REPUBBLICANI NAZISTI?

Così vengono dipinti da chi detiene le chiavi della sedicente informazione, arrivando addirittura a togliere l’audio a un Presidente in carica. E cortina fumogena sui crimini della controparte.

Caccia ai sostenitori di Trump a Washington: decine di aggressioni, ma oscurate dai media mainstream

Le agenzie di stampa e i giornali parlano di “disordini”, restando sul generico, tra manifestanti pro-Trump e anti-Trump. Quello che è realmente accaduto nella serata e nella tarda notte tra sabato e domenica a Washington è provato dai numerosissimi video pubblicati in rete e reperibili con il minimo sforzo da chiunque (più avanti i link a quelli più significativi, da Twitter).
Sabato si è tenuta a Washington la Million MAGA March, una manifestazione a sostegno del presidente Trump. Il momento è delicato: il presidente contesta il risultato delle elezioni e i suoi sostenitori sono arrivati nella capitale al grido “Stop the Steal” per appoggiare la sua battaglia legale. Ma tutto si è svolto in modo totalmente pacifico. Nessuno ha infranto vetrine e saccheggiato negozi, nessuno ha dato fuoco ad auto o edifici, nessuno ha preso di mira gli agenti o i passanti. Slogan, canti, bandiere, inno americano. È proprio il caso di ricordarlo: nel 2017, il giorno dell’inaugurazione della presidenza Trump, le proteste a Washington si conclusero con un bilancio di 217 arresti e 100 mila dollari di danni. Ed era solo l’inizio della “Resistenza”, alimentata e organizzata dai Democratici, che oggi vorrebbero “curare” il Paese e lanciano appelli all’unità, a superare le divisioni.
È accaduto invece che al termine della manifestazione di sabato scorso, quando i partecipanti cominciavano a defluire, è partita una vera e propria caccia ai supporter di Trump da parte dei militanti di Antifa e Black Lives Matter.
Vigliaccamente, hanno aspettato che calasse il buio, che la manifestazione finisse e che famiglie e singoli fossero isolati per aggredirli, come mostrano molti video. Famiglie con bambini al seguito, coppiedonne, persone anziane (123), inseguiti, minacciati, spintonati, in qualche caso picchiati, presi di mira con lanci di liquidi e oggetti, uova, petardidi tutto. In questo, va riconosciuto, senza fare discriminazioni: circondate e aggredite anche famiglie di colore e miste con bambini piccoli, colpevoli di aver partecipato alla marcia a sostegno di Trump. “Black Lives Matter”, sempre che siano schierate dalla parte “giusta”.
È accaduto anche che un gruppo di Proud Boys, un’organizzazione di destra che sostiene Trump, abbia reagito, nella notte, quando già da diverse ore proseguivano le aggressioni, avendo la meglio su alcuni militanti di Antifa.
Da mesi, le rivolte di Antifa e BLM, che hanno messo a ferro e fuoco decine di città Usa, governate dai Democratici, ci vengono dipinte dai media come “prevalentemente pacifiche”. Così le definiva, con sprezzo del ridicolo, uno sfortunato inviato della Cnn mentre si vedevano alle sue spalle auto e negozi in fiamme. Ci sono voluti un paio di mesi prima che dai Democratici e dal candidato alla presidenza Biden arrivasse una condanna delle violenze, ma generica, da qualunque parte provengano, e solo dopo che New York Times e Washington Post avevano cominciato ad avvertire che il caos avrebbe potuto fargli perdere voti.
Per ora, nel momento in cui stiamo scrivendo, dal “presidente-eletto” che vuole “curare” l’America, unire il Paese, superare le divisioni, non è arrivata alcuna condanna, non genericamente della violenza, ma di queste violenze, delle violenze commesse sabato notte, nella capitale Washington, dai militanti della sinistra radicale ai danni dei sostenitori di Trump.
Federico Punzi, 15 Nov 2020, qui.

Ma tutto questo è storia vecchia, anzi antica.

L’egemonia Dem sui media. Non solo Trump: non c’è candidato o presidente Repubblicano che non sia stato demonizzato

Molti non ricordano (o fingono di non ricordare), ma noi sì: i media Usa (e non solo) hanno riservato il “trattamento-Trump” a tutti i candidati o presidenti Repubblicani, da Goldwater a Romney, passando per i Bush e McCain (oggi lodato da morto), massacrandoli con campagne di delegittimazione e fake news. Ma con Trump hanno fatto un passo in più: hanno vinto loro le elezioni…

Nelle elezioni presidenziali americane del 2020, due episodi, in particolare, hanno reso chiaro a tutti che il rapporto fra media e politica è cambiato in modo definitivo. Il primo episodio è stato durante la conferenza stampa in cui Trump, ancora presidente in carica, annunciava di non concedere la sconfitta e motivava la sua decisione con il sospetto di brogli elettorali a favore della parte avversa. La maggior parte delle televisioni nazionali presenti alla Casa Bianca, invece di trasmettere la diretta, l’hanno interrotta. Hanno staccato il microfono al presidente perché, a detta loro, stava affermando il falso. I media sono dunque andati oltre al loro compito di informatori e si sono erti al ruolo di giudici. Il secondo episodio, forse ancor più clamoroso, è stato l’annuncio del vincitore delle presidenziali, Joe Biden, quando lo spoglio delle schede è tuttora in corso e i ricorsi legali annunciati da Trump sono appena agli inizi. I media, in pratica, hanno annunciato il “loro” presidente, provocando una valanga di congratulazioni da tutto il mondo, indirizzati ad un capo di Stato che non è ancora tale.
La giustificazione di un atteggiamento così partigiano e poco professionale, che si è potuto vedere in diretta anche nel corso dei dibattiti televisivi (basti contare quante decine di volte il presidente in carica è stato interrotto dai moderatori), viene giustificato dai diretti interessati con argomentazioni che vanno dal romantico “dobbiamo resistere a un presidente nemico della libertà di stampa”, ad un deontologico “non possiamo permettere che vengano trasmesse informazioni false”. Affermazione, per altro, falsa: quando mai i media hanno deliberatamente censurato personaggi pubblici, anche quando mentivano clamorosamente, incluse le dichiarazioni di terroristi come Osama bin Laden, o Abu Bakhr al Baghdadi, o dittatori come la Guida Suprema Khamenei e Saddam Hussein? Ed è bene che sia così, perché, in ogni caso, il ruolo del giornalista è quello dell’informatore, non del giudice. In ogni caso, comunque, i media direttamente interessati alla demolizione di Trump hanno sempre portato la giustificazione che si tratti di un caso “straordinario”, di un presidente talmente fuori dalle righe da essere considerato una minaccia per la democrazia. Da qui, la loro tendenza a difendere la democrazia a costo di censurare un presidente democraticamente eletto. Trump è considerato diverso dai suoi predecessori, un caso unico che richiede misure speciali. Ma quali predecessori, non hanno richiesto misure altrettanto speciali da parte degli stessi media americani e dei loro predecessori?
Il grande problema ignorato, un “elefante nella stanza” come direbbero gli americani, non è questo o quel presidente, ma l’egemonia che i Democratici hanno conquistato nel mondo accademico e di conseguenza in quello mediatico. Questa egemonia risale almeno agli anni di Kennedy (1960-63) e da allora spara fango su ogni singolo presidente o candidato presidente repubblicano. I media hanno delegittimato Barry Goldwater, che avrebbe dovuto correre contro Kennedy e poi ha fatto invece campagna contro Johnson, a causa dell’omicidio del presidente a Dallas. Goldwater, laico e liberale, è tuttora ricordato come “razzista” e “guerrafondaio”, a causa della feroce campagna mediatica contro di lui. Non vinse le elezioni e si risparmiò quattro anni di gogna mediatica.
Questa invece toccò a Richard Nixon che divenne addirittura sinonimo della corruzione del potere. Nixon venne letteralmente linciato per una guerra (Vietnam) che non aveva iniziato, ma che, anzi, provò a portare a termine nel migliore dei modi con gli accordi di Parigi nel 1973. L’odio dei media nei suoi confronti era tale, che gli è stata anche tolta la Luna. Fateci caso: quando l’anno scorso è stato celebrato il 50° anniversario dell’allunaggio, è sempre stato nominato Kennedy (che lanciò il programma), ma mai Nixon (che lo portò a termine con successo nel suo primo anno di presidenza). I media fecero perdere la Casa Bianca a Nixon, nonostante la sua rielezione con due clamorosi scoop: i Pentagon Papers, cioè la diffusione di segreti militari sui bombardamenti in Cambogia e poi definitivamente con lo scandalo Watergate, lo spionaggio politico ai danni dei Democratici che portò all’impeachment.
Dopo Nixon, i media non riuscirono a detronizzare Reagan. Ma ci provarono in tutti i modi con la delegittimazione personale (“è solo un attore”, “è malato”, “è un fanatico religioso”), politica (“vuole la guerra nucleare”, “distruggerà il mondo”, “la sua è voodoo economics“, “è nemico dei poveri”) e giudiziaria (lo scandalo Iran-Contras). Nonostante i media, fu il presidente finora più amato dagli americani in tempi recenti, ma chiunque lo studi attraverso gli archivi dei quotidiani, lo crederebbe un mostro. Bush (padre), che pure era un moderato centrista, venne accusato di essere un falco imperialista, petroliere in conflitto di interessi, esponente del complesso militar-industriale.
Suo figlio, George W… non c’è neanche bisogno di parlarne. Nell’era di Internet ogni giorno, ogni ora, era un attacco continuo al presidente, calunniato, paragonato a una scimmia, accusato di essere un alcolizzato. Sono stati realizzati documentari, film, libri, contro la sua persona e la sua amministrazione. I suoi uomini, Cheney, Rumsfeld, Rove, paragonati a criminali nazisti. La corrente politica che lo sosteneva, almeno dal 2002, quella dei Neocon, è stata descritta come una cupola mafiosa-esoterica. Sulla sua amministrazione, i media hanno creato un’immagine da film horror, fatta di trame oscure, iniziazioni macabre, obiettivi deliranti. “Bush lies, people dies” (Bush mente, la gente muore) era il mantra ripetuto dopo ogni morto nella guerra in Iraq, dando per scontato avesse mentito deliberatamente sulle armi chimiche di Saddam per poterla lanciare. L’uragano Katrina che devastò New Orleans nel 2005? Colpa di Bush, non tanto per la gestione dei soccorsi (che comunque spettava a Kathleen B. Blanco governatrice, democratica, della Louisiana), quanto perché Bush non aveva aderito al protocollo di Kyoto sulla lotta al riscaldamento globale [La sinistra alleanza tra ecologisti ideologici e terzomondisti usa lo Tsunami]. Dando per scontato che, se non si impongono carbon tax ed energia rinnovabile, negli oceani si formeranno urgani sempre più potenti… Quando Bush se ne andò dopo un contestatissimo secondo mandato, l’odio dei media non si spense.
Anzi, iniziarono preventivamente a creare campagne di contro-informazione e vera disinformazione anche per i due candidati successivi: contro McCain e soprattutto contro la sua vice Sarah Palin, poi erano pronti già pronti a creare (anche con un film hollywoodiano rimasto nel cassetto) una mitologia negativa contro i mormoni e la destra religiosa, al momento della candidatura di Mitt Romney. Infine, hanno avuto modo di sfogarsi con Trump. Pensateci bene quando dite: “Trump è comunque indifendibile”. Chiunque viene massacrato, basta che non sia dalla parte “giusta”. Certo con Trump, i media hanno fatto un passo in più: hanno vinto loro le elezioni, un po’ come un arbitro che segna il gol della vittoria.
Stefano Magni, 16 Nov 2020, qui.

Come un arbitro che segna il gol della vittoria e oscura l’unica televisione che osa contestarlo.

barbara

  1. Nulla di nuovo sotto il sole, anche da noi, vedi genova 2001, si è tentato di usare la violenza “pacifista e gandhiana” per sovvertire l’esito delle elezioni perché per molti la democrazia è se mi danno ragione altrimenti è una dittatura da contrastare in ogni modo..

    Si è visto con le sentinelle in piedi, gente che protestava pacificamente leggendo libri. Le loro proteste si potevano condividere o meno, io personalmente consideravo loro dei bigotti però viste le reazioni isteriche scatenate da parte dei pacifisti che andavano a molestarli con uova o peggio, sinceramente ho finito a preferire loro rispetto che i “democratici illuminati con le uova marce”. “democratici” convinti che il fascismo sia solo indossare la camicia nera e non si rendono conto che loro son solo “fascisti” con una camicia di diverso colore.

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    • Io invece ho sempre più l’impressione che i sinistri in realtà non è che ce l’abbiano veramente con Trump o con le sentinelle in piedi o con Salvini-Meloni, ma che abbiano piuttosto voglia di un pretesto per poter menare le mani. E se proprio non riescono a trovarlo, si rassegnano a menare le mani senza pretesto.

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  2. Una cosa non dice, il pur ottimo Punzi: al termine della manifestazione pacifica, la polizia ha vietato ai supporters del Presidente di andarsene per strade secondarie, e li ha incanalati verso le forche caudine dei BLM / Antifa; dopodiché è rimasta a guardare. Sì, Barbara, proprio così: la polizia di Washington DC ha tradito chi li difende da sempre (Blue lives matter) ed aiutato quelli che li vogliono abolire, definanziare, quando non accecare coi laser militari o sparare direttamente in faccia.
    Perché? Perché sono a Washington, che vota Dem oltre al 97%, e non vogliono perdere il lavoro e la pensione, o magari finire sotto processo o in galera quando arrestano un nero.

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    • Il dettaglio dell’incanalamento non lo conoscevo. Dai video ho però notato l’assoluta assenza o passività della polizia di fronte alle aggressioni e ai pestaggi, tranne un unico caso in cui un poliziotto si frappone per un momento fra gli aggressori e le vittime, permettendo a questi ultimi di allontanarsi.

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  3. Grande lordume! Un delinquere stratificato…
    Conosciamo bene…l’ importanza dei media, che dovrebbero fare cronaca vera, lontana dal
    fazioso…
    Di…democratico non c’ è niente! A cominciare dal nome del partito…hanno sporcato la parola ..Democratico con il vero senso che comporta!
    E..specialmente..per chi non vede dovrebbe essere il momento di aprire gli occhi, vedere la
    realtà…dove stà la verità.
    Fino adesso il tutto è stato..veramente troppo!
    Qui…da noi , nelle testate stampa non hanno dato notizie..senza manipolazione..di tutto
    quello che stà succedendo…nei democratici Stati USA.
    Perlomeno qui da noi..ci sono” non molte..” trasmissioni TV con giornalisti con invitati anche in differita con vari temi in quello che accade nel Ns. Paese..facendone una lettura, critica e veritiera..e con varie ideologie gli invitati intervengono in una specie di dibattito..
    discussione.
    I..Democratici..dai politici..elettori con tutto il loro che gravita nel loro…sistema.. con comportamenti tipici e adatti ad un clima di Paesi..con regime di dittatoriale.
    …E’ come se..il partito del regime..gli Elettori sono riusciti a prendere..riprendere la parola
    ..il governo per il partito nel quale hanno creduto.
    Immagino…che ai vari Statisti..arrivino le notizie..molto spesso le loro..idee sù quello che
    succede nel mondo lo estrapolino dalla..stampa! E’ questa l’ idea che mi sono fatto..in
    certi momenti…
    Così..visto l’ importanza a livello mondiale degli USA..dovrebbero dederci..chiaro..andando
    a ricercare dove stà il vero senso della verità..di quello..tutto..che sta’ succedendo negli
    States..Altro che essere celeri..nel fare le congratulazioni a Biden! Così come sono stati
    bravi..con la..loro politicamente corretti..reverenziali .
    Non ..sò chi è..ed è stato con pensiero dettato dal..sennato..senso di cautela..nel porre
    le congratulazioni ! Aspettando certe…chiarezze. Fino ad adesso..la situazione si stà facendo ancora piu’ torbida..
    I..Democratici..” così pacifici…da meritare ?..il premio Nobel per la pace..” dovrebbero intervenire ..per un richiamo a largo raggio..perchè il mondo pubblico si comporti civilmente senza ricorrere alla violenza, teppismo, rispettando chi la pensa diversamente da loro
    Al momento mi ricordo.solo.Salvini..

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  4. …Indirettamente…molto criticato Trump..per il Coronavirus.Otto e mezzo..trasmissine TV..
    tipo dibattito, una Dottoressa che parla delle varie ricerche ..ha menzionato vari tipologie che sono emerse nello studio .Molto chiara..e si esprime senza enfasi..pacata
    sulla trasmissione del virus..negli USA..i luoghi dove sono piu’ a rischio per la trasmissione.
    ..negli USA..sono i ristoranti e palestre..Durante la presidenza di Trump..
    In Corea..sono le cerimonie religiose.

    Qui…Le Bugie…
    Ai tempi del governo Berlusconi…”..con dinamiche ..che riscontriamo in altra realtà…”
    Il mio coinqulino..si sentì via tel. con la sorella..Francia..lei gli chiese..se è vero che le
    strade sono presidiate dalla polizia..e la dittatura..
    No! Non sò quali siano le tue fonti..semmai fanno la guerra contro Berlusconi ..in tutti le
    modalità possibili!
    Prababilmente leggeva..le notizie dai giornali di una tipica testata..controcorrente..la Sn.
    Credo che l’ avesse invitata..a leggere altri giornali..anche di corrente politica diversa…così
    da farsi un’ idea ..valutazione lontana..dalla faziosità.

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