UN EBREO UN CRISTIANO E UN MUSULMANO

Normalmente quando sentite di “un ebreo, un cristiano e un musulmano” supponete che sia l’inizio di una barzelletta. Ma nel Sylvan Adams Children’s Hospital a Holon, Israele, è una straordinaria storia vera del potere della coesistenza.
Hannah, una bambina di 8 anni di Myanmar, è arrivata in Israele per un intervento cardiaco salvavita grazie all’organizzazione israeliana Save a Child’s Heart. I tre medici che hanno eseguito l’intervento erano un ebreo, un cristiano e un musulmano. (Qui)

(E no, non parlerò della morte di un famoso antisemita di merda)

barbara

  1. fra l’altro (c’entra niente col post, ma c’entro col vescovo scismatico schiattato)….

    quando anni fa l’ultimo papa decente disse, in un intervista sull’aereo di ritorno dall’Africa, una cosa perfettamente in linea con quanto lui rappresentava e in cui credeva, e cioè che la migliore e l’unica misura eticamente accettabile contro il diffondersi dell’AIDS fossero la castità e l’astinenza dal sesso fuori dal matrimonio, si alzarono alte le strida dei deficienti (evidentemente privi degli strumenti minimi per capire affermazioni anche semplicissime) che lo accusavano di aver condannato a morte gli africani vietando l’uso del goldone, e che il papa deve smetterla di ficcare il naso nelle mutande della gente e aggiornare le sue idee ai tempi moderni….
    ebbene in questo bailamme di grida insulti e contumelie evidentemente s’era perduto l’elogio del preservativo di Desmond Tutu, o gli inni alla promiscuità sessuale (protetta mi raccomando) dei vari imam sparsi nel continente, e nemmeno si sono potute apprezzare le lodi sperticate del Dalai Lama verso i vari movimenti lgbtqxx e per la liberazione sessuale di fanciulle e adolescenti africani, che purché protetti dall’impermeabile avrebbero potuto incoronare la propria estasi dimostrando l’arretratezza della ciesa cattolica.

    perché se anche il papa avesse detto una castroneria, non è lui che decide le politiche demografiche e sanitarie delle varie nazioni africane, e nemmeno è la chiesa a doversi occupare delle condizioni igieniche e sanitarie dei vari paesi. gli hanno chiesto un parere, ha risposto in modo diretto e sincero dando quella che lui credeva, in base alle sue condizioni e al suo magistero, fosse la risposta corretta dal suo punto di vista, fregandosene abbastanza sia dell’eventuale reazione dei non cattolici, sia del fatto che la soluzione fosse più o meno praticabile (com’è giusto, a mio avviso, che faccia il papa in generale, mica deve farsi rieleggere ogni cinque anni, mica deve blandire il gregge: lo deve GUIDARE, e per chi non segue sono cazzi suoi)

    al contrario, nessuno va mai a scassare i coglioni agli altri leader religiosi, europei o africani, a proposito delle abitudini sessuali del continente e alla relativa diffusione di malattie veneree anche incurabili: perché?
    forse perché una risposta di Desmond o di un qualche imam sarebbe o falsa (per cercare consenso) o non gradita, in caso di risposta sincera e centrata sulla situazione africana dal pdv di un capo religioso protestante o musulmano, e quindi dannosa per la propaganda con cui lo si vuole dipingere e rivendere alle masse?

    scusate la digressione, ma quel tappo saccente e ipocrita mi è sempre stato pesantemente sullo scroto, se credi Barbara cancella pure con entusiasmo

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    • Il punto è che un capo religioso deve fare il capo religioso. Quando si mette a dire che cosa devono fare i politici (le raccomandazioni per le amnistie di Wojtyla, quelle per la cosiddetta accoglienza di Checco Mona ecc.) sta pisciando fuori dal vaso.

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