IMPARO LA LEZIONE E POI LA APPLICO

Questa è la lezione

“In Occidente le persone ripetono a pappagallo slogan in cui non credono come nei paesi comunisti”

 “Non ci sono gulag in America. Non ci sono leggi che consentono i delitti d’onore. Non esiste un sistema di credito sociale come in Cina. Abbiamo ottenuto progressi incredibili e godiamo di libertà straordinarie. Eppure le persone non si comportano in quel modo. Agiscono, sempre più, come in un paese totalitario. Queste persone mi scrivono ogni giorno. Ammettono di censurarsi regolarmente al lavoro e con gli amici; di soccombere alla pressione sociale e twittare l’hashtag giusto; di ripetere a pappagallo slogan in cui non credono per proteggere i loro mezzi di sussistenza, come il fruttivendolo nel famoso saggio di Václav Havel”.
Scrive così la giornalista americana Bari Weiss in un lungo saggio apparso sul giornale tedesco Die Welt. Il riferimento è alla famosa storia di Havel, drammaturgo, dissidente e primo presidente della Repubblica ceca dopo il crollo del comunismo.
Un  fruttivendolo espone tra la merce una frase: “lavoratori di tutto il mondo unitevi”. Perché, si chiede Havel, lo fa? Perché così facendo “egli dichiara la propria fedeltà, nel solo modo che il regime è in grado di recepire, ossia accettando il rituale prescritto, accettando le apparenze come realtà, accettando le regole fissate del gioco”.
“L’America sta sviluppando rapidamente un proprio sistema informale di credito sociale, in cui le persone con la politica o la personalità online sbagliate sono bandite dai siti di social media e dalle reti finanziarie online”, spiega Bari Weiss. Così, la giornalista che si è dimessa dal New York Times perché non voleva più subire ricatti e offese ideologiche e professionali, stila una lista di cose da fare per opporsi alla censura.

• Ricorda a te stesso, in questo momento, la seguente verità: sei libero. È vero che viviamo in un mondo capovolto in cui premere il pulsante ‘mi piace’ sulla cosa sbagliata può portare a conseguenze incalcolabili. Ma cedere a coloro che cercano di confinarti ti fa solo male alla lunga.

• Sii onesto. Non dire nulla su te stesso o sugli altri che sai di essere falso. Rifiuta assolutamente di lasciare che la tua mente venga colonizzata. La prima cosa folle che qualcuno ti chiede di credere o di professare, rifiutala. Se puoi, fallo ad alta voce. Ci sono buone probabilità che ispiri anche gli altri a parlare.

• Attieniti ai tuoi principi. Se sei una persona perbene, sai che la giustizia del branco non è mai giusta. Quindi non unirti mai a un branco. Mai.

• Dai l’esempio ai tuoi figli e alla tua comunità. Significa essere coraggiosi. Capisco che sia difficile. Davvero difficile. Ma in altri tempi e luoghi, le persone hanno fatto sacrifici molto maggiori.

• Se una cosa non ti piace, lasciala. Comprendo appieno l’impulso a voler cambiare le cose dall’interno. E con tutti i mezzi: prova più che puoi. Ma se il leopardo sta mangiando la faccia della persona nel cubicolo accanto al tuo, ti prometto che non si asterrà dal mangiare anche la tua se pubblichi il quadrato nero su Instagram.

• Diventa autosufficiente. Se puoi imparare a usare un trapano elettrico, fallo. Ancora più importante: mettiti in testa che i social non sono neutri.

• Adora Dio più di Yale. In altre parole, non perdere di vista l’essenziale. Il prestigio professionale non è essenziale. Essere popolare non è essenziale. Portare tuo figlio in una scuola materna d’élite non è essenziale. Fare la cosa giusta è essenziale. Dire la verità è essenziale. Proteggere i tuoi figli è essenziale.

• Un amico è disposto a dire la verità anche se fa male alla sua parte? E pensa che l’umorismo non dovrebbe mai essere una vittima, non importa quanto desolate siano le circostanze? Queste persone sono sempre più rare. Quando le trovi, tienitele strette.

• Fidati dei tuoi occhi e delle tue orecchie. Affidati alle informazioni di prima mano di persone di cui ti fidi piuttosto che ai media.

• Hai la capacità di costruire cose nuove. Se non hai il capitale finanziario, hai il capitale sociale. O la capacità di sudare.
Giulio Meotti

E questa è l’applicazione

È brutta. Ha la faccia da scema e l’espressione un po’ (voglio tenermi bassa) da ritardata. Scrive ammucchiatine di parole insulse e lagnose, come potrebbe scriverle un bambinetto di seconda media. Se per poterla tradurre bisogna essere uguali a lei (madre single compresa?), io l’essere rifiutata lo considererei un onore tale che mi ci farei fare una coppa gigante che ricordi l’evento e la metterei nel posto più in vista della casa. (L’ho già detto che ho dichiarato guerra al politically correct?)

barbara

  1. Stavolta, invece, sono io che non so a chi appartenga quella faccia.
    Proprio stamattina leggevo questo, di Bari Weiss. L’argomento è l’ondata di violenza sugli asiatici in USA. Ci hanno detto che è per colpa di Trump, che ha chiamato il Vostro “virus cinese”. Beh, non è proprio così. A meno che tutti gli aggressori non siano proprio quel 18% di colorati che hanno votato per Trump.
    https://bariweiss.substack.com/p/do-not-look-away-from-evil

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  2. E’ la “poetessa” che ha letto la propria “poesia”, all’insediamento di Biden, “poesia” scritta per l’occasione in cui depreca gli orrendissimi tempi appena terminati e osanna il radioso futuro che si sta democraticamente aprendo davanti a noi. Sostanzialmente una tipica poesia leccaculo nei confronti del regnante di turno, come quando poi il “poeta” apriva la bocca e il regnante gli ci versava dentro tante monete d’oro quante riteneva meritasse la “poesia” del momento. A voler fare i moralisti, si chiamerebbe prostituzione.
    Tremendo il link.

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  3. Sempre d’accordo con Barbara;vorrei però che si evitasse di parlare di bambina ritardata come termine di paragone spregiativo. Il mio non è “politicamente corretto”, è solo rispetto verso la reale sofferenza di tante famiglie e di tanti bambini.

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  4. Attieniti ai tuoi principi. Se sei una persona perbene, sai che la giustizia del branco non è mai giusta. Quindi non unirti mai a un branco. Mai.
    (…)
    Diventa autosufficiente. Se puoi imparare a usare un trapano elettrico, fallo. Ancora più importante: mettiti in testa che i social non sono neutri.

    Due frasi molto importanti; molti stuzzicano la giustizia del branco nei social convinti poi di riuscire a controllare “la bestia” e che la bestia tagli solo le teste dei nemici e non dei belli/bravi/simpatici. Cosa falsa; basta vedere il mitù e quanti dei simpatizzanti poi si son trovate sulla sedia dell’imputato processate e condannate dallo stesso branco che coccolavano fino ad ieri.
    Perché la gara a chi è più puro e può epurare gli altri, scatenando contro di loro la bestia, scatta sempre ogniqualvolta un movimento si fonda solo sulla “purificazione” dei malvagi.

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    • Nutrire il coccodrillo non è mai una buona tattica. Non lo è mai stata, ma in tanti preferiscono farsi divorare che imparare una lezione. Quanto alla prima parte, il trapano elettrico no, ma il martello la sega la scure il cacciavite la pinza e molti altri attrezzi minori li so usare senza problemi, ho fatto la spaccalegna l’imbianchina l’elettricista l’idraulica la meccanica la carrozziera e tante tante altre cose ancora (la legna oltre a spaccarla l’ho anche segata, ma preferisco non usare il sostantivo in questione). Il vantaggio di vivere da soli – uno dei tantissimi vantaggi – è che o impari a fare quello che serve o soccombi. E soccombere non è mai stato il mio hobby preferito.

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  5. La “poetessa” è fresca di studi ad Harvard e viene da una famiglia ricca ed influente. Probabilmente gli unici afro poveri gli ha visti in un film di Spike Lee (con i sottotitoli, visto che il gergo del ghetto non le appartiene).
    Se avessero dovuto veramente scegliere i suoi traduttori stranieri tra persone a lei socialmente omologhe, avrebbero dovuto cercare tra le famiglie regnanti europee.
    Chi si beve la sua favoletta è un buffone fatto e finito.

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  6. Hai dimenticato il cappotto di Prada, che sarà costato quanto un anno di guadagni di un operaio del ghetto. Da parte di quello che non voleva le scuole miste perché non voleva che i suoi figli crescessero in una “giungla razziale”

    chissà che sacrificio sarà stato già lasciare avvicinare una negra, figurati se avrebbe potuto sopportare addirittura qualcuno appartenente davvero ai reietti (a proposito, sotto quale presidenza ha fatto, questa ragazza, la sua splendida carriera universitaria?)

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