APPIATTIMENTO AL BASSO

Alcune aziende hanno cominciato a vaccinare i propri dipendenti. Qualunque persona di buon senso direbbe bene! Sappiamo che ci sono un sacco di vaccini non “evasi” perché le istituzioni pubbliche non riescono a organizzarsi per smaltirli, così alcune aziende private si fanno carico di ciò che lo stato non è in grado di fare. Non stanno rubando vaccini a medici e anziani, stanno semplicemente prendendo dei vaccini inutilizzati, ogni persona vaccinata in un’azienda è un lavoro in meno per lo stato e una persona a rischio di infettare in meno in circolazione, e ogni persona vaccinata in azienda è anche un vecchio o un medico in più che lo stato può vaccinare, visto che non deve più vaccinare quelli lì. Intervistato in merito, Cofferati protesta vivamente. Perché? Perché così si creano divisioni e disparità: siccome ci sono aziende che non vaccinano e i cui dipendenti, di conseguenza, non si possono vaccinare, allora non si devono vaccinare neanche gli altri. Classico appiattimento verso il basso tipicamente comunista: se tutti non possono essere ugualmente ricchi, allora tutti devono essere ugualmente poveri. O, nel caso specifico, a rischio covid.
Il che mi ha riportato alla mente un vecchio episodio. Avevo raccontato a una collega comunista di una coppia di amici, entrambi insegnanti al liceo, che quando andavano in gira con le rispettive classi erano soliti portarsi dietro i figli, in modo da offrire loro un’opportunità in più di vedere e imparare. Subito la collega insorge indignata: “E il preside dei ragazzi gli dà il permesso di assentarsi?! Io non lo permetterei mai!” “E perché?” “Perché non tutti hanno queste opportunità, quindi non vedo perché le debbano avere loro”. Naturalmente non trovava niente da ridire sul fatto che, con lo stesso stipendio, io dovessi pagare l’affitto che me ne portava via oltre un terzo, e lei no perché mamma e papà le avevano regalato l’appartamento. Che io dovessi comprare il cibo e tutto ciò che serviva per la manutenzione della casa e lei no perché prendeva tutto dall’albergo dei suoi genitori. Eccetera. Ma queste sono quisquilie, così come per Cofferati sarà sicuramente una quisquilia la disparità fra la sua pensione e quella di un metalmeccanico che ha sgobbato per quarant’anni. L’importante è che gli altri siano tutti livellati verso il basso, e nessuno possa avere opportunità, neppure quelle di studio e di apprendimento se non le hanno tutti gli altri. Lei, per inciso, era questa tizia qui.
E adesso godetevi il Cofferati in tutto il suo splendore.

barbara

  1. molti “sindacalisti” sfruttano tanto l’invidia; se il posso averlo allora è sacrosanto, se io non posso averlo allora è un ingiustificato privilegio da togliere a tutti.
    Il problema, imho, è che ci sono molti “rosiconi” che li seguono e gli fanno, molto volentieri, da cassa di risonanza.

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