ISRAELE ANCORA

Inizio riproponendo un vecchio post di otto anni fa, che aiuta a dare un’idea degli atteggiamenti e delle posizioni dell’Intelligencija sinistroide nei confronti di tutto ciò che riguarda Israele, attitudini purtroppo drammaticamente attuali.

In ricordo di Margherita Hack

Per ricordare degnamente la Grande Scienziata recentemente scomparsa, ripropongo questa lettera aperta scritta nel dicembre del 2007.

Lettera aperta a Margherita Hack

Gentile Signora Hack conoscendo la sua formazione scientifica, constatiamo con stupore come, assieme a noti antisemiti, lei abbia firmato l’appello “Gaza vivrà”, si veda il sito “www.gazavive.com”, pubblicato su un dominio registrato a nome di un noto militante dell’estrema destra nazifascista. In quell’appello si afferma testualmente che lo Stato di Israele sta compiendo un supposto “genocidio” ai danni dei palestinesi della striscia di Gaza “come nei campi di concentramento nazisti” e si domanda al governo Prodi di rifiutare la definizione, riconosciuta universalmente, di organizzazione terrorista, per Hamas. Da anni ormai la propaganda antisemita dipinge il governo di Gerusalemme ed il suo popolo come genocida, tralasciando di specificare come questo Stato viva, dal momento della sua fondazione, sotto minaccia di costante distruzione mediante guerre, azioni terroristiche, lancio di missili Qassam, rapimenti ed uccisioni di militari e di civili, e senza considerare la fine che Israele avrebbe da lungo fatto, se non avesse saputo o potuto difendersi.
La compassione per il popolo ebraico che ha visto cessare la minaccia dello sterminio per mano nazista nel momento stesso in cui è cominciata quella dell’annientamento per mano araba non può che associarsi al biasimo per quei dittatori arabi che, dopo aver mandato al macello i palestinesi contro Israele, si sono rifiutati di accoglierli come esuli e li hanno costretti a vivere nell’ignoranza, nel sottosviluppo e nella miseria dei campi profughi. Per fare in modo che sia gli israeliani che gli arabi abbiano un’opportunità di vivere nella sicurezza e nella pace, il contributo della comunità internazionale è senz’altro auspicabile. Ma la pace non può essere in alcun modo raggiunta sostenendo un’organizzazione terrorista come Hamas, un gruppo che compie stragi di civili e che nel suo Statuto dichiara espressamente la sua volontà di distruggere uno Stato internazionalmente riconosciuto, che impone al suo stesso popolo una sottomissione forzata ai dettami del più bieco fondamentalismo religioso e che usa i fondi degli aiuti internazionali per acquistare armi e ricompensare le famiglie dei terroristi suicidi.  Il sostegno fattivo alla pace richiede perseveranza, mediazione, comprensione e rispetto per chi ha duramente lottato e lavorato per inverare il sogno sionista e realizzare il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico, per un popolo che dopo millenni di persecuzioni è riuscito a costruire l’unico Stato democratico del Medio Oriente, pagando con ingenti sacrifici la sua volontà di resistere all’annientamento, alla colonizzazione araba e al terrorismo. Le abbiamo scritto questa lettera aperta per domandarle come si possa firmare un documento di così dubbia provenienza e che contiene così orribili menzogne, arrivando a paragonare Israele – il paese edificato dai sopravvissuti all’Olocausto – alla bestialità infame del nazismo. Un regime d’ispirazione nazista che di certo non avrebbe aspettato più di mezzo secolo per risolvere i problemi coi paesi ostili che minacciano i suoi confini, né restituito gran parte dei territori occupati vincendo delle guerre di aggressione, né tanto meno sobbarcandosi per anni il rifornimento energetico di un nemico che invece di sedersi al tavolo delle trattative continua ad aggredire le località di confine con quotidiani lanci di missili Qassam. Restiamo in attesa di conoscere come abbia trovato il coraggio di sottoscrivere un appello tanto ingiusto e menzognero.

Distinti saluti
Abu Ibrahim Kalim
Seguono 3400 firme
(qui un’altra presa di posizione)

Ecco,  a noi hanno sempre venduto la storia che la signora Hack sarebbe una scienziata, e noi sappiamo che  se c’è una cosa tipica dello scienziato, non dico di un grande scienziato, non dico di uno scienziato di medio calibro, dico anche dell’ultimo borsista neolaureato, è la VERIFICA. Lo scienziato, se mentre sta per uscire la mamma gli dice prendi l’ombrello che piove, guarda dalla finestra, verifica che sta effettivamente piovendo, e ALLORA prende l’ombrello. Non perché non si fidi della mamma, ma perché la verifica è nel suo DNA.  Ora, qui abbiamo una signora che secondo la vulgata dovrebbe essere una scienziata, addirittura una Grande Scienziata; qualcuno le racconta l’amena storiella del genocidio del popolo di Gaza,  le racconta che gli israeliani stanno facendo morire di fame i poveri innocenti palestinesi e lei che cosa fa? SE LA BEVE. Sarebbe bastato un semplice giro in internet per trovare documentazione dei mercati di Gaza pieni di ogni bendidio, centri commerciali con ogni sorta di merci, compresi beni di lusso, e strade piene di auto (= abbondanza di carburante) anche di grossa cilindrata, e giardini e ville e alberghi di lusso con giardini e terrazze e piscine, i parchi giochi per bambini che non hanno niente da invidiare ai nostri, le decine di camion che ogni giorno da Israele portano a Gaza cibo, medicinali e ogni genere di beni di prima e seconda necessità, le centinaia di persone che lasciano Gaza per andarsi a curare negli ospedali israeliani.  Sarebbe  bastato un quarto d’ora in internet per verificare (mentre è sufficiente un’occhiata ogni tanto ai quotidiani per sapere dei massacri perpetrati dai suoi amati palestinesi in ristoranti, pizzerie, autobus, discoteche, scuole, fino ai neonati sgozzati nella culla), ma la Grande Scienziata non lo ha fatto, non ha ritenuto opportuno farlo, non ha sentito la necessità di VERIFICARE. Quanto al “genocidio”, non posso fare altro che auto citarmi, riportando un mio pezzo di quattro anni e mezzo fa.

Gli armeni della Turchia hanno subito un genocidio: prima erano tre milioni, dopo breve tempo erano uno e mezzo. Gli ebrei d’Europa hanno subito un genocidio: prima erano 12 milioni, pochi anni dopo erano diventati 6. I cambogiani hanno subito un genocidio: prima erano quattro milioni e mezzo, dopo erano tre. I tutsi hanno subito un genocidio: erano un milione e mezzo e in brevissimo tempo si sono ridotti a mezzo milione. I palestinesi da sessant’anni stanno subendo un genocidio: nel 1947 erano un milione e duecentomila, oggi, dopo sessant’anni di ininterrotto genocidio, sono, a quanto pare, un po’ più di dieci milioni: due e mezzo in Cisgiordania, uno e mezzo a Gaza, uno e tre in Israele, e circa cinque milioni di cosiddetti profughi. Qualcuno, un giorno, ce la dovrà spiegare questa cosa.

Gli scienziati, in teoria, dovrebbero andare abbastanza d’accordo coi numeri, ma la signora Hack questi calcoletti semplici semplici da quinta elementare non li ha saputi fare. Non sarà che è stata così pronta a sposare la causa che le veniva proposta – quella di un feroce terrorismo genocida – perché così bene si sposava con quei sentimenti che l’avevano spinta, a suo tempo, a iscriversi al Partito Nazionale Fascista e a interrompere ogni rapporto con la sua insegnante ebrea cacciata dalla scuola con le leggi razziali?

(Poi, più o meno in tema, vai a dare un’occhiata anche qui e qui).

Per la cronaca attuale vi mando a leggere questo articolo di Sharon Nizza, questo di Marco Loriga, questo ancora di Sharon Nizza e questo di autore palestinese, che non ci sta mai male di sentire anche la controparte. Poi facciamo due conti, che un ripassino di matematica fa sempre bene,

Secondo me, per la verità, dovrebbe fare l’80%…

e la prossima volta che andate al supermercato,

o prendete un autobus

provate a immaginare…

La situazione è nera, nerissima, ma Israele sta reagendo bene, e siamo sicuri che ne uscirà a testa alta ancora una volta. Nel frattempo, per non rischiare di demoralizzarci troppo, godiamoci questa chicca,

e poi anche questa e questa.

barbara

  1. Barbara, a volte sei proprio ingenua. La buonanima di Margheritina era una sinistrorsa che frequentava ambienti sinistrorsi. In quegli ambienti, lo stato di Israele e’ Satana e i palestinesi sono bimbi oppressi con gli occhioni blu. Dire altrimenti e’ un suicidio sociale e spesso anche professionale. A volte per lavoro devo avere a che fare con dei laburisti (pecunia non olet) e devo fare il filopalestinese perche’ altrimenti la mia carriera se ne andrebbe a ramengo. Non escluderei se ci fossero altri nelle mie stesse condizioni. A volte ho voglia di alzarmi in piedi e urlare quello che penso, stile Fantozzi dopo la proiezione della corazzata Potemkin.

    PS: Lo dico da ingegnere, lo Iron Dome e’ una figata.

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    • Se hai bisogno di farti assumere perché se no non mangi può essere necessaria la marchetta, se di mestiere fai tutt’altro esiste sempre l’opzione del silenzio.
      Iron dome è una figata, ma se ti sparano cento missili in contemporanea sono cazzi acidi anche con quello.

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      • eh, si deve campare. Purtroppo il silenzio non e’ sempre possibile, se devi avere a che fare con i sinistroidi devi mostrarti dalla parte dei “buoni”. Basta un minimo sospetto che tu abbia opinioni sbagliate per farti finire nelle liste di proscrizione!

        La mia speranza e’ che molti condividano le mie opinioni e che in realta’ facciano finta di niente per paura delle ripercussioni sociali. Non riesco a credere che tanti credano davvero a tutte quelle balle, e’ propaganda ridicola, evidentissima.

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        • Oggi c’è gente che perde la cattedra dopo vent’anni di onorato servizio per avere affermato che solo le donne possono partorire, ma qui stiamo parlando di quattordici anni fa, un silenzio poteva benissimo passare sotto silenzio.
          Quanto alla speranza che facciano solo finta di crederci, chi è l’ingenuo di noi due?

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        • Sono abbastanza vecchio e abbastanza terrone per ricordare come era la vita ai vecchi tempi della Siculia, quando tutti facevano i bravi cristianucci. Il sabato sera tutti a puttane o a giocare alla bisca clandestina o a ubriacarsi, la domenica mattina tutti a messa. Non ci credeva nessuno, ma facevano tutti la parte per salvare la faccia e per non litigare con i parenti. Ho l’impressione che la storia si stia ripetendo, oggi dire qualcosa contro i palestinesi o contro Gretina causa le stesse reazioni che ci sarebbero state ai miei tempi dopo un’affermazione anticristiana. Per la cronaca, quelli che prima facevano i parrocchiani ora sono diventati atei al 100%. Secondo me la gente di oggi e’ “woke” cosi’ come i siculi dei miei tempi erano cristiani, e tra vent’anni avranno tutti voltato gabbana!

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        • Ma io non sarei tanto sicura che non ci credessero: molto probabilmente ci credevano e contemporaneamente si fabbricavano delle regole a proprio uso e consumo. Per esempio ho conosciuto uno, credente e praticante, messa confessioni e tutto, che confessava regolarmente gli adulteri, però aveva deciso che adulterio, e quindi peccato da confessare, era quando era sentimentalmente coinvolto, mentre quando andava a puttane o aveva incontri da una botta e via faceva la comunione senza confessarsi perché quelli non li “sentiva” come adulteri.

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    • Beh, è vero che la risposta non è minimamente proporzionata: a Israele mancano ancora almeno un migliaio di missili prima di andare in pari con quelli palestinesi. Ed è anche vero che alla base di tutto c’è l’esistenza degli ebrei e la loro ridicola pretesa di restare vivi.
      Mi viene in mente quel brano del Pendolo di Foucault in cui si dimostra che in uno stesso foglio si può leggere sia la nota della spesa che la trama di un complotto planetario.

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    • Escludo di aprire il link a Fides, però bisogna pur dire che il terrorismo è la guerra asimmetrica per definizione. Quindi, si può combattere solo in modo asimmetrico: è necessario fare capire ai terroristi che il prezzo da pagare è altissimo. Ricordo negli anni ’80 quando a Beirut andavano di moda i rapimenti degli stranieri. Furono rapiti un paio di diplomatici russi – c’era ancora l’URSS. Ovviamente un buon servizio segreto sa chi è stato: gli hanno fatto trovare tutti i parenti dei rapitori allineati sulla banchina del porto, morti. Probabilmente anche qualcuno che non c’entrava nulla, qualche errore è inevitabile. Russi non ne sono stati più rapiti.

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  2. Comunque sembra che il colpaccio dei tunnel sia stato probabilmente un game changer, anche se è presto per dirlo. Trovo meraviglioso che lo abbiano eseguito sfruttando a loro vantaggio la disinformazione dei media, NYT e CNN in testa.

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      • Se un tunnel si imbocca da sotto un palazzo, quello che puoi fare dall’aria è distruggere il palazzo. È tutto da dimostrare che questo porti danni fisici a eventuali occupanti del tunnel, anche perché i tunnel sono verosimilmente collegati e devono per forza avere uscite intermedie.

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        • Ma a me sembra che di almeno una parte dei tunnel avessero avuto già modo di conoscere collocazioni e percorsi, quindi lo scopo dell’azione era appunto quello di attirarli nella trappola e farli fuori.

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