DIOCESI BATTE FUOCO 1:0

“Una civiltà che trasforma Notre Dame in una Disneyland è finita”

Approvata la ristrutturazione che farà della cattedrale il tempio del kitsch. Intervista per la newsletter al filosofo della Sorbona Jean-François Braunstein: “Ci adoreranno Pachamama?”

“L’incendio di Notre-Dame non è né un attacco né un incidente, ma un tentativo di suicidio” (Alain Finkielkraut)

La commissione di esperti del patrimonio francese ha dato il via libera alla controversa ristrutturazione degli interni di Notre Dame, nonostante le critiche di un centinaio di personalità che parlano di un “vandalismo politicamente corretto” del capolavoro gotico, racconta il Telegraph. Stéphane Bern, che il presidente Emmanuel Macron ha incaricato di raccogliere fondi per salvare i tesori del patrimonio francese in rovina, si è unito ad artisti e accademici di alto profilo per firmare una petizione contro i piani di ristrutturazione della cattedrale danneggiata dall’incendio del 16 aprile 2019. Le parti esterne dell’edificio saranno riportate al loro antico splendore. Gli interni saranno invece cambiati con un’enfasi sull’Africa e l’Asia, giochi di luci in mandarino e arabo e l’ultima cappella che sarà all’insegna dell’ambientalismo.
Il ministero della Cultura ha fatto sapere che il pioniere della street art Ernest Pignon-Ernest, così come altri artisti come Anselm Kiefer e Louise Bourgeois, sono tra i nomi presi in considerazione. Il Wall Street Journal lo ha definito “il piano incendiario per Notre Dame”. Verranno risistemati elementi come il tabernacolo e il battistero. La petizione su Le Figaro, intitolata “Notre-Dame de Paris: Ciò che il fuoco ha risparmiato, la diocesi vuole distruggere“, ha espresso orrore per il progetto approvato. Il rifacimento “riduce a nulla i disegni pazientemente elaborati da Viollet-le-Duc”, il celebre architetto che restaurò la cattedrale dopo le devastazioni della Rivoluzione francese nel tentativo di riportarla allo spirito del cristianesimo medievale.
Lo storico dell’arte Didier Rykner su La Tribune de l’art descrive il progetto come “brutto, indegno di Notre-Dame e che deve essere contrastato dagli amanti del patrimonio”. Rykner descrive nel dettaglio lo scempio che si vorrebbe attuare: “Altari interamente spogliati non solo del loro arredamento (ostensori, candelabri…), ma anche delle sculture; confessionali rimossi da tutte le cappelle laterali e cappelle che saranno riempite da opere d’arte contemporanea, di cui non si sa nulla”.
Notre Dame ha quasi mille anni. Scampata al Medioevo, al terrore della Rivoluzione francese, a due guerre mondiali e all’occupazione nazista, rischia di non sopravvivere alla barbarie kitsch della cultura europea post-cristiana nel 2021.
Ne parlo in esclusiva per la newsletter con Jean-François Braunstein, che insegna Filosofia all’Università Sorbona di Parigi (da Einaudi è uscita la sua Storia della psicologia) e fra i firmatari dell’appello su Le Figaro.

Quali sono le radici di questo “vandalismo politicamente corretto”? Postmodernismo? Kitsch? Mero denaro? Nel suo discorso su Notre-Dame, Emmanuel Macron non seppe neanche pronunciare la parola “cattolico” o “cristiano”…
Su Notre Dame, la cosa più sorprendente è che è la diocesi a prendere l’iniziativa di un progetto il cui scopo è trasformare Notre Dame in un luogo puramente turistico, il che non può che far piacere al Comune di Parigi, che sta trasformando tutta la capitale in una specie di Disneyland. Sai che la Sorbona viene gradualmente svuotata delle sue classi e trasferita in uno dei peggiori sobborghi, Aubervilliers? La Sorbona originaria sarà utilizzata come luogo di incontro o ‘di prestigio’ e affittata per vari eventi e riprese. Anche il vecchio Palazzo di Giustizia è stato in parte svuotato. Anche l’Hotel Dieu sarà trasformato in un luogo di eventi e tutta Parigi diventerà una sorta di zona turistica dove le auto saranno presto bandite dalle strade: nel 1°, 2°, 3°, 4° arrondissement e in parte del 5° e 6° arrondissement. Tutto il centro di Parigi viene assassinato e le gallerie d’arte del 6° si preparano a trasferirsi. L’offensiva turistica incontra l’offensiva modernizzante e kitsch della diocesi, incapace di conservare la bellezza di Notre Dame. C’era un progetto molto più rispettoso che consisteva nel far lavorare sul posto artigiani e restauratori. Ora invece dovremo accontentarci di musica di sottofondo e proiezioni di ‘parole’ sui ‘muri’, con panchine luminose e rimovibili, come in una specie di aeroporto. Il cuore di questo progetto è rendere ordinario ciò che era sublime… È incredibile che sia la diocesi in prima linea su questo e significa, secondo me, che il cattolicesimo sta scomparendo ad alta velocità, sotto la direzione di questo ‘Papa’ che non crede più in nessuna trascendenza e di un arcivescovo di Parigi che è stato costretto a dimettersi per storie di relazioni femminili… Naturalmente, sembra che ci sarà un po’ di propaganda ambientalista, con riferimenti alla ‘Laudato Si’ e forse anche alla Pachamama…Didier Rykner, uno storico dell’arte che è all’origine della petizione, ha detto su La tribune de l’art: ‘Ricordiamo che l’interpretazione del Concilio Vaticano II fatta dalla Chiesa francese ha portato nel nostro paese alla più importante ondata di vandalismo degli edifici religiosi dalla Rivoluzione francese’. Credo che abbia ragione e che questo vandalismo continui… Una pura catastrofe. È molto significativo che a protestare siano storici dell’arte, studiosi e non tanto i credenti, il che è un pessimo segno.
Ha ragione Jean Clair a scrivere che l’angelo custode della nostra tradizione è volato via?
La frase di Clair mi sembra molto appropriata. La gente comune è stata devastata dall’incendio di Notre Dame; la Chiesa e il Comune di Parigi lo vedono come un’opportunità per fare affari.
Sei cattedrali, senza contare decine di chiese, sono state bruciate in questi due anni in Francia. E se la ristrutturazione di Notre Dame rientrasse in questo crollo delle radici francesi?
Hai ragione, il numero di chiese che bruciano in Francia è estremamente alto e credo di sapere chi siano i piromani… In ogni caso, la Chiesa in Francia oggi non è all’altezza di conservare il suo straordinario patrimonio. La civiltà si sta indebolendo, ma parlerei piuttosto di un esaurimento della nostra civiltà…
Giulio Meotti

“Solo degli imbecilli possono pensare di sfigurare Notre Dame”

Eric Zemmour, un ebreo più cattolico dei vertici della Chiesa: “Macron e dei preti progressisti hanno deciso che la cattedrale debba continuare a perire tra le fiamme del politicamente corretto”

Dal settimanale Le Point traduco l’articolo di Eric Zemmour contro il rifacimento di Notre Dame. Il paradosso è che, come racconta oggi il New York Times, la diocesi aveva chiesto alla commissione persino di poter rimuovere le statue dei santi dalle cappelle. Il paradosso è che le voci più forti a difesa dell’integrità di Notre Dame sono arrivate da intellettuali ebrei come Zemmour, Finkielkraut e Pierre Nora. La “cancel culture” appare davvero come il fiume carsico della coscienza occidentale.

***

Miei compatrioti,
da mesi è in corso un progetto volto a decostruire la cattedrale di Parigi con il pretesto di restaurarla. Da ieri è entrato nella sua fase di realizzazione.
Amanti dello splendore della nostra civiltà, non possiamo tacere di fronte a questa spaventosa impresa volta a snaturare l’edificio più visitato al mondo, il baricentro della cristianità francese e il simbolo della nostra Nazione.
Cosa avrebbe dovuto decidere Emmanuel Macron la mattina dopo l’incendio? Ricostruire la cattedrale in modo identico, dentro e fuori. Invece, mosso da un orgoglio selvaggiamente fuori luogo, Macron lanciò un concorso per modernizzare la cattedrale e creò una struttura opaca destinata a soddisfare i suoi capricci.
Poi, il fascicolo di Notre-Dame è stato nascosto sotto il sigillo della segretezza più assoluta. Fino a quando non abbiamo saputo che era nato un nuovo progetto, volto a stravolgere radicalmente l’interno della cattedrale. Macron ne è così soddisfatto che ha invitato all’Eliseo il designer principale, un prete progressista con sogni nebulosi. Il Presidente della Repubblica sta cercando di far passare i fan di Notre-Dame come antiquati. Ma da quando in qua la modernità consiste nello sfigurare un capolavoro incredibile e nel sostituirlo con una fantasia idiota?
A due anni dall’incendio, la nostra cattedrale continua a perire tra le fiamme del politicamente corretto. ‘Spazi emotivi’, ‘cappella ecologica’, ‘viaggi iniziatici’, ‘pittura astratta’: fra astrazioni imbecilli e kitsch, i demoni del wokismo hanno messo gli occhi sul tesoro più commovente di Parigi.
I capi di questo progetto mostrano una percezione distorta e viziosa della storia. C’è una ragione per tutto questo: a loro non piace la Francia. Considerano, come dice lo stesso Macron, che ‘non esiste una cultura francese’. Incoraggiano tutto ciò che può decostruire il cuore della nostra civiltà.
Non è ancora troppo tardi. Macron deve dare l’ordine di cancellare questo progetto il prima possibile. E, se per caso si ostinasse a lasciar sfigurare la cattedrale di Parigi, quando sarò eletto Presidente della Repubblica, prometto solennemente che Notre Dame tornerà a essere Notre Dame.
Viva la nostra Storia, viva la nostra Arte e, soprattutto, viva la Francia.
Giulio Meotti

Ho letto tra l’altro, non ricordo più dove, che – orrore degli orrori – tutte queste aberrazioni non riguardano principalmente la parte distrutta dal fuco e quindi da ricostruire ex novo, bensì le parti rimaste intatte, cioè quelle sulle quali il fuoco non ha creato la necessità di mettere le mani. Io mi auguro che il giorno in cui inizieranno i lavori tutti i francesi con ancora un cervello funzionante vadano a fare da scudi umani alla cattedrale, impedendone il secondo scempio – molto peggiore di quello operato da fuoco.

barbara

  1. Corsi e ricorsi della storia. Durante l’era della dea Ragione la cattedrale venne riciclata in stalla. Adesso nell’era della dea Gaia la vogliono trasformare un un parco giochi equosolidale biocompatibile.

    PS
    Ma inserire “citazioni” arabeggianti o mandarine non è un caso plateale di appropriazione culturale? Fanno la guerra a disneyland per Mulan o Aladino e stanno zitti in questo caso. Mah.

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    • Guarda, dovessi proprio scegliere sceglierei la stalla: la sconsacri, la fai cessare di essere un luogo di culto e ne fai una cosa utile per qualcos’altro, ok. Ma lasciarle la funzione teorica di luogo di culto e farne un bazar è una profanazione molto peggiore.
      Poi, sì, lasciarla come chiesa cattolica e metterci dentro le citazioni di altre culture e religioni è decisamente peggio che far interpretare Aida da una bianca dipinta di nero.

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  2. Mentre Erdogan ha consumato la nuova usurpazione di Santa Sofia (già depredata dagli Ottomani e trasformata in tempio maomettano), in Francia si sconsacra di fatto Notre Dame, trasformandola in un museo mondialista, con trenta anni di ritardo. Suggerirei di renderla un teatro in cui rappresentare stabilmente l’omonimo musical; almeno quel che resta del clero francese potrebbe vendere i biglietti e provarci con le ballerine ed i ballerini.

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    • Credo che la discesa agli inferi sia cominciata con quei preti che, per “attirare i giovani” facevano messa suonando canzoni moderne con la chitarra: stupida illusione: se in chiesa ci vai unicamente perché il prete suona la tua musica, difficilmente arriverai a interessarti ad altro. Adesso magari a Notre Dame potrebbero organizzarci anche qualche bella sfilata col modello Giuditta.

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      • D’accordo sulla Sainte Chapelle. St. Denis se non ricordo male è quella dove sono sepolti i reali, però devo confessare che la chiesa non la ricordo, mentre ricordo bene, uscendo da Parigi, come mi abbia lasciato senza fiato quella di Chartres.

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    • Almeno questo comprende figure umanoidi, a differenza di quello dell’anno scorso.
      Comunque la modifica del tratti della sacra famiglia appartiene alla tradizione cristiana: Maria (da Miriam, la scura, nelle nostre latitudini, diventa bionda con gli occhi azzurri e la sua divina prole segue la stessa sorte. In una chiesa di Roma (Santa Maria in Monticelli) è conservato un frammento di mosaico bizantino del IX secolo con una delle rappresentazioni più antiche di Gesù: potrebbe essere il sosia di Bin Laden.
      Nella stessa chiesa c’è una flagellazione dipinta da Annibale Carracci, con un Gesù biondo e paffuto.

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      • Sì, ma per prima cosa siamo in Italia, e meglio ancora in Vaticano, non a Bogotà; secondo, anche stavolta non vi è nulla di mistico, salvo forse il richiamo alla solita Pachamama che, insomma, tutto è meno che cristiana. Terzo, sono peggio che brutte, quelle sculture: sono kitsch. Starebbero bene a Viareggio, su un carro del Carnevale.

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  3. Io sono uno di quelli dei “cinque sola”, io e i miei confratelli rifiutiamo l’uso di immagini (sul crocifisso poi… è risorto, non ha senso che se ne stia appiciciato a un muro) ma se ND fosse stata nostra, avremmo saputo come cautelarci da certe… idee, ecco.
    Su certe interpretazioni della Scrittura, visto uno dei sola (sola scriptura, la Rivelazione è avvenuta solo con quella) ci sarebbe da discutere per mesi, non per ore.

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  4. “…significa, secondo me, che il cattolicesimo sta scomparendo ad alta velocità, sotto la direzione di questo ‘Papa’ che non crede più in nessuna trascendenza…”

    La mia posizione la conoscete già: sono ateo e – magari! – scomparisse il cattolicesimo e più in generale tutte le religioni!
    Società con pochissimi credenti, come quelle di Estonia e Repubblica Ceca, non sono certo peggiori delle nostre, anzi.

    Guardate che qui siamo su un livello completamente diverso. Qui abbiamo gente che non ha nemmeno più il senso della bellezza universale, che crede che tutto o quasi possa essere offensivo o non inclusivo o razzista o discriminatorio o chissà cos’altro (ogni giorno ce n’è una nuova).
    Sono disturbati, ma tanto. Sono disturbati tetratto n. Hanno la mente talmente distorta che non so nemmeno più se è stato abbandonato il campo elastico e si è entrati in quello plastico, da cui non si torna indietro.
    In ogni caso ai disturbati non deve essere permesso nuocere, figuriamoci se questi devono poter dettare una linea politica o di comportamento.
    Il nostro compito è quello di fermare quest’orda di zombi lobotomizzati. Ecco, immaginiamo proprio una scena di un qualunque film di zombi. Sta succedendo questo. E quello che mi spaventa di più è la velocità del contagio di queste nuove idiozie.
    Di fronte alle idiozie è vietato tacere. È bene ricordare che sono loro i non normali e guai a vergonognarsi di dir loro che non sono normali. Non sono normali, punto.
    Ché la pazienza ha un limite anche per noi mansueti.

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    • Bene, ho imparato una parola nuova (e il relativo concetto).
      L’Unione Sovietica e la Cina comunista hanno abolito per legge la religione (e anche il nazismo, se vogliamo, anche se non per legge e non del tutto, ma solo perché non ha avuto abbastanza tempo), e non mi sembra che le cose siano andate proprio benissimo. So che non sei d’accordo, ma il cristianesimo, quello tosto, non quello della messa a Natale e Pasqua e in chiesa per battesimi matrimoni e funerali, è l’unica barriera che può fermare l’islam e le sue devastazioni. Se crolla quello siamo fottuti. In teoria anche l’ebraismo ortodosso, ma essendo quattro gatti hanno un peso piuttosto modesto. Pienamente d’accordo sul resto: sono disturbati, ed è un virus con Rt 10. Soprattutto sconvolge quello che succede in altri Paesi – in Italia non ancora, ma non so per quanto – che dire che la biologia conta, che chi partorisce sono le donne e se partoriscono diventano madri (una sola di queste cose, dico, non tutte insieme) costa il posto di lavoro, la cattedra universitaria che tenevi con successo da vent’anni, il posto al giornale, in televisione, il ruolo nel film, terrorizzando e riducendo al silenzio anche chi non sarebbe affatto convinto. E le mani sui bambini, insegnargli fin dall’asilo che il “genere” è quello che uno si sente in un determinato momento, perché quello che hai nelle mutande non conta. Vanno fermati, tu dici, e invece sono loro a fermare quelli sani di mente, esattamente come quattro gatti di nazisti hanno preso in mano un’intera nazione e poi messo le zampe su tutta l’Europa.

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      • Vero, l’Unione Sovietica ha vietato ogni culto. Pessimo metodo. Poco meno di una decina d’anni dopo il crollo, quando vivevo occasionalmente in Estonia, ricordo la stranezza di vedere così tanta gente frequentare le chiese e i cimiteri. Ho poi capito che la proibizione aveva finito col generare un forte senso religioso, che è poi andato scemando col tempo. Scene simili, anzi, persino più intense, in Lituania, un paio d’anni dopo. Mi avevano colpito, sopratutto, le donne che si inginocchiavano per terra davanti all’altare o alle statue della Madonna; per terra, non comodamente sulle panche.

        Quanto alle religioni, ovviamente ne capisco il bisogno antropologico umano, ma credo che dopo Galileo e Cartesio se ne possa fare a meno. Un po’ come quando a un certo punto si smette di credere a Babbo Natale.
        In base a quanto sopra, pertanto, non mi sognerei mai di abolire le religioni, ma auspico una maturazione del genere umano che porti al loro abbandono.

        Poi c’è tutto l’insieme di valori che stanno dietro a una religione. E questa non è nemmeno più religione, ma cultura. Quindi esiste una cultura cristiana, che – in quanto prodotto dell’attività umana – contiene molte cose buone. Come ci sono cose buone nel paganesimo (il non sentirsi “sopra”, ma “parte” della natura), nell’induismo (il fare a meno di certe mediazioni delle istituzioni religiose), nel taoismo (leggetevi questo benedetto libro: Il Tao della Fisica), ecc.
        C’è qualcosa di buono anche nell’islam, ma possiamo anche dire che l’islam è ben più primitiva e arretrata di molte altre religioni.

        Pertanto è vero: una forte cultura (cultura, non religione) cristiana può dare un contributo contro l’islam. Ma penso che più che altro serva lucidità e avere le palle di dire quello che si pensa, sempre. In ogni caso tutto fa brodo contro l’islam.

        Stavo pensando alla precessione degli equinozi. Nella nostra epoca, qui nell’emisfero boreale, ci va abbastanza di culo (poi tra qualche decina di migliaia di anni le cose cambieranno di nuovo, e poi torneranno come adesso, e poi ricambieranno, ecc.). D’inverno la Terra è in perielio e questo mitiga il freddo; idem d’estate, dove l’afelio mitiga il caldo. I due effetti, distanza Terra-Sole e inclinazione dell’asse terrestre, sono – diciamo – in opposizione. In posti come Australia e Antartide le cose vanno diversamente. Ecco, il rapporto cristianesimo-islam è un po’ come quello che succede nell’emisfero australe: effetti (negativi) che si sommano. In questa fase storica l’islam è decisamente in forze e si muove in un terreno dove il cristianesimo è in piena decadenza. Quindi, da un lato abbiamo l’islam che mira alla distruzione della nostra cultura, dall’altra abbiamo la decadenza occidentale che ogni giorno compie un piccolo passo in più verso l’autodistruzione. Mi sa che qualcuno sta interpretando male il concetto del porgere l’altra guancia.

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      • A proposito di bambini. Come sai mia figlia va in una scuola cattolica gestita da suore. La nostra scelta – l’ho scritto tante volte – è legata al fatto che oggi la scuola privata è un sano baluardo contro il basso livello e certe deviazioni di quella pubblica, assai più incline ad assorbire o addirittura a promuovere le neoidiozie. OK, poi mia figlia si deve sorbire tutto l’ambaradan religioso, ma intanto l’insegnamento viene prima; per me è questo che conta.
        Ecco, per quanto la didattica sia gestita molto bene, ci sono poi cose contro cui puoi fare poco, purtroppo. Potrà sembrare stupido, ma vi faccio un esempio: se si parla di ricercatori sui testi ormai c’è quasi sempre scritto i ricercatori “e” le ricercatrici; se si parla di astronauti trovi scritto gli astronauti “e” le astronaute, idem per scienziati e scienziate. Pura idiozia (e spreco di pagine, inchiostro, alberi e tutte le cose che fanno intristire la gretinella). I bambini non hanno bisogno di capire il concetto di maschile che assorbe il neutro. Lo hanno già capito prima di arrivarci alla scuola. Come sanno perfettamente che questa è una cosa linguistica e non è affatto discriminatoria. Quindi, arrivare a questa bassezza è offendere la loro intelligenza.

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