TORNIAMO UN MOMENTO AL VACCINO

Alessandro Litta Modignani

Parole definitive di Andrea Babini da scolpire sulla pietra: Il vaccino è approvato da FDA e EMA. È sostenuto da uno studio in doppio cieco imponente su 40mila volontari.. Non è “nato in pochi mesi” ma è il frutto di studi su una nuova tecnologia che durano da anni e in questo caso per fortuna funziona.. È da sempre la categoria di farmaci con meno effetti collaterali.. È stato somministrato a 4 milioni di persone (oramai saranno di più visto che solo Israele ne ha fatti mezzo milione [al 10 gennaio, tolti i 9 milioni dichiarati dalla Cina, sia perché non mi fido dei loro numeri, sia perché usano il loro, credo, nel resto del mondo sono circa 15 milioni]) senza NESSUN evento avverso fatale e solo poche allergie risolte in poche ore.. La patologia ha bassa mortalità per modo di dire visto che mezzo mondo ne contiene il contagio a suon di lockdown e comunque i dati sulla mortalità generale rilevano ovunque un incremento significativo. Ma soprattutto la patologia blocca l’economia e paralizza i sistemi sanitari per cui prima finisce e prima torniamo a vivere.
Fare i no vax oggi è la cosa più assurda che ci possa essere.

Assurda certamente (sempre, non solo oggi), ma anche supremamente idiota. Poi leggete questa cosa spettacolare (lo so che voi non leggete la stampa cattolica, e quindi lo faccio io per voi).

Il governo ci prepara un vaccino alla vaccinara

Luigi Amicone 6 gennaio 2021 

Vogliono farci credere (senza alcuna prova scientifica) che un rimedio italiano al Covid è in arrivo per giustificare un fiume di finanziamenti statali allo Spallanzani

Un terzo della popolazione italiana disdegna il vaccino e se ne tiene lontano. Cosa fanno allora i grandi geni giù a Roma per convincere gli italiani a vaccinarsi e a non aver timore della disorganizzazione del governo Conte, che ha prenotato 42 milioni di dosi al produttore inglese sbagliato (nel senso che il vaccino Oxford non arriverà prima di qualche mese)? [Lo sapete perché tutti continuano a segnalare tutte le cose che il nostro governo sbaglia e mai nessuno parla di quelle giuste? No? Dai, provate a indovinare…] A scopo bellamente propagandistico mettono insieme il ministro della Sanità, il presidente del Consiglio superiore della sanità (il famoso organo statale Css che suggerisce a Conte il gioco della strega comanda color “giallo rinforzato” [diciamolo: il giallo rinforzato è davvero un colpo di genio, tipo il caffè corretto, la marmitta modificata, la proprietà col prestanome, la pistola col silenziatore, la legge per il suocero…), il direttore dell’ospedale romano per le malattie infettive Spallanzani, che è appunto un ospedale per gli infettivi. E naturalmente il commissario Arcuri. Tutti insieme, costoro salgono sul palco in conferenza stampa giù a Roma e sparano la notizia bomba che c’abbiamo il vaccino autocrate. Alè bambulè, dicevano i fumati del Macondo.
Non ci date l’Oxford? E allora noi spezzeremo le reni agli inglesi con un vaccino tutto italiano. Insomma, la notizia autocrate sarebbe questa: dopo 45 test – dicasi: quarantacinque! – che avrebbero concluso la “fase 1” il direttore dello Spallanzani di Roma, ovvero l’Imperial College de’ noantri, annuncia trionfante che «il vaccino ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi. Il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose abbiamo risultati in linea con Moderna e Pfizer». Il ministro Speranza si commuove e plaude. Perbacco, mi si inalbera invece un amico biologo, genetista, docente universitario, «dopo la sola fase 1 (!!) e senza neppure un dato preliminare di fase 2, il vaccino viene dichiarato “sicuro” ed “efficace”? Ma qui stiamo dando i numeri: cosa che in farmacologia e immunologia non si è mai sentita e non sta né in cielo né in terra!».
Altro che, prosegue il direttore dello Spallanzani spalleggiato dal ministro e dal commissario unico: «I livelli di anticorpi sono coerenti con uno schema di somministrazione singola e verosimilmente potranno aumentare con altre dosi». E veniamo al dunque per cui era necessaria la sfilata di presidente, ministro e commissario unico per raccontare una storia che «non sta né in cielo né in terra». E che a dirla tutta ha più di un’assonanza con l’Italia salvata dal trenino carico carico di mascherine cinesi intermediate dal giornalista Rai «per dare una mano al governo nella persona del commissario Arcuri». Non so se avete capito perché dopo 45 test e neanche una prova provata che il livello di sperimentazione 1 (sui 3 necessari per poter parlare di “sperimentazione scientifica”) è superato, questi cantano e propagandano di un vaccino italiano “sicuro” ed “efficace”.
Però, se proprio non lo avete capito, devo ancora una volta chiedervi di tendere l’orecchio per cogliere dove va a parare l’annuncio del direttore dello Spallanzani all’Ansa, annuncio che scientificamente non sta né in cielo né in terra, ma riguarda eccome il portafogli degli italiani: «Ora ci aspetta la fase 2 per la quale è necessario l’impegno dello Stato». Cioè fateci capire, avete messo in piedi tutto questo ambaradan perché dovevate giustificare il fiume di finanziamenti statali che verosimilmente stanno per atterrare allo Spallanzani? È così. E anche qui siamo nelle mani del commissario unico Domenico Arcuri. Il quale, ciliegina sulla notizia, la racconta così: «Il governo, tramite una società pubblica, entrerà in ReiThera anche con una operazione di equity, e i contratti di sviluppo serviranno a finanziare la ricerca e una stabilizzazione incrementale della produzione». [stabilizzazione incrementale. Come i genitori di una volta che quando dovevano parlare della povera cugina che era rimasta incinta parlavano in francese perché i bambini non capissero]
Produzione di che cosa se sono a 45 test e nella fase 1 nemmeno comprovata? Vabbè, noi per essere Lombardia, che ci raccontano come siamo indietro e ritardati, intanto abbiamo vaccinato col lotto Pfizer la figlia infermiera. Vediamo quando arriverà il vaccino alla vaccinara. E quanta intermediazione ci costerà. (qui)

E magari vorrà farlo qualcuno che non si fida di Pfizer. A proposito del quale

È vero che alcune persone sono morte durante i trial clinici dei vaccini per il Covid?

Sì, ma nessuna fatalità era legata al vaccino. Nel documento informativo della Pfizer sono stati annotati sei decessi nella popolazione in studio, 2 nel gruppo vaccinato e 4 nel gruppo di controllo (non vaccinato). Nel documento informativo di Moderna invece sono stati annotati 13 decessi, 6 nel gruppo vaccinato e 7 in quello di controllo. Questi numeri sono in linea con la mortalità della popolazione, quindi niente di cui preoccuparsi. (Qui tutto l’articolo)

Una importante considerazione sulle modalità di distribuzione e somministrazione.

Potere assoluto: con il monopolio sui vaccini anti-Covid lo Stato ha messo in scacco vita e libertà dei cittadini

La diffusione della pandemia da Covid-19 ha permesso sino a questo momento a Governo e Parlamento di affrontare l’emergenza epidemiologica con una disciplina giuridica fortemente limitativa dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui.
Al di là di alcune critiche, per lo più fondate, sull’eccesso di compressione delle garanzie costituzionali, è passata infatti l’idea secondo la quale il contenimento degli effetti negativi dell’epidemia possa essere raggiunto pressoché esclusivamente con il distanziamento sociale e il lockdown intermittente.
L’esistenza di alcuni vaccini prodotti da diverse case farmaceutiche muta radicalmente, però, lo scenario all’interno del quale le autorità statali hanno sin qui operato.
Sebbene, a quanto sembra, la somministrazione del vaccino non arresterà la contagiosità dei soggetti ai quali sarà somministrato, la stessa tuttavia permetterà di conferire l’immunità necessaria a non ammalarsi e a non finire, in definitiva, in terapia intensiva o al Creatore anticipatamente.
Il vaccino rappresenta, pertanto, un salvavita in senso proprio e un salvacondotto per tornare a esercitare le libertà fondamentali con le più ampie facoltà previste dall’ordinamento.
Com’è oramai noto i governi europei hanno deciso di monopolizzare l’acquisto dei vaccini prodotti dalle case farmaceutiche, rendendo così di fatto impossibile ai singoli cittadini provvedere autonomamente a immunizzarsi, almeno per alcuni anni. L’unanime scelta della maggior parte degli Stati del Vecchio Continente è stata giustificata innanzitutto per assicurare la gratuità del vaccino all’intera popolazione; un obiettivo condivisibile al quale però è seguita la determinazione di stampo dirigista e statalista di assegnare solo alle pubbliche amministrazioni statali e locali anche la somministrazione del vaccino a decine di milioni di cittadini.
L’evidente conseguenza delle politiche adottate dagli Stati nazionali, Italia compresa, è che da questo momento in poi la vita e la libertà di ogni singolo individuo dipendono dall’efficacia e dall’efficienza degli apparati amministrativi. Più tempo occorrerà per vaccinare la popolazione più lungo nel tempo ed elevato nelle probabilità sarà il rischio di contrarre il virus e di andare incontro a possibili infauste conseguenze.
D’altro canto maggior tempo impiegherà lo Stato a immunizzare la popolazione più a lungo nel tempo potrà reggere la giustificazione della privazione radicale delle libertà fondamentali di ciascun individuo.
Sembra logico pensare, pertanto, che il Governo italiano, per rimanere all’interno di un’ottica nazionale, debba imporsi un cronoprogramma per iniziare e concludere la campagna di vaccinazione.  Ad oggi, contrariamente da quello che affermano il Commissario Arcuri e gli esponenti del Governo, esiste solo un piano di vaccinazione che prevede i tempi di consegna dei lotti del farmaco da parte delle aziende produttrici. Ma quello stesso piano non prevede da nessuna parte i tempi entro i quali lo Stato, o le Regioni per esso, provvederanno a somministrare il vaccino alle diverse categorie della popolazione. Non esiste poi un vero e proprio programma di mobilitazione generale di uomini e mezzi che possa assicurare la massima celerità della vaccinazione sull’intero territorio nazionale.
Sotto questo ultimo profilo risulta davvero singolare che Governo e Parlamento, sempre solerti ad adottare misure eccezionali e straordinarie di limitazioni delle libertà fondamentali, non riescano a pensare a una disciplina temporanea che, derogando alle regole ordinarie del pubblico impiego, dell’utilizzo del personale militare e di numerosi altri settori dell’ordinamento giuridico, assicuri la necessaria mobilitazione per la campagna di vaccinazione. Non è ad esempio all’orizzonte alcuna norma che consenta entro tempi certi il commissariamento di quelle regioni o di quelle amministrazioni periferiche che dovessero risultare, senza alcuna ragione, inadempienti rispetto al cronoprogramma  che dorrebbe essere loro assegnato. Un pregiudizio ideologico statalista e dirigista, come detto, ha escluso infine l’intero comparto privato dalla catena di distribuzione e somministrazione del vaccino, rendendo così ancora più lunghi e incerti i tempi entro i quali far cessare lo stato di emergenza e le conseguenti misure adottate.
A dire il vero, poi, spetterebbe proprio al Parlamento vincolare il Governo all’indirizzo preciso di completare la campagna di vaccinazione entro un determinato lasso di tempo (dipendente naturalmente dalle consegne del farmaco), pena l’insorgere della responsabilità politica nei confronti della Camere (dimissioni dell’intero esecutivo) e di quella  giuridica nei confronti dei cittadini che vantano tutti un diritto soggettivo perfetto alla vaccinazione da parte dello Stato.
Non è lontanamente possibile, infatti, pensare di riconoscere allo Stato il potere assoluto di scegliere a suo piacimento i tempi entro i quali salvare la vita e restituire la libertà a milioni di essere umani, allorché è l’Autorità medesima che impedisce di fatto a ciascun individuo di reperire il vaccino sul mercato e di provvedere dunque da sé alla tutela della vita e all’esercizio delle libertà fondamentali.
Il Governo ha espropriato di fatto e di diritto il cittadino della libertà di potersi salvare autonomamente attraverso l’acquisto e la somministrazione del vaccino anti Covid, ma ha di conseguenza assunto su di sé l’inderogabile obbligo morale e giuridico di compiere ogni umano sforzo concepibile per sottrarre nel più breve tempo possibile milioni di individui dal rischio della morte e dal regime di un’insopportabile schiavitù che dura oramai da un anno.
Nel dibattito pubblico non è emersa con la dovuta evidenza la singolare circostanza che vede il Governo essere contemporaneamente il soggetto sul quale grava la responsabilità di restituirci alle nostre più elementari libertà e di assicurarci la vita e colui che può sottrarsi a questi inderogabili obblighi invocando a tempo indeterminato il mancato completamento della campagna di vaccinazione di cui ha assunto immotivatamente il monopolio. Una condizione nella quale lo Stato ha messo in scacco la vita e la libertà dei suoi cittadini.
Rocco Todero

Un avviso di Deborah Fait.

Gentili Signori del BDS e propal,

Mi sento in dovere di informarvi che i due vaccini attualmente in uso contro il Covid 19, Pfizer e Moderna, potrebbero essere nocivi per voi e per la vostra salute sia fisica che mentale. Il vaccino Pfizer è stato studiato da anni nell’azienda guidata dal CEO ebreo Albert Bourla, sopravvissuto alla Shoah. Il vaccino Moderna è ancora peggio, perché il direttore dell’equipe medica è un ebreo, per giunta israeliano, che si chiama Tal Zaks, laureato alla Ben Gurion University del Negev, Israele. Mi auguro che, per la coerenza che non dovrebbe farvi difetto, vogliate optare per vaccini diversi come lo Sputnik russo [che è stato messo in uso senza completare le tre fasi di sperimentazione previste nel mondo civile] oppure, considerando l’amore che vi lega ai palestinesi, vi consiglierei di aspettare un vaccino inventato da Abu Mazen & co. Boicottaggio è boicottaggio, ricordatevelo sempre, quindi vi invito ad evitare sofferenze inutili iniettando nel vostro corpo così puro sostanze ebraico-sioniste che potrebbero essere fonte di rigetto.
Sono consigli spassionati da parte di un’ebrea israeliana sionista. Vi auguro ogni bene. (qui)

E questa cosina trovata in rete, che mi è molto piaciuta.

“Io lo so perché quelli che ricevono il vaccino lo esibiscono con un selfie. Perché nel momento in cui hanno sentito il liquido entrare nel loro corpo hanno capito che lì dentro c’erano soprattutto i baci e gli abbracci dimenticati, le gite scolastiche, gli anziani a capotavola il giorno di Natale, le mense affollate. C’erano i ragazzi con lo zaino sulle spalle, i cinema all’aperto, i teatri pieni e il concerto di Vasco che dall’alto sembravamo tanti puntini attaccati. C’era la tavolata di amici al ristorante, prendo la pizza diversa dalla tua così ce la dividiamo, il viaggio a Tokyo senza prenotare, la cena con i compagni del liceo che in fondo siamo sempre gli stessi e la libertà di poter rimanere a casa che poi, chi ci rimane più, dentro quelle quattro mura?
C’era il lavoro, gli aerei che ripartono e le stazioni piene.
C’era il rossetto rosso che più rosso non si può, la valigia stipata, l’invito a casa che ognuno porta qualcosa, il pigiama party e la corsa tutti insieme. C’era piacere mi chiamo Anna stringendo la mano dell’altro senza avere paura, un sonno tranquillo e confini aperti. C’erano i computer chiusi e gli insegnanti che parlavano zigzagando tra i banchi, l’ora di religione a studiare latino e i bigliettini passati di mano in mano.
C’erano i visi tutti interi con labbra sottili, carnose, irregolari o rifatte.
C’era la palestra con l’odore di sudore, up and down al ritmo della musica, le candeline soffiate su una torta e poi tutti a mangiare la propria fetta incuranti degli sputi.
C’erano starnuti e tosse in libertà, la telefonata con tua sorella che quando vieni ti porto a Palazzo Strozzi, i bambini che signora mia quanto sono cresciuti e la libertà, quella che abbiamo sempre difeso sopra ogni cosa.
C’erano i vecchi, accuditi e coccolati che raccontano sempre la stessa storia e sempre nello stesso modo ma tu l’ascolti come fosse la prima volta.
C’era il senso di altruismo perché il vaccino si fa per se stessi ma soprattutto per gli altri e c’era quel senso di pace che si impossessa di te quando stai lavorando per tutti.
Ecco perché chi si vaccina lo fa vedere.
Perché in quel momento ha vissuto un bellissimo viaggio e, soprattutto, perché ce lo augura con tutto il cuore.”
Anna Fracassini

Gli abbracci non mi mancano, perché li ho sempre dati e ricevuti. Il rossetto rosso che più rosso non si può invece sì, quello mi manca proprio (sì, anche tutto il resto, naturalmente).
Concludo con una piccola riflessione: ho letto, in tono tra lo scandalizzato e l’inorridito, che alcuni medici usavano le dosi avanzate per i parenti, e per questo sono stati sospesi dall’incarico. Ora, sappiamo che una fiala contiene più dosi; sappiamo che il vaccino, una volta scongelato non si può ricongelare; sappiamo che non si può in alcun modo conservare, e mi sembra ragionevole chiedermi: ma delle dosi avanzate cosa diavolo dovevano fare? Buttarle via? Se poi qualcuno si chiedesse perché questo favoritismo ai parenti, non credo ci voglia troppa fantasia per immaginare la risposta: dei parenti hanno il numero di telefono, di me no, tutto qui. E ne abbiamo troppi di medici vaccinatori, in questo momento, da poterci permettere di mandarne a casa con pretesti così ridicoli. Ma riusciranno una volta, dico una, a fare qualcosa di giusto e sensato?

barbara

  1. Sul vaccino sovranista ReiThera (bel nome, comunque) io sono giorni che faccio notare come sia -quanto meno- prematuro urlare al successo dopo la sperimantazione su CENTO volontari (di cui meno della meta’ ha ricevuto il vaccino, gli altri sono placebo :-)). Anche a me fa moltissimo ridere, la cosa, ma noto con un certo piacere che dopo la sparata iniziale non se ne parla piu’. Meno male, e Ramen per adesso.

    Sul fatto che l’Italia ha prenotato il vaccino “sbagliato”, sono parzialmente d’accordo. Il tallone d’Achille di Pfizer e Moderna e’ (oltre alla metodica di preparazione delle dosi che a me rammenta i rimedi omeopatici: sucussione per dieci volte, diluizione, cinque dosi anzi no: sei… Potevano farla piu’ complicata, ma era difficile…) l’estrema labilita’ del loro vaccino a mRNA, che deve essere conservato in frigo specialissimi e non certo di uso comune. Se non ricordo male c’e’ anche un numero MASSIMO di aperture del frigo…

    AstraZeneca e’ un vaccino piu’ tradizionale ed ha il vantaggio di poter essere conservato in frigo “normale” per parecchi giorni, non mi sembra cosi’ stupido aver puntato su quello (anche se probabilmente ha influito pure qua il sovranismo minimal: un’azienda di Pomezia e’ coinvolta). Anzi: sapendo quale e’ lo stato tecnologico dei nostri ospedali la scelta mi sembra quasi logica.
    Come quasi logica mi sembra la scelta di iniettare le dosi rimanenti a parenti ed amici, per quel che hai scritto anche te.
    “Quasi”, perche’ sappiamo che il vaccino richiede DUE dosi, e non voglio pensare a come questi qua assicureranno la seconda dose ai loro parenti, nel caso NON avanzi nulla…

    Una domanda se hai la risposta: in Israele (paese kattivo e sionista, lo dici pure te) quali vaccini usano? Mi sono giunte voci di un accordo anche con i russi per lo Sputnik (e altre meno controllate sull’uso di un vaccino cinese).

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  2. In compenso, il vaccino di Bill Gates in Africa sembra stia uccidendo le negrette come mosche col flit. Tieni presente che non parliamo di roba sperimentale, ma del vecchio Dif-Per-Tet-All che qui usiamo in tutta sicurezza da più di cinquant’anni.
    Ora, è noto che i Gates sono eugenisti della più bell’acqua: mi viene qualche sospetto…
    https://thewashingtonstandard.com/study-bill-gates-dtp-vaccine-killed-10-times-more-african-girls-than-the-disease-itself/

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        • Si, questo e’ vero. Ora, rimane da spiegare come ha fatto Erode-Gates a finanziare una campagna vaccinale in Africa nel 1980. O come mai la colpa di quella campagna vaccinale (posto che quel che si dice nell’articolo del 2017 sua vero) sua di Erode-Gates.

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      • No, il DTP si fa solo ai bambini piccoli; quello che si dovrebbe rinnovare ogni dieci anni è quello solo per il tetano, che però non è così essenziale perché puoi aspettare a farlo se e quando di procuri una ferita potenzialmente “da tetano” (la differenza è che se hai fatto i richiami puoi “saltare” il siero, che copre le due settimane prima che il vaccino funzioni e che è potenzialmente molto più allergizzante). Ma non sono sicuro che stiamo parlando dello stesso nostro DTP, perché, appunto, noi lo facciamo da almeno mezzo secolo senza che siano mai emersi problemi, mentre questo sembra ancora in qualche modo “sperimentale”.
        Comunque l’ipotesi sembra confermata anche in questa meta-analisi: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27856947/ (se vuoi leggere tutto l’articolo devi cliccare sul PMCID).
        Il che ci riporta ad un altro mio “pallino”, sulla messa al bando del DDT: la malaria negli anni ’60 era quasi estinta, oggi fa mezzo milione di morti all’anno, quasi tutti bambini e quasi tutti nel terzo mondo. Io dei filantropi, e delle agenzie dell’ONU, mi fido poco.

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        • Io ho fatto il tetano nell’86 perché era fra le vaccinazioni obbligatorie per andare in Somalia, e dal momento che avevo cominciato ho continuato, poi non ricordo se l’ultima o la penultima volta il mio medico ha aggiunto la difterite. Quest’anno ho la scadenza e dal momento che devo farmi bucare ho deciso che faccio aggiungere anche la pertosse.

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        • Correttissima, certo. Ma per tagliare la testa al topo (scusa, Gonzo) tanto vale mettere cinque-dieci persone in lista d’attesa ogni giorno di vaccino, con scheda personale già compilata per non perdere tempo.

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        • Sì però. Tu perdi il volo e ti mettono in lista d’attesa per il successivo, e tu in aeroporto ci sei già; qui cosa fai? Fai venire la gente una mezz’ora prima della fine dell’orario e se avanza qualcosa li vaccinano e se no tornate domani? Che se sono giovani lavorano, se sono vecchi non lavorano però potrebbe non essergli comodissimo spostarsi, e qualcuno può anche avere bisogno di farsi accompagnare da un figlio. Che ovviamente lavora.

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  3. ognuno è libero di defecare idee ad libitum … tuttavia falsare i dati non è corretto: IL VACCINO ANTICOVID NON E’ ALLO STUDIO DA ANNI…. E’ STATO IMPROVVISATO IN 4 E 4 9 DA CHI HA FIUTATO IL FANTASTICO BUSINESS (basta vedere i nomi), D’ALTRA PARTE ASPETTIAMO VACCINI PER CANCRO DA 30 ANNI, PER HIV DA 20 ANNI … MA……

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    • Sì, hai già avuto occasione di dire che sei novax e che le leggende ti interessano più dei fatti documentati.
      Per “basta vedere i nomi” ti riferisci al fatto che i ricercatori che studiano da molti anni il metodo genico sono ebrei?

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