LA GAFFE

Quella orrendissima, tremendissima, orribilissima spaventosissima gaffe, che adesso sicuramente passerà i prossimi sette anni nascosto sotto il letto a vergognarsi. Talmente tremenda che mi vergogno perfino io a dirla.

Morandi: “Maneskin bravissimi”. Ma scatta l’ironia: che gaffe – VIDEO

Mar 7, 2021

Antonio Meli

Gianni Morandi ha fatto i complimenti ai vincitori del Festival, i Maneskin. La gaffe su Facebook non è passata inosservata: il video
Capito? Non è passata inosservata, tutto il mondo ne parla, Gianni Morandi alla gogna! E poi l’ironia, attenzione! Non bastava la gaffe, no, anche l’ironia bisognava metterci!
Con un breve video, intorno alle 2,50 di ieri notte, anche Gianni Morandi ha voluto omaggiare i vincitori di Sanremo, i Maneskin.
Che sarebbero questa roba qua

Da sinistra: Spavento, Maiocosacifaccioquainmezzo, Agonia, Tristezzaperfavorenonandarevia

Acclamati dalla critica, amatissimi dai telespettatori, per il gruppo forgiatosi sulle reti Sky e che ha trionfato in Rai, è stata una vittoria anche inaspettata. Non certamente per mancanza di talento, quanto per un genere che a Sanremo non ha spesso avuto fortuna.
Nemmeno Gianni,
? Nemmeno Gianni in che senso? Nemmeno cosa?
molto sorpreso e divertito dal verdetto, 
Divertito in che senso?
ha con il sorriso voluto immortalare il momento della premiazione, con un video su Facebook.
Strepitosa costruzione della frase! A parte questo, l’ha immortalata col sorriso o col video?
La “gaffe” Però, è di qualche giorno fa.
Dai, facciamoci coraggio che adesso arriva. Prepariamoci a veder cadere dal piedistallo uno dei cantanti italiani più amati da quasi sessant’anni.
L’artista aveva infatti fatto partire, nelle scorse puntate di Sanremo, un sondaggio con le sue tre canzoni preferite,
bella anche questa costruzione qui, vero?
e il nome del gruppo rock romano non era presente.
Capito? La loro canzone non era fra le tre che gli piacevano di più! Vero che adesso non ascolterete mai più una sua canzone? Che non pronuncerete mai più il suo nome? Che vi farete installare nel cervello un microchip che vi cancelli dalla memoria tutto ciò che lo riguarda?
Una vittoria meritata, finalmente contro le ovvietà di un Festival che spesso si è trascinato verso lo scontato e il mainstream.
Eh, di un’originalità guarda, na roba che ‘n te dico.
Basta dare un’occhiata ad alcuni dei finalisti, e ai potenziali vincitori dei sondaggi. Sondaggi che Morandi ha completamente tappato,
ehm… E con che cosa li ha tappati questi sondaggi? Con un dito? Con un tappo? Col sedere sedendocisi sopra?
del resto le sue erano delle preferenze personali.
Maddai! Non erano state elaborate con Draghi Mattarella e l’esecutivo tutto? Concordate col CTS? Discusse con Ursula e Christine? Contenute in un dpcm? Ha detto mi piacciono queste tre ed erano le sue preferenze personali? Sono sempre più allibita.
In ogni caso, l’assenza dei vincitori dal suo sondaggio, più che una gaffe
Ah cioè era sì una gaffe, ma non proprio una gaffe gaffe (tipo durante la guerra che bevevano sì il caffè, ma non era “caffè caffè”, che quello se qualcuno ogni tanto riusciva a procurarsene una manciatina, veniva riservato alle occasioni solenni)
sta a dimostrare ancora una volta
ancora una volta in che senso? Non si tratta di una cosa straordinaria, sorprendente, inaspettata, più unica che rara?
la sorpresa, di una vittoria che sembra aria fresca per la musica italiana.
Di un fresco guarda, che mi è toccato alzare il riscaldamento. E si noti la virgola.
Nelle scorse ore, durante le serate del Festival, il noto cantautore aveva proposto ai suoi fan i nomi di Ermal Meta, (quello che raglia) Annalisa e Colapesce-De Martino. (mai sentiti nominare) Ecco il video in cui Gianni si immortala durante la premiazione della finale. (qui)

Ecco, godeteveli

E dunque questi qui sono quelli che non ci si aspettava che potessero vincere perché sono di un’originalità pazzesca, mentre il signor Meli, oltre a dire cose intelligentissime, brilla anche per la competenza lessicale, come dimostra la perfetta conoscenza del significato sia di “gaffe” che di “tappare” e forse anche di “ironia”. Per non parlare delle virgole. Probabilmente anche lui ha preso lezioni di vocabolario da lui (al minuto 1.00)

Grazie all’amico Erasmo che ha ripescato questa chicca.
PS: nel frattempo ci siamo giocati anche Debussy. Mi sa che i responsabili dell’accoglienza dei rifugiati politici dovranno allargare le proprie competenze

barbara

  1. Sinceramente non capisco dove sia lo scandalo: Morandi dice di preferire A, e invece vince B. Morandi non è libero di avere i suoi gusti e preferire altri cantanti; ripeto, non vedo dove sia lo scandalo. Anzi cortesemente ha fatto i complimenti invece di sputare veleno a getto continuo scatenando una bella guerra fra i suoi di fan e quelli dei Maneskin.

    O forse è proprio questo lo scandalo, una bella trollata che avesse scatenato una bellissima gara di insulti con annessa tempesta di guano sui social ci avrebbe permesso di riempire pagine e pagine, sfumata…
    Gianni, non si fa così che poi con cosa riempiamo le pagine? le discussioni sulla tonalità di mascara di Achille Lauro non durano in eterno e attirano pochi click…

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  2. premesso che mi sono ben guardato dal vedere anche solo un secondo di questa roba
    (l’ultimo festival che ho guardato fu vinto da Riccardo Fogli e nell’occasione i miei parenti si lamentarono parecchio perchè a loro dire russavo talmente forte da impedir loro di sentire le canzoni) ma non riesco a capire il senso della sbroccata di Mieli.
    Non ha vinto uno dei tre “artisti” preferito da Morandi? Malgrado ciò il cantautore si complimenta coi vincitori? E allora? Era limitato a tre preferenze? Non ha indovinato nulla? E con ciò? Evidentemente quest’anno di polemiche a Sanremo non ce ne sono state e i poveri scribacchini non sanno più cosa scrivere…
    Sul discorso di Debussy: non ho potuto leggere l’articolo in quanto a pagamento ma è ormai chiaro che quando il buon Dio ha distribuito i cervelli i talebani del politicamente corretto erano alla latrina…

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    • L’autore è un tale sconosciuto (almeno a me) Meli, e non il ben più famoso Paolo Mieli, a cui capita di dire cazzate di cospicua portata, ma non a questo livello. Il nostro invece appartiene alla specie “faccio più figura di merda se scrivo o se non scrivo quando non c’è niente su cui scrivere?” e naturalmente fa sempre la scelta sbagliata. In questo caso – ma se ne vedono moltissimi in giro – ha costruito un articolo letteralmente sul nulla, compresa la conclusione, in cui Morandi avrebbe eventualmente toppato se avesse fatto un pronostico, ma si è limitato a dire chi sono i suoi preferiti, cosa totalmente diversa. Poi per esempio ci sono scrittori che non hanno assolutamente niente da dire ma lo sanno dire talmente bene che li leggi tutto d’un fiato, tipo Lidia Ravera in Bagna i fiori e aspettami, e ci sono altri che non hanno assolutamente niente da dire e oltretutto non sono neanche capaci di dirlo, ma te lo vogliono comunque dire a qualunque costo.

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  3. Hai letto il testo della canzone dei vincitori?
    L’articolo di questo Mieli sconosciuto (imparentato con quell’altro coglione?), a confronto col testo dei Måneskin, è Dante in persona!

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    • Loro non sanno di che parlo
      Voi siete sporchi, fra’, di fango
      Giallo di siga fra le dita
      Io con la siga camminando
      Scusami ma ci credo tanto
      Che posso fare questo salto
      E anche se la strada è in salita
      Per questo ora mi sto allenando
      E buonasera signore e signori
      Fuori gli attori
      Vi conviene toccarvi i coglioni
      Vi conviene stare zitti e buoni
      Qui la gente è strana tipo spacciatori
      Troppe notti stavo chiuso fuori
      Mo li prendo a calci ‘sti portoni
      Sguardo in alto tipo scalatori
      Quindi scusa mamma se sto sempre fuori ma
      Sono fuori di testa ma diverso da loro
      E tu sei fuori di testa ma diversa da loro
      Siamo fuori di testa ma diversi da loro
      Siamo fuori di testa ma diversi da loro, no
      Io, ho scritto pagine e pagine
      Ho visto sale poi lacrime
      Questi uomini in macchina
      Non scalare le rapide
      Scritto sopra una lapide
      In casa mia non c’è Dio
      Ma se trovi il senso del tempo
      Risalirai dal tuo oblio
      E non c’è vento che fermi
      La naturale potenza
      Dal punto giusto di vista
      Del vento senti l’ebrezza
      Con ali in cera alla schiena
      Ricercherò quell’altezza
      Se vuoi fermarmi ritenta
      Prova a tagliarmi la testa perché
      Sono fuori di testa ma diverso da loro
      E tu sei fuori di testa ma diversa da loro
      Siamo fuori di testa ma diversi da loro
      Siamo fuori di testa ma diversi da loro
      Parla, la gente purtroppo parla
      Non sa di che cosa parla
      Tu portami dove sto a galla
      Che qui mi manca l’aria
      Parla, la gente purtroppo parla
      Non sa di che cosa parla
      Tu portami dove sto a galla
      Che qui mi manca l’aria
      Parla, la gente purtroppo parla
      Non sa di che cazzo parla
      Tu portami dove sto a galla
      Che qui mi manca l’aria
      Ma sono fuori di testa ma diverso da loro
      E tu sei fuori di testa ma diversa da loro
      Siamo fuori di testa ma diversi da loro
      Siamo fuori di testa ma diversi da loro, ah
      Noi siamo diversi da loro
      Ma come, non senti questo profumo di aria fresca, originalità, contro le solite ovvietà? (Lui comunque si chiama Meli, non Mieli)

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  4. L’articolo di Meotti è a pagamento. (Io per principio non mi abbono alle newsletter. potrei farlo per solidarietà solo se venisse licenziato dal Foglio).
    Però fammi indovinare. Il bando di Debussy ha a che fare con “Golliwogg’s Cake-walk”?

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    • Mi sa che lo ha fatto perché il suo posto al Foglio potrebbe essere a rischio. All’inizio ero indecisa, per una questione di principio come te, poi alla fine ho deciso di farlo, per molte delle cose che pubblica lui non le trovo da altre parti. Comunque visto che il pezzo è di ieri e lui mi ha autorizzata a postare i pezzi non di giornata, lo metto qui integralmente.

      “Le Petit nègre” e “L’angolo dei bambini” di Claude Debussy (“Claudio di Francia”, l’aveva soprannominato con la solita ricercatezza il nostro Gabriele d’Annunzio) sono state bandite in una scuola di musica americana.
      La Special Music School del Kaufman Music Center ha deciso di eliminare dal suo repertorio definitivamente due brani per pianoforte di Debussy: “Questi due brani non sono più accettabili nel nostro attuale panorama culturale e artistico. Vogliamo rendere la nostra scuola un luogo in cui tutti i nostri studenti si sentano supportati ed entrambe le commedie hanno sfumature razziste”. Sfumature razziste? Parlano di una bambola che danza su una ballata di schiavi.
      Assieme a Mahler, Mendelssohn e Schoenberg, il grande Debussy era stato bandito dai nazisti perché la moglie era ebrea. Oggi viene bandito dagli idioti del razzialmente corretto, per i quali la musica classica stessa è razzista. Così, la British Library vuole eliminare il busto di Beethoven, simbolo della “supremazia della civiltà occidentale”, mentre all’Opera di Parigi si ricontestualizzeranno “Lo schiaccianoci” e “Il lago dei cigni”.
      Qualche giorno fa, sul New York Times, Pierre Nora, il celebre intellettuale che in Francia ha diretto la rivista Le Débat, ha attaccato così la cancel culture: “Alcuni di noi sono abbastanza vecchi da avere echi in testa di Goebbels che disse: ‘Quando sento la parola ‘cultura’, metto mano alla pistola’”.

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      • Mi sa che l’eugenio (mastroviti) quando scrisse che è facilissimo far fare, ai progressisti, comportamenti che avrebbero reso felici i nazisti, basta presentarli con le parole giuste, aveva visto bene, ma molto bene.

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    • Ah, era a questo che si riferiva il tuo post? Comunque io prima di leggere questo articolo non li avevo mai sentiti nominare e mi sono limitata a fare copia/incolla: sono innocente Vostro Onore!
      Forse te l’ho già chiesto: nottambulo o supermattiniero?

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      • Sì esatto.

        Molto deludenti i Måneskin sanremesi. Avevo riposto grandi speranze in loro un paio d’anni fa, poi ho visto che la svolta non è mai arrivata. Alcuni pezzi sono veramente belli (Torna a Casa: https://www.youtube.com/watch?v=ZZjnfWx0cvw, Morirò da Re: https://www.youtube.com/watch?v=iywXK9Dj2o4 e sopratutto Vent’anni: https://www.youtube.com/watch?v=XD77aMyCv0Q), ma il resto è al limite dell’insignificante.

        Non solo non c’è stato il salto di qualità, ma stanno già emergendo tutti i limiti compositivi, sopratutto per quanto riguarda l’eccesso di elementi ripetitivi nei testi; cosa che all’inizio poteva piacere (una specie di caratteristica di Damiano), ma che già stanca.

        E lo spirito di ribellione (non le parolacce, quelle sono semplicemente di cattivo gusto e farebbero bene a evitarle perché si può pensare vogliano compensare quello che – a livello di idee – infatti latita) è già stato smontato e assorbito dai discografici italiani che, avendo una cronica mancanza di cultura rock, hanno già imposto il cantato in Toscano e l’inserimento di elementi di cultura hip hop (o come cavolo si chiama la musica di oggi).

        Peccato. Ma sono gli ultimi di una lunghissima lista. C’è Elisa, per esempio. Le hanno messo in testa quel suo stile degli ultimi anni, invece andate ad ascoltare quanto è bello il suo disco Pearl Days del 2004.

        C’è Francesco Renga, praticamente l’unico di Sanremo a saper cantare, che hanno “spostato” dallo stile Timoria (OK, se ne è andato lui dopo il litigio coin Pedrini per questioni di… donne, tanto per cambiare) verso quella roba all’italiana degli ultimi lustri.

        E vogliamo parlare della Michielin? Tu una così la porti da Sharon, la moglie e manager di Ozzy, e le dici: ecco, io ho per le mani questa roba qui; fammela cantare in una reunion dei Black Sabbath, costruiscile attorno i nuovi Deep Purple o – meglio ancora – i nuovi Led Zeppelin (e visto il successo dei Greta Van Fleet la cosa era fattibilissima), oppure mettile su un gruppo stile Halestorm. Ma la Michielin, che a suo tempo suonava il basso in una cover band dei Cream (siamo a prima dei Led Zeppelin) e con una voce del genere non la metti a cantare quelle schifezze.

        Invece volano tutti basso, si accontentano di raggranellare qualche soldino sul mercato nazionale e rinunciano al successo internazionale. Successo internazionale che, quando vogliono, riescono a pianificare perfettamente. Per esempio con la Pausini, che però non mi sembra abbia grandi meriti.

        E gli artisti, che non sono veri artisti (non certo alla Mina o alla Lucio Battisti), non si ribellano.

        Così il più credibile del festival è stato Achille Lauro, che è davvero credibile nel suo calarsi di volta in volta nel personaggio da portare sul palco (un po’ come Bowie o Gabriel, persino meglio), però… però – minuscolo particolare – non sa cantare.

        E quindi? E quindi meglio i Ricchi e Poveri dell’epoca o Al Bano e Romina Power, o Fausto Leali o Drupi che, siccome intelligente, al festival nemmeno ci va.

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        • Quelli moderni che citi non li conosco neanche di nome. Renga saprà anche cantare ma non sopporto le voci miagolanti. Ricchi e Poveri ecc. potevano piacere o non piacere, ma avevano una loro dignità, sapevano cantare e si esibivano per cantare, con canzoni alla loro portata. E se c’era un minimo di messinscena, era sempre funzionale alla canzone

          La Pausini non mi è mai piaciuta.

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        • Nautilus, alcuni gruppi italiani provarono, a suo tempo, ad esportarsi, ma con scarso successo: penso al prog rock nostrano, tipo PFM, che tra l’altro era gente che sapeva veramente suonare (anche se i testi erano sempre debolissimi, ma va bene lo stesso). Forse i Lacuna Coil hanno un certo séguito internazionale, o lo hanno avuto, merito senz’altro della cantante.
          Io di belle voci ricordo Antonella Ruggiero, dei Matia Bazaar, che poi ha proseguito da solista ed è veramente, veramente brava. Gran voce.

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        • @ myollnir

          Per alcuni artisti ci sono mercati stranieri spalancati. La Russia e i suoi ex satelliti, per esempio (a Giugno 2011, quando mi sono sposato, l’albergo a cinque stelle di Vilnius dove ho fatto alloggiare i miei genitori era tappezzato di foto di Toto Cutugno). Ci sono artisti che nemmeno si esibiscono più qui e si limitano a qualche concerto a Mosca e San Pietroburgo. La Repubblica Ceca, dove Drupi è considerato una divinità. L’America Latina, dove hanno successo i Ramazzotti e le Pausini.
          Ma finché si tratta di esportare la tipica canzone italiana è tutto relativamente facile. Non così quando devi competere con generi inventati altrove. Il caso del prog rock (tra i miei generi preferiti) è emblematico. E poi c’è tutto il mondo rock. Non si conquista il mercato straniero mantenendo i piedi a Milano o peggio ancora a Roma: devi trasferirti e fare gavetta, collaborare, suonare e strasuonare. I Lacuna Coil in realtà non valgono un granché, ma hanno avuto una visibilità mostruosa per via di Cristina Scabbia, cui ha giovato anche la relazione (sentimentale) con gli (orribili) Slipnot. Ma nel caso della Scabbia il talento c’è e quando c’è talento devi costruire una fitta rete di relazioni internazionali, suonare un po’ dappertutto, collaborare. La Scabbia è forse l’unica artista rock che nel mondo rock e metal ha saputo fare con naturalezza quello che è stato normale per la (bravissima) Tarja Turunen, per Floor Jansen, e le tante altre che arrivano dalla Finlandia, dalla Scandinavia e dalla zona dei Paesi Bassi e nord Germania.
          Insomma, una volta che le capacità ci sono, se si vuole si può tutto.
          Certo, ti devi trasferire. Ma una Michielin presentata ai nomi giusti (John Paul Jones, David Coverdale, la già citata Sharon Osbourne, ma anche molti altri) avrebbe avuto le porte aperte per un successo immenso. Questa almeno è la mia opinione.

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        • Quando sono stata a Budapest, con un viaggio organizzato, ad un certo momento la guida ha detto: “Peccato che non siate venuti la settimana scorsa che c’erano Albano e Romina Power!” E tutti noi: “Ah porca vacca, averlo saputo!” Certo che dà da pensare il fatto che all’estero faccia furore gente come questa. Che per carità, sapranno anche cantare, però, insomma…

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      • No, non me l’hai chiesto, ma volevi farlo (l’ho percepito in più occasioni).
        Non sono nottambulo e non sono particolarmente mattiniero, ma – tra i due estremi – più mattiniero che nottambulo. Oggi ancora più mattiniero visto che la DAD (non i simpaticissimi danesi D:A:D della mia giovinezza) di mia figlia comincia alle 8:30.

        In realtà, dopo aver messo a letto mia figlia (c’è un canale radio di Alexa di Amazon con ninne nanne di brani rock e metal che è spettacolare), dalle 22:00 alle 23:00 lavoro e dalle 23:00 alle 24:00 studio Lituano.

        A volte, invece, vado a letto presto perché sono particolarmente stanco – come nel caso di ieri sera – e allora mi sveglio regolarmente intorno alle 3:00. Stanotte con l’aggravante dell’acidità di stomaco. Colpa di mia moglie, che ha sbagliato la cena da abbinare al mio vino (di solito lei è addetta alla cena e io al pranzo). Alle 18:20 avevo aperto il mio Kalterersee, per l’aperitivo di alleggerimento del lavoro. Ma non l’ho vista rientrare, e infatti poco dopo mi ha chiamato dall’IKEA (compro il salmone?). Visto che avevo già cominciato il Kalterersee (13 gradi) non potevo passare al Soave (12,5 gradi) e alla fine rosso e salmone mi hanno rovinato il sonno. E mi sono svegliato anche per quello.

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        • Mamma mia, scuola alle otto e mezza! Da noi cominciava alle otto meno dieci e noi dovevamo essere lì dieci minuti prima.
          Io non ho mai problemi a cambiare vino, dall’antipasto alle portate successive per esempio, se l’antipasto è di pesce e il resto richiede un rosso. Certo che un Kalterersee come aperitivo non l’avrei mai immaginato.

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        • Vanno automaticamente in moderazione quelli con + di due link. A volte WP decide per conto proprio, tipo HAL9000 e ci manda anche quelli con un link solo. A volte anche quelli senza link. A volte ci manda anche me.

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  5. Pingback: linguaggio d’odio e media | Cavolate in liberta'

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