nel 2007, dopo 21 anni. Quel figlio che è sempre stato il suo ritratto sputato sia da ragazzino

che da adulto.

Come calciatore sarà anche stato bravo, ma come sportivo ha dimostrato di essere la stessa merda che è sempre stato come uomo.

barbara

IDROSSICLOROCHINA: PERCHÉ FUNZIONA? PERCHÉ NON FUNZIONA?

Riprendo, con maggiore documentazione, il tema emerso qui, con la polemica (nei commenti) sull’efficacia dell’idrossiclorochina. E inizio facendo parlare il professor Cavanna

Luigi Cavanna: «Con cura precoce di idrossiclorochina a casa, solo 5% ricoveri per Covid-19»

Luigi Cavanna primario di oncoematologia all’ospedale di Piacenza, ha affermato in diretta televisiva che con l’assistenza domiciliare si può ridurre al 5% il numero dei ricoveri per Covid-19 sul totale dei pazienti trattati. Tutto ciò a patto che si intervenga nella fase iniziale della malattia. Il video, stralciato dalla trasmissione “Fuori dal Coro“, condotta da Mario Giordano, è stato postato sulla propria pagina social da Matteo Salvini, il quale ha invitato ad ascoltare la testimonianza, chiedendo al Governo di essere ascoltato per evitare il sovraccarico degli ospedali.

In sintesi Cavanna ha affermato, come si evince dal filmato, che l’assistenza domiciliare ha dato e sta dando tuttora risultati, perché «Covid è una malattia virale e lascia il tempo di intervenire precocemente a domicilio prima che i pazienti si aggravino ed arrivino al pronto soccorso». Covid non è un infarto e neanche un ictus «di cui una persona si ammala mentre sto parlando con lei», ha detto il medico piacentino a Giordano sottolineando anche la grandissima quantità di altre patologie che la vicenda del virus, mediaticamente parlando, ha fatto scivolare in secondo piano.

I malati che arrivano al pronto soccorso – ha proseguito il clinico – «hanno tutti una storia, ripeto tutti, di 7, 10, 15 giorni di febbre, tosse, mancanza d’aria, quindi: perché non intervenire precocemente a domicilio con un trattamento adeguato?».

Da qui è nato il cosiddetto “modello Piacenza“, che prevede l’ecografia del torace e la diagnosi di un’eventuale polmonite con ecografi palmari portatili. A seguire si lasciano al paziente un saturimetro, i farmaci e poi si prosegue con un controllo costante delle sue condizioni da remoto.

«Con questo modello abbiamo seguito a casa centinaia di pazienti con un tasso di ricovero inferiore al 5%», ha dichiarato Cavanna.

«Le cure sono a base di cosa?, ha chiesto allora Giordano. «Nei primi tre mesi, Marzo-Aprile-Maggio, – ha risposto il primario – avevamo a disposizione un farmaco che in questo momento è al centro di polemiche e si chiama idrossiclorochina. Usato precocemente funziona, ha proseguito Cavanna, «però deve essere utilizzato precocemente», ha sottolineato di nuovo.

«Gli studi pubblicati attraverso i quali l’Oms ed Aifa hanno tolto l’idrossiclorochina – ha concluso – si riferiscono a pazienti ospedalizzati, quindi a categorie di pazienti con malattia molto più avanzata o tardiva rispetto ai malati curati a casa».

Ma perché l’idrossiclorochina funziona allo stadio iniziale della malattia e non negli stadi successivi? Un’interessante ipotesi scaturisce da alcune osservazioni del dottor Mazzanti, che insieme al professor Cavanna sta cercando di approfondire questa importante questione.

Ultimamente, con l’arrivo della pandemia da Coronavirus, si è parlato anche sui quotidiani nazionali, precisamente da Milena Gabanelli in Database del Corriere della sera, del ruolo dello Zinco (di cui l’olio di semi di canapa è particolarmente ricco, tant’è che stato citato nell’articolo) nel corretto funzionamento delle nostre difese immunitarie. Lo Zinco è infatti naturalmente correlato alla nostra  immunità ed il suo potenziale antivirale è noto da decenni. Il fatto che la disgeusia [distorsione o abbassamento del senso del gusto] e l’anosmia [perdita dell’olfatto], caratteristici sintomi dell’infezione da Coronavirus, siano anche quelli della carenza di Zinco rende suggestiva l’ipotesi che il Covid-19 possa utilizzare una deplezione o almeno un iperconsumo di Zinco per eludere le nostre difese naturali. Le ultime osservazioni si stanno concentrando principalmente sul meccanismo d’ingresso del patogeno. Inutile dire che se l’organismo si trovasse già in carenza di tale oligoelemento, l’equazione sarebbe già risolta in partenza. Invece quello che più ha colpito negli ultimi giorni (e che ci ha richiamato alla mente il paziente numero uno di Codogno, suo malgrado, con tutte le cautele possibili), è l’elevatissimo numero di casi registrato negli sportivi professionisti o “amatoriali estremi”, che sicuramente sono tra gli individui più controllati sotto ogni profilo, in primis quello nutrizionale. Sarà un caso che questa categoria sia soggetta molto più del normale a una rilevante perdita di Zinco con la sudorazione? Infine un ragionamento sull’utilizzo dell’idrossiclorochina… l’esperienza sul campo del Prof. Luigi Cavanna, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale di Piacenza (94 casi di Covid-19 trattati a domicilio con 94 guarigioni…), che purtroppo non ha trovato ancora spazio sulle riviste scientifiche anche perché il medico è stato sempre impegnato in prima linea, ha dimostrato l’efficacia del farmaco nelle prime fasi della malattia. Possiamo pensare, visto che il meccanismo di azione dell’idrossiclorochina consiste proprio nel trasporto dello ione Zinco all’interno della cellula,  che il farmaco diventi inefficace quando di Zinco da trasportare non ce ne sia  più?
Dott. Roberto Mazzanti

Riepilogando: lo zinco ha una importante funzione nella difesa immunitaria; l’idrossiclorochina agisce trasportando lo zinco all’interno della cellula, che grazie a ciò si difende molto meglio dall’attacco del virus; il virus potrebbe agire eliminando lo zinco, che gli impedisce di attaccare la cellula; quindi se l’idrossiclorochina viene somministrata nelle fasi iniziali della malattia, trasporta lo zinco disponibile all’interno della cellula e riesce così a bloccare lo sviluppo della malattia, mentre se viene somministrata quando la malattia è in fase avanzata, l’idrossiclorochina non trova più zinco da trasportare nella cellula, e diventa pertanto inefficace. Come già è stato detto più sopra, gli studi sono stati effettuati in ospedale, ossia su pazienti a uno stadio avanzato della malattia, e per questo non hanno dato alcun risultato positivo.
A quanto ho sentito, l’idrossiclorochina non è stata vietata, ma è stata tolta dai protocolli, vale a dire che il medico può utilizzarla, ma a suo rischio e pericolo, nel senso che se a un paziente, successivamente alla sua somministrazione su iniziativa del medico, succede qualcosa, di qualunque genere (un infarto, un tumore, una caduta dal letto…) il paziente, o i parenti se lui decede, possono denunciare il medico – e se pensiamo che non solo ci sono genitori che, per la grande gioia degli avvocati, presentano denuncia e chiedono risarcimenti per il figlio “diventato” autistico in seguito a un vaccino (cioè all’età in cui l’autismo viene SEMPRE rilevato, con o senza vaccino), ma addirittura ci sono persone che denunciano i produttori di sigarette per il cancro emerso dopo quarant’anni di fumo accanito, è facile capire che non sono molti i medici disposti a rischiare.
Poi magari aggiungo, in merito alla guerra contro l’idrossiclorochina, che una confezione che basta per due settimane costa una manciata scarsa di euro. Ma sono sicura che questo non ha avuto alcun peso nel rifiuto di prenderla seriamente in considerazione da parte di chi deve prendere le decisioni.

barbara

MA SI PUÒ VIVERE COSÌ?

Ho una zia in fin di vita, in provincia di Padova. Chiamo i carabinieri – visto che sono loro a punire gli sgarri alle norme stabilite dal boss, dovrebbero sapere quali siano esattamente le cose che si possono e quelle che non si possono fare – spiego la situazione e chiedo se la partecipazione a un funerale rientri fra i motivi riconosciuti validi per uscire dalla regione. Non lo sa, e mi dà il numero della prefettura, dove dovrebbero saperlo di sicuro. Chiamo, rispiego la situazione, ripropongo la domanda e lui mi dice che: oltre all’autocertificazione devo farmi mandare dall’agenzia di pompe funebri tramite PEC l’indicazione esatta, giorno e ora, di quando si terrà il funerale, nome e indirizzo della chiesa in cui si svolgerà e indirizzo del cimitero in cui verrà sepolta; copia del manifesto dei condoglianti in cui io compaia con nome e cognome e qualifica di nipote; devo andarci per la via più breve senza deviazioni; devo partire in un orario che mi consenta di arrivare giusto in tempo per il funerale e rientrare subito dopo, tranne il caso che si svolga nel tardo pomeriggio e non abbia modo di rientrare in nottata, nel qual caso mi è consentito pernottare in loco e ripartire la mattina successiva. Detto questo, mi ha avvertita che comunque, in caso di controllo, il controllante potrebbe decidere, in base ai propri criteri personali, che partecipare a un funerale non è una inderogabile necessità o che una zia non è una parente sufficientemente stretta da giustificare lo spostamento, e quindi multarmi.
Servono commenti?

barbara

QUANDO L’ARTE È PIÙ FORTE DELLA MALATTIA

Anche della più infame.

Marta C. González faceva parte del balletto di New York negli anni Sessanta
di Alessandro Vinci
Negli anni Sessanta la spagnola Marta C. González incantava le platee internazionali in qualità di prima ballerina del New York City Ballet. Affetta da Alzheimer, è morta il 9 novembre 2019. Per omaggiarne la memoria a un anno dalla scomparsa, domenica l’ente benefico Musica Para Despertar [musica per svegliarsi] ha condiviso un video che ha commosso i social. Registrato negli ultimi mesi di vita della donna, la ritrae seduta su una sedia a rotelle mentre ascolta un brano a lei familiare: «Il lago dei cigni» di Čajkovskij. Lo aveva infatti ballato ben 53 anni fa, nel 1967, all’apice della carriera. E come dimostra il filmato, nonostante la malattia ne ricordava perfettamente i passi. Tempo dunque di farle indossare le cuffie, ed ecco materializzarsi un piccolo grande prodigio: già dalle prime note si vede l’anziana muovere sinuosamente le mani, le braccia e il busto. La sua è un’interpretazione di rara intensità, inframmezzata proprio dalle immagini di allora. E sul volto traspare, oltre che una forte emozione, anche un temporaneo sollievo dalle sofferenze dell’età. Poi il meritatissimo applauso da parte dei presenti, gli operatori della casa di cura di Valencia dove l’ex ballerina viveva. «Questo mi emoziona», dice González al termine dell’esibizione. «È normale – le risponde un volontario di Musica Para Despertar, il cui scopo è proprio quello di aiutare i malati di Alzheimer a far riaffiorare i ricordi attraverso la musica –, ma sei stata tu a emozionare noi ballando così bene». Lei però non sembra convinta: «Bisognerebbe alzare le punte», afferma. Come accennato, il video è diventato presto virale su tutti i social network: da Facebook a Instagram, da Twitter a YouTube. Centinaia di migliaia le visualizzazioni, numerosissime anche condivisioni e retweet. «Lei è stata prima ballerina del New York City Ballet negli anni Sessanta – ha scritto l’associazione su YouTube –. Questo è uno dei momenti più emozionanti che abbiamo mai vissuto. Poter ascoltare questa immensa opera d’arte insieme a una persona che la ballò e per la quale fu una parte fondamentale della sua storia. Il potere della musica è incommensurabile. Grazie alla vita». A commentare il filmato anche Antonio Banderas, che su Facebook ha scritto: «La musica di Čajkovskij è riuscita a prendersi gioco dell’Alzheimer. È già passato un anno da questo. Ora la diffusione di queste immagini serva come meritato riconoscimento della sua arte e della sua passione». Emblematiche di quanto i ricordi più intensi possano radicarsi in profondità nell’animo umano, queste immagini sono la conferma di quella che sembra ormai un’evidenza scientifica: il fatto che l’Alzheimer tende ad aggredire meno, rispetto ad altre… ( Música para Despertar/YouTube / Corriere Tv ).

barbara

INSALATA DI CAZZATINE MISTE

Inizio con una straordinaria interpretazione teatrale, di un livello artistico quale sicuramente non avete ancora visto nella vostra vita (intendo il video sotto, naturalmente. La prima parte è incorporata e non so come si faccia a scorporarla).

Poi arriva un eccezionale esempio di informazione libera, onesta, e soprattutto veritiera.

E visto che la fine dell’anno si avvicina, vogliamo fare una piccola verifica delle previsioni oroscopare (word mi aveva separato “oro scopare”. Non che sia un’attività spiacevole, ma qui si sta parlando d’altro) di fine ’19?

Passiamo ai diritti umani: lo sapete qual è lo strumento più prezioso per favorire la parità fra uomo e donna?

Lo smartphone è il grande avanzamento verso l’uguaglianza tra uomini e donne. Anche gli uomini ora fanno la pipì seduti. (Rubata qui)

Naturalmente non può mancare un po’ di covid, a proposito del quale, dopo che ci hanno chiusi in casa per due mesi e dopo che, con la seconda ondata, hanno chiuso bar ristoranti teatri cinema palestre piscine per evitare che ci contagiamo, costringendoci di fatto a stare in casa perché fuori non c’è più alcun tipo di vita sociale, ossia la maggior parte delle motivazioni che inducono le persone a uscire (per non parlare di chi vorrebbe murare vivi i vecchi: qui, nei commenti, ma leggete anche il post, che contiene dati molto interessanti), dopo averci chiusi in casa, dicevo, ora ci viene saggiamente spiegato che è in casa che si annida il pericolo maggiore, mattètupenza. E veniamo informati che “dovremo entrare nelle case”. Ora, io non so chi sia questo “noi”, in ogni caso io sono armata, lo si sappia.

E sempre in tema di covid, dopo che ci è stato spiegato che naturalmente si sa benissimo che le mascherine all’aperto non servono assolutamente a nulla, ma dobbiamo ugualmente portarle perché rappresentano un segno, un segnale che dobbiamo stare in guardia, come quando la ferita non sanguina più ma teniamo il cerotto lo stesso per ricordarci che là sotto c’è una ferita fresca in modo da ricordarci di fare attenzione e non rischiare di sbattere in malo modo contro qualche oggetto, ne arriva un’altra. Il coprifuoco serve a ridurre il rischio di contagio? Ma certo che no! Chi mai potrebbe essere così scemo da pensare una simile idiozia? Quello, ci spiega l’immunologa Antonella Viola, serve per costringerci a cambiare il nostro modo di vivere, ad abituarci a fare delle rinunce, a tagliare il superfluo – e naturalmente saranno loro a decidere che cosa sia per noi il superfluo. La cosa più formidabile è l’invito a “dare un senso a questi sacrifici”, cioè quei sacrifici che, come ci ha appena spiegato, allo scopo di ridurre il contagio sono del tutto privi di senso. Poi di’ che 1984 è un libro di fantasia.

Per fortuna qualcuno capace di dire e fare le cose che hanno senso c’è ancora

così come c’è ancora qualcuno capace di gridare la propria rabbia contro le cose prive di senso e ricche di ingiustizia

E chiudo con questa piccola chicca.

E anche se Trump riuscirà a documentare tutti i brogli e a far ribaltare il presunto risultato gioiosamente stabilito dalla CNN e fatto proprio dal massmediume mondiale, e restasse quindi lui per i prossimi quattro anni, io ho idea che a ricevere il suo successore troveremo ancora lei, cappellino incluso.

barbara

OGGI CI DEDICHIAMO ALLA SCIENZA

Partiamo da quel gran genio del Crisanti, che straparla del vaccino Pfizer in fase ultimativa di sperimentazione senza averne capito un caprifoglio in salmì (non con tutti la menopausa è misericordiosa). Spieghiamogli dunque come funziona la faccenda visto che lui lo ignora.

Umberto Minopoli

Crisanti scambia il progresso, che accorcia i tempi nella preparazione di farmaci e vaccini, per un limite. Dire che per un vaccino occorrevano “prima”, tra i 5 e gli otto anni di preparazione e ora è servito solo 1 anno, è una sconcertante affermazione: reazionaria e “tecnicamente” infondata. Progresso in medicina significa dotazione di risorse, mezzi, personale per la ricerca medica. Che oggi sono enormemente più elevati del passato. Se “prima” occorrevano 5 anni per la scoperta di un farmaco o di un vaccino , oggi i tempi sono accorciati, in modo considerevole, dal progresso nelle tecnologie di indagine e ricerca, dal numero dei ricercatori dedicati, dai mezzi finanziari (investimenti privati e pubblici a disposizione). Le aziende private (Pfeizer, Moderna, Astra Zeneca e tante altre) che hanno lavorato ai vaccini sono una garanzia per chi conosce le procedure di validazione e certificazione delle scoperte su vaccini e farmaci. Loro fanno profitti soltanto se il vaccino o farmaco, su cui hanno investito, risulta efficace. Nessuna azienda può passare all’incasso sui suoi investimenti iniziali se il prodotto della ricerca- farmaco o vaccino- non supera la “fase due”, quella in cui si testano efficacia e controindicazioni. Solo se il prodotto dà confortanti risultati in questa seconda fase può poi godere del supporto finanziario pubblico. Infine la terza fase, il “test sulla popolazione” (volontari) e la verifica degli effetti collaterali. La dotazione di mezzi finanziari e di risorse tecniche, superiori al passato, è stata la novità di oggi. Ed è questo che ha permesso una, relativamente, rapida seconda fase. Ed ha permesso di passare, nel giro di un anno, alla 3 fase: confezionamento del vaccino e test su un campione di popolazione. A differenza di ciò che dicono gli scettici, non sono affatto brevi i tempi della 3 fase. Anzi. Le verifiche di efficacia andavano fatte subito. Nel pieno dell’epidemia. Conta di più un dato invece: il numero del campione e la sua rappresentatività. È il contrario delle bugie (e delle diffidenze) che si raccontano. Sinora si arrivava ad un campione di volontari compreso fra 10 mila e 30 mila persone. Oggi tutti i candidati vaccini contro il Covid registrano più di 40 mila persone sottoposte ai test e qualcuno sta raggiungendo i 60 mila. Mai successo. Infine, precisiamo circa la paura degli effetti collaterali. Anche qui, quanta ignoranza! Il vaccino anticovid è, naturalmente, un nuovo vaccino. Ma rientra in una famiglia di prodotti e di tecniche (uso dell’Rna messaggero o di vettori virali depotenziati o resi innocui) conosciute da tempo. Non siamo a tecniche da Frankstein. La tipologia di tali vaccini non ha mai mostrato particolari problemi di sicurezza. Gli effetti biologici di queste tecniche sono noti. E verificati. E se hanno collateralità la mostrano, esclusivamente, al momento della somministrazione. Cioè nella seconda e terza fase del trial. Che è stata effettuata per alcuni vaccini ed è in via di completamento per altri. Non servono anni per verificare effetti collaterali. Proprio perché il meccanismo cellulare di un vaccino è noto. Non parliamo di un effetto (quello di un vaccino sull’organismo) sconosciuto e misterioso. Ma ampiamente noto. Pochissimi vaccini, infine, nella storia della lotta alle epidemie sono stati volontari e non obbligatori. Quella della libertà di scelta, in un’epidemia in atto, è una stramberia populista. Crisanti, se le autorità farmaceutiche statali autorizzano il vaccino non potrà rifiutare di vaccinarsi. Se vorrà continuare a fare il medico. Non è la sua personale salute il problema. Il problema è l’immunità di gregge.

Piccola nota di colore: il capo dell’equipe medica di MODERNA è israeliano e si chiama TAL ZAKS.

Confesso, anch’io all’inizio ero piuttosto scettica proprio per il fatto dei tempi brevi, poi lui mi ha spiegato con pazienza perché lo scetticismo non ha ragione di essere. E mi ha anche spiegato perché, a differenza di me, è molto preoccupato per la seconda ondata e ritiene indispensabile il vaccino (“capiscimi, sono di Bergamo”). Ho già postato un importante articolo suo sul tema, qualche giorno fa, e oggi vi segnalo quest’altro.

Proseguo con l’ineffabile signora Sandra Zampa, sottosegretario (sì, con la “o”) alla Salute, di cui già avevamo apprezzato il pensare rigorosamente scientifico, che adesso ci spiega che per Natale se, e sottolineo se, la situazione risulterà molto migliorata, potremo sì pranzare insieme, ma solo con parenti di primo grado

Quindi niente fratelli, niente nonni, niente zii, niente nipoti, per non parlare – diocenescampieliberi – di cugini, e, suppongo, neanche i coniugi che sono congiunti (“affetti stabili” con cui nella prima ondata era consentito trombare ma adesso non più), ma non parenti.

Passo a Maria Rita Gismondo, quella del covid banale influenza, quella che attenzione attenzione, il vaccino ci rende OGM, vade retro Satana. Leggo adesso queste interessantissime note.

A febbraio, era una banale influenza per tutti: virologi da palcoscenico, direttori sanitari, lo stesso Cnr… Un mese dopo, l’aveva detto solo lei [che evidentemente non si è accorta che in quel mese era cambiato qualcosina]. L’hanno crocifissa e lei ricambia scrivendo un libro sull’infodemia. Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio Microbiologia clinica, virologia e bioemergenze del polo universitario L. Sacco di Milano, è l’autrice di “Ombre allo specchio – bioterrorismo, infodemia e il futuro dopo la crisi” edito da La nave di Teseo. [Mi pare giusto: quale cosa più urgente da fare, nel bel mezzo di una pandemia, dello scrivere un libro per vendicarsi dei propri critici?]

Ci riproviamo. Il Covid-19 è “poco più grave di un’influenza” – la frase scandalo – solo perché lei è una donna?

Guardi, non sono una femminista sfegatata, mio padre voleva un maschio e io sono venuta su testarda e ribelle, ma la domanda mi tocca sul vivo, lo ammetto. [Mi autorizzate a mandarla a cagare?]

Bene, adesso ci spiega, anche se con un ragionamento contorto assai, che vengono contati come morti tutti quelli che escono dalla terapia intensiva, sia che ne escano coi piedi in avanti, sia che vengano spostati ad altri reparti in quanto migliorati, ascoltare per credere:

Molto scientifiche anche le dichiarazioni del conticino nostro del 25 febbraio 2020

Poi abbiamo finalmente una ineccepibile e inconfutabile documentazione sulla vera nascita del virus

sul migliore metodo scientifico per garantire la distanza di sicurezza

sul metodo, rigorosamente scientifico, con cui vengono approntati i dicipiemme che governano la vita di 60 milioni di persone

e sul modo migliore per affrontare un’epidemia.

Concludo con un sano proposito, che condivido al 100%.

Marco Taradash

– Hai sentito?
– ?
– La Destra propone una limitazione agli spostamenti di chi ha più di 70 anni. L’idea è di Toti ed è stata condivisa da Fontana e Cirio
– Per il nostro bene?
– Certo
– Domani passo da te
– A fare?
– Andiamo a ritirare il porto d’armi
– Ok, ti aspetto alle 8.

E badate che ho cominciato a essere addestrata all’uso delle armi da quando avevo sette anni, quindi regolatevi.

barbara

E FINALMENTE IL REGNO TRUMPIANO DELL’OSCURITÀ E DELLA MENZOGNA È TRAMONTATO E D’ORA IN POI LUCE E VERITÀ REGNERANNO SOVRANE

No Trump, no fake news. La bolla degli editorialisti in festa (auguri)

I liberal esultano, il salotto di Twitter sarà libero dalle balle di The Donald e il mondo tornerà migliore. Ma Ted Cruz svela il bluff

«La fine del Regno dei tweet del terrore di Trump è vicina», «il suo mandato di troll in chief è giunto a una fine ignominiosa», «la bacchetta magica dei social media di Trump sarà presto impotente». Quel bufalaro armato di smartphone di Trump ha perso le elezioni, ma al New York Times gli editorialisti continuano a strepitare come in una puntata del Trono di Spade: non più per denunciare l’“insonnia” che li «affligge dalla notte maledetta in cui è stato eletto», bensì per celebrare la fine dell’era delle fake news e, va da sé, l’inizio del sonno dei giusti.

Gloria a Twitter nell’alto dei cieli, scrivono oggi, perché se in passato il presidente poteva impunemente twittare “una raffica di pazzie in MAIUSCOLO”, oggi quando digita bugie come «HO VINTO LE ELEZIONI» viene scrupolosamente “pecettato” dal social (un avviso mette in guardia gli utenti da affermazioni false e disinformazione); e pecetta, si sa, per chi vive e dorme su Twitter è sempre garanzia di verità.

LA PARTE GIUSTA DELLA STORIA, QUELLA DEI GIORNALISTI

Lode dunque al social network, che finalmente torna a sedere dalla parte giusta della storia, quella dei giornalisti democratici, proprio come ai tempi del grande piazzista di democrazia digitale Barack Obama. Dove non c’è posto per usurpatori e truffatori portati al potere da troll, hacker russi, cannibali digitali (tale era Zuckerberg prima di ravvedersi e filtrare annunci pubblicitari) pronti a colonizzare la piattaforma per ingannare il popolo bue; e così grazie a sua maestà il fact cheking il signor Trump che da un mese, qualunque cosa twitti, colleziona pecette («questa affermazione sulla frode elettorale è contestata», «fonti ufficiali hanno definito questa elezione in modo diverso» etc) finalmente “sparirà” insieme ai suoi amici mitomani. Proprio come una “hot app”, un video virale, un gattino.

IL FUNERALE DELLE FAKE NEWS

Naturalmente il fatto che Trump sia stato sconfitto, sì, ma con milioni di voti in più (tutti utenti trollati su twitter?); o che le elezioni che dovevano rappresentare «un referendum sull’era delle fake news» (copy Cnn) e il ripudio del “real is fake” trumpiano abbiamo tutt’altro che unito, bensì diviso, gli Stati Uniti d’America; o che la gente sia ancora più disposta a credere ai social network piuttosto che al New York Times o alla Bbc (che ancora diffonde video per spiegare come Trump abbia portato le fake news a diventare mainstream), tanto da richiedere pecettamenti vari, tutto questo non interroga la parte giusta della storia.

Qui si è voltata pagina, fatto il funerale alla post-verità, ristabilita una presunta verità perduta grazie alla molto democratica sorveglianza del linguaggio: «Senza prove Trump sostiene di essere vittima di una frode» ha scritto la Cnn in sovrimpressione alla diretta della conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti, mentre Abc, Cbs e Nbc hanno interrotto il collegamento.

I TROLL RUSSI SÌ, I BROGLI ELETTORALI NO

Ai «capricci post elettorali» di Trump, «motivo di imbarazzo per tutto il paese», le «teorie del complotto che si spandono come odore marcio di palude» dedica anche una buona dose di sarcasmo il Washington Post, avvisando i lettori di non temere perché, per fortuna, la nazione non è “impotente” grazie ai «sistemi di monitoraggio messi in atto mesi fa da funzionari deputati a proteggere la nostra democrazia» e «l’integrità del voto». Lo stesso WP che per quattro anni ha spiegato l’elezione di Trump come la vittoria della campagna di disinformazione russa attuata sui principali social media.

Un’era lontana: oggi il paese non deve temere “nevrosi” da Trump grazie a solerti funzionari e pecette a guardia della democrazia americana. Il meccanismo è semplice: Trump è un bugiardo, uno spaccia fake news, quindi se Trump dice che esistono i brogli elettorali la verità è che non esistono. Lui non ha le prove, la democrazia ha i suoi sorveglianti.

LA DEMOCRAZIA SECONDO DORSEY, AD DI TWITTER

E che sorveglianza: interrogato martedì dalla commissione giudiziaria del Senato insieme a Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, Jack Dorsey, amministratore delegato di Twitter, ha dovuto rispondere a Ted Cruz in merito ai meccanismi di moderazione contenuti sulle propria piattaforma. Ecco un passaggio che vale la pena riprendere nei giorni del trionfo dell’era della verità perché c’è davvero tutto, ma proprio tutto:

Cruz: I brogli elettorali esistono?
Dorsey: Non ne sono certo.
Cruz: lei è un esperto di brogli elettorali?
Dorsey: No, non lo sono.
Cruz: Allora perché Twitter mette presunti avvertimenti su tutti i tweet che fanno riferimento a brogli elettorali?
Dorsey: Stiamo semplicemente invitando gli utenti a una conversazione più ampia, in modo che la gente abbia più informazioni.
Cruz: No, non è così. Avete pubblicato una pagina che dice che i brogli elettorali sono estremamente rari negli Stati Uniti. Questo non significa invitare a una conversazione più ampia ma prendere una posizione politica discutibile e lo fate in veste di editori. Avete il diritto di prendere una posizione politica, ma allora non potete fare finta di non essere editori e beneficiare della Sezione 230.
Dorsey: Quel link invita a una conversazione più ampia che stanno avendo i media e le persone di tutto il paese.
Cruz: Signor Dorsey, questa affermazione infrange le regole di Twitter? “Il voto per corrispondenza costituisce la causa principale di brogli elettorali”.
Dorsey: Penso che verrebbe segnalata in modo che gli utenti possano approfondire il tema.
Cruz: E questa affermazione? “I brogli elettorali sono possibili soprattutto laddove i candidati di organizzazioni terze e gli attivisti politici sono coinvolti nello scrutinio dei voti per corrispondenza”. Segnalerebbe un tweet del genere come potenzialmente ingannevole?
Dorsey: Non conosco i dettagli ma immagino che affermazioni del genere verrebbero segnalate invitando gli utenti ad approfondire il tema.
Cruz: Ha ragione, verrebbero segnalati perché avete fatto vostra la posizione politica che i brogli elettorali non esistono. Faccio notare che entrambe le affermazioni sono tratte dalla Commissione sulla Riforma elettorale federale Carter e Baker. Parliamo del presidente democratico Jimmy Carter e dell’allora segretario di Stato James Baker e la posizione di Twitter è essenzialmente che i brogli elettorali non esistono. È al corrente che solo due settimane fa in Texas a una donna sono stati imputati 134 capi d’accusa per frode elettorale?
Dorsey: Non ne sono a conoscenza.
Cruz: Se facessi un tweet che rimanda a quell’atto di accusa metterebbe un commento che dice che secondo il Partito Democrati adesso i brogli elettorali non esistono?
Dorsey: Non penso sia utile fare speculazioni. Ma non penso.
Cruz: Non pensa? Beh, lo vedremo, perché farò quel tweet e vedremo cosa succede.

Caterina Giojelli 20 novembre 2020, qui.

Ci è voluto molto perché almeno un po’ del marciume che ha tentato di sommergere Trump cominciasse a venire a galla, ma a volte – non sempre purtroppo, no, non sempre, ma almeno qualche volta sì – la tenacia premia. E ora godiamoci lo scambio completo col boss di twitter, degno dei migliori film

E già che ci siamo godiamoci anche quello col boss di FB

Qui l’originale, ancora più godibile, così i più pignoli e diffidenti potranno verificare l’esattezza della traduzione. E infine ancora due parole sulle infernali macchinette messe a punto allo scopo preciso di taroccare i voti.

Altre informazioni qui.

barbara

LE STORIE CHE I MEDIA NON VI RACCONTANO

Perché i cattivi devono essere cattivi a 360°, se no che razza di cattivi sarebbero?

Dopo la seconda guerra mondiale, un giovane rabbino sopravvissuto all’olocausto arrivò a New York. Conduceva il servizio di Shabbat nel garage sotterraneo dell’edificio in cui viveva. Molti altri sopravvissuti ed ebrei provenienti dall’Europa si erano trasferiti nello stesso edificio dove andavano ad assistere alle funzioni. Il loro Shabbat settimanale è cresciuto rapidamente.
Il rabbino ebbe un’idea. Si rivolse al proprietario dell’edificio. Il proprietario era un milionario. I suoi genitori erano tedeschi, l’Olocausto e la Seconda Guerra Mondiale erano ancora freschi nella mente delle persone.
Tuttavia, il rabbino chiese al proprietario di aiutarli a trovare un nuovo spazio più grande. Il proprietario accettò.
Donò un edificio al 723 di Avenue Z, che divenne il centro ebraico di Beach Haven ed è aperto ancora oggi. Il proprietario diede anche il proprio contributo finanziario per la costruzione di una sinagoga.
Nel 1956, quando fu posta la prima pietra della nuova sinagoga, alla cerimonia partecipò anche il proprietario.
Questo proprietario è diventato rapidamente un buon amico del rabbino. Avrebbe poi aiutato altri ebrei che avevano un disperato bisogno di assistenza e avrebbe fornito loro un’assistenza finanziaria estremamente generosa.
Il proprietario ha anche continuato a fornire assistenza finanziaria alla sinagoga nel corso degli anni.
Era un cristiano generoso e gentile e avrebbe instillato il suo rispetto per gli ebrei nel figlio di 14 anni, che era un ragazzo selvaggio e avventuroso.
Oggi, il figlio del rabbino ha ricordato vividamente di aver visto il figlio quattordicenne del proprietario raccogliere monete dalle lavatrici mentre lui ei suoi compagni ebrei recitavano le preghiere del mattino.
Il proprietario stava insegnando a suo figlio l’importanza della responsabilità.
Il nome del proprietario era Fred Trump.
E suo figlio di 14 anni era Donald Trump.
E come ricorda il figlio del rabbino, Donald ha imparato da suo padre ad essere un sostenitore di Israele e un generoso amico degli ebrei.
I rabbini hanno detto questo di Fred Trump in un recente articolo: “Il suo rispetto per mio padre era incredibile. Era una brava persona con un cuore generoso. Non ho dubbi che questo merito abbia aiutato Donald Trump, che è sempre stato molto rispettoso del proprio padre e gli ha obbedito in tutto.
(Fonte: http://juifs-celebres.fr/ )
(qui, traduzione mia).

Passo a un video, che difficilmente vi sarà capitato di vedere, che spiega perché i detentori del potere economico e politico (“establishment” per quelli studiati) e i loro sostenitori che rappresentano la quasi totalità del mondo dei mass media, dello spettacolo, della cosiddetta intellighenzia, ossia tutti coloro che orientano l’opinione pubblica, siano pronti a qualunque cosa (ripeto e sottolineo: qualunque cosa) pur di fermarlo.

Qualunque cosa, dicevo, come i tre attentati in poco più di un mese, di cui le veline di regime si guardano bene dal dare conto. Tre attentati alla vigilia delle elezioni. Perché, qualunque favola raccontino i sondaggi taroccati, LORO sanno perfettamente, e lo hanno sempre saputo, che la maggioranza degli americani è dalla sua parte e che avrebbe di conseguenza votato per lui, l’unico che si è occupato di loro, a partire dalle minoranze – fra quali non a caso il voto a suo favore è fortemente aumentato rispetto a quattro anni fa – con i fatti e non a parole vuote e vane.

Cronache dal mondo di Trump: un “tra le righe” inedito

“Quando sei capace, fingi di essere incapace. Quando sei attivo, fingi di essere passivo. Quando sei vicino, fingi di essere lontano. Quando sei lontano, fingi di essere vicino”

“La guerra si fonda sull’inganno”

da Sun Tzu, L’arte della guerra.

Ascoltando il discorso del Presidente Donald Trump, in occasione dell’aggiornamento sull’operazione Warp Speed, c’è stato un passaggio che ha fatto esultare i suoi detrattori perché, apparentemente, sembrava aprire all’ipotesi di una sua concessione della vittoria al candidato Sleepy Joe Biden, ed effettivamente ad un primo sguardo a molti è sembrato proprio così…
Prima di andare al cuore della questione, però, è necessario fare una premessa:
Alleghiamo il link e le coordinate del fulcro di tale discorso, senza tagli, affinché ciascuno di voi possa verificare la correttezza della traduzione.
È di fondamentale importanza considerare che Donald Trump stava leggendo un discorso scritto dai suoi esperti di comunicazione, non stava parlando a braccio… ogni parola è quindi calibrata al millesimo.
Bisogna attenersi ad una traduzione più letterale usando “chi lo sa” anziché del più elegante “chissà” per sottolineare uno dei tanti giochi di prestigio verbali messi in atto; appiattendoci invece su un italiano più raffinato si renderebbe meno evidente il senso del discorso, che è più netto in inglese.
Parleremo degli “Sleight of Mouth” o “giochi di prestigio verbale” usati anche in PNL, ogni illusione dialettica avrà quindi un comando nascosto ed un nome.
Il fulcro di tale discorso va dal minuto 14 e termina 30 secondi dopo: poche gocce di sangue fatte sgorgare ad arte su cui i mass media di tutto il mondo si sarebbero avventati ciecamente, senza rendersi conto che venivano, per l’ennesima volta, utilizzati per diffondere un messaggio molto diverso da quello che auspicavano.
Il discorso quindi sarebbe questo.

The Administration will not be going to a lockdown, hopefully whatever happens in the future, who knows which administration will be, I guess time will tell but I can tell you this Administration will not go to a lockdown, there won’t be necessity. The lockdowns cost lives and they cost a lot of problems, the cure cannot be, you’ve got to remember, cannot be worst the problem itself, as I’ve said many times.

tradotto

L’Amministrazione non arriverà ad un lockdown, si spera qualunque cosa accada in futuro, chi lo sa quale amministrazione ci sarà, credo che il tempo lo dirà ma posso affermare che questa Amministrazione non andrà a un lockdown, non ve ne sarà necessità, i lockdown costano vite e portano ad un sacco di problemi, la cura non può essere, dovete ricordarlo, non può essere peggiore del problema stesso, come ho detto molte volte.

La maggior parte di voi avrà letto esattamente ciò che si voleva le agenzie di stampa sentissero e, di conseguenza, diffondessero, ma non vi sono solo le agenzie di stampa a guardare, occorre considerare che vi sono attori che osservano ogni sillaba, ogni singola espressione del Presidente degli Stati Uniti: il messaggio è indirizzato a loro più che a noi.

Iniziamo quindi a fare un po’ di “magia” senza però cambiare assolutamente niente del discorso.

L’Amministrazione non arriverà ad un lockdown, si spera QUALUNQUE COSA ACCADA IN FUTURO, CHI LO SA QUALE AMMINISTRAZIONE CI SARÀ, credo che il tempo lo dirà MA POSSO DIRE CHE QUESTA AMMINISTRAZIONE non andrà ad un lockdown, non ve ne sarà necessità, i lockdown costano vite E PORTANO AD UN SACCO DI PROBLEMI, la cura non può essere, DOVETE RICORDARLO, non può essere peggiore del problema stesso come ho detto molte volte.

A ben guardare il discorso è strutturato su “anelli concentrici” o “nexted loop” di Ericksoniana memoria. Si racconta una storia ma, prima di finirla, se ne inserisce un’altra e, prima di finire quest’ultima, se ne inserisce un’altra ancora… la storia più rilevante è velata dalla storia precedentemente raccontata: in questo caso il lockdown

… i lockdown costano vite E PORTANO AD UN SACCO DI PROBLEMI

… Trump usa la parola lockdowns al plurale qui. Sottolinea il fatto che i lockdown costano vite e portano ad un sacco di problemi, quindi… si inserisce la storia più rilevante attraverso un cosiddetto “truismo” cioè, mentre si racconta qualcosa, si introduce un nuovo e più importante argomento attraverso la congiunzione “E”.

È importante inoltre sottolineare che, se Trump ha menzionato i problemi che portano i lockdown, lo fa a ragion veduta, per esperienza diretta; torniamo indietro con la memoria al 6 agosto, di fronte ad una folla di operai della Whirlpool a Clyde, nell’Ohio, (I) (II). Dopo tale discorso, Donald Trump ha subito  tre  attentati: il 10 agosto, c’è stata una sparatoria alla Casa Bianca che lo costrinse ad interrompere la conferenza stampa (III), il 16 agosto c’è stato un drone che ha cercato di colpire il suo aereo in fase di atterraggio (IV), infine a metà settembre c’è stato l’invio di un pacco contaminato con rìcina, una potente neurotossina (V) … (per chi inoltre volesse approfondire le implicazioni di tali eventi ne abbiamo già parlato in questo articolo) (VI)

… QUALUNQUE COSA ACCADA IN FUTURO, CHI LO SA QUALE AMMINISTRAZIONE CI SARÀ

Qui si usa un “presupposto logico“… al “qualunque cosa accada in futuro” viene legato un “chi lo sa” quale sarà la prossima amministrazione. Si usa infatti una “distorsione temporale doppia”, è una sorta di effetto-causa anziché di causa-effetto… “qualunque cosa accada in futuro” (futuro) “chi lo sa” – già – (presente) quale sarà l’amministrazione. Ovviamente “minus dixit quam voluit“, cioè, ha detto meno di quanto intendesse: Trump si riferisce ovviamente alla sua

… credo che il tempo lo dirà MA POSSO DIRE CHE QUESTA AMMINISTRAZIONE

Attraverso una congiunzione avversativa si nega ciò che si è appena affermato, infatti che senso avrebbe dire di credere che il tempo dirà quale sarà l’amministrazione che verrà?!? È ovvio infatti che, aspettando, si saprà chi governerà gli Stati Uniti. Ma questa costruzione serve a creare un “campo affermativo” in cui si lascia passare un messaggio ovvio, per affermare subito dopo che sarà proprio “QUESTA AMMINISTRAZIONE“.

Infine,

… la cura non può essere, DOVETE RICORDARLO, non può essere peggiore del problema stesso come ho detto molte.

Questo passaggio arriva subito dopo quel “i lockdown costano vite E PORTANO AD UN SACCO DI PROBLEMI” analizzato in precedenza… il “DOVETE RICORDARLO” starebbe a sottolineare l’importanza di quello che sta dicendo: sta parlando infatti della “cura“, intesa come “soluzione” alla pandemia di COVID-19 e si sta riferendo al fatto che i lockdown creano più problemi della pandemia stessa.

Nello stabilire però in cosa possa consistere questa “cura” peggiore del problema stesso, si entra nel campo delle suggestioni… personalmente vedo degli indizi nel cambio del colore di capelli del Presidente Trump e nelle quattro bandiere nazionali bordate di oro alle sue spalle. Su questo tipo di bandiere c’è tutta una letteratura che io tendo a sminuire, tali bandiere sono infatti bandiere dell’Ammiragliato, estese a contesti diversi (ai sensi del Decreto Esecutivo di Eisenhower n. 10834 del 1959). Tutt’al più sarebbero li a ribadire qualcosa del tipo “il Capitano della Nave sono io” e nient’altro. Dovremmo piuttosto concentrarci sul numero di quelle bandiere, lì potrebbe esserci infatti una risposta su quale potrebbe essere tale “cura” ma essendo una suggestione mi asterrò, per adesso, dall’esprimerla…

Mi basta infatti avervi fatto fare un piccolo viaggio in un mondo parallelo, che scorre appena sotto la superficie degli eventi, così come vengono generalmente raccontati. Un mondo raffinato, “tremendo” e geniale, il mondo del Presidente Donald Trump. (qui)

Come ha osservato l’amico Elio, “Bello, sembra come quando si studia la Torah”. In effetti questa analisi del detto e del suggerito e del quasi detto e del non detto ricorda da vicino l’esegesi biblica. Oltre a rivelare cose che sicuramente non trovano posto negli organi ufficiali del Pensiero Unico – chi mai aveva sentito parlare degli attentati? – e che rivestono, a mio avviso, una non trascurabile importanza.

barbara