RISCALDAMENTO CIODUE EMERGENZA CLIMATICA E BLABLABLA

Dell’imminente glaciazione anzi no dell’imminente scioglimento di tutti i ghiacciai della terra anzi no ci stiamo raffreddando ma è per colpa del caldo lo stesso e comunque ci sono i cambiamenti climatici e comunque c’è l’emergenza climatica e da almeno una sessantina d’anni abbiamo dieci anni per invertire la rotta prima che il mondo sia distrutto, di questo abbiamo già abbondantemente parlato in questo blog. Oggi torno sul tema per dimostrare che OGGI ci sono i cambiamenti climatici, come possiamo vedere qui

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Ah no, forse mi ero sbagliata, quelli c’erano anche mille anni fa, duemila anni fa, tremila anni fa, quattromila anni fa… No vabbè, però adesso ci sono gli eventi estremi di cui una volta quando non c’era il malefico essere umano o almeno quando non c’era questo consumismo selvaggio degli ultimi anni non c’era traccia. Giusto?

Ehm, no forse mi sono sbagliata di nuovo, non ci sono neanche quelli. PERÒ C’È LA CIODUE, LA FAMIGERATA CIODUE! Provate a negarlo se avete il coraggio. La ciodue che distruggerà il pianeta e tutta la vita su di esso. Guardate, lo dice anche questo signore qui che siamo pieni di ciodue.

MUTANDE PAZZE

PUBLISHED ON 19 AGOSTO 2021BY ROBERTO

Autore: Massimo Lupicino
Data di pubblicazione: 17 Agosto 2021
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=55496

Un giorno gli alieni atterreranno sulla Terra. Probabile che la troveranno ricoperta in buona parte di ghiacci, come ciclicamente accade al nostro Pianeta, che ha passato più tempo a battere i denti dal freddo nelle ere glaciali, che a godersi un piacevole tepore  durante i fortunati periodi inter-glaciali come quello che stiamo vivendo (pur lamentandocene).
Per ritrovare testimonianze di una civiltà umana ormai purtroppo estinta, gli alieni ricorreranno a carotaggi nel ghiaccio, che restituirà loro vestigia del passato di una gloriosa civiltà la cui auto-distruzione sarà diventata materia di studio presso tutte le università aliene della Galassia.
Eh sì, perché gli alieni saranno davvero affascinati alla scoperta del modo originalissimo in cui una civiltà in apparenza progredita come quella umana riuscì a suicidarsi nell’incredibile convincimento che la CO2, il cibo delle loro piante e il mattone elementare della loro vita, fosse invece un pericoloso inquinante capace di alterare in modo catastrofico il clima del loro Pianeta. Da lì seguirono una serie di scelte economiche sciagurate che gettarono le economie occidentali nella depressione economica e nel caos, e prepararono le basi per un conflitto mondiale senza vincitori.
In una missione dedicata a quella che fu l’Italia, i carotaggi avverranno nelle valli alpine, che saranno ricoperte da strati di ghiaccio spessi centinaia di metri, come accadde all’apice dell’ultima glaciazione. Gli alieni scopriranno anche in Italia (come negli altri paesi europei) gli stessi segni e testimonianze di come, a fronte di un cambiamento del clima terrestre verso condizioni molto più fredde, la “comunità scientifica” negò con forza l’evidenza.
Ci si dedicò infatti inizialmente a raffinatissimi esercizi di “omogeneizzazione” dei data-set climatici per dimostrare che il passato era stato ancora più freddo, anche se nessuno se n’era accorto. Infine, si attribuì il troppo freddo al troppo caldo, in un inspiegabile esercizio oratorio che con la scienza non aveva niente a che vedere, ma che era perfettamente in linea l’approccio da “scienza molle” che si era deciso di dare alla ricerca in campo climatico.
Ma la narrativa era dettata dai media, e la scienza si era messa diligentemente al servizio di chi i media li governava (e le ricerche sul clima le finanziava), come accade in tutte le civiltà in cui la concentrazione di poteri, ricchezze e associate influenze supera un livello critico ben noto agli studiosi e ai politici alieni.
E poi quel finale tragicomico, con la popolazione intirizzita chiamata a sbrinare le pale eoliche e a rimuovere la neve dai pannelli solari, in un tentativo disperato di rendere utilizzabili le stesse fonti energetiche che già mostravano tutta la loro inefficienza in condizioni climatiche più favorevoli. Le stesse fonti energetiche su cui gli umani facevano incredibilmente affidamento per salvarsi dalla morte imminente per “troppo caldo” profetizzata dagli scienziati di allora.
Ma tra tutti i carotaggi ce ne sarà uno che lascerà gli alieni decisamente interdetti.
Si tratterà di un manifesto pubblicitario di un “body contenitivo”: un capo di biancheria che gli alieni liquideranno irrispettosamente come un paio di mutandoni elastici per terrestri con problemi di linea. Ma ad attrarre l’attenzione sarà una nota sul manifesto pubblicitario, in apparenza criptica: “Emissioni CO2 compensate”. Un vero rompicapo per gli alieni, inizialmente incapaci di comprendere l’associazione tra l’acquisto di un bene voluttuario come un paio di mutandoni smagrenti, e la questione scientifica politico-economica delle emissioni di CO2.
Trattandosi di una civiltà progredita, gli alieni riusciranno comunque a capire che il riferimento alla “compensazione” andava inteso come una forma di auto-tassazione dei produttori di mutande per flagellarsi davanti ai loro clienti del fatto di emettere CO2 nel processo produttivo della lingerie. Ridicolo e grottesco, certo, ma comunque comprensibile alla luce del fatto che i terrestri, sulle fondamenta di quella scemenza assoluta del pericolo-CO2, avessero costruito un monumento alla stupidità che non risparmiava assolutamente nulla, nemmeno la biancheria intima.
Semmai gli alieni ne faranno una questione di marketing: considerata l’ignoranza media dell’essere umano (ritenuta dagli alieni la causa prima della sua propensione ad accettare come realistiche e credibili le ridicole profezie climatiche veicolate dai media di allora), cosa avrebbe potuto capire l’acquirente di mutande da quel riferimento alle emissioni “compensate”? Intrigati dal mistero, e solleticati dall’argomento invero pruriginoso (anche gli alieni indosseranno le mutande per nascondere e al tempo stesso valorizzare le loro vergogne?) avranno fatto alcune ipotesi:

  • Il terrestre avrà colto l’essenza del messaggio pubblicitario? Ovvero che il produttore di mutande con quella curiosa espressione intendeva in effetti avvertirlo che il costo della biancheria sarebbe aumentato a causa delle tasse sulle emissioni di CO2? Gli alieni concluderanno di no: perché sarebbero state necessarie conoscenze economiche che il terrestre medio decisamente non aveva.
  • Allora forse il terrestre avrà ritenuto che le mutande servissero a contenere inopinate e imbarazzanti flatulenze? In effetti il produttore avrebbe potuto “compensarle” grazie ad un sistema di contenimento a micro-filtri adsorbenti collocato nella parte posteriore della mutanda… Col risvolto climaticamente virtuoso di ridurre le emissioni in atmosfera di gas-serra di origine intestinale.
  • Oppure il terrestre avrà pensato ad un sistema di sconti per chi era afflitto da problemi di meteorismo? Qualcosa del tipo: compra le mie mutande e ti ri-compenso se emetti molte flatulenze? Sarebbe servito un certificato medico per usufruire dello sconto? O piuttosto una dimostrazione dal vivo in negozio in appositi stanzini dotati di gas detector?
  • O al contrario, il potenziale acquirente le avrà viste come qualcosa di minaccioso? Del tipo: guarda che se emetti troppe flatulenze finirai per far aumentare i gas-serra. E quindi le mutande me le paghi di più! Una interpretazione non lontana dal punto 1) ma più alla portata del terrestre medio.
  • E infine un’ultima ipotesi: ovvero che l’acquirente di mutande avrebbe liquidato la pubblicità con una alzata di spalle, come l’ennesima clima-cazzata. E come l’ennesimo, goffo esempio di “virtue-signalling” da parte dell’azienda di turno.

Ipotesi, quest’ultima, scartata con decisione dagli alieni. Perché se ci fosse stata una coscienza vera e diffusa della ridicolaggine e della ascientificità della narrativa allora dominante sul “Climate Change”, forse gli esseri umani si sarebbero salvati. E forse, delle clima-cazzate del ventunesimo secolo avrebbero potuto ancora raccontare di persona, tra le risate generali degli umani e degli alieni stessi. (qui)

Poi guardate qui

e ditemi se possono sussistere dubbi sul fatto che sia ritardata, per non parlare di quel ghigno da psicopatica – da psicopatica pericolosa, maligna, perfida, sadica, così, insomma. E tocca perfino assistere a questo

Precisando che la ritardata bianca, anche se dimostra 11 anni, ne compirà 19 fra tre mesi, mentre la ritardata nera ne ha 23. Mala tempora currunt, fratelli, e nessuno che vada in giro ad agitare qualche campanello per svegliare il branco di idioti che si accoda a queste pericolose stronzette analfabete.
E alla fine di tutto, non resterà che questo:

barbara

  1. Il vantaggio del nucleare è che mette d’accordo i ferventi sostenitori dell’AGW con gli scettici: energia pulita, emissioni zero, ma anche la possibilità di scaldarci tutti quasi gratis se non dovesse pensarci il clima.

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  2. Ho sempre pensato che cercare una causa antropica all’unica costante certa del clima, ossia la sua mutabilità, fosse un atto di presunzione. Poi ho capito che era solo marketing. Come marketing è la ragazza immagine del cambiamento climatico. Purtroppo i soggetti Asperger difettano di empatia e mi sembra strano che l’ex ragazzina dagli studi interrotti sia in grado di provare rabbia per una questione che non riguarda solo lei. Inoltre, mi sembra che crescendo la ragazza sia peggiorata: sguardo sempre più assente e tic nervosi. I genitori dovevano mandarla in terapia, invece di sfruttarla. Ormai è tardi.

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    • Più che presunzione direi vero e proprio delirio di onnipotenza: non vedo come altro si potrebbe interpretare questa idea di poter dominare e asservire addirittura il clima. Quanto a Nostra Signora di Ciodue, come già ho detto in altre occasioni, una delle caratteristiche specifiche dell’Asperger è un IQ molto alto, mentre lei è visibilmente molto al di sotto della media. Disturbi psichici e nervosi sono indubbiamente presenti e crescenti, ma sicuramente di tutt’altro genere. E, sì, credo proprio che sia ormai irrecuperabile. Non escluderei che prima o poi si suicidi e allora col culto della martire del clima la Nuova Religione esploderà e travolgerà tutto e tutti peggio dell’islam.

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    • “Ho sempre pensato che cercare una causa antropica all’unica costante certa del clima, ossia la sua mutabilità, fosse un atto di presunzione”

      E hai pensato male: cercare una causa antropica è semplicemente “ricerca”. Tra l’altro la maggioranza degli scienziati è a favore della causa antropica (e non aprioristicamente). Al di là delle giuste critiche al gretinismo mi piacerebbe che questo blog fosse meno negazionista sul tema dei cambiamenti climatici. Meglio mantenere un sano atteggiamento di scetticismo.

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      • Occorre riconoscere che l’idea è geniale. Per anni, anzi: per secoli, i produttori di merci e servizi si sono affannati a creare i bisogni per qualcosa di cui fino ad allora nessuno sentiva la necessità, e che anzi proprio non esisteva. Mettiamoci gli esempi consumistici che vogliamo, dalla Coca Cola allo smartphone: per non parlare, risalendo più indietro, del tabacco o del caffé. Ma questo implicava fare la fatica di produrlo, il fottuto prodotto.
        Con le faccende climatiche si è proceduto, nell’ultimo mezzo secolo, a affinare il sistema, partendo dall’idea rivoluzionaria che si potevano fare soldi non aggiungendo, ma togliendo. La gente paga per avere di meno. E’ geniale.
        Naturalmente il pagamento è traslato, ossia passa per lo Stato, o gli stati. La gente paga più tasse per avere meno servizi, oppure paga di più i beni che acquista, e lo stato passa i soldi a… mica è chiaro, si tratta del sistema di appalti che dovrebbe impedire al pianeta di surriscaldarsi. Oppure, nel caso di paese del terzo mondo, neppure la finzione dell’appalto: direttamente nel conto in Svizzera del dittatorello.
        In fondo, il sistema lo aveva già inventato quel birbone di Lord Keynes, quando diceva: fategli fare un buco per terra, e poi fategli coprire il buco. Ma dietro agli ipotetici scavatori si stagliava il profilo dell’appaltatore dello scavo.

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        • @ Erasmo

          Sono d’accordo col tuo intervento. C’è chi è stato bravo a sfruttare la situazione. C’è sempre chi è bravo in queste cose (a Berlino ci sono ancora dei Napoletani che ti fanno credere di poterti vendere dei pezzi originali del “muro”, per esempio).
          Aggiungo una cosa alla tua osservazione “La gente paga per avere di meno. E’ geniale”. Da un punto di vista tecnico/tecnologico avere di meno può essere realmente più costoso: pensa a tutti i processi in cui qualcosa viene “raffinato”, pensa – la prima cosa che mi viene in mente – alla brillatura del riso; togli qualcosa per rendere il chicco più “presentabile” ma ciò implica una lavorazione in più, e dunque costi aggiuntivi.

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        • Andiamo. Togliere non è stato usato da me in senso fisico. Pensiamo a una statua di Michelangelo: partendo da un parallelepipedo di marmo, ne toglieva pezzi. Possiamo affermare che ne diminuisse il valore?
          Questi signori ci tolgono pezzi di vita, e ci fanno pagare per questo. E ancora non hanno pienamente pianificato il furto.

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      • Non nego il cambiamento climatico: io stesso ho scritto che il clima cambia, come ha sempre fatto. Semplicemente trovo improbabile che l’uomo sia così potente da cambiare il clima. Mi sembra una visione calvinista, ossia tipica dei wasp alla Al Gore. La terra non ha bisogno di interventi esterni per fare il proprio lavoro. Ad esempio, nel basso medioevo tutta l’area dell’ italia centrale era ricoperta da un’enorme foresta di conifere, chiaro segno di un clima assai più freddo anche di trecento anni fa.
        Sono reperibili articoli di giornale del primo 900 (quando il carbone bruciava da almeno due secoli) che lanciavano allarmi su una possibile nuova immininente glaciazione: i ghiacciai alpini, infatti, si stavano espandendo. Gli stessi ghiacciai che ora si stanno ritirando; ossia stanno tornando ai livelli deli primi anni del 900. Per non parlare della precisazione delle tecniche di misurazione delle temperature nella storia…

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        • @ Mantus

          Proprio sulla base di quello che hai detto (e aggiungo che ci sono anche l’optimum climatico medievale e il curioso nome della Groenlandia) ci potrebbe essere una base di cambiamento di fondo non antropico e basta, o quella base su cui si innesta una componente antropica. L’impressione (almeno la mia) è che non se ne sappia abbastanza e che occorra studiare di più e meglio. Quindi io non me la sento affatto di escludere il fattore uomo; mi viene da pensare che in qualche modo abbia la sua influenza (magari è un semplice acceleratore), anche se non semplice da quantificare. In mancanza di informazioni, dunque, tutte le opzioni sono sul piatto. Dire che dipende tutto dall’uomo o negare totalmente la causa antropica mi sembrano posizioni per le quali – entrambe – non valga la pena mettere la mano sul fuoco. Che poi qui dentro ci si infilino i furbi del marketing (proprio perché non c’è una situazione chiara tipo 2+2 = 4) è assodato. Ma da questi ci si difende con informazione e pensiero critico.

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      • “Cercare” è ricerca. Fabbricare una teoria che porti miliardi di miliardi nelle tasche di chi l’ha fabbricata e poi fabbricare “prove” di tale teoria, per inciso in contrasto con tutti i dati disponibili, come i grafici qui riprodotti, è cosa un tantino diversa.
        Sì, questo blog è pienamente e convintamente negazionista delle cause antropiche dei cambiamenti climatici, esattamente come è negazionista dell’equazione vaccini=genocidio, dei quattro morti al giorno nella sola Italia causati dai vaccini, di BigPharma= Mengele ecc. ecc. Solo un piccolo appunto: negazionista in senso proprio è chi nega un fatto reale, documentato e inconfutabile, tipo camere a gas. “La maggioranza degli scienziati è a favore” NON è un dato. Non dico un dato reale e documentato: non è proprio un dato da nessun punto di vista, non è un argomento, non è un fatto, non è niente di niente. Meno che mai quando si tratta di una partita in cui sono in gioco miliardi di miliardi, da spartirsi fra chi partecipa al campionato.

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        • “La maggioranza degli scienziati è a favore” è quasi l’unico dato che abbiamo. Certo che è un fatto, solo che non sappiamo se vero o falso o misto. Un giorno, forse, potremo dire se quella maggioranza avrà avuto ragione o meno.
          Riduco il problema all’osso (le altre cose su vaccini e altri complotti non c’entrano nulla qui e io non ti ho mai contestato nulla a tal proposito): tu te la senti di dire che il fattore antropico non ha alcuna influenza sui cambiamenti climatici? A me sembra che tu stia sostenendo proprio questa posizione. Ecco, io non mi sento di escludere il fattore antropico. Ed è questo che sto dicendo: non sto dicendo (perché non lo penso) che tutto dipenda dall’uomo. Il cambiamento climatico è uno dei problemi supercomplessi e di solito dietro alla complessità non ci sono soluzioni semplici. C’è chi se ne approfitta? Ma certo che sì: è proprio della natura umana (così come – più in generale – di quella animale).

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        • Oltre al parere di un certo numero di scienziati – quelli più rumorosi, che provvedono anche a cercare di tacitare gli altri – ci sono le misurazioni oggettive, che sono quelle che ho postato, che dicono l’esatto contrario di quello che dicono quella parte di scienziati. L’uomo influisce? Sì, più o meno per l’1%, tutto il resto è anantropico. Dobbiamo sacrificare il nostro stile di vita per ridurre quell’1% del 20% ossia il totale dello 0,2%? Follia pura.
          Vaccini e camere a gas li ho citati per chiarire il significato esatto di negazionismo, non per mischiarli ai cambiamenti climatici.

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