ALMENO UN PICCOLO RICORDO MI SEMBRA DOVEROSO

(e la cronaca aspetterà per qualche ora: di sicuro non cadrà il mondo per questo)

E qui ne prendiamo due in un colpo solo

E naturalmente, assolutamente immancabile

Ah, la voluttà di quel “Tutti”, sogno segreto di ognuno, in qualche momento della vita.

barbara

  1. OT. Come tu sai, Max Weber ha scritto un celebre saggio, che già nel titolo ben spiega i contenuti: L’etica protestante e lo spirito del capitalismo. Lettura piacevolissima, anche se non mi pare che dimostri bene il legame fra le due cose. Però non volevo qui criticare il buon Max, ma domandarti: ti risulta uno studio similare, che spieghi il rapporto fra l’ebraismo e una indiscutibile abilità nel gestire il denaro? Voglio dire, un testo non antisemita. Mi pare sbrigativa la spiegazione corrente, e cioè che le altre attività gli erano precluse, quindi hanno dovuto industriarsi: la spiegazione è sbrigativa, perché altre etnie sono state messe in difficoltà, ma non hanno saputo sollevarsi in quel modo. Né possiamo accettare la spiegazione razzista che gli ebrei sono più intelligenti (specie avendo presente Gad). Ci dev’essere una causa culturale, che io non riesco bene a cogliere.

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    • No, non è una causa culturale bensì contingente per una dote che, almeno in parte, hanno sviluppato anche altre minoranze (cinesi in Indonesia per esempio, se ricordo bene). C’entra il fatto che erano precluse molte attività, c’entra il divieto di possedere beni immobili, c’entra la spada di Damocle sempre appesa sopra la loro testa dell’espulsione, a volte strumentale, ossia minacciata in modo che gli ebrei andassero a supplicare di revocarla pagando la revoca a caro prezzo – prezzo che ovviamente dovevano essere in grado di pagare; a volte attuata, per cui dovevano essere sempre pronti ad andarsene dall’oggi al domani portando con sé il più possibile – ossia denaro liquido e non mobili di lusso arazzi ecc.. E c’entra il fatto di doversi trasferire in posti di cui non si conosceva la lingua, per cui non era possibile esercitare professioni che richiedessero grandi scambi verbali. C’entra il fatto che, almeno in Italia, spesso i signori concedevano il diritto di residenza a una famiglia a condizione che aprisse un banco di prestito (il prestito a interesse era vietato ai cristiani, e d’altra parte capitava che, soprattutto dopo una carestia o qualche altra catastrofe, ci fosse bisogno di prestiti, sia pure a interesse, per poter ripartire. Tenendo conto che tutto questo non aveva niente a che vedere con quello che oggi chiamiamo usura o strozzinaggio: il tasso di interesse veniva stabilito dal signore, e raramente superava il 12% annuo, e se poi il debitore non restituiva e l’ebreo gli faceva causa, era molto raro che i giudici dessero ragione all’ebreo contro il cristiano, per cui il capitale era sempre a rischio). E infine c’entra il peso maggiore che la leggenda ha, sempre, rispetto alla realtà: gli ebrei che hanno successo negli affari fanno notizia, gli altri no. Il fatto che un grandissimo numero di barzellette ebraiche abbiano come protagonisti dei mendicanti, credo dica qualcosa, così come dice qualcosa la miseria nera in cui vivevano la stragrande maggioranza degli ebrei dell’Europa dell’est.

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