E SE…

E se il lupo in quel momento si fosse realmente percepito come nonna, il cacciatore sarebbe comunque un salvatore o non piuttosto un perverso e pervertito nonnicida da sbattere in galera e buttare via la chiave?
E di quel principe che va in giro con la scarpa in mano a fare catcalling, ne vogliamo parlare?
E del body shaming sul brutto anatroccolo?
E dell’ambiguità allusiva della principessa sul pisello?
E del vergognoso sfruttamento della disabilità intellettiva del povero corvo da parte della volpe?

Queste e altre cazzate di moda al momento erano già state messe alla berlina, tanti anni fa, da uno spettacolare Ciccio Ingrassia:

Grazie a Enrico Richetti che ha ripescato questa chicca.

Ma ora basta con le favole, e passiamo alla drammatica realtà degli infami bianchi ricchi egoisti che lasciano morire i poveri negri africani.

No, il problema non è l’egoismo dei paesi ricchi: i governi africani lasciano scadere i vaccini anti-Covid

La causa Lgtb in Italia ha conquistato la scena, mettendo almeno momentaneamente in secondo piano altre battaglie. Così quasi nessuno si è accorto che diversi personaggi dello spettacolo oltre a Fedez sono scesi in campo in questi giorni in difesa di diritti secondo loro negati e torti da raddrizzare. Sono Fiorella Mannoia, Gerry Scotti, Giobbe Covatta, per citarne alcuni, che hanno aderito alla campagna lanciata da due organizzazioni non governative, Amref Italia e Auser, per garantire che l’Africa riceva quantità sufficienti di vaccini anti Covid-19.

Ben diversa è stata l’attenzione prestata negli Stati Uniti al concerto Vax Live, l’evento per un equo accesso ai vaccini in tutto il mondo ideato dall’organizzazione no profit Global Citizen e svoltosi il 2 maggio nel SoFi Stadium di Los Angeles, alla presenza di 10 mila spettatori tutti vaccinati. Hanno aderito all’iniziativa, tra gli altri, Jennifer Lopez, Ben Affleck, Sean Penn. In video sono arrivati messaggi dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, da Papa Francesco, dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro canadese Justin Trudeau. “Dosi e dollari” per i paesi poveri era l’appello e sono stati raccolti 53,8 milioni di dollari che saranno consegnati al Covax, il programma per assicurare vaccini a tutti nei paesi a reddito basso e medio-basso grazie al dono di dosi e fondi da parte dei paesi ricchi.

Con la cifra raccolta a Los Angeles si potranno acquistare quasi 10,3 milioni di dosi di vaccino. Sembrano tanti, ma è una goccia nel mare. L’Oms calcola che al Covax servano da 35 a 45 miliardi di dollari per fornire tutti i vaccini necessari ai paesi poveri.

La sola Africa, dicono all’Onu, ha bisogno da 1,4 a 1,6 miliardi di vaccini a doppia dose. Tutti sembrano convinti che tocchi ai paesi ricchi provvedere e, siccome i Paesi africani dovrebbero almeno assumersi l’onere della somministrazione dei vaccini, al G20 riunitosi all’inizio di aprile Banca Mondiale e Fmi hanno proposto ai Paesi membri una moratoria sul loro debito estero. Da mesi Oms e ong lanciano allarmi “a non lasciare indietro l’Africa” e appelli ai ricchi del pianeta a non essere egoisti, nell’interesse di tutti.

Tuttavia, finora in Africa pare siano arrivate solo circa 30 milioni di dosi. All’incontro dei ministri degli esteri dei G7 svoltosi il 4 maggio a Londra il responsabile africano del programma vaccini, la dottoressa Ayoade Alakija, osservando che finora solo pochi africani sono stati vaccinati, ha chiesto che si intervenga immediatamente, che si dichiari lo stato di emergenza mondiale. Al ritmo attuale di somministrazione ci vorrebbero tre anni per vaccinare il 60 per cento della popolazione. Quindi è urgente che il Covax consegni ai governi africani tutti i 600 milioni di vaccini già messi in conto.

Se non che persino quei 30 milioni di dosi già distribuiti in realtà sono troppi. Si sta infatti verificando quello che poche inascoltate voci vanno dicendo da mesi e cioè che in Africa il problema non è la mancanza di vaccini, ma di personale e centri sanitari, di infrastrutture, di condizioni di sicurezza in cui operare, oltre che di ministeri e amministrazioni capaci di organizzare le campagne di prevenzione e intenzionati a farlo.

La Repubblica democratica del Congo, che ha 0,07 medici ogni mille abitanti e tutto l’est in mano a gruppi armati, ha ricevuto dal Covax 1,7 milioni di dosi di vaccino il 2 marzo scorso. Ha avviato il programma di vaccinazione il 19 aprile. Il 24 aprile aveva vaccinato solo 1.265 persone. Vista la situazione, il 27 aprile è stato annunciato il trasferimento del 75 per cento dei vaccini, 1,3 milioni di dosi, ad altri stati africani, tra cui Senegal, Togo e Angola, nella speranza che siano più efficienti, che riescano a utilizzare tutte le dosi prima che scadano evitando che vadano sprecate come è già successo altrove, ad esempio in Malawi e nel Sudan del Sud.

Il 15 aprile il Ministero della sanità del Malawi ha deciso di distruggere 16.440 dosi di vaccini anti Covid-19 perché sono scadute, non si è fatto a tempo a somministrarle. Si tratta di dosi ricevute dall’Unione Africana, 102.000 in tutto. Sono arrivate anche 530.000 dosi fornite dal Covax. Ma finora sono state vaccinate solo 300.000 persone. Il 26 aprile anche il Sudan del Sud ha fatto sapere di dover distruggere ben 60.000 dosi, scadute prima di poterle usare. A gennaio il Ministero della sanità sud sudanese aveva chiesto cinque milioni di dosi. Avrebbe dovuto avviare la campagna di vaccinazioni il 29 marzo, nella capitale Juba, usando le prime 132.000 dosi ricevute, ma per “ragioni logistiche” non meglio specificate ne ha rimandato l’inizio. Al momento sono stati vaccinati 4.000 operatori sanitari e alcuni anziani. Si teme che anche tutte le altre dosi ricevute non vengano usate prima che scadano il 18 luglio.

Secondo l’Oms altri Paesi africani tra cui il Ghana e la Sierra Leone hanno lasciato scadere una parte delle dosi ricevute. A tutti ha chiesto però di aspettare a distruggerle e altrettanto ha fatto il direttore dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, John Nkengasong, secondo il quale i vaccini si possono ancora somministrare. “Quando si tratta di prodotti preziosi come i vaccini contro il Covid – ha spiegato il rappresentante dell’Oms per il Sudan del Sud, Wamala Joseph Francis – di solito si prende contatto con il produttore e si restituiscono i lotti scaduti affinché possa effettuare dei test, ad esempio per verificare per quanto tempo il vaccino rimane effettivamente stabile ed eventualmente prolungare la data di scadenza”. Ma sia il Sudan del Sud che il Malawi non hanno dato retta. Il ministro della sanità del Malawi Joshua Malango ha replicato che ormai le dosi sono state tolte dal ciclo del freddo e quindi sono comunque andate a male. Inoltre distruggerle è necessario per rassicurare la popolazione che non saranno usate, rivendute, riciclate nel mercato nero dei farmaci.

“Il ritardo dell’Africa mette milioni di vite in pericolo”, ha detto la dottoressa Ayoade Alakija al vertice G7. Intanto però l’Africa continua a essere il continente meno colpito dal Covid-19. Secondo i dati diffusi dall’Oms, il 4 maggio i casi accertati nell’Africa sub-sahariana (più della metà dei quali in Sudafrica) erano 3.325.467 e i morti 83.115: meno di quelli dell’Italia che ha superato i quattro milioni di casi e conta 121.738 morti. Sommando gli stati del Nord Africa, si sale a 4.627.444 casi e 123.210 morti).

È da considerare inoltre la situazione demografica del continente. Le persone a rischio di complicazioni se contraggono il coronavirus sono quelle anziane. È fondamentale che loro siano vaccinate. In Africa gli ultra sessantenni sono 73,5 milioni. Le persone di 65 anni e oltre sono 46,7 milioni. Per contro, gli africani giovani, di età compresa tra 0 e 19 anni sono 679 milioni, più di metà della popolazione (il totale è 1,34 miliardi). Quasi 200 milioni hanno meno di quattro anni, altri 181 milioni sono di età compresa tra 5 e 9 anni.
Anna Bono, 7 Mag 2021, qui.

E infine godiamoci questo Matteo Bassetti da Oscar.

barbara

  1. Poi mi guardo il video (sei stata prontissima a rispondere sulle favole Disney!), intanto bisognerebbe mettere le cose in prospettiva.
    Con 10 milioni di dosi non ci vaccini neppure la metà del Cairo, altro che Africa, ma ne hanno davvero bisogno? Lì le emergenze infettivologiche sono soprattutto la malaria e la TBC e, se vogliamo parlare di virus, direi Ebola e HIV, per non parlare di quelle vecchie ma sempre arzille (febbre gialla eccetera); se, come sappiamo, la malattia colpisce soprattutto gli anziani e gli obesi (maggior cofattore assieme all’età), si trasmette poco e male all’aperto ed il virus è inattivato dal sole, beh, direi che il Covid è l’ultimo dei problemi. Il volergli imporre il vaccino mi sembra un’altra operazione di imperialismo, stavolta col camice bianco: se vogliono essere d’aiuto, restituiscano piuttosto un ruolo al DDT, che è stato vietato solo dopo aver bonificato completamente le nostre aree paludose (negli USA ce n’era parecchia nelle regioni acquitrinose del sud). Storia: la malaria nei primi anni ’70 era stata quasi eradicata in tutto il mondo, oggi è probabilmente la prima causa di morte in un sacco di Paesi del terzo mondo.
    Comunque, la novità di oggi è che vogliono “forzare” il brevetto del vaccino, così alla prossima epidemia sai quanto saranno disposte le Big Pharma a spendere in ricerca rapida. E’ anche ovvio che le industrie in grado di produrre questi vaccini ipertecnologici sono tutte nei Paesi più avanzati, quindi non è che così aiuti l’Africa, al meglio aiuti l’India che già oggi clona quasi tutto fregandosene dei brevetti.

    Piace a 1 persona

      • Prima evidentemente ha detto un sacco di scemenze, cosa non difficile da credere se i suoi guru sono Capua Crisanti e Galli, ma quello che conta è quello che ha detto qui, ossia che non è vero che Bassetti lavora in corsia perché è sempre in televisione, per poi tentare di rimediare ripetendo trenta volte, con quel sorriso ebete “E’ uno scherzo”. L’oggetto del contendere è quello.

        "Mi piace"

    • Pienamente d’accordo sulla questione dei vaccini in Africa, però qui il punto sottolineato da Anna Bono è il fatto che se non li hanno la colpa, tanto per cambiare, viene attribuita ai bianchi ricchi egoisti. E d’accordo anche sulla criminale politica di Biden anche in questo campo – come in tutti, senza eccezione, quelli che ha toccato finora.

      "Mi piace"

      • “a colpa, tanto per cambiare, viene attribuita ai bianchi ricchi egoisti.”

        E come spesso capita nessuno di chi condanna prende arm… ops pastelli e bagagli e si trasferisce in quell’eden idilliaco che è il centro africa lontano dalla tossica civiltà bianca…

        "Mi piace"

      • Poi, se Bill e Melinda hanno qualche risparmio da parte dopo il divorzio, se vogliono possono sempre comprare qualche frigorifero da spedire in Africa per tenerci i vaccini. Qualche furgone della Bofrost sarebbe perfetto.
        (se Windows ti fa incazzare, Barbara, è solo perché non hai mai conosciuto l’unico contributo di Melinda all’azienda, Microsoft Bob. Chissà se Sheva se lo ricorda, è durato meno di un’Estate scandinava).

        "Mi piace"

  2. Quando ero studente universitario, collaboravo a una rivista studentesca (difficile descrivere a un giovane odierno in cosa consistesse una rivista studentesca). In quell’ambito, tradussi dall’inglese un articolo preso da una rivista studentesca keniota. Introdussi l’articolo con una breve presentazione, scusando alcune ingenuità con l’argomento che avevano “solo cinquant’anni di civiltà alle spalle”.
    Che c’entra? Non lo so. Volevo specificare che oggi non lo scriverei.
    Anche perché i numeri sono un po’ un mio pallino.

    "Mi piace"

  3. Pingback: UN MOMENTO DI LEGGEREZZA | ilblogdibarbara

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...