MENTRE L’ATTESA SI PROLUNGA 1

Di materiale ce n’è molto, troppo per un post solo. Quindi ve ne do una parte, e nei prossimi giorni con calma vi darò il resto. E cominciamo dunque con un po’ di dati di fatto.

Guglielmo Picchi

Perché Donald Trump ha vinto
E come i democratici provano a rubare le elezioni.
Avrebbe dovuto essere la notte del riscatto dei Democratici quattro anni dopo la sconfitta di Hillary Clinton da parte dell’odiato e avversato Donald J. Trump. Joe Biden sarebbe dovuto essere acclamato 46esimo presidente USA a furor di popolo e la parentesi trumpiana chiusa per sempre.
Ma gli elettori americani si sono espressi in modo sorprendente secondo gli esperti, i sondaggisti, gli analisti e il MSM che si aspettavano e avevano predetto un trionfo per Biden.
Ebbene dopo la notte elettorale è chiaro a tutti che ancora un vincitore apparentemente non c’è o se proprio stiamo all’apparenza dei dati elettorali pubblicati quel vincitore potrebbe essere Joe Biden e non il presidente Trump.
Tuttavia analizzando bene quando sta avvenendo possiamo trarre alcune conclusioni che poi andrò ad argomentare:

1. Donald Trump ha vinto superando la soglia dei 270 grandi elettori del collegio elettorale
2. I Democratici stanno facendo di tutto per vincere. E per farlo si scoprono alcune gravi anomalie che meritano prima attenzione e poi azione per rimediarvi-

I risultati elettorali per Donald Trump dimostrano una grande capacità di mobilitazione della sua base elettorale a livelli elevatissimi e in modo molto superiore rispetto al 2016. Questo a dimostrazione che le sue politiche hanno saputo raccogliere consenso aggiuntivo nonostante la netta avversione di media, big tech, deep state, internazionale globalista e compagnia cantante.
Alla fine dell’election day (ED) Trump dimostra in modo autorevole di poter vincere la sun belt Texas, Georgia, Florida e North Carolina.
Primo intoppo: Georgia e North Carolina pur con considerevole vantaggio di Trump interrompono o rallentano il conteggio dei voti e addirittura si fermano e non vengono assegnate.
Secondo intoppo: nella Rust Belt Trump dimostra di avere numeri buoni e di essere tonico. Netto vantaggio in Pennsylvania Wisconsin e Michigan aldilà di ogni sondaggio. Anche qui si decide di interrompere la conta.
Terzo intoppo: senza troppi complimenti l’Arizona viene assegnata prima ancora di cominciare lo scrutinio a Biden anche se molti indicatori facevano presagire che Trump potesse essere competitivo. Precisiamo che alla chiusura del seggio il 70% del voto postale è stato annunciato. Per cui chiusura delle urne, rilascio dei risultati del voto postale e assegnazione sono avvenuti contestualmente.
A questo punto gli esperti e i commentatori vanno a dormire consapevoli che molti voti per posta dovessero essere scrutinati, ma il vantaggio di Trump fosse tale da essere rassicurante per l’esito finale
Poi
Quarto intoppo: nella notte poi succede qualcosa di inspiegabile sia in Michigan che in Wisconsin arrivano aggiornamenti di voti da alcune contee con Biden beneficiario del 100% dei voti e Trump ZERO.
Ecco in Michigan Biden riceve in un solo colpo un aggiornamento da 138.339 voti e Trump ZERO.
Circostanza e numero troppo evidente per sfuggire all’attenzione dei commentatori compreso il sottoscritto.
E così tra gli altri Sean Davis analista del The Federalist su twitter pubblica la sorpresa per i 138.339 voti attribuiti all’improvviso a Biden.
Quinto intoppo. Twitter censura Davis e tutti coloro che tentavano di riportare la stessa notizia affermando che il contenuto era controverso e poteva confondere un processo elettorale.
Dopo una analisi si è scoperto che si sarebbe trattato di un typo ovvero uno 0 in più aggiunto ai dati della Contea Shiawassee in Michigan [certo, un errore: chi mai potrebbe essere così malpensante da pensare a qualcosa di diverso?]. L’errore scoperto proprio da utenti di Twitter che avevano colto il balzo spropositato di Biden. Che si sia trattato di un maldestro tentativo di favorire Biden? L’errore è stato comunque poi corretto.
Sesto intoppo: nella Contea di Antrim sempre in Michigan nel 2016 Trump vinse con oltre 30% di vantaggio sulla Clinton e invece i dati del 2020 riportavano un dato di Biden che sopravanzava Trump di 29 punti. Anche qui il county clerk ha detto che avrebbe investigato l’anomalia e fornito una risposta.
Settimo intoppo; in Wisconsin all’improvviso un aggiornamento di dati mostra Biden recuperare e chiudere un gap di 4,1% nei confronti di Trump con il solito metodo del 100% voti Biden e ZERO Trump
Ottavo intoppo. Anche in Michigan una misteriosa linea verticale che chiude il gap tra Biden e Trump appare all’improvviso.
La campagna di Trump ha chiesto naturalmente il riconteggio dei voti sia in Wisconsin che in Michigan e in entrambi ha inviato la propria squadra di legali.
Nono intoppo: in Pennsylvania anziché usare il metodi dell’aggiornamento selvaggio di voti 100% Biden ZERO Trump, si ritiene legale di poter contare tutte quelle schede prive di un qualsiasi tipo di prova che siano state spedite prima dell’ED come prevede la legge dello stato.
Decimo intoppo: in Arizona ci sono schede elettorali votate con dei pennarelli denominati Sharpie Marker che rendono difficile la lettura delle schede da parte delle macchine per la conta. Naturalmente è avvenuta in sezioni elettorali molto favorevoli al GOP e che ha prodotto per ora l’invalidazione di molte centinaia se non migliaia di schede.
UnDecimo intoppo: conteggio fermo in Arizona dove mancano 500.000 schede dell’ED che vedono il GOP prevalere 2 a 1 sui Dem che potrebbero portare lo stato dalla parte di Trump che attualmente segue Biden di 100.000 voti.
I democratici hanno molto da spiegare ed è evidente che i voti reali confermino la vittoria di Donald J Trump e possa continuare il proprio mandato come Presidente degli Stati Uniti d’America.
La via è NC, GA, PA e AZ. Ecco i 62 voti che mancano per arrivare a 279. E Trump è presidente. Adesso ha 217 voti (3 Alaska inclusi)

E qui abbiamo un paio di cosettine successe a Detroit,

il bollettino dei morti aggiornato

e qualcuno ha giustamente pensato di costruirci su qualcosa

Aggiungo una breve considerazione di:

Giovanni Bernardini

COVID E CINA

1) Il Covid è nato a Wuan. Da li ha raggiunto Londra, Milano e New York, ma NON Pechino o Shangai.
2) Il mondo lotta col Covid da quasi un anno. Ci sono state prime e seconde ondate. Sembra che in Cina il Covid sia stato sconfitto in due, tre mesi.
3) L’Italia ha circa 60 milioni di abitanti. Il Covid ha fatto finora in Italia quasi 40.000 vittime. La Cina ha oltre 1300 milioni di abitanti. Il Covid ha fatto in Cina poco più di 4000 vittime.
4) L’economia cinese è l’unica al mondo ad essere in forte crescita.
5) Grazie al Covid è stata possibile negli USA la truffa del voto postale che potrebbe togliere dalla circolazione l’unico serio oppositore del governo comunista cinese.
Ogni commento è superfluo.

Come ho già ripetutamente avuto modo di dire, sono assolutamente convinta dell’origine naturale del virus. Non è però casuale l’eliminazione di tutti i medici e ricercatori e giornalisti che tentavano di denunciare l’esistenza dell’epidemia, e l’occultamento di ogni informazione da settembre a fine gennaio. E non è casuale la chiusura di tutti i voli interni e la prosecuzione di quelli verso l’estero. E non è casuale che l’ammissione dell’epidemia in atto sia avvenuta non prima che questa si fosse ormai diffusa in quasi tutto il mondo. Quindi direi che, anche per le persone più refrattarie al complottiamo, il ragionamento fila.

E concludo la parte scritta con alcune osservazioni di

Giulio Meotti

Pensavano che accusando Trump di razzismo, di fascismo, di suprematismo bianco, di aver spaccato il paese, avrebbero creato una “onda blu” da catapultare Biden direttamente alla Casa Bianca. Ora i Democratici si ritrovano a sperare in una scheda dopo l’altra. Vinceranno loro, perché la demografia e il cambiamento americano li avvantaggiano. Ma ci hanno raccontato una America che non esisteva, pronta a emendare l’errore morale del 2016. Non è stato così. Emerge un paese spaccato a metà e questo nel lungo termine favorirà i Democratici. Da un lato l’America sempre più urbana, sempre più uniforme, sempre più liberal, dove si va a vivere sempre di più e che tende alla omogeneità politico-culturale (27 delle 30 principali città americane sono solidamente democratiche). Dall’altro, l’America “profonda”. La prima che crede nell’uguaglianza. La seconda nella libertà. La vecchia distinzione fra gli “anywhere”, che potrebbero vivere ovunque, i “somewhere”, che vivono da qualche parte. Speravano che le minoranze tirassero la volata a Biden. Trump si è rivelato il candidato repubblicano che ha raccolto più voti fra i non-bianchi nella storia dei repubblicani. I Latinos, che non sopportano che la sinistra colorata dica loro che si devono chiamare “Latinx”, in omaggio alla mania del transgender. I cubani della Florida. I cattolici conservatori e tradizionali. E poi gli afroamericani, che non hanno fatto muro con i Dem. E soprattutto la classe operaia bianca, che ha di nuovo votato per Trump. “L’aspettativa di vita in gran parte degli Appalachi è inferiore a quella del Bangladesh”, ha spiegato il Nobel per l’economia Angus Deaton in riferimento alla regione americana tipicamente rurale e bianca. Mi ha sempre colpito questa frase. A Norton, nel West Virginia degli Appalachi, il Ground zero americano della dipendenza da oppiacei, Trump ha preso il 70 per cento. Come a Grundy, dove è più facile soffrire di cuore e diabete che avere un lavoro. Sono luoghi dove le lauree scarseggiano e ci si fanno domande semplici: il mio paese andrà in rovina? Avrò abbastanza carburante? Che vita avranno i miei figli? Sapremo difenderci e proteggere gli amici? Gli oligarchi della tecnologia, gli accademici e le “persone intelligenti” non li capiscono o al massimo li considerano “omofobi e razzisti”. E’ l’America dei “nuovi yuppie”, i produttori delle serie tv, i dipendenti delle organizzazioni non governative, gli sceneggiatori, i giornalisti, gli amministratori di università, i bioingegneri, i consulenti finanziari, gli avvocati…. Fisici ben curati, leggono tutti le stesse cose e discutono di diseguaglianza. La loro polizza assicurativa è l’istruzione e vogliono una America di alte tasse, egualitarismo ed ecologismo. Vogliono essere non solo ricchi, ma “migliori”. Non vanno per centri commerciali, ma su Facebook. E’ una élite impegnata in un progetto spietato di riproduzione della propria posizione sociale. Poi c’è l’America rauca, ruvida, chiassosa, dove l’ascensore sociale è rotto, delle “steel town” della Pennsylvania, dove si menano le mani, delle fabbriche e delle famiglie scalcinate, degli agglomerati di capannoni del Michigan, l’America ritratta nel film “Il cacciatore”, di un’ansia sociale, del “white trash” come lo chiamano i sociologi, delle comunità di origine scozzese e irlandese, economicamente in rosso e moralmente indifendibili, dove non ti fidi di nessuno e si fatica a trovare lavoro, la caricatura grammaticalmente scorretta e un po’ obesa di tutti i media, l’America che non vuole che la Cina distrugga quel che resta dell’economia americana, che ci tiene al patriottismo, che non vuole che le minoranze di estrema sinistra e Black Lives Matter processino la storia americana. Non si preoccupano di un grado in più, ma di estrarre gas. Non vogliono che lo stato dica loro come devono vivere e morire o quale bagno usare. E’ l’America che vuole ancora “fare” delle cose, coltivare, tirare su il petrolio, che ogni tanto va ancora in chiesa e osserva la stagnazione economica, la disintegrazione umana, il declino dei punti di riferimento culturali. Non seguono gli Emmy Awards. Sono inorriditi dal politicamente corretto. Se ne fottono delle prediche delle star di Hollywood. Non accettano la soluzione approntata per loro dalle élite: l’oblio. E’ quello che chiamano, banalmente, “populismo”. Ecco, trovo ancora una volta molto triste questa incapacità dei nostri sondaggisti, dei nostri media e dei nostri scrittori di comprendere l’America dei “deplorevoli”. Quella che ancora si domanda: chi siamo?

Probabilmente quando Meotti ha scritto questo pezzo non erano ancora accertati tutti i brogli di cui poi è arrivata conferma, e questo può spiegare alcune affermazioni che potrebbero apparire un po’ singolare.
Per oggi con la parte scritta mi fermo qui. Vi regalo ancora un piccolissimo campione delle performance del possibile prossimo presidente della massima superpotenza mondiale

e una testimonianza in diretta sul posto.

Per oggi basta, tanto la fine dei conteggi non avverrà prima del 12, è stato detto, quindi avrò tutto il tempo di smaltire tutto il malloppo.

barbara

  1. Qua uno spiegone su come funziona il voto postale, e sul perché l’onda rossa delle prime ore ha cambiato colore: https://www.nature.com/articles/d41586-020-02979-x

    Aggiungo che quando leggo “deep state” in una frase seria (mi riferisco al primo articolo che citi) metto automaticamente il timbro Qanon sull’intero pezzo.

    Queste elezioni hanno esacerbato la polarizzazione tra l’America rurale e quella delle grandi città, due mondi con interessi e bisogni diversi che sono usati come “soldati” durante le elezioni e poi lasciati a loro stessi. Da chiunque vinca.

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    • Quattro anni di mass media intellettuali cinema sport ecc. a sparare a zero su Trump e i repubblicani, campagne di stampa senza tregua, “dossier” basati sul nulla fabbricati uno dopo l’altro, i repubblicani trattati come nazisti o giù di lì, e la polarizzazione l’avrebbero esacerbata le elezioni? Ma stai parlando seriamente? E quella testata immagino che a te appaia neutrale, giusto? Poi vorrei anche capire quegli “oltre 100.000 di schede” spedite in Oregon, con poco più di 4 milioni di abitanti. E comunque tutto il discorso teorico sull’estrema difficoltà di brogli cozza leggermente con quello che è successo concretamente, seggi che hanno avuto più voti degli elettori registrati, casse di schede a centinaia di migliaia che compaiono in piena notte (filmato, non raccontato) col 100% di voti per Biden, senza una sola eccezione: a te sembra credibile? Ma veramente veramente?

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      • È Nature, mica il NYT o FoxNews! Se contestiamo Nature e il metodo scientifico siamo a posto. Ma il punto è un altro: hai una fonte che racconta una storia diversa, supportata da dati di fatto e non da racconti aneddotici? Leggo tutto, quindi posta pure. No filmati da siti partigiani, però: quelli non sono fatti ma propaganda.
        La campagna di diffamazione è reciproca, basta fare l’osservatore neutrale e guardare indietro…
        Sul voto postale aggiungo che ad Agosto Trump ha nominato un suo fedelissimo a capo dell’USPS (come prima mossa per disinnescare proprio il voto per posta? Un complottista direbbe di si…), quindi dichiarare che il voto postale è un imbroglio è -permettimelo- darsi dell’incompetente da solo.
        La questione dei voti in più, dei voti a cassettate, dei morti viventi che votano è per me -ancora- propaganda non supportata da alcun fatto. Anzi, se cerchi in giro ci sono spiegazioni ufficiali e logiche per quasi tutte le teorie cospirazioniste messe in campo -vedi te il caso?- solo da media e siti alternativi schierati per Trump.

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        • Nature… Ho definitivamente smesso di di dare credito a Nature dopo questo editoriale:

          https://www.nature.com/articles/d41586-020-01009-0

          Ad esempio “Diversity is valuable for its own sake. It encourages understanding and dialogue between cultures, and sharing of points of view and ways of being.” Ma un bel ecchissenefrega per chi fa scienza. L’unica cosa che conta per chi fa scienza è la competenza. Un’università di soli bianchi maschi eterosessuali però competenti: benissimo. Un’università di soli neri transessuali e gay però competenti: benissimo. Sì, Nature è diventato uno strumento propagandistico.

          Mi sono andato a leggere il discorso che fece Matteotti il 30 maggio 1924 dopo le elezioni (da pagina 57 in poi):

          Fai clic per accedere a sed004.pdf

          Ad esempio a pagina 59 si legge questo:

          MATTEOTTI. Volete i singoli fatti ? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava rac-cogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata… (rumori).

          MERAVIGLIA. Non è vero. Lo inventa lei in questo momento.

          FARINACCI. Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!

          MATTEOTTI. Fareste il vostro mestiere !

          LUSSU. È la verità, è la verità!

          MATTEOTTI. A Melfi… (Rumori vivis-simi -— Interruzioni). A Melfi è stata impedita la raccolta delle firme con la violenza. (Rumori). In Puglia fu bastonato perfino un notaio. (Rumori vivis-simi).

          ALDI-MAI. Ma questo nei ricorsi non c’è ! In nessuno dei ricorsi ! Ho visto io gli atti delle Puglie e in nessuno dei ricorsi è accennato il fatto di cui parla l’onorevole Matteotti.

          FARINACCI. Vi faremo cambiare si-stema ! E dire che sono quelli che vogliono la normalizzazione !

          MATTEOTTI. A Genova (Rumori vi-vissimi) i fogli con le firme già raccolte furono portati via dal tavolo su cui erano stati firmati.

          Voci. Perchè erano falsi.

          MATTEOTTI. Se erano falsi, dovevate denunciarli ai magistrati !

          Questo parte di resoconto mi sembra dannatamente simile a ciò che sta succedendo adesso: una parte cerca di denunciare i brogli e l’altra cerca di metterla a tacere dicendo che sono invenzioni.

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        • La reductio ad Hitlerum è tipica della sinistra :-).
          Ciò detto e scusandomi con Barbara della faccina, mi pare che il contesto sia lievemente differente, tra l’altro il povero Matteotti stava parlando a un parlamento in cui il partito fascista era di fatto il padrone della politica; qua il Commander in Chief per il momento è Trump che contesta elezioni avvenute sotto il suo controllo, mi pare del tutto paradossale e -lo ridico- pone il POTUS attuale nel girone degli incompetenti assoluti.
          Sull’editoriale di Nature: beh, il pezzo estrapolato dal contesto è assolutamente sottoscrivibile. Se il contesto (leggo dopo l’articolo, non dubitare) è scientifico/culturale sono d’accordo.
          E sono d’accordo anche con la tua affermazione sul merito e la competenza che devono passare avanti a colore della pelle, orientamento sessuale e credo religioso.

          Se lo scopo era invece (come sospetto) “politico”, Nature non è il luogo adatto per queste cose.

          Ma ti so dire tra poco.

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        • Sì, avevo visto giusto: quella testata ti appare neutrale. Interessanti anche i media e siti alternativi schierati per Trump quando FB e twitter bloccano sistematicamente tutti i post di Trump e dei suoi sostenitori, la quasi totalità dei mass media lo bloccano o stravolgono tutto quello che dice, quando addirittura la televisione oscura il discorso di Trump con la scusa che “sta dicendo bugie”! Se non è dittatura questa non saprei davvero cos’altro lo è. Però è bello sentirsi dalla parte dei buoni contro i cattivissimi, vero?

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        • La differenza tra la scienza e la fede politica o religiosa- è che la prima si basa sui fatti, la fede sui dogmi.
          Nature quando parla di scienza è molto, molto più attendibile di qualsiasi discorso di Trump E di Biden.
          Gli editoriali sono troppo progressisti? Ecchisenefrega, non è lì che si fa politica.

          Io non mi sento dalla parte di nessuno, dico solo che sulla base di un semplice fact checking quasi tutto quello che Trump dice sulla scienza si rivela una puttanata (dal covid al gw, con tutto quello che ci sta in mezzo). Ha fatto anche cose buone, Trump? A parte il riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, la sua idea di capitalismo protezionista a mio modesto avviso ha delle basi del tutto sbagliate (oltre che aver prodotto zero risultati). Si deve sicuramente correggere il globalismo, ma i dazi e il protezionismo unilaterale sono la risposta sbagliata ad un problema reale. Contro la Cina non vinci così, ma atteaverso alleanze con la UE che invece ha sostanzialmente lasciato in un angolo.

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        • @Barney: quindi tu sei convinto che in America “comanda” Trump ed è quindi ascrivibile a lui tutto quello che succede? Molto interessante.
          Vedo poi che credi al dogma del gw (Rubbia e Zichichi e Franco Battaglia e tantissimi altri sono eretici da mandare al rogo?)
          Sulla UE mi sembra che abbiamo posizioni molto distanti (ricordo male o eri tu che prevedevi disastri economici e ogni altra catastrofe per la Gran Bretagna che ha scelto di uscire?), e comunque più che Trump che la mette nell’angolo, in questi anni ho visto la UE mostrare una spiccatissima ostilità a Trump. E per quanto riguarda la Cina, con una UE che le lecca il culo la vedo dura poter combinare qualcosa di utile.

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        • In USA comandano le corporation, sia che vincano i dem sia che vincano i gop. Non mi pare che in questi 4 anni Bezos e compagnia bella si siano stracciati le vesti.

          Il popolo ha interessi del tutto alieni rispetto a chi governa, per cui si adatta a chi racconta la migliore novella.

          GW: non si tratta di credere, si tratta di osservare i dati grezzi e trarre le debite conclusioni. Non sono per formazione uno che mette al rogo, e per tornare al tuo commento di prima sono per la totale libertà di parola, che include per me la possibilità di prendere per il culo le religioni e Qanon, Conte e Salvini, Zingaretti e il Papa.

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        • M’e’ partito il commento troppo presto. La UE: sono convinto che l’unione dei paesi europei sia indispensabile per avere un terzo polo politico/economico in grado di competere con Cina e USA. Questa UE non è efficiente, va sicuramente cambiato molto ma eliminarla è tornare indietro di 50 anni.
          La Brexit: non sarà una catastrofe, ma mi pare che il numero di aziende che scappa dall’UK al momento sia superiore a quello di chi ci vuole entrare.
          La Cina: è un discorso lungo. Certamente la UE da sola E gli USA da soli combinano poco contro un regime che ha a disposizione 1.3 miliardi di persone come forza lavoro e mercato interno (entrambi senza regole), per questo trovo stupido l’atteggiamento protezionista di Trump contro l’Europa.

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        • Il gw è un dogma, sul quale è molto politicamente scorretto porre obiezioni, più o meno come avanzare dubbi sulla verginità della madonna, solo che per questa non ti mandano più al rogo mentre per quello il rogo mediatico non te lo risparmia nessuno. Ciononostante ci sono fior di scienziati che, guardando gli stessi “dati grezzi” che guardi tu, non trovano traccia di riscaldamento globale (RG in italiano), meno che mai di emergenza climatica su cui sproloquiano gretine e gretini vari misti, menissimo che mai di cause antropiche che possano essere rimosse regalando miliardi di miliardi a multinazionali di dubbia onestàe, pur sapendo di rischiare di essere messi al bando da quelli della “parte giusta”, hanno il coraggio di dirlo.
          Anche su tutto il resto, come già si sapeva, le nostre opinioni politiche sono più o meno agli antipodi. Sulle elezioni USA riprendiamo il discorso al prossimo post.

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  2. Trovo impressionante questo video:

    https://video.repubblica.it/dossier/biden-presidente/biden-presidente-le-lacrime-del-commentatore-cnn-e-un-bel-giorno-per-tante-persone/370702/371310

    Il tizio l’avevo già visto, in altre occasioni, spremersi le lacrime in diretta: dev’essere il frignone ufficiale della redazione, oltre a recitare peggio di un cane.
    Ma a me qui ricorda in particolare i giornalisti della TV nordcoreana, quando piangevano inconsolabili per la morte del Grande Leader.
    Quelli almeno avevano il gulag che li aspettava, ma questo qui che scusa ha? Come fa uno a buttar via così la sua dignità, non dico di giornalista, di persona?

    Altrettanto impressionanti – non sto lì a linkarli – i suoi colleghi che interrompono e censurano quello che è tuttora il loro Presidente, con il grugno incattivito dei lacchè quando possono dare sfogo alle loro frustrazioni.
    È qualcosa di prepolitico, è la miseria umana, proprio.

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  3. ripeto: rileggetevi l’executive order di Trump del 22 settembre e chiedetevi chi abbia veramente vinto le elezioni, a prescindere dalla chiappe che siederanno nello studio ovale.

    per chi se lo fusse perso, eccolo:

    https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/executive-order-combating-race-sex-stereotyping/
    (un occhio di riguardo alla sezione 1-purpose, semplicemente magistrale

    e ora voglio davvero vedere chi sono i veri razzisti, e come cercheranno di agire, visto che ormai è legge federale…..

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    • Sei arrivato proprio al momento giusto: stavo giusto per pubblicare il prossimo post, e il tuo commento mi ha fatto ricordare una cosa che avevo avuto in mente di inserire ma di cui poi mi ero dimenticata. Quanto al razzismo, quando senti gridare e vedi scrivere white lives don’t matter, difficile avere dubbi su dove stia.

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