QUANDO L’ARTE È PIÙ FORTE DELLA MALATTIA

Anche della più infame.

Marta C. González faceva parte del balletto di New York negli anni Sessanta
di Alessandro Vinci
Negli anni Sessanta la spagnola Marta C. González incantava le platee internazionali in qualità di prima ballerina del New York City Ballet. Affetta da Alzheimer, è morta il 9 novembre 2019. Per omaggiarne la memoria a un anno dalla scomparsa, domenica l’ente benefico Musica Para Despertar [musica per svegliarsi] ha condiviso un video che ha commosso i social. Registrato negli ultimi mesi di vita della donna, la ritrae seduta su una sedia a rotelle mentre ascolta un brano a lei familiare: «Il lago dei cigni» di Čajkovskij. Lo aveva infatti ballato ben 53 anni fa, nel 1967, all’apice della carriera. E come dimostra il filmato, nonostante la malattia ne ricordava perfettamente i passi. Tempo dunque di farle indossare le cuffie, ed ecco materializzarsi un piccolo grande prodigio: già dalle prime note si vede l’anziana muovere sinuosamente le mani, le braccia e il busto. La sua è un’interpretazione di rara intensità, inframmezzata proprio dalle immagini di allora. E sul volto traspare, oltre che una forte emozione, anche un temporaneo sollievo dalle sofferenze dell’età. Poi il meritatissimo applauso da parte dei presenti, gli operatori della casa di cura di Valencia dove l’ex ballerina viveva. «Questo mi emoziona», dice González al termine dell’esibizione. «È normale – le risponde un volontario di Musica Para Despertar, il cui scopo è proprio quello di aiutare i malati di Alzheimer a far riaffiorare i ricordi attraverso la musica –, ma sei stata tu a emozionare noi ballando così bene». Lei però non sembra convinta: «Bisognerebbe alzare le punte», afferma. Come accennato, il video è diventato presto virale su tutti i social network: da Facebook a Instagram, da Twitter a YouTube. Centinaia di migliaia le visualizzazioni, numerosissime anche condivisioni e retweet. «Lei è stata prima ballerina del New York City Ballet negli anni Sessanta – ha scritto l’associazione su YouTube –. Questo è uno dei momenti più emozionanti che abbiamo mai vissuto. Poter ascoltare questa immensa opera d’arte insieme a una persona che la ballò e per la quale fu una parte fondamentale della sua storia. Il potere della musica è incommensurabile. Grazie alla vita». A commentare il filmato anche Antonio Banderas, che su Facebook ha scritto: «La musica di Čajkovskij è riuscita a prendersi gioco dell’Alzheimer. È già passato un anno da questo. Ora la diffusione di queste immagini serva come meritato riconoscimento della sua arte e della sua passione». Emblematiche di quanto i ricordi più intensi possano radicarsi in profondità nell’animo umano, queste immagini sono la conferma di quella che sembra ormai un’evidenza scientifica: il fatto che l’Alzheimer tende ad aggredire meno, rispetto ad altre… ( Música para Despertar/YouTube / Corriere Tv ).

barbara

  1. Quello che fa la musica ( o la danza?) è incredibile, come neurologo faccio fatica a spiegarmelo. Guarda qui malati di Parkinson che a malapena riescono a muoversi, alle prese con il tango; puoi trovare parecchi filmati su “Tango therapy”, ho messo questo perché è molto breve e puoi saltare direttamente a 0:45.

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    • Direi che musica e danza sono la combinazione migliore per far scatenare la reazione – tenendo presente che mentre la danza senza musica è più difficilmente concepibile, la musica vive anche da sola. Ricorderai quel video che ho postato non molto tempo fa del vecchietto decrepito a cui portano in casa di riposo il suo pianoforte, e appena posa le mani sulla tastiera ritrova, con pochi errori, le sue melodie, e alla terza battuta sentenzia “E’ scordato”. Certo, il beneficio del movimento, e in particolare del movimento coordinato, non ha paragoni.
      La cosa che più mi colpisce della ballerina (oltre all’incredibile bellezza delle mani), è la straordinaria grazia, leggiadria, leggerezza dei movimenti.

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    • Può ben essere che ci sia una “memoria motoria” che spesso sopravvive per ultima, e magari non riguarda solo i movimenti: pensa ai pazienti afasici che non riescono più a parlare, ma possono facilmente bestemmiare, imprecare o pregare (è buffo che il meccanismo del linguaggio automatico sia lo stesso per la preghiera e la bestemmia). Il fatto strano è che questi malati di Parkinson non sono ballerini professionisti, potrebbe anche essere la prima volta che sentono il tango, ma sono già a loro agio. Guarda, è una malattia molto strana, per certi versi sembrerebbe “finta” ma ti posso garantire che non lo è. Come si vede nel “before”, spesso la grande difficoltà è fare il primo passo, i piedi sono incollati a terra: gli metti un ostacolo davanti, anche solo il tuo piede da scavalcare, e partono subito; gli tracci per terra una linea in direzione di marcia e camminano abbastanza fluidi, gliela metti di traverso e si bloccano, come il semaforo del tram se hai presente.
      Ma la musica, ripeto, ha un potere speciale. E’ noto che è “matematica inconsapevole”, ed il rapporto metrico fra una nota e la successiva lo ritroviamo nella coclea. Ma non mi spiego il “trascinamento” che ti spinge anche solo a battere il piede per terra quando senti un pezzo di buona musica, e magari anche “cattiva musica” ma ballabile.

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  2. Magico…emozionante..
    ….la musica ..le note con le quali ha danzato per oltre 2 generazioni..l’ hanno come
    risvegliata..forse tanti ricordi le sono tornati alla mente..e quello che e riuscita a fare
    a muovere le braccia con i movimenti coreografici di quel balletto.

    Può capitare..se conosciamo un pò il suo vissuto di una certa persona.Con il tempo..
    patologie ..la sua vita , il suo mondo si è molto ristretto, taciturno seduto in poltrona.
    Ma se conosciamo qualcosa del suo passato..che è stato importante, certe attenzioni..
    anche la sola presenza ..può darle conforto..e se riusciamo a ricordare , risvegliando
    un qualcosa che solo sopito..e come per magia a parlare facendoci trasportare nel suo io..i ricordi , della sua vita..

    Antonia Gonzales Amador…gitana della Catalogna…E’ stata una ballerina di flamenco
    autodidatta…Ricordata con il nome..La Chana.Nata il 24/12/ 1946.Ha ballato il flamenco sia in Spagna che in tour in Europa.
    Non sò cosa le è successo, quale patologia l’ abbia colpita..l’ ho vista scendere le scale
    lentamente, scalino per scalino. In attesa del suo spettacolo ho visto che le spruzzavano uno spray..sull’ arto sn..coscia e ginochio. Un antidolorifico…?
    Negli ultimi anni come ballerina…vestita con il tipico abbigliamento legato al flamenco..
    è stato da seduta sù di una poltrona a rotelle.L’ intensità della sua danza con questo non molto diminuita…braccia…espressioni..e il suono legato allo sbattere le scarpe..dando
    il ritmo e anche il senso di flamenco in quel brano.
    Questo..è continuato in Spagna..e anche in Europa..

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