1. “attenzione, a furia di chiamare diritti i capricci qualcuno inizierà a chiamare capricci i diritti”.
    [la mia docente di filosofia del liceo]

    Io mi chiedo come si coniuga il “diritto” all’utero in affitto con il diritto di ogni essere umano di non essere oggetto di compravendita? il diritto di poter considerare la madre una “commodities” allo stesso modo di una incubatrice per polli, con il diritto di non ridurre in schiavitù le così dette “madri solidali”. Molti dei diritti che chiedono finiscono a fare a cazzotti con tanti altri diritti. Rompono tanto le scatole con “il corpo delle donne” però Gianpiernaik se decide, dopo l’ecografia, che il figlio non lo vuole, Maria o abortisce o è nella cacca, economica, più nera. Lottano per permettere ad un “padre” o meglio al proprietario del 50% dei gameti del pupo, di poter decidere lui, a suo piacere, del corpo di Maria. Mi chiedo cosa penserebbero di uno che dicesse: “io pago la donna, mi scodella mio, ripeto mio, figlio e poi se ne va aff senza diritti e senza niente.” Urlerebbero al patriarcato tossico. Eppure brutalmente è quello che fa Gianpiernaik.

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    • o abortisce o
      No, non c’è nessun “o”. E’ già successo: la donna voleva portare a termine la gravidanza e tenerlo lei, ma non le è stato consentito, per contratto se tu decidi che non deve nascere, io devo abortire, altrimenti sono penalmente perseguibile, perché quelli che sto portando sono i TUOI gameti e io non ho alcun diritto di appropriarmene, non ho alcun diritto di decidere cosa farne, non ho alcun diritto di tenermi TUO figlio.
      Per inciso, dato che a ogni diritto corrisponde un dovere uguale e contrario (abbiamo tutti il diritto di non essere derubati e di conseguenza abbiamo tutti il dovere di non rubare), se io ho tutti i diritti e zero doveri, ne consegue automaticamente che tu hai tutti i doveri e zero diritti. E questa è la società più giusta che quel branco di psicopatici vogliono imporre.

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  2. Sono riuscito a reggere 37 secondi. Quanto basta per notare che si deve sentire in buona compagnia, se non si toglie lo zainetto neppure per parlare, per paura che glielo rubino.

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  3. Poi si stupiscono se alle elezioni prendono sonore batoste…
    Lo Ius soli, la legge Zan, i Dico, accoglienza senza se e senza ma…
    Una volta erano il partito degli operai e dei contadini.
    Ora sono quello dei radical chic…

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  4. Oh..come vocia ! Incazzata..vuole ragione lei…
    Tante menate..le sfuggo, vivo in un lungo periodo di apatia, demotivazione…però sono abbastanza sereno.
    Stiamo a vedere..come andrà a finire.

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    • Grida perché è convinta che chi grida più forte ha ragione. E interessante che per dire quelle quattro cose che dovrebbero rappresentare il suo catechismo abbia bisogno di consultare gli appunti – Trump è capace di parlare a braccio per due ore di fila, toccando trenta punti e senza mai inciampare nel discorso, per dire.
      Come andrà a finire? Male ragazzo, molto male.

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  5. Chi sarebbe l’XP del video che hai postato? Una che passava di lì per caso, il genio della settimana della sinistra, un’ex sindacalista, …? Sono vecchio, ormai non riesco più a mantenermi aggiornato su tutto.

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    • La strillatrice dici?
      “Marilena Grassadonia, ingegnere, nasce a Palermo il 6 ottobre del 1970 e vive a Roma dal dicembre del 2003 con la sua famiglia.

      È sposata con Laura (con cui sta da 19 anni) e insieme hanno tre figli: Flavio 8 anni, Diego e Jordi 3 anni. La Spagna è il paese che hanno scelto per coronare i loro sogni e l’Italia è il paese dove vivono a testa alta, con orgoglio, raccontando con il sorriso la loro storia.

      Fanno parte dell’associazione Famiglie Arcobaleno dal 2006, di cui Marilena è attualmente Presidente (dall’ottobre del 2015).

      Come tanti altri compagni e compagne di viaggio, attraverso la visibilità delle loro storie e un attento lavoro culturale, lottano per il riconoscimento (sociale e giuridico) delle famiglie arcobaleno e per fare in modo che i “figli dell’arcobaleno” abbiano gli stessi diritti di tutti gli altri bambini.”
      Evidentemente ignora che è da parecchi decenni che i figli illegittimi sono totalmente equiparati a quelli legittimi senza più alcun tipo di discriminazione.

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