• @myollnir
      Anche io uso DDG.

      Le consiglio di utilizzare NewPipe su smartphone e tablet, in sostituzione di YouTube. I server sono sempre quelli, ma i metodi di connessione impediscono la monetizzazione dei canali, la pubblicità e il tracciamento (che è l’oro di Google). In aggiunta, è possibile ascoltare le tracce in background e anche a schermo spento (cosa che Google so fa pagare) e scaricare video, audio ed entrambi insieme.

      Da browser, io uso questa estensione https://github.com/SimonBrazell/privacy-redirect (che cosa faccia si capisce al volo in due righe di descrizione, il mio commento è che lo fa come lo promette). Per chi la sviluppa l’accento è sulla privacy, io sono più interessato al boicottaggio; in ogni caso, funziona bene sui 3 principali browsers.

      Chiedo scusa @Barbara per aver fatto pubblicità ma credo sia giusto condividere questi strumenti.

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        • Sì, d’accordo, ma è come l’angolo morto del protagonista di 1984 (cioè l’angolo della casa fuori portata del videoscreen). Il problema non è riuscire a sfuggire individualmente. Il problema è Big Brother.

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        • Non è impossibile: basta rinunciare al cellulare, alle carte di credito, al Bancomat, alla smart TV, al Telepass, al GPS, agli acquisti su Internet, dove si viaggi solo con un VPN; e non comprare una macchina nuova, anzi se è vecchiotta è anche meglio: io opterei per una spider Alfa Romeo degli anni ’60.

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        • @myollnir
          No non lo è ha ragione, Google l’ha espulsa un paio di anni fa per violazione delle regole sui blocchi pubblicitari.
          https://newpipe.net/
          Per altro, F-Droid è un buon sostituto del PlayStore se non vuole installare i pacchetti .apk a mano.

          @Erasmo
          Ha perfettamente ragione. Ma esiste anche una questione di praticità: a me personalmente essere limitato nella fruizione di un contenuto dà fastidio e ho cercato un rimedio.

          Non pretendo che questo risolva il problema dei GAFAM, così come non penso che basti non comprare certi giornalacci per risolvere il problema della stampa.
          E non sono così ottuso da fare un ragionamento tipo “se tutti facessero come me, allora…”

          Però i miei soldi e i miei dati (che sono sempre soldi) non glieli do, sinché posso decidere.
          Mi piacerebbe poterlo fare anche con le mie tasse, ad esempio.

          Se vedo che qualcuno si lamenta della stessa cosa che ha spinto me a cercare soluzioni, suggerisco. Così come ho detto a mio padre che piuttosto che bestemmiare continuamente contro il TG poteva far che non guardarlo.

          Poi se uno vuole guardarlo e bestemmiare, è un hobby anche quello.

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        • @Myollnir

          Io guido una Panda Sisley 4×4 del ’94, viaggio solo su VPN secure core e uso una mail criptata end-to-end. Non sono iscritto a nessun social network.

          Ho questo https://www.punkt.ch/it/ telefono (scrivere SMS senza guardare è qualcosa che mi mancava assai).
          Per lavorare su internet tiro fuori il convertibile da 10″ che ho nella 24ore, lo connetto al telefono di cui sopra e uso quello. Per altro, al computer e con una vera tastiera lavoro molto meglio (come tutti).

          Non ho il GPS, se devo andare in un posto che non conosco mi stampo le indicazioni o me le mando sul telefonino con il bluetooth.

          Non ho la smart-TV perché il mio 40″ di 15 anni funziona benissimo ed ho sempre guardato film e tv su internet, da quando non vivo più dai miei. Quando il povero Blaupunkt morirà, comprerò un bel proiettore.

          Ho purtroppo ancora lo smartphone del lavoro per quella schifezza di Whatsapp, che uso solo per quello e che spengo ogni sera alle 18, nelle feste e nei weekend.

          Le dirò, dal di fuori non si direbbe. Non sono un eremita né una specie di paria. E non fraintenda, sono un vero appassionato di informatica e tecnologia in generale.

          Solo che mi sono appassionato quando la cosa “figa” era essere anonimi.
          Nella mia cultura quello che fa la gente su internet oggi a sé stessa si chiama “doxing” e non è una cosa carina da fare ad un altro, figuriamoci farsela da soli.

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        • Nulla a ridire, salvo che questo punkt mi sembra un po’ caro per quello che dà (fonia e hotspot, a quanto capisco). Non so se sono aggiornato, ma non pi pare -tra l’altro- che questo sistema garantisca maggiore sicurezza. Infatti,l’unica differenza con l’uso di un telefonino come terminale sta nel fare hotspot. Cosa che si può fare tranquillamente con uno smartphone da 100 euro. Oppure con zero euro, collegando il device privo di SIM direttamente a wifi.

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        • @Erasmo
          La differenza consta nel fatto che con un telefonino da 100€ dovrei “rompere” il firmware per installare un sistema operativo modificato, onde liberarmi dell’invadente presenza di google e del relativo tracing, se parliamo di un telefonino Android.
          Con l’evidente problema che i rootkit usati per rompere il firmware ed il sistema operativo modificato provengono da chissà chi, senza alcuna garanzia sulla sicurezza. Ed io non ho le competenze per scrivermi un S.O. da solo.

          Se invece pensava ad un telefono non android, che offra fonia e hotspot 4G, semplicemente non li fanno più. C’è un Alcatel per il mercato americano, ma funziona solo con Verizon, oppure alcuni Nokia di fascia medio-bassa (2 per la precisione) che però hanno FB e WP installati di fabbrica e non removibili, e si torna da capo.

          La questione sicurezza è questa: su un normale smartphone, che si usi il telefono direttamente o l’hotspot, il traffico è filtrato dal famigerato Google Play Service, con quel che ne consegue.
          Con un dispositivo “pulito” a fare da hotspot (che potrebbe anche essere il classico router 3G/4G “a saponetta”), conta solo la sicurezza del computer, che è decisamente più controllabile.
          Ad esempio, connettersi attraverso una VPN su un Android “stock” è completamente inutile, dal momento che la parte di identificazione/tracciamento è svolta direttamente dal sistema in locale e poi trasmessa ai server di Google e compagnia.
          Su un PC, salvo avere porcherie varie installate, la questione è decisamente diversa.

          Certo, il problema si risolveva anche con un telefono a conchiglia vecchio stile ed un router-saponetta. Ma significa 2 contratti telefonici, dei quali uno sprecato sulla parte voce e l’altro sulla parte dati, due aggeggi da portarsi in giro e il doppio delle cose che possono rompersi/perdersi.

          Alla fine, tra un router da 100€ e un telefono da 100€, o un aggeggio solo che unisce entrambi per 300€, mi è convenuto il secondo.

          Il fatto che il terminale sia protetto da certi tipi di attacchi grazie ai sistemi di sicurezza di BlackBerry è stato un ulteriore incentivo.

          Sul discorso del collegamento diretto a Wi-Fi, quello lo faccio senza problemi a casa. Il fatto è che la maggior parte del tempo non sono a casa.

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