• Il significato non è quello. L’espressione completa è “va’ in mona (a) to mare”, che non è un invito all’incesto, bensì a tornare da dove sei venuto, sparisci, ma proprio completamente. Anche se poi in realtà va’ in mona normalmente viene detto in modo scherzoso, va’ in mona to mare, che non sento da quando ero bambina, si diceva più da arrabbiati, ma era più raro. Però zé ndà tuto in mona significa che è andata a finire proprio male.

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      • Non so se il significato sia corretto;: altrove in Italia si dice “MOKKAMMAM-T” o anche “NGULASSOR-T”, ovvero “in bocca alla mamma” e “in c..o a tua sorella” rispettivamente. Non c’è coinvolgimento dell’utero.

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      • Però nell’espressione veneta c’è un’esplicita seconda persona singolare, sei TU che ci devi andare, mentre in quelle che scrivi tu no, per cui io ci vedrei piuttosto un generico “questa cosa qui”, quella che hai detto o fatto e che mi ha fatto incazzare, la mando in bocca a quella troia di tua madre o in culo a quella zoccola di tua sorella. Più o meno come quel tizio che, nei commenti da Porro, mi ha detto statte bona e zitta e io gli ho risposto statte bona e zitta lo dici a quella zoccola di tua sorella.

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