OMEOPATIA E VACCINI

Una cosa a cui non avevo mai pensato, e a cui mi ha indotta a riflettere un commento a questo post. Sappiamo che la cosa che viene chiamata omeopatia consiste in globulini di zucchero precedentemente bagnato con dell’acqua che non contiene assolutamente niente; il principio immaginato dal suo inventore è che il simile si cura col simile. Naturalmente i cultori di tale pratica – almeno quelli più fanatici – tendono a rifiutare qualunque sorta di farmaco, al massimo qualche tisana, fiori di Bach, ma medicine vade retro Satana. Per non parlare dei vaccini, quelle cose strane che ti inoculano per metterti dentro i microchip che guidano le scie chimiche, i metalli pesanti, i pezzi di feti abortiti… Ecco, in realtà una cosa realmente omeopatica secondo il principio base dell’omeopatia, c’è: i vaccini, appunto, con i quali per curare una malattia che ancora non abbiamo ma che potremmo incontrare sulla nostra strada, ci viene inoculato proprio il virus di quella malattia, morto, o attenuato, o una sua parte, in modo che la carica virale sia così modesta da non farci ammalare, ma sufficiente a far sì che il nostro organismo produca gli anticorpi contro quella malattia e possano quindi combatterla se dovessimo incappare in quel virus a piena potenza.

Non è buffo che proprio i più entusiasti cultori dell’omeopatia rifiutino proprio l’unica sostanza realmente omeopatica esistente?

barbara

    • Un conto è parlare della coltura di linee cellulari, un altro citare “pezzi di feti” o far intendere che si prendano feti abortiti per la produzione dei vaccini.
      Limitatamente al tema etico, poi, l’origine delle cellule che vengono prodotte e utilizzate oggi risale – che io sappia – a due aborti avvenuti negli anni sessanta, uno spontaneo e uno procurato; quindi, chi è sensibile moralmente alla cosa, e si vaccina, ha – teoricamente – il 50% di probabilità di essere a posto con la propria coscienza.
      Qualora la percentuale non bastasse, allora andrei oltre ai vaccini. Sono certo che bene o male qualsiasi odierno preparato o dispositivo tecnologico di ogni campo abbia qualche “scheletro nell’armadio”, lungo la catena di eventi che hanno fatto in modo che noi potessimo oggi beneficiarne, e che basti andare a sufficienza a ritroso per trovarne traccia (discorso che vale anche per le arti e i mestieri).
      Non sarebbe male, in sintonia con la cancel culture, una ipertrofica e pervasiva dottrina del frutto dell’albero avvelenato.

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        • Non era mia intenzione dire bene o male delle posizioni del Vaticano (al massimo, dei preti, posso apprezzare la tecnica).
          Ho preso spunto dalla tua osservazione perché la retorica contro i vaccini in generale, quando tira in ballo il tema sensibile dell’aborto, fa leva sui risvolti moralistici (oltre che sulla colorazione horror dei feti morti, brrr…), abbandonando il confronto – passatemi il termine – sul piano sanitario.
          E non credo che le file no-vax siano popolate da individui devoti che stanno a sentire cosa dice la Chiesa (magari sì, lo fanno, ma solo quando fa comodo).

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      • Esatto. A parlare di feti abortiti per fare i vaccini dà l’idea che per ogni stock di vaccini si prenda una donna incinta e la si faccia abortire apposta, poi si sminuzza il feto e si infilano i pezzettini nella provetta, che anche alla persona meno sensibile in tema di aborti un po’ di impressione la fa. Anch’io mi sono informata – tu lo sai che in tema di aborto la mia intransigenza è assoluta – e ho visto come stanno esattamente le cose.

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  1. I cultori fanatici dell’omeopatia sono quelli che credono anche al potere del corno di cervo riempito di sterco di vacca, prescritto nella cosiddetta “agricoltura biodinamica”, che è quella stessa pseudo scienza che da quest’anno riceverà ingenti contributi statali, come deciso dallo stesso governo che sta fronteggiando alla cazzo di cane la pandemia, facendo inoculare roba da esperimento (Pfizer e Moderna) o con feti abortiti (Astra-Zeneca) invece di un comune vaccino che, fra l’altro, nella sua tipologia è testato da diversi decenni con successo. Ma il problema è che è stato realizzato dai laboratori (i migliori al mondo, probabilmente) della Gemaleya, appartenenti a uno stato “islamofobo”, “omofobo”, contro cui il nostro super stato bruxelliano orwelliano ha posto sanzioni. Трахни себя!

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  2. in effetti, Barbara, anche io pensavo: è proprio il principio dell’omeopatia quello su cui si basano i vaccini. La differenza sostanziale mi sembra che sia questa: un chimico (o un biologo) analizzando il contenuto del vaccino troverà qualcosa, nei farmaci omeopatici, ammesso che ci sia qualcosa oltre ad acqua e zucchero, il principio attivo è talmente diluito da non essere identificabile. Parentesi: Tu per curiosità che cosa intendi affermando di essere intransigente sull’aborto? Contraria salvo casi estremi o sempre favorevole? Chiusa parentesi. Sulla vicenda dei feti abortiti anche io ho trovato che in origine, anni sessanta o settanta, sono stati utilizzati feti abortiti per prelevarne le cellule, ma successivamente queste sono state riprodotte in laboratorio, senza quindi bisogno di continue forniture di nuovi feti. Circola però la notizia (falsa) di donne che si fanno mettere incinte per poi abortire e prendere tanti soldi dalla case farmaceutiche. Più che una bufala, una mandria di bufale.

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    • All’ultima diluizione, calcolando a braccio e approssimato per eccesso, c’è una molecola di principio attivo ogni milione di confezioni.
      Per intransigente nei confronti dell’aborto intendo che sono intransigentemente contraria. Ho qualche perplessità per lo stupro, perché ho tutti gli strumenti per scopare come un riccio senza rimanere incinta, ma se non ho una relazione e non sono propensa ai rapporti occasionali non è ragionevole che prenda la pillola in previsione della possibilità di essere stuprata, cioè in pratica evitare di restare incinta in questo caso non dipende da me, ma questo non significa che sia favorevole, diciamo che sono un po’ meno decisa nel condannare. E sono leggermente possibilista in quei casi, molto rari ma esistono, in cui continuando la gravidanza è molto alto il rischio di morte per la madre e, contemporaneamente, molto bassa la probabilità del feto di arrivare vivo a fine gravidanza. Altre eccezioni non ne riconosco.
      Di leggende nere sui vaccini ne fabbricano ogni giorno una, o ognuna trova mille allocchi che se la comprano.

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