MI CHIAMO LOCK, WALTER LOCK

E vi butto Down, Italia Down

– Ricciardi: “Coprifuoco inutile, meglio il lockdown” (25 ottobre)”
– Ricciardi: “E’ necessario un altro lockdown” (26 ottobre)
– Ricciardi: “Lockdown? Due settimane sono poche” (6 novembre)
– Ricciardi: “Lockdown subito in alcune aree metropolitane” (8 novembre)
– Ricciardi. “Le persone circolano troppo, non è escluso un lockdown totale” (11 novembre)
– Ricciardi: “Abbiamo due-tre settimane di tempo per decidere sui lockdown” (13 novembre)
– Ricciardi: “Un lockdown a Natale, i contagi sono la punta dell’iceberg” (15 dicembre)
– Ricciardi: “Farei un lockdown da subito e per due mesi” (21 dicembre).
– Ricciardi: “Non riaprire le scuole, serve zona rossa fino al 15 gennaio” (31 dicembre)
– Ricciardi: “Ridurre i contagi con un blocco serio” (6 gennaio)
– Ricciardi: “Le nuove misure non saranno sufficienti” (7 gennaio)
– Ricciardi: “Subito lockdown o le vaccinazioni sono a rischio” (12 gennaio)
– Ricciardi: “Io farei quattro settimane di lockdown” (15 gennaio)
– Ricciardi: “Basta colori, serve un lockdown di un mese” (17 gennaio)
– Ricciardi: “Le misure non fermano il virus, serve un lockdown di un mese” (21 gennaio)
– Ricciardi: “Serve un lockdown rigido a febbraio” (24 gennaio)
– Ricciardi: “E’ la quiete prima della tempesta” (5 febbraio)
– Ricciardi: “Tutta Europa è già ricorsa a lockdown duri” (11 febbraio)- Ricciardi: “Serve un lockdown totale, lo chiederò a Speranza” (14 febbraio)

E ora diamo un’occhiata ai grafici. Questo è quello dei morti.

Ci sono alti e bassi, come vediamo. E allora come si fa a vedere come sta andando? Semplice: si traccia una linea che congiunga i punti centrali fra i massimi e i minimi, e si vede in che direzione va, così

A qualcuno sembra che ci possano essere dubbi sull’andamento dell’epidemia? E quest’altro è il grafico dei contagi

A proposito del quale vi propongo uno scambio avvenuto recentemente nei commenti in un blog che frequento:

Io – Soprattutto considerando che nei quattro mesi in cui è stato tutto aperto, in ristoranti bar palestre piscine non si è registrato un solo caso di contagio, mentre ne è stato registrato uno a teatro, con oltre trecentomila spettatori in alcune migliaia di spettacoli.
Lei – “Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la sesta settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg (periodo 24/8-6/9) di 27.89 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7. La maggior parte dei casi continua ad essere contratta sul territorio nazionale”
Ministero della Salute Dati relativi al 31 agosto e 6 settembre 2020!!!
I metodi per combattere la pandemia possono essere messi in discussione Anche forse i numeri percentuali ma negare il tutto mi sembra fuori fuorissimo luogo soprattutto per chi come me ha vissuto questo gramma direttamente.
Io – La curva dei contagi ha cominciato a risalire in ottobre, e sfido chiunque a guardare i grafici e a negarlo.
Lei -Scusami È colpa mia Mai discutere con le persone presuntuose E privè Di orizzonti
Io – No, colpa mia: mai discutere con persone che preferiscono le parole – di chi, oltretutto, dal primo giorno non ha fatto altro che mentire su tutto – ai dati oggettivi. Non succederà più.

Bella discussione, vero? È sempre un piacere discutere con persone intelligenti e preparate. Ma torniamo a noi. I grafici ci dicono che i morti sono in calo, i contagi sono in calo, i ricoveri, sia in TI che nei reparti ordinari, sono in calo. Oddio, e adesso cosa facciamo? Ci tocca cominciare a riaprire?! Lasciare che la gente vada al ristorante?! Al cinema? A teatro? In piscina? Che qualcuno possa addirittura andare a trovare la vecchia mamma da Rovigo a Ferrara, o magari da Santa Maria Maddalena a Pontelagoscuro?! Dai presto, inventiamo qualcosa! Ed ecco il miracolo: le varianti! Che a differenza della variante di valico che ti permette di muoverti meglio, ti paralizza e non ti muovi più.

Varianti, la nuova parola-chiave della strategia della paura

Il nuovo governo non è ancora operativo ma Walter Ricciardi, il consulente del ministro della Salute e appena nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita, già invoca il lockdown totale insieme alla vaccinazione di massa. Non importa se casi e decessi sono in calo, ora si agita lo spauracchio delle varianti per irrigidire ulteriormente le misure di segregazione.

È stata la sua prima uscita dopo la nomina a membro della Pontificia Accademia per la Vita, e come accade immancabilmente per ogni suo intervento ha suscitato immediatamente un focolaio di polemiche. Parliamo di Gualtiero Walter Ricciardi, il professore di Igiene consulente personale del rinnovato ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ricciardi nei giorni scorsi è stato nominato da papa Bergoglio membro della prestigiosa istituzione che era stata fondata da san Giovanni Paolo II con il fine di difendere e promuovere il valore della vita umana e della dignità della persona, avvalendosi dell’apporto anche di scienziati impegnati sul fronte della bioetica. Il professor Ricciardi non vanta, tra le sue pubblicazioni scientifiche, alcun intervento su temi quali l’aborto, l’eutanasia, il controllo delle nascite. Si è occupato nella sua carriera di temi di Igiene pubblica, ma non si è mai segnalato per un impegno pro life.

Negli ultimi anni tuttavia, e particolarmente in occasione dell’attuale crisi sanitaria, si è distinto per essere uno dei più convinti assertori della vaccinazione di massa, vaccinazione che in un recente articolo su Avvenire aveva dichiarato dovesse essere fatta anche in modalità “drive through”, cioè a persone che sporgono un braccio dal finestrino dell’automobile nei parcheggi – in barba alle regole di base della sicurezza della pratica vaccinale – o nei palazzetti e negli hangar. La nomina fatta da parte di Bergoglio è sembrata una sorta di endorsement vaticana alla strategia vaccinale del ministro Speranza e del suo Richelieu. D’altra parte dietro le mura leonine le vaccinazioni anti Covid col vaccino Pfeizer fervono da settimane, ed è già stato realizzato il discusso “tesserino vaccinale” che dimostra l’avvenuta vaccinazione.

Così, forte di questa fresca nomina, il neo accademico pontificio si è pronunciato su un altro tema che gli è caro: il lockdown. Occorre una chiusura drastica, totale. “La strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità”. Così ha dichiarato, con la retorica bellicistica che contraddistingue ogni suo intervento, in verità poco evangelica. Ha aggiunto che  è urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus, per mezzo di un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole “facendo salve le attività essenziali”.
Insomma: tutti chiusi in casa, salvo chi deve uscire per fare l’irrinunciabile vaccino. Ma a fronte della  costante diminuzione di casi e di decessi, qual è il motivo che dovrebbe portare alla serrata totale del Paese? Per Ricciardi, come per altri virologi catastrofisti, per via delle varianti. Questa è la nuova parola-chiave della strategia della paura: ci sono le varianti. Ormai non si parla nemmeno di una possibile “terza ondata”: è ondata continua, inarrestabile. Uno tsunami di micidiali varianti.
In realtà, il Covid fin dai primi mesi si è caratterizzato per le sue numerose varianti, la gran parte delle quali non ha determinato forme più gravi o aggressive della malattia. Come possono documentare i clinici, le forme attuali di Covid presentano una gamma di diverse manifestazioni cliniche che vanno dalla dermatite a mialgie, ma ciò che porta a situazione di gravità clinica e al decesso, è sempre l’insufficienza respiratoria acuta. E qui nulla è cambiato, e i malati, quando vengono curati con le terapie adeguate, dagli antinfiammatori FANS e steroidei, con antibiotici e altri presidi terapeutici, rispondono come prima.
Diverso il caso dei vaccini: le forme varianti infatti potrebbero mettere in seria difficoltà l’efficacia dei vaccini. E allora? Allora punto e a capo. In attesa di ulteriori nuovi vaccini ancora tutti da realizzare, si torna a quella che per Ricciardi è l’unica soluzione: la segregazione totale. Tutti in casa, ad aspettare che “passi ‘a nuttata”, come si diceva sulle scene della commedia napoletana che Ricciardi ha praticato da giovane.
A sentire Ricciardi, ogni possibilità di assembramento va assolutamente evitata, almeno fino al raggiungimento dell’immunità di gregge. Ci attendono dunque tempi grami. Occorrono ancora tante lacrime e sangue, perché come il consulente del ministro Speranza ha dichiarato poco tempo fa, siamo in guerra e siamo ancora nel 1941. Il ’45 è molto lontano.
E intanto avanti con le tre armi: lockdown duro, tracciamento dei casi, che secondo il professore bisogna ripristinare in modo massiccio, e vaccinazioni, che bisogna fare in un numero di 300.000 al giorno. Oltre due milioni alla settimana. Un numero surreale, di vaccini teorici ancora non disponibili. Ma Ricciardi si propone di interloquire direttamente con Draghi, per convincerlo della bontà delle sue teorie. In questa fase di interregno tra il precedente governo Conte e l’attuale, Ricciardi sembra volersi fare largo e andare oltre lo stesso ministro di cui pure è consulente. Una sorta di sottosegretario al Covid, con la benedizione da oltre Tevere.

L’auspicio è che invece il Ministero possa avvalersi di un vero sottosegretario, possibilmente competente e che operi una svolta nella gestione della crisi sanitaria senza infliggere nuove sofferenze ad un Paese che non ne ha affatto bisogno. 
Paolo Gulisano (medico), qui.

Che di varianti ce ne sono state migliaia – come ricorda anche il dottor Gulisano – perché la mutazione è intrinseca alla natura del virus, lo sanno anche i polli, ma evidentemente lorsignori sono al di sotto del notorio cervello di gallina. Comunque rasserenatevi, che la variante di moda al momento è quella brasiliana

Nel frattempo oltreoceano Joe-Pisolino ribalta le politiche immigratorie di Trump e fa entrare 25.000 immigrati, che a differenza degli americani, che senza un test negativo non possono spostarsi da una parte all’altra degli Stati Uniti, prendere un autobus ecc., non subiscono alcun controllo, e guarda caso i contagi crescono (e altre cose moolto interessanti, in merito all’epidemia e alla sua gestione, stanno finalmente cominciando a venire fuori). Sempre il suddetto Joe-Pisolino annuncia la rimozione degli Houthi dalla lista delle organizzazioni terroristiche e indovina un po’? Bravi, avete indovinato: dal giorno dell’annuncio i loro attacchi sono diventati quotidiani.
Di qua come di là dell’oceano, il sonno della ragione genera mostri. (E mentre permette ai terroristi ormai sdoganati di attaccare quelli che dovrebbero essere i suoi amici e alleati, oltre che non ostili a Israele e alle sue nuove alleanze, a quasi un mese dall’insediamento Biden ha ormai chiamato tutte le capitali del mondo tranne Gerusalemme).

barbara

IL DESTINO CHE CI ASPETTA

Qualche riflessione meritevole di essere presa in considerazione.

Flavio Gastaldi

MARIO DRAGHI: CARNEFICE O VITTIMA DESIGNATA?

Pochi giorni fa ho letto e subito liquidato un articolo di Maurizio Belpietro che tratteggiava un Mario Draghi vittima di una trappola di Mattarella volta a fargli perdere credibilità così da togliergli ogni speranza di concorrere alla Presidenza della Repubblica tra un anno, lasciando allo stesso Mattarella il campo libero per la rielezione.
Forse sono stato troppo precipitoso nel liquidarlo, perché gli indizi in quella direzione stanno diventando numerosi.
Il primo, l’aver obbligato Draghi a zavorrare il suo Governo con i Ministri peggiori e più esposti del Governo precedente, senza che ve ne fosse una reale necessità tecnica o politica.
Il secondo quando uno di questi quattro Ministri, Speranza, ha emanato le nuove restrizioni senza un accordo comune del Consiglio dei Ministri, mettendo sotto scacco la Lega prima ancora che venga votata la fiducia a Draghi, e provocando un risentimento diffuso nel Paese.
Anche se Speranza non è una volpe, un simile errore politico non appare possibile, a meno di far parte di una strategia da altri consigliata e sostenuta.
Il terzo, quando il Corriere della Sera “commette un errore” e attribuisce al neo Ministro Brunetta una frase di fuoco relativa al rientro immediato dei dipendenti pubblici dallo smartworking, provocando ovviamente la reazione risentita di sindacati e partiti di sx, salvo poi scusarsi e ammettere che si trattava di una frase estrapolata da un discorso di giugno dello scorso anno, quando Brunetta non era ovviamente al Governo.
Insomma, la grande stampa che sotto Conte ammorbidiva ed addormentava tutto ciò che fosse responsabilità del Governo, ora sembra aizzare e ingigantire, un cambio di passo strano anche per le testate a guida Cairo.
Credo che sia da prestare attenzione a come l’establishment reagirà al Governo di Mario Draghi.
Le imboscate vengono meglio quando si fa credere che vi sia calma e spesso l’incenso è servito a mascherare l’odore del cianuro.
(Per questo post di Paolo Bardicchia devo ringraziare la mia amica Maryla Grandelis)

E con tutti i giochi sporchi che il figlio di Bernardo ha messo in atto da due anni a questa parte, la cosa appare tutt’altro che implausibile. Questo in realtà è un doppio gioco sporco: impedire a noi, per l’ennesima volta, di votare, facendoci arrivare ormai fuori tempo massimo, e impedire all’unico avversario temibile di fargli concorrenza per la rielezione. Ma ormai ci ha preso la mano, come quei giocolieri che cominciano con tre palle e una volta impratichitisi riescono a fare lo stesso gioco anche con quattro, cinque, sei, e addirittura con i piedi. Tra l’altro ho letto qualche ora fa sulla home page di wordpress un post in cui su questo governo si esprime un mare di dubbi e perplessità, con la certezza tuttavia che è necessario subirlo senza fare storie perché era l’unica cosa che Mattarella potesse fare per evitare la catastrofe delle elezioni che, stando ai sondaggi, consegnerebbero il Paese “a una destra forcaiola, xenofoba che diffusamente intrattiene rapporti da sempre opachi e grigi con il mondo degli affari e della finanza più disinvolta”, senza contare la prossima elezione del Presidente della Repubblica che non è possibile lasciare in mano a un parlamento a maggioranza destrorsa, ossia al male assoluto. Parafrasando lo storico “hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace”, possiamo dire che hanno assassinato la libertà e l’hanno chiamata democrazia.
Restando sostanzialmente in tema:

Paolo Bardicchia

INGABBIATI PER CONTO TERZI

(le notizie che non trovate nel Paese del CTS)
Questo venerdì, la Repubblica Ceca non ha rinnovato le chiusure imposte per il lockdown ed è tornata (brevemente) ad essere in una situazione quasi normale.
Brevemente, perché ha dovuto subire la reazione tedesca.
La Germania è in stretto lockdown e ha imposto non solo il divieto dei frontalieri cechi di andare a lavorare in Germania, ma addirittura il divieto di transito dei mezzi cechi sul territorio tedesco.
Chi avesse voluto andare dalla zona industriale di Plzen, in Austria, in Svizzera o in Italia, ad esempio, percorrendo circa 300km di autostrada tedesca, non avrebbe potuto farlo.
Una mossa capace di strangolare l’economia ceca, che è strettamente collegata a quella tedesca.
Il risultato è stato che, dopo 48 ore, la Cechia ha dovuto ripristinare le misure restrittive anti-Covid, pur non avendone bisogno.
La Germania sta mostrando un lato prepotente ed oscuro. Sono sempre più confermate le accuse al Governo tedesco di aver spinto gli scienziati a descrivere scenari apocalittici per giustificare le misure contro la libertà dei cittadini, sono ormai noti i centri di detenzione per chi rifiuta il vaccino e le norme che tolgono il diritto al lavoro a chi non intende vaccinarsi.
E’ da ascrivere sempre alla Germania, buona parte del fallimento europeo sui vaccini, l’aver prima imposto agli altri la politica comune sui vaccini e poi averla violata per proprio conto.
In un quadro simile, il nuovo blocco imposto dal famigerato ultimo decreto di Speranza, acquista una luce diversa.
Nell’Europa germanocentrica, tutti devono soffrire ed essere limitati tanto quanto i tedeschi.
Non dovrà essere possibile per altri europei di godere di maggiori libertà e tutele rispetto ai tedeschi.
In particolare, nessuna economia deve potersi riprendere prima e più velocemente di quella tedesca.
Draghi o non Draghi, il problema è quindi un altro e andrà prima o poi affrontato in modo razionale e continentale.
La sola cosa che serve all’Italia è una ripartenza dell’economia.
Per certo non ci serve un altro miope padrone.

Evidentemente dopo tre quarti di secolo la nostalgia si era fatta insopportabile, ed è tornata a occupare l’Europa instaurando il suo clima di terrore. Perché certi lupi, oltre a non perdere il vizio, non perdono neanche il pelo.

barbara