TUTTO IL BIDEN MINUTO PER MINUTO

Iniziamo con questa gustosa miscellanea di alcuni dei suoi momenti top

E passiamo alla recente conferenza stampa, chiamiamola così, con alcune annotazioni dell’amico Myollnir

ho appena visto la cd Conferenza stampa di Biden, la prima da quando è in carica. Penosa. E’ la prima volta che vedo qualcuno leggere le risposte ad un conferenza stampa (guai a pensare che le domande fossero concordate con la stampa amica…)

E subito dopo

Ci sono sviluppi. Guarda qua: fra gli “appunti” c’è la scheda dei (pochi) giornalisti ammessi, con la foto per non sbagliarsi e con evidenziati quelli da ammettere alla domanda, con il numero d’ordine con cui chiamarli.
Allucinante. E nessuno dei presenti ha nulla da obiettare.
https://nypost.com/2021/03/25/biden-used-cheat-sheet-during-his-first-press-conference/

E perfino così riesce a incasinarsi, come potete vedere nel video che trovate al link. Qui alcune interessanti riflessioni, a cui aggiungo alcune considerazioni di

Lorenzo Capellini Mion

The White House

Ad ogni conferenza stampa il Presidente Trump si trovava di fronte dei pitbull ringhianti e dei lupi ululanti. Il Presidente Biden si è trovato degli agnellini scelti accuratamente che ponevano domande pre concordate.
Dopo due mesi e mezzo senza concedersi alla stampa per un confronto teoricamente senza filtri è apparso stanco, senza verve, con poche idee e spesso confuse. Fatti zero, a parte lamentarsi e addossare colpe all’amministrazione precedente, persino per il disastro da lui creato al confine sud. The blame game a cui gioca da 48 anni.
Ha ammesso di non poter sapere se i bambini migranti separati dai genitori alla frontiera siano davvero i loro figli.
E ha ammesso che in larga parte siano maschi prossimi alla maggiore età, cioè quella militare.
Dovranno tornare alle politiche di Trump se non vogliono la guerra civile, prima del previsto.
Timidissimo sulla Cina vago su tutto il resto, dando l’impressione che senza appunti sarebbe stato perso. E in effetti non è riuscito a completare più di qualche concetto.
Alla domanda sul controllo delle armi, e quindi sul secondo emendamento, ha risposto dettagliatamente riguardo al piano per le infrastrutture. Senza che nessuno lo incalzasse, come si confà con i dittatori, mi ha ricordato l’ultimo Breznev.
I nemici degli Stati Uniti e del mondo libero si saranno goduti lo spettacolo, compresi quelli che vivono alla Casa Bianca. E sono tanti.
In una parola è stato avvilente.

E infatti i terroristi hanno immediatamente ripreso a colpire, la Corea del Nord ha ripreso a lanciare missili, la Cina sbertuccia l’America di santa ragione, l’Iran si è reimpossessato del manico del coltello e, giusto per chiarire chi stabilisce le regole del gioco, ha bombardato due navi israeliane nel giro di tre settimane, ma niente sembra scalfire l’amore cieco di Biden per i macellai iraniani, al cui altare appare pronto a sacrificare gli accordi di Abramo, ossia la pace del Medio Oriente, che se decade trasformerà l’intero Medio Oriente in una macelleria, in aggiunta alle numerose macellerie create da Obama con le cosiddette primavere arabe, le cui vittime si contano – per ora – in centinaia di migliaia (quando si dice “mani grondanti di sangue”), da far scomparire, per numero di vittime ottenute, i successi di Arafat, per non parlare di pidocchietti quali Totò Riina e Tano Badalamenti.
E poi i bambini nelle gabbie, già, che nessuno può visitare. Ma si sa che poche cose sono veramente impossibili se uno è davvero determinato ad arrivarci. E infatti

Qui

Quanto al ritornello che gli stragisti in America siano “per la grande maggioranza bianchi” queste sono le foto segnaletiche di tutti i responsabili di attentati o sparatorie in cui sono rimaste uccise almeno 4 persone per singolo episodio dal 2019 a oggi.

E infine la nave incagliata, che apprendo ora essere di Taiwan ma con carico cinese. Nel momento stesso in cui ho appreso la notizia mi sono chiesta: ma sarà stato davvero un incidente? A quanto pare non sono stata l’unica a pormi la domanda, e qualcuno si è preso la briga di tracciare il percorso della nave prima di andarsi a incagliare: lo potete vedere qui. Tuttavia, anche se le navi bloccate sono centinaia e non si prevede quando la situazione potrà essere sbloccata e nel frattempo il prezzo del greggio sale vertiginosamente, io non sarei poi così pessimista

barbara

POSSO DIRE CRUCCHI DI MERDA?

Dante, quotidiano tedesco contro il Sommo Poeta: “Non ha inventato nulla di originale” (qui)

Una volta, tanto tempo fa, ho insegnato per un anno a una scuola serale (scuola in lingua tedesca, in Alto Adige); il mio programma comprendeva medioevo e rinascimento, e quindi comincio con san Francesco, Guido Cavalcanti, Cecco Angiolieri, un po’ di Dante, un po’ di Boccaccio… Una sera una studentessa dice: “Mi scusi, ma il nostro programma non è medioevo e rinascimento?” “Sì.” “Ma… il medioevo quando lo facciamo?” “Lo stiamo facendo da tre mesi!” Spalanca gli occhi, spalanca la bocca, poi: “Questo è il medioevo?!” “Sì, certo” “Ma i tedeschi dov’erano a quel tempo? Cosa facevano? Dormivano?”
In realtà qualcosa c’era anche lì (tenendo conto che la letteratura cavalleresca – ossia la prima vera letteratura in Germania – l’hanno ripresa dalla Francia, non è che sia venuta in mente a loro, a proposito di originalità, e la Chanson de Roland precede di un secolo e mezzo le opere di Walther von der Vogelweide, che comunque era austriaco, non tedesco di Germania) ma una cosa minimamente paragonabile alla Divina Commedia se la sognano. L’unica cosa originale che sono riusciti a inventare, mi sa, è stato il passo dell’oca – e no, non venitemi a dire Gutenberg: in Asia la stampa esisteva da oltre quattrocento anni.

Lascia parlare a me, ch’i’ ho concetto
ciò che tu vuoi; ch’ei sarebbero schivi,
perch’ e’ fuor greci, forse del tuo detto».

Poi che la fiamma fu venuta quivi
dove parve al mio duca tempo e loco,
in questa forma lui parlare audivi:

«O voi che siete due dentro ad un foco,
s’io meritai di voi mentre ch’io vissi,
s’io meritai di voi assai o poco

quando nel mondo li alti versi scrissi,
non vi movete; ma l’un di voi dica
dove, per lui, perduto a morir gissi».

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando,
pur come quella cui vento affatica;

indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori e disse: «Quando

mi diparti’ da Circe, che sottrasse
me più d’un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enëa la nomasse,

né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né ‘l debito amore
lo qual dovea Penelopè far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;

ma misi me per l’alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.

L’un lito e l’altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l’isola d’i Sardi,
e l’altre che quel mare intorno bagna.

Io e ‘ compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov’ Ercule segnò li suoi riguardi

acciò che l’uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l’altra già m’avea lasciata Setta.

“O frati”, dissi, “che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente
non vogliate negar l’esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.

Li miei compagni fec’ io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,
de’ remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.

Tutte le stelle già de l’altro polo
vedea la notte, e ‘l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che ‘ntrati eravam ne l’alto passo,

quando n’apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com’ altrui piacque,

infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso».

Trovatemela dalle parti vostre, emerite teste di cazzo, una cosa di altrettanta potenza, e che sia originale, mi raccomando. È una questione di destino, vedete: il vostro è di fare guerre e poi magari perderle dopo avere devastato un intero continente, il nostro di creare opere sublimi. E alla forza del Destino, non c’è modo di resistere.

barbara

SCUOLE CHIUSE: VOLETE SAPERE PERCHÉ?

Hanno chiuso le scuole senza motivo

Abbiamo chiuso le scuole senza dimostrare che erano un pericolo, affidandoci agli scienziati in tv più che alla scienza. Il primo e unico studio in Italia, su 7 milioni di studenti, dice che bambini e ragazzi, tra i banchi, non hanno alcun rischio di trasmettere né di contrarre il virus. Le scuole, sono sicure, non sono focolai.

Adesso che stanno partendo le proteste di genitori in molte città, tutti corrono a fare gli “gnorri” dicendo che la riapertura delle scuole «non dipende da me». Lo ha fatto ad esempio il governatore emiliano Stefano Bonaccini: «Non decido io la riapertura». Eppure, era lo stesso che non più tardi di 15 giorni fa ha avviato un’escalation di tamponi nel mondo scolastico per dare la caccia agli untori.

Così anche il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso che – interpellato dalla Bussola – ha detto che non dipende dal suo ministero la chiusura e che «i dati dello studio pubblicato dal Corriere della Sera confermano come il mondo della scuola non rappresenti un contesto che favorisce più di altri la diffusione del contagio». Eppure, una settimana fa, Sasso diceva che «oggi le scuole non sono luoghi sicuri» salvo poi dire adesso che «ci sono però esperti che la pensano diversamente e la cui opinione, altrettanto rispettabile, contribuisce alla formazione delle decisioni del Comitato tecnico-scientifico e del Ministero della Salute, a cui ci si deve inevitabilmente adeguare».

SCIENZIATI O SCIENZA?

Ecco svelato l’arcano: il governo, più che i dati scientifici, ascolta le opinioni dei virologi da salotto che con le loro affermazioni perentorie orientano le decisioni, anche le più dannose, ma non sono suffragate da alcun riscontro epidemiologico. Virologi sotto i riflettori contro studi scientifici.

Lo studio italiano è stato annunciato ieri dal Corriere della Sera dall’epidemiologa Sonia Gandini che, qualche giorno prima, era stata intervistata dall’Agensir. Si tratta dell’unico lavoro italiano effettuato su un campione vastissimo di 7 milioni di studenti e 770 mila insegnanti.

SCUOLE SICURE

E dice cose molto importanti. Nell’ordine: non c’è alcuna correlazione tra la diffusione dei contagi e la scuola in presenza. I ricercatori hanno incrociato i dati di Miur, delle Ats e Asl locali e della Protezione civile fino a coprire il 97% degli studenti.

Inoltre, tra tamponi e ragazzi positivi c’è un rapporto dell’1%. Lo studio sfata anche un’altra leggenda nera: quella secondo la quale i giovani sono untori, che contagiano i nonni: è falso, contagiano il 50% in meno rispetto agli adulti. Certo, gli insegnanti possono contagiarsi tra di loro, ma questo può avvenire in qualunque ambiente di lavoro, senza per questo che venga chiuso. 

Il dato però più significativo è epidemiologico: quando a settembre sono state riaperte le scuole, fino a dicembre non si è assistito ad un aumento della curva pandemica dato che gli aumenti si notano per la classe di età tra i 20 e i 59 anni. Insomma: lo studio scagiona completamente gli studenti e dovrebbe far riflettere il governo.

DOVE LE SCUOLE SONO APERTE

Al telefono con la Bussola, l’esperta in biostatistica, Gandini, ha detto di non poter aggiungere più di quello che ha già detto perché lo studio è in fase di pubblicazione presso un’importante rivista scientifica, ma ha chiarito che è stato mandato sia al Ministero della Salute che al Cts.

Ha anche aggiunto che in Europa i ragazzi non vengono considerati degli untori e per questo le scuole sono aperte. Merito dei numerosi studi clinici effettuati da centri di ricerca statali o privati, i quali hanno dato tutti lo stesso responso: la scuola è il luogo più sicuro e non deve essere chiusa. La Gandini, che sostiene i movimenti spontanei di genitori che stanno chiedendo con insistenza la riapertura delle scuole in presenza (l’ultima manifestazione domenica a Milano), questo lo afferma da tempo e sulla sua bacheca di Facebook pubblica spesso studi che mostrano come i ragazzi non siano in pericolo a scuola. Uno studio americano dimostra che a scuola i contagi sono rari e gli studenti rispettano le indicazioni di sicurezza che vengono stabilite. Su 8.955 campioni di saliva sono stati trovati positivi solo lo 0,18%.

Oppure due studi sempre negli Stati Uniti che hanno indagato se la possibilità di mantenere la distanza fisica nelle scuole fosse associata ai contagi. «Nel primo – spiega la Gandini sulla pagina Fb – gli autori hanno offerto il tampone a 1.041 contatti scolastici di 51 pazienti in 20 scuole elementari nella Contea di Salt Lake, Utah. Lo studio è stato condotto tra dicembre 2020 e gennaio 2021 in una comunità con alta trasmissione, ma nonostante questo è stata osservata una bassa trasmissione associata alla scuola con un tasso di attacco secondario dello 0,7%». 

E ancora: uno studio di coorte che presenta i dati di 55 scuole e più di 2500 bambini è stato pubblicato recentemente sul BMJ. Nell’autunno 2020, la Svizzera ha registrato uno dei più alti tassi di incidenza di infezioni da SARS-CoV-2 in Europa. Tuttavia, le scuole sono rimaste aperte dall’inizio dell’anno scolastico. Ebbene: meno della metà delle classi ha avuto almeno un bambino sieropositivo e i cluster di tre o più bambini sieropositivi in ​​classe sono stati rari e generalmente causati da infezioni non correlate tra loro. 

«I BAMBINI NON SONO UNTORI»

Un recente studio americano, pubblicato dall’autorevole rivista Pediatrics, mostra risultati molto simili e così una ricerca pubblicata su The Lancet che smonta la nota teoria dei bambini super-spreader. Si tratta di uno studio di sieroprevalenza condotto in Francia durante il lockdown della prima ondata che ha mostrato che le misure sono state efficaci e che l’esposizione a bambini con infezione da SARS-CoV-2 non ha comportato un aumento del rischio di infezione tra il personale dell’asilo nido. 

IN ITALIA SI ASCOLTA IL VIROLOGO

E in Italia? Pochissimo, quasi nulla. E quel poco che c’è non viene considerato. Come lo studio condotto in Sicilia dall’Ufficio Scolastico Regionale che ha mostrato come a marzo 2021 ci sia stata una diminuzione dei casi positivi nelle scuole rispetto alle precedenti rilevazioni del 2020. «Considerando le scuole di infanzia – commenta – e I ciclo nell’intero periodo di osservazione, dal 19 novembre 2020 a oggi, il trend dell’incidenza degli alunni positivi al COVID-19 si conferma in diminuzione». 

Insomma, i dati scientifici ci sono, invece il Governo quando ha deciso di chiudere le scuole non ha fornito nessuno studio epidemiologico se non l’unico criterio dei 250 positivi ogni 100.000 abitanti, numero assolutamente facile da raggiungere se, come si è fatto, si aumentano i tamponi.

Chiudere è stato semplice. È bastato contagiarsi a vicenda tra virologi e politici. Solo a titolo esemplificativo:

Antonella Viola, immunologa e professoressa di Patologia generale all’Università di Padova, in un’intervista al Corriere della Sera dichiarava a inizio marzo che «l’ideale sarebbe chiudere anche le scuole perché la scuola è un luogo a rischio, è impossibile tenere i bambini sempre a distanza con la mascherina ben indossata e le classi sono troppo numerose». Chi frequenta il mondo della scuola sa che le cose non stanno così, ma certe affermazioni sono diventate virali, senza alcun riscontro epidemiologico, secondo un sentimento ideale.

Lo stesso vale per il re dei virologi in tv, il professore Massimo Galli: «Nelle scuole ci sono bambini e ragazzi concentrati per diverse ore al giorno in una situazione di necessaria vicinanza che finisce per determinare la diffusione dell’infezione, che negli esercizi commerciali può essere gestita diversamente, credo». Dati scientifici a supporto? Nessuno, soltanto un “credo” che deve essere preso per buono come un ipse dixitIdem per Ilaria Capua

Dai virologi ai politici, il passo è breve. Così Nino Spirlì, governatore della Calabria: «Non voglio aspettare che si ammalino i bambini prima di dover chiudere queste scuole». Evidenze cliniche a supporto? Nessuna, solo paura irrazionale. E sulla stessa lunghezza d’onda Luca Zaia, governatore veneto, anche lui con un opinabile “credo”: «Molte delle Regioni che oggi sono in difficoltà hanno aperto le scuole quasi un mese prima di noi. Guardiamo i dati epidemiologici: credo che la correlazione con le scuole ci sia fino in fondo. Non lo dico io, ma la letteratura scientifica». Quale letteratura scientifica, dato che in Italia non è stato prodotto ancora nulla? Ma intanto il virus della paura si è sparso. Chiudere è stato semplice e dannoso, soprattutto per gli studenti.
di Andrea Zambrano, qui.

Che la chiusura delle scuole incidesse sulla diffusione del contagio per una percentuale molto prossima allo zero, era già stato documentato qui e qui. L’impatto psicologico e fisico della cancellazione dei contatti umani, ci vorranno sicuramente molti anni per calcolarli.

barbara

RIPENSANDO AGLI ACCORDI DI ABRAMO

Ossia agli accordi di pace che, con il consistente aiuto di Donald Trump, Israele è riuscito a stipulare con alcuni Paesi arabi (e speriamo che possano reggere all’impatto di Giuseppe I il Demente, come lo ha simpaticamente chiamato un commentatore in un altro blog).
Tre anni e mezzo fa, alla conclusione di un viaggio in Israele (quello in cui mi sono fratturata la vertebra, clic 1, clic 2), ho postato, fra i numerosi racconti del viaggio, questa cosa qui, e l’amico Stefano mi ha inviato questa sua riflessione:

Pochi giorni fa ero anch’io in una cantina molto simile… si potrebbero tranquillamente scambiare le foto (tranne quella della bandiera!), e pure lì c’era una bellissima ragazza come guida, però anche se ero a veramente pochi km di distanza (nella Bekaa) era come essere a un mondo di distanza, chissà quando tra Libano e Israele si riuscirà ad avere non dico dei buoni rapporti ma anche solo un minimo di modus vivendi e la frontiera aperta…
saranno tipo 80 km in linea d’aria da dov’ero, ma se inserisco le due località su google mappe e mi faccio calcolare l’itinerario, quello consigliato è di 3191 km, e mi fa passare anche per Iraq e Siria!
La follia… e il peggio è che andrà avanti ancora per decenni, nella migliore delle ipotesi

Lo stato più vicino, e non solo ostile, ma anche formalmente ancora in guerra, dove basta parlare con un israeliano per finire in galera. In che mondo pazzo viviamo!

barbara

SGANGHERATA MISCELLANEA

Messe a caso, come viene viene.

Parole sante!
materasso bodyform
Questa non è una vignetta satirica: è realmente successo che un incontro antirazzista sia stato vietato ai bianchi
Avete presente i nostri parcheggi sul lungomare? Una fila lungo il marciapiede e fine. Questi sono i parcheggi della spiaggia di Haifa, in Israele.
È vecchia di tre mesi ma l’ho vista solo adesso, e non posso rinunciare a proporla
Per i non tirolesofoni: In Alto Adige ci sono oltre 200 tipi di pane. Il preferito fra tutti è “Questo qui!” seguito di stretta misura da: “No, quello vicino!” (i tedeschi – o almeno i tirolesi – gli altri in effetti non so – fanno un uso spropositato del punto esclamativo, che schiaffano praticamente dappertutto)
Quelli che l’orrendissimo Trump “teneva nelle gabbie“. Ma adesso per fortuna c’è “il nonno giovanile che ora serve all’America”, come l’ha splendidamente definito Beppe Severgnini, e ci pensa lui
E se sui pavimenti delle gabbie non c’è più posto? Niente paura, ci sono sempre i ponti, con degli spaziosi “sotto i ponti” in cui vivere nella massima comodità

E per inquadrare meglio la faccenda, ve lo faccio dire da Giulio Meotti.


La foto dei bambini migranti sotto un ponte che i media pro Biden non faranno vedere

E’ la foto che non vedremo sui nostri telegiornali e quotidiani. Famiglie di migranti e minori non accompagnati provenienti dall’America centrale in un centro per migranti degli Stati Uniti improvvisato sotto il ponte di Anzalduas a Granjeno, in Texas, dopo aver attraversato il fiume Rio Grande.
Il presidente americano Joe Biden ha scoraggiato gli aspiranti migranti a entrare negli Stati Uniti. “Posso dire abbastanza chiaramente: non venite”, ha detto Biden. “Non lasciate la vostra città”. C’è stato un drammatico aumento nel numero di bambini migranti in custodia negli Stati Uniti. Il segretario per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ha dichiarato che “siamo sulla buona strada per incontrare più persone sul confine che negli ultimi 20 anni”. Si sono diretti verso gli Stati Uniti credendo che l’amministrazione Democratica sarebbe stata più accogliente rispetto a quella del suo predecessore, Donald Trump.
Nel 2019, Biden aveva detto: “Le politiche di Trump sull’immigrazione sono un attacco alla dignità umana. Non siamo un Paese che nega ai bambini il sapone e lo spazzolino da denti”. Adesso, racconta la CBS, che non è certo un media trumpiano, “i bambini dicono di essere affamati, che fanno la doccia solo una volta ogni sette giorni e che le condizioni sono così sovraffollate che hanno dovuto dormire a turno sul pavimento”. Le condizioni descritte sono nel centro per bambini migranti a Donna, in Texas.
I bambini migranti in custodia sarebbero 13.000, scrive sempre la CBS. I minori non accompagnati, racconta il Wall Street Journal, “aspettano in celle di detenzione anguste con pavimenti e panche di cemento” e dove le “luci rimangono accese 24 ore”. Che questi bambini dormano per terra lo scrive anche il New York Times, il megafono dei Democratici. 
Nessun moralismo o ipocrisia. Una democrazia che affronta una simili crisi migratoria alle frontiere fa quello che può. Ma ricordiamo nel 2019 quando i media di tutto il mondo e i Democratici parlarono di catastrofe morale e di un nuovo nazismo? Ora che non c’è più Trump, per i migranti non ci sono neanche più telecamere e lacrimucce. Era solo politica.

Naturalmente è sempre stato chiaro che dei cosiddetti migranti, esattamente come dei palestinesi, delle donne, degli omosessuali, dei negri non frega niente a nessuno e che i proclami sono pura propaganda politica, ma non fa male ricordarlo ogni tanto.

barbara

APPIATTIMENTO AL BASSO

Alcune aziende hanno cominciato a vaccinare i propri dipendenti. Qualunque persona di buon senso direbbe bene! Sappiamo che ci sono un sacco di vaccini non “evasi” perché le istituzioni pubbliche non riescono a organizzarsi per smaltirli, così alcune aziende private si fanno carico di ciò che lo stato non è in grado di fare. Non stanno rubando vaccini a medici e anziani, stanno semplicemente prendendo dei vaccini inutilizzati, ogni persona vaccinata in un’azienda è un lavoro in meno per lo stato e una persona a rischio di infettare in meno in circolazione, e ogni persona vaccinata in azienda è anche un vecchio o un medico in più che lo stato può vaccinare, visto che non deve più vaccinare quelli lì. Intervistato in merito, Cofferati protesta vivamente. Perché? Perché così si creano divisioni e disparità: siccome ci sono aziende che non vaccinano e i cui dipendenti, di conseguenza, non si possono vaccinare, allora non si devono vaccinare neanche gli altri. Classico appiattimento verso il basso tipicamente comunista: se tutti non possono essere ugualmente ricchi, allora tutti devono essere ugualmente poveri. O, nel caso specifico, a rischio covid.
Il che mi ha riportato alla mente un vecchio episodio. Avevo raccontato a una collega comunista di una coppia di amici, entrambi insegnanti al liceo, che quando andavano in gira con le rispettive classi erano soliti portarsi dietro i figli, in modo da offrire loro un’opportunità in più di vedere e imparare. Subito la collega insorge indignata: “E il preside dei ragazzi gli dà il permesso di assentarsi?! Io non lo permetterei mai!” “E perché?” “Perché non tutti hanno queste opportunità, quindi non vedo perché le debbano avere loro”. Naturalmente non trovava niente da ridire sul fatto che, con lo stesso stipendio, io dovessi pagare l’affitto che me ne portava via oltre un terzo, e lei no perché mamma e papà le avevano regalato l’appartamento. Che io dovessi comprare il cibo e tutto ciò che serviva per la manutenzione della casa e lei no perché prendeva tutto dall’albergo dei suoi genitori. Eccetera. Ma queste sono quisquilie, così come per Cofferati sarà sicuramente una quisquilia la disparità fra la sua pensione e quella di un metalmeccanico che ha sgobbato per quarant’anni. L’importante è che gli altri siano tutti livellati verso il basso, e nessuno possa avere opportunità, neppure quelle di studio e di apprendimento se non le hanno tutti gli altri. Lei, per inciso, era questa tizia qui.
E adesso godetevi il Cofferati in tutto il suo splendore.

barbara

UNA PIÙ DEL DIAVOLO

Un francese, un inglese e un ebreo sono in prigione. Ogni settimana il mercoledì vanno in piscina. Un giorno l’insegnante di nuoto fa loro una proposta:
“Ognuno di voi getterà un oggetto nella piscina; se lo trovo tornate in prigione, se non lo trovo siete liberi.”
Il francese getta un braccialetto, e dopo un’ora l’insegnante lo trova.
“Mi dispiace, devi tornare in prigione.”
L’inglese getta una piccola biglia, e dopo tre ore l’insegnante riesce a trovarla.
“Mi dispiace, anche tu devi tornare in prigione.”
Per ultimo l’ebreo getta il suo oggetto; l’insegnante cerca e cerca per molte ore, alla fine sfinito esce e dice:
“Ce l’hai fatta, sei libero, non ho trovato il tuo oggetto. Ma per curiosità, che cos’era?”
“Aspirina effervescente.”

E ascoltiamoci un po’ di sana musica klezmer.

barbara

CHI BEN COMINCIA È A METÀ DELL’OPERA

Poi il titolo ve lo spiego dopo.

Biden Hiden riscrive la storia sul Coronavirus mentendo pubblicamente agli americani nel suo primo discorso alla nazione

Joe Biden parla della pandemia di COVID-19 durante un discorso in prima serata dalla East Room della Casa Bianca, giovedì 11 marzo 2021, a Washington, D.C.
Nel suo primo discorso alla nazione in prima serata, Biden Hiden ha parlato del Coronavirus e di come è stata gestita la pandemia, criticando pesantemente quanto fatto dall’Amministrazione di Donald Trump, ma finendo per mentire spudoratamente, come evidenziato dal The Washington Times in suo articolo, di cui riportiamo la traduzione integrale.

Biden reinventa la storia, le bugie nel primo discorso in prima serata

“Un anno fa, siamo stati colpiti da un virus che è stato accolto con il silenzio e si è diffuso senza controllo. Negazionismi per giorni, settimane, poi mesi, che hanno portato a causare ancora più morti”, ha detto il Joe Biden nel suo primo discorso alla nazione giovedì sera.
Menzogne palesi.
Già il 6 gennaio del 2020, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sotto la guida dell’allora presidente Trump, ha emesso un avvertimento sui viaggi per Wuhan, in Cina, a causa della diffusione del Coronavirus.
Il 20 gennaio, il giorno in cui i cinesi hanno finalmente ammesso che il virus poteva essere trasmesso da uomo a uomo, gli Stati Uniti hanno annunciato che stavano già lavorando allo sviluppo di un vaccino.
Il 29 gennaio, Donald Trump ha formato una task force sul Coronavirus alla Casa Bianca e due giorni dopo ha dichiarato un’emergenza per la salute pubblica e ha limitato i viaggi da e verso la Cina.
Forse il signor Biden non stava prestando attenzione in quel momento – i Democratici, dopo tutto, erano ossessionati dall’impeachment di Donald Trump.
Quando il Coronavirus ha finalmente catturato l’attenzione dei Democratici (dopo l’assoluzione del signor Trump nel processo di impeachment) sono andati all’attacco, compreso il signor Biden, che ha definito “xenofobe” le azioni del presidente che vietavano i viaggi da e verso la Cina.
“Questo non è il momento per i record di isteria e xenofobia di Donald Trump – xenofobia isterica – e dell’allarmismo a guidare le scelte invece della scienza”, aveva detto il signor Biden al tempo.
Ron Klain, ora capo dello staff della Casa Bianca, aveva invece applaudito la Cina. “Penso che quello che si dovrebbe dire della Cina è che è stata più trasparente e più candida di quanto non sia stata durante le epidemie passate”, ha detto. Il signor Biden e il signor Klain non avrebbero potuto avere più torto. Il signor Trump ha subito pesanti colpi dal punto di vista delle pubbliche relazioni, ma così facendo ha salvato migliaia di vite americane.
A febbraio, mentre il signor Trump aveva giurato nel suo discorso sullo Stato dell’Unione di “prendere tutte le misure necessarie” per proteggere gli americani dal Coronavirus e lavorava con la FDA e sull’ampliamento di una partnership con il settore privato per “accelerare lo sviluppo” di un vaccino contro il Coronavirus, il signor Klain aveva minimizzato la gravità dell’epidemia.
“Una grave epidemia – ora, il Coronavirus può essere questo o può non essere questo. Le prove suggeriscono che probabilmente non lo sia”, aveva detto il signor Klain.
Il dottor Zeke Emanuel, che era consigliere della campagna di Biden, ha detto che “molti degli esperti stanno dicendo, ‘bene, il periodo caldo sta per arrivare e, proprio come con l’influenza, il Coronavirus sta per scemare e può spostarsi nell’emisfero meridionale’”.
E ha aggiunto, “al momento, la maggior parte delle persone sta pensando che ci potrebbe essere un po’ di reazione eccessiva da parte di molti, forse anche del nostro stesso paese. Se si guardano i numeri spassionatamente, ci sono poco più di 1.000 casi fuori dalla Cina”.
Sbagliato e ancora più sbagliato.
Il 24 febbraio, l’amministrazione Trump ha inviato una lettera al Congresso chiedendo almeno 2,5 miliardi di dollari per aiutare a combattere la diffusione del Coronavirus. Nello stesso periodo, la presidente della Camera Nancy Pelosi passeggiava per la Chinatown di San Francisco “alleviando le paure della gente” sul virus.
A marzo, quando molti media stavano ancora minimizzando il virus e criticando la risposta “xenofoba” del Presidente, il signor Trump ha donato il suo stipendio del quarto trimestre per combattere il Coronavirus e la sua amministrazione ha annunciato l’acquisto di circa 500 milioni di respiratori N95 in un periodo di 18 mesi per rispondere all’epidemia.
Il 4 marzo, il giorno in cui la CNN ha finalmente ammesso che il Coronavirus potrebbe essere più mortale dell’influenza, l’allora segretario alla salute e ai servizi umani Alex Azar annunciava che l’HHS stava trasferendo 35 milioni di dollari al CDC per aiutare le comunità statali e locali più colpite dal Coronavirus. Quattro giorni dopo, il signor Trump ha firmato una legge da 8,3 miliardi di dollari per combattere l’epidemia, con la maggior parte dei soldi da destinare alle agenzie federali, statali e locali.
Il 9 marzo, il signor Biden ha tenuto un comizio al chiuso in Michigan, apparentemente disinteressato al problema del virus che si stava diffondendo. Il 12 marzo, sempre il signor Biden aveva twittato: “Un muro non fermerà il Coronavirus. Vietare tutti i viaggi dall’Europa – o da qualsiasi altra parte del mondo – non lo fermerà”.
Di nuovo, sbagliato.
Mentre la maggior parte dei media mainstream e la campagna di Joe Biden erano troppo preoccupati a disquisire sull’origine del virus e perché fosse sbagliato che alla Casa Bianca fosse stato soprannominato “il virus della Cina” o “il virus di Wuhan”, l’amministrazione Trump stava lavorando per accelerare i test, accelerare lo sviluppo di potenziali vaccini e sviluppare un piano di distribuzione, ottenere attrezzature di protezione personale (PPE) per distribuirle agli Stati che ne avevano bisogno e stava preparandosi all’uso del Defense Production Act.
Sì, ci sono stati degli intoppi lungo la strada. Sì, ci sono state alcuni falsi ricorsi alla speranza rispetto ad alcune terapie. Sì, il signor Trump si è concentrato più sulle cose positive nelle sue dichiarazioni pubbliche che sul quelle negative. Eppure, la sua amministrazione stava lavorando instancabilmente e tenacemente per arginare la diffusione del virus, e per sviluppare un vaccino in tempi record.
E l’hanno fatto. L’operazione Warp Speed è stata un successo sorprendente – un successo di cui l’attuale presidente Joe Biden si sta giovando. Anche se non si può dire che non ci siano stati degli scettici all’epoca.
“Il vaccino contro il Coronavirus potrebbe arrivare quest’anno“, aveva detto Donald Trump. “Gli esperti dicono che avrebbe bisogno di un ‘miracolo’ per avere ragione”, riportava l’NBC il 15 maggio.
Meno male che il miracolo è arrivato.
Invece di incolpare l’amministrazione Trump nel suo primo discorso alla nazione, il signor Biden avrebbe dovuto dire solo “grazie“.
Ma immagino che questo avrebbe richiesto di voler effettivamente unire il paese – non di cogliere l’opportunità per demonizzare il suo avversario politico.

WashingtonTimes.com

LUCA MARAGNA, 12 MARZO 2021, qui.

E se ne avete tempo e voglia, potete ammirarlo in tutto il suo fulgore.

Il titolo si riferisce all’obiettivo di Biden – o meglio dei suoi burattinai – che è chiaramente quello di smantellare gli Stati Uniti. Iniziando da quello che aveva made America great again. E dunque ha cominciato il lavoro cancellando la persona, cancellando dalla memoria propria e degli americani tutto ciò che aveva fatto. Ed è stato proprio un esordio col botto. Dopodiché si passa a smantellare l’esercito, l’economia e il benessere, e poi anche

Lorenzo Capellini Mion

Lafayette, Louisiana

Con una furia ideologica senza precedenti la nuova Amministrazione continua a perseguire un’agenda politica a discapito dei propri cittadini e ha annullato la vendita di 80 milioni di acri (circa 32 milioni di ettari) di contratti di locazione petrolifera del Golfo del Messico distruggendo migliaia di posti di lavoro.
Una mossa devastante per uno Stato in cui circa 250.000 persone, che equivalgono ad altrettante famiglie, lavorano nell’industria petrolifera e non è un caso isolato visto che sono già 21 gli Stati che si stanno opponendo alla nuova politica energetica che come punta di diamante ha visto il folle blocco del progetto Keystone XL Pipeline che ha mandato su tutte le furie anche il Canada.
Nel frattempo il prezzo dei carburanti ha subito un impennata impressionante e gli Stati Uniti stanno perdendo la piena indipendenza energetica conquistata sotto l’Amministrazione dell’uomo arancione cattivo che nel contempo aveva migliorato tutti i parametri con cui si calcolano i danni ambientali.
E normalmente questa è la strada che conduce ad un’altra guerra su vasta scala in Medioriente, dove per esempio le forze statunitensi si stanno nuovamente riversando in massa in Siria.
Però non twitta nulla che disturba le anime belle.

il territorio nazionale, la diplomazia internazionale (Interessante il fatto che l’articolo sembra dare credito alla leggenda che Trump sarebbe stato eletto grazie alla Russia. Il giorno che i dem si inventeranno che è stato eletto grazie all’azione combinata di gatto Silvestro e Braccio di ferro finanziati da Cenerentola, i giornali lo pubblicheranno come verità di vangelo). Con conseguenze immediate, naturalmente:

Mosca richiama il proprio ambasciatore a Washington, “allo scopo di analizzare a fondo cosa fare riguardo le relazioni con gli Usa. Per noi la cosa importante è capire in quale maniera si possano riallacciare legami russo-americani, condotti in sostanza da Washington in un vicolo cieco. Non vorremmo che si giungesse a un degrado irreparabile.”

Potrebbe bastare definirlo assassino? Potrebbe, ma non al signor Biden:

“Il prezzo che pagherà, beh, lo vedrete a breve”

È una minaccia? Un’intimidazione? La bravata del bambino scemo che dice a quello più grande “ti do un pugno che ti spacco la faccia”? Un po’ poco, qualunque cosa sia, per impressionare un funzionario del KGB, che risponde, con la gelida imperturbabilità del funzionario del KGB

(i sottotitoli in realtà non sono corretti: non dice “chi lo dice sa di essere” come dicevamo noi da bambini, bensì “io gomma, tu colla”, vale a dire che le offese che mi lanci, su di me rimbalzano e si attaccano a te. Più qualche altra imprecisione) L’augurio di buona salute comunque ha immediatamente prodotto i suoi effetti:

Ma volendo si potrebbe anche dire “… e come è duro calle lo scendere e salir per l’altrui scale”. Guarda per esempio questa come è carina

Dopodiché arriva l’ineffabile organo ufficiale dell’Unione delle Comunità ebraiche che ineffabilmente scrive:

“Biden sta mantenendo le promesse”. In una intervista con La Stampa, lo scrittore Nathan Englander esprime il proprio apprezzamento per Joe Biden: “Ha trovato un Paese diviso e fatto a pezzi da Trump, dove i neonazisti manifestavano impuniti a Charlottesville e un’ordata di folli criminali ha invaso indisturbata Capitol Hill con la bandiera degli Stati Confederati. Di fronte a questa situazione spaventosa Biden sta mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale”. (qui)

E, a proposito della lotta al Covid:

“Partita male (con Trump) ha pagato un prezzo alto ma si riprende e recupera” (qui)

(I sinistri, cristiani, ebrei o atei che siano, non si smentiscono mai)
Per quanto riguarda il caso Putin, naturalmente Putin è un assassino, nessuna persona ragionevole potrebbe avere qualche dubbio. Ma il punto non è se Putin sia o non sia un assassino, o se fra i personaggi a cui Biden ha stretto e stringerà la mano ce ne siano di peggiori: il punto è che io posso dire che Putin è un assassino, un capo di stato – ma anche un qualsiasi politico di rango inferiore – no. Sono tuttavia convinta che la triade che tira i fili stia lasciando intenzionalmente che faccia una gaffe dietro l’altra, crei un incidente dietro l’altro, si renda ridicolo e si mostri inaffidabile, in modo che il mondo intero, quando sarà il momento, sia pienamente convinto che quell’uomo non è in grado di reggere uno stato – neanche se si trattasse di San Marino – e sia pronto a trovare ragionevole la sua messa a riposo e sostituzione. Forse, addirittura, senza neppure accorgersi che è esattamente a questo scopo che il burattino è stato messo sul palcoscenico. D’altra parte non c’era altro modo per fare arrivare a quel posto una donna che alle primarie è stata una delle persone meno votate. Perché per fare carriera i pompini possono indubbiamente essere utili, ma per arrivare ai vertici, se non hai le doti di una Teodora, ti servono giochi molto più sporchi.

barbara