CHE COSA SUCCEDE QUANDO L’ISLAM NON VIENE FERMATO

Nelle scuole francesi regna il separatismo islamico

Per una strana coincidenza, la scuola di Battières, a Lione, che ha scioperato due giorni, è dove Samuel Paty, il professore assassinato il 16 ottobre 2020 a Conflans-Sainte-Honorine (Yvelines), ha iniziato la sua carriera poco prima del 2000. Scuola elementare che traccia un legame simbolico tra il terrorismo islamico, la libertà di espressione occidentale e il separatismo scolastico in Francia. Perché là un professore si è appena dimesso, ha lasciato l’insegnamento e si sta trasferendo in un’altra città in seguito alle minacce, protratte per mesi, di alcuni genitori islamici dopo una lezione sulla laicità e il libero pensiero.  

Una settimana dopo il tributo a Samuel Paty, un insegnante di storia e geografia teneva una lezione sulla libertà di espressione, come da programma scolastico, a una classe di quinta elementare. Ad un certo punto spiega perché Emmanuel Macron non è “islamofobo“, lo fa dopo le osservazioni di uno studente che accusa il governo francese di odio nei confronti dell’islam. Nella discussione s’intromettono due gemelli stranieri e che parlano male il francese, eppure riescono a cogliere bene di cosa si sta trattando. Tempo il giorno dopo e l’insegnante riceve la visita del padre dei bambini. Poi anche di altri genitori. Subisce minacce ed intimidazioni. Gli spiegano il confine tra quello che può dire e quello che ha detto. Il docente sporge denuncia, ma non riceve poi tutta questa solidarietà. Il 4 gennaio alcuni colleghi scioperano in sua difesa – chiedendo anche l’intervento delle istituzioni -, eppure il professore oggi è stato trasferito. In parte ha vinto anche la paura visto che nella borsa di uno degli studenti (un bambino di quinta elementare!) prima delle vacanze di Natale è stato trovato un coltello.

Paty doveva diventare il volto della Repubblica, ma a tre mesi da uno degli episodi più gravi di inciviltà e terrorismo degli ultimi tempi, i professori minacciati sono addirittura aumentati, forse perché gli odiatori sono stati galvanizzati da quel gesto esemplare. Recentemente il ministro Blanquer ha annunciato che la nota professoressa Fatiha Boudjahlat dopo aver rimproverato cinque studenti per non aver rispettato il minuto di silenzio per Samuel Paty è finita sotto scorta. I sindacati di sinistra, confessa Boudjahlat, hanno chiesto che ad essere punita fossi io.

“Sono passati diversi anni da quando ho parlato con i miei studenti della prima media del Corano, anche se è nel programma”Jeanne, è un’insegnante di francese in una scuola a Yvelines. A Le Figaro ha spiegato: “Lavoro in una zona dove gli studenti hanno un’educazione religiosa ben precisa. L’imam del loro quartiere è molto virulento. E non fanno che ripetere che il Corano ha sempre ragione, e la sua legge prevale sul diritto penale e i testi scientifici. Ho sempre sentito di essere su un terreno scivoloso, fino a quando ho smesso di parlarne. Inoltre sono una donna bionda, mi hanno fatto capire che rappresentavo un po’ la figura del diavolo”.  

Iannis Roder, professore associato di storia dal 1999 in un liceo a Seine-Saint-Denis e responsabile dell’Osservatorio sull’istruzione della Fondation Jean Jaurès, ha appena condotto un sondaggio (IFOP / Fondazione Jean Jaurès) sul separatismo scolastico in Francia.  

Ciò che l’indagine ha inteso per “separatismo religioso” è qualsiasi atto o manifestazione che si traduca in un rifiuto di attività, una richiesta specifica, una sfida all’educazione in nome delle convinzioni religiose. Il rapporto contiene discussioni circa i programmi e persino le discipline. Sono elencate per esempio le infinite controversie sull’educazione fisica avanzate da ragazzine cui l’islam impone un certo tipo di comportamenti e abbigliamento negli spogliatoi e nello sport. E poi le mense halal, le gite scolastiche e il velo.

I dati appena pubblicati raccontano di oltre il 59% degli insegnanti che dichiara di aver già incontrato una forma di separatismo religioso nel proprio istituto attuale. Ed è il 24% dei docenti a fare esperienza “regolarmente” o “di tanto in tanto” di sfide sfacciate al proprio insegnamento. Il dato è aumentato di 9 punti rispetto al 2018. Il rapporto rivela che i casi coinvolgono tutta la Francia, e non più solo periferie e banlieu. Diventa pertanto più importante l’autocensura degli insegnanti.

Molti per evitare una possibile destabilizzazione della classe e le manifestazioni di protesta di vario genere, preferiscono tacere ed evitare di affrontare determinati argomenti. È paura? Secondo chi ha redatto il rapporto, sì.  Più spesso perché si sentono abbastanza soli nell’eventuale battaglia. È sorprendente notare che il 16% degli insegnanti afferma di non denunciare gli incidenti di cui sono stati testimoni. D’altronde solo il 56% dichiara alla propria dirigenza le forme di separatismo, e quindi di rifiuto della Francia e delle sue leggi, cioè poco più di 1 su 2.

Il 49% degli insegnanti solo delle scuole secondarie afferma di essersi già auto-censurato durante le lezioni. Osservazione sconvolgente per gli analisti francesi se si considera che l’ultimo studio IFOP per la Fondazione Jean-Jaurès è stato realizzato in occasione del sesto anniversario dell’attentato a Charlie Hebdo. Un dato da evidenziare con l’assassinio di Samuel Paty perpetrato lo scorso ottobre e che è aumentato di 12 punti in meno di tre anni. L’islam ormai controlla le scuole francesi e i programmi. 

Aurélien, che insegna storia in un liceo nei distretti occidentali di Nîmes, ormai è terrorizzata quando le tocca parlare di Medio Oriente. “Faccio attenzione a ogni frase, a ogni parola. Qui, a seconda di come trasformi la frase, l’intera classe può affrontarti ed anche i genitori. Quando si parla di islam, l’atmosfera si fa subito tesa. Alcuni studenti delle superiori ci respingono e insultano. Ci dicono che non capiamo niente, che non li rispettiamo, che siamo ignoranti. Philippe Watrelot, professore di scienze economiche e sociali a Parigi, ha ricordato quanto successo ad un suo collega qualche settimana fa. “Voleva rievocare l’affare Mila – la ragazzina minacciata di morte dopo aver criticato l’Islam. All’improvviso, i suoi studenti sono diventati violenti. Si sono alzati in piedi per spiegare al professore che Mila meritava il suo destino e che non andava difesa”. 
Lorenza Formicola, qui.

E siamo tutti sulla buona strada per arrivare a questo traguardo, nessuno si faccia illusioni.

barbara

  1. Raccapricciante ! Fa male e anche un forte senso di rabbia per queste assurde situazioni
    che sono costretti a vivere, subire gli insegnanti. Anche per gli altri studenti..non islamici
    il clima non è certamente positivo. Stiamo ..subendo…la follia islamica.E la loro ignoranza.
    Probabilmente per questa gente ci vorrebbe…lo stile dittatoriale…o perlomeno duro.
    Intanto…i futuri adulti vivono e vengono educati al più radicale senso islamico.E..gli insegnanti si sentono abbandonati..in un luogo dove gli alunni dovrebbero crescere..e vivono in clima fatto di tensione ..trovandosi a soppesare parole..temi ..che riportati in
    famiglia dagli allievi ..e subito il..i genitori si sentono offesi..pronti a vendicarsi…nel nome di
    Allah..
    Ledono la nostra libertà, democrazia ..e non esitano a ricorrere alla violenza..terrorismo.
    Ma come sono stati celeri…a costringere gli ebrei a lasciare i luoghi diventati arabo islamici
    nonostante che gli ebrei vivevano da oltre 2000 al momeno di questi fatti ignobili…
    Impossibile ..ma andrebbe fatto anche con loro.
    Dicono…che cambieranno, molto arduo, culturalmente sono lontani dalla mentalità occidentale oltre anche come civiltà..
    l’ islam..è fermo,bloccato al nostro medioevo, dove c’è l’ islam non esiste la democrazia,
    l’arretratezza e violenza , non esiste nazione che viva un certo clima sereno,nel nome
    dell’ islam ci sono regole..leggi impensabili.
    Intanto…dovrebbe..l’ Europa dire un’ Alt a tutte le immigrazioni..in particolare quelle selvaggie…” l’ incompabilità , la convivenza..non pacifica non rendono possibile l’ integrazione..salvo quando si parla..di diritti..”
    Gli ultimi arrivi via mare..specialmente nel periodo Covid…probabilmente resteranno in Italia..
    E’ tardi!..? Ma piu’ che temiamo le ..loro..ritorsioni..e maggiore sarà la loro violenza contro
    lo stato che li ospita non rispettando le leggi e norme dettate in maniera democratica.
    Probabilmente…nei loro luoghi di origine…avrebbero piu’ timore…altrimenti potrebbero
    rischiare anche la prigione.

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  2. Una cosa che ho capito nelle “risse” dell’adolescienza è che con certa gente ragionare, ignorarli non serve. Prendono quel comportamento per pavidità e, credendosi molto più fighi di quanto sono, continuano ad alzare la posta. Talvolta uno scontro subito stronca. Imho quello è stato l’errore alla base, si è lasciato correre troppo vuoi per pavidità vuoi per un malintesissimo senso di inclusività, antirazzismo o quel che è, quello per cui chi è obbresso ha sempre ragione su chi non lo è quale che sia la vaccata che spara.

    Soluzione: io sarei per la soluzione Mastroviti.http://inminoranza.blogspot.com/2007/07/se-fossi-di-destra.html

    Per la politica interna la questione è ancora più semplice.

    4) Ma che, volete davvero manda’ a scuola negri e musulmani? Ma siete scemi? E se questi poi si laureano e ve li ritrovate come medici di famiglia o (orrore) capufficio? Nah, non se ne parla. La scuola è per i bianchi. Gli altri, a imparare a memoria il Corano, e poi gli si dà un bel certificato che dice che hanno completato i loro studi col massimo profitto e sanno a memoria tutto il Corano, e buon pro gli faccia. Col vantaggio non secondario che quando si mettono a fare bombe, non conoscono l’aritmetica, non parliamo poi della chimica, e fanno figure da incommensurabili coglioni.

    5) Non ce li vorrete mica avere come vicini di casa, no? Li si chiude tutti da una parte, e si facciano le loro leggi da bingobongo, se vogliono venire fra i bianchi devono avere le carte in regola (controfirmate non dal prefetto ma dall’imam/capovillaggio/rappresentante della comunità: che pure lui ha tutto l’interesse a che non si facciano venire idee in testa andando in giro dove non gli compete). Buoni lì e attenti a non farvi contaminare dal capitalismo o dal materialismo occidentale, mi raccomando.

    6) Ma allora siete scemi davvero, li volete far votare? Ma per favore, la democrazia è per i bianchi. Quelli là si scelgono, o qualcuno sceglie per loro, dei rappresentanti della comunità, tre-quattro mangiapane a ufo che vanno in televisione e fanno la bella vita. Avete presente quanto costa far fare la bella vita a tre-quattro scrocconi e ai loro “grandi elettori”, confrontato con quanto costerebbe riconoscere diritti a tutti quanti? Non c’è storia. E poi la democrazia, l’ho detto, è per i bianchi. Oh pardon, compagno, non credevo stessi ascoltando, volevo dire che la democrazia rappresentativa è tutto sommato un’invenzione occidentale e volerne imporre le procedure a chi viene da culture radicalmente diverse sarebbe un atto di indicibile arroganza e violenza. La democrazia è un processo in divenire, è un percorso di maturazione culturale, non può essere imposta a chi non è pronto.

    Se fossi di destra, eh. Per fortuna noi di sinistra non ce le sognamo neanche, uscite del genere.

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  3. Il vero problema sono quelli che dicono che “quello non è vero islam”, che “esiste un islam moderato”.

    A questi risponderei facendo notare che tutti (ma proprio tutti) i musulmani credono che:

    1) L’arcangelo Gabriele sia apparso a Maometto.
    2) L’arcangelo Gabriele abbia dettato a Maometto il Corano, e che quindi questo libro contiene le parole di allah VERBATIM. Da ciò segue che:
    3) Gesù, in quanto profeta di allah, non è morto crocifisso, ma che la sua morte è stata solo un’illusione degli infedeli.
    4) Gli omosessuali devono essere condannati a morte (testimoniato dalle legislazioni dei vari paesi musulmani).
    5) Chi muore in battaglia per allah, verrà ricompensato con 72 vergini.

    Il punto 3) può sembrare innocuo, ma non lo è. Che ci sia stato nel I secolo un ebreo predicatore di nome Gesù, battezzato nel fiume Giordano e morto in croce è un fatto storico e nessun storico serio lo mette in dubbio, qualsiasi sia la propria fede. Per intendersi, è più sicura l’esistenza storica di Gesù che quella di Cesare. Ciò detto, direi che è assai difficile ragionare con gente che nega eventi storici e da dell'”illuso” a chiunque non la pensa come lui.

    Sul punto 2), ci sono dei teologi islamici che provano a negare il punto 2) (forse si riferiscono a costoro quando si parla di “islam moderato”). Questi teologi però hanno ben poco successo (almeno in patria) e spesso vengono esclusi dalle università. Quindi ogni possibilità che ha l’islam di diventare moderato mi sembra impraticabile.

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